mercoledì 18 aprile 2018

Il pulitzer per la musica a Lamar è un pò come dare il Nobel per la fisica alla troia di tua madre.






<Un uomo che è in grado di capire il Buddha, un uomo che intuisce i cieli e gli abissi dell'umanità non dovrebbe vivere in un mondo dove regnano il buon senso, la democrazia e la civiltà borghese. Egli ci vive soltanto per vigliaccheria e quando le sue dimensioni lo opprimono, quando la stanzetta borghese gli diventa troppo stretta, ne dà la colpa al "lupo" e non vuole sapere di ammettere che in certi momenti il lupo è la sua parte migliore.>






Si, lo so, dovrei scendere dal piedistallo. Ciao blog come stai? E’ un sacco che non ti parlo. Che vuoi che ti racconti? Non ho molto da raccontare. Vivo questo difficile contrasto tra curiosità e desiderio di solitudine.. nel senso che la curiosità è senz’altro la mia principale ragione di vita. Sono sempre curioso, voglio vedere posti, leggere, ascoltare gruppi e in generale scoprire cose nuove. Però ho perso quasi completamente il desiderio di condividere queste esperienze col prossimo. Quando vivo qualche nuova esperienza la interiorizzo e non ho alcun voglia di confrontare le mie idee con quelle degli altri. Al massimo parlo da solo in camera. E’ molto difficile aver a che fare con persone che abbiano i miei stessi interessi o che abbiano analizzato un dato fatto/avvenimento/opera su cui anch’io abbia la mia idea, ed abbiano per giunta voglia di parlarne. Ho questa pressante sensazione di vivere nell’immondizia. Esco di casa con gli stivali e c’è fango ovunque. Tutta la superficie della terra è coperta da 70 80 centimetri di melma bruno-verdastra ed io ad ogni singolo passo faccio una fatica oscena. Arrivo al bar-ritrovo con i butei, sono 800 metri da casa mia, e sono già esausto.
Mi vedo con questo mio caro amico, che è una persona splendida, che adoro, e dopo 4 minuti e mezzo di conversazione non so più che dirgli. Ma io gli voglio bene, mi fa piacere passare del tempo con lui, solo che ho quest’armatura sporca di fango che non mi permette di parlare. Allora faccio battute idiote, ironizzo su tutto, ce la ridiamo insieme e scherziamo bevendo una birra. Ma non dico nulla di serio. Nulla di ciò che veramente m’interessa. Nulla delle cose di cui mi farebbe piacere parlare. E mi chiedo se anche lui fa la stessa cosa. Magari sta pensando a un paio d’argomenti di conversazione su cui è molto informato ma non me ne parla perché sa che a me, di quella roba lì, non frega un cazzo.

Stamattina  ho letto del Pulitzer a Lamar. Disgustato, l’ho riferito a un po’ di gente. Tra questi, le uniche due persone che hanno analizzato il “problema” sono stati due blogger. Due adorabili stronzi che ho conosciuto prima in rete poi live e con cui sono rimasto in buoni rapporti. Abbiamo iniziato a mandarci audio su wazzup e siamo andati avanti per ore, passando da un discorso all’altro, dall’attualità alla musica, dalla società alla politica. E ne sono stato veramente contento. Perché li trovo persone interessanti. E quando parlo con loro mi sento a mia volta una persona interessante. Però, mi chiedo, è normale che per avere delle conversazioni stimolanti io debba scrivere a gente che vive in un’altra città o addirittura in un altro stato?
A volte persino La Tipa, quando le parlo di qualcosa che è per me stimolante, qualcosa che si allontani dalle banalità del quotidiano, tende a soprassedere e a cambiare discorso. Come se fossi pesante. Ma io non sono pesante. Io vado in profondità.  Con leggerezza, peraltro!
Mah.
Può essere normale che tra le decine di quasi coetanei che mi circondano in questo paesotto ce ne siano solo 2 o 3 con cui ritengo valga la pena passare del tempo?
Mi si da dello stronzo, del cinico e dell’egocentrico. Vero, vero e ancora più vero.
Arrogante, anche. Vero anche questo.
Ma non dipende da me, Dipende tutto dagli altri.
Come quando, da ragazzino, a scuola, ho vinto quei giochi di logica. con 20 punti di vantaggio sul secondo. Dal secondo al 20esimo erano tutti raggruppati in meno di 10 punti. Ecco l’egocentrismo.
Tutti gli altri “intelligenti” raggruppati ed io là in cima. Ecco l’arroganza.
Per dio.
Non sono un genio, gli altri erano tutti stupidi. La media dei cervelli dell’istituto professionale che ho abbandonato per noia e mancanza di stimoli era ridicola. Così, come quell’istituto, è la vita tutta.
Risulto sfrontato e insolente perchè quasi tutti gli altri sono modesti e semplici.
(Immagino che anche le pecore debbano trovare molto stronzo ed egoista il lupo.)
La superbia è presente, per natura, in tutte le persone che tentano d’elevarsi. Ci dev’essere sempre rispetto per il prossimo, per le sue idee, per il suo modo di vivere, ma accompagnato dal tentativo di sottolineare la differenza sostanziale tra noi e loro. Se le mie caratteristiche sono cinismo ed altezzosità è solamente perché loro sono caratterizzati da mediocrità, pochezza, limitatezza. Non sono idraulici e operai ed estetiste, nella maggioranza dei casi sono impiegati, dentisti e bancari. Hanno auto orologi e vestiti come status symbol per testimoniare la loro pochezza interiore.
Io ho i pantaloni dei cinesi, la maglia di Bud Spencer, Il Lupo della Steppa sottobraccio.  E la cosa più costosa che ho addosso è il romanzo.
E rido. Tiro frecciate, e rido.
Mi sento proprio bene con la mia fottuta arroganza.




"Ragazzo mio, tu prendi troppo sul serio il vecchio Goethe. Non bisogna prendersi troppo sul serio. La serietà, caro mio, è una nota del tempo: nasce, te lo voglio confidare, dal sopravvalutare il tempo. Ma nell'eternità, vedi, il tempo non esiste; l'eternità è solo un attimo, quanto basta per uno scherzo."





2 commenti:

  1. Quanto cazzo ti capisco. Questo mood di misantropia e curiosità mi s'è avvinghiato addosso da un bel po'. Nessuna voglia di condividere. E quando lo faccio, ho voglia di chiudere amicizie decennali e non scherzo. Ho capito che Lui è quello giusto perché riesco a condividere qualunque cosa ,senza filtro, dalle idiozie più scrause alle profondità abissali dell'esistere. Il brutto è che non ho più necessità di condividere altrove. Ma sarà poi un male?! Bah... Tieni botta

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    1. .. No, non credo sia un male.. ;-)

      Si si, tengo botta, sono in forma, in maniche corte passeggio brillo col sole che m'illumina il cammino!

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