venerdì 13 aprile 2018

Daunbailo - Jim Jarmusch



Daunbailo parte piano. Zack (Tom Waits) nei primi quindici minuti dirà forse 30 parole. Oltre a Zack c’è Jack.
Sono entrambi sfortunati. I due finiscono nei guai. I due finiscono in carcere. E qui inizia la noia. Noia. Lentezza. Il tempo non passa. Apatia. Poi all’improvviso arriva Bob (Benigni). Il film cambia. Due o tre sketch di Bob sono da incorniciare.  La sua parlata mix d’inglese maccheronico e toscanaccio è travolgente. Il film prende il volo.
Daunbailo è un film fiabesco per come le cose accadono e basta, senza spiegazioni. Jak e Zack si trovano in carcere incastrati da altri tizi di cui non si sa nulla, nè si sa perché sono stati fregati. Poi, comunque, grazie a Bob riescono a fuggire dalla prigione, sempre senza che nessuno ti spieghi come.
Perché non è importante. E’ importante il cosa, non il perché.

Ci sono molte scene d’effett: penso alla bellissima “carrellata” quando i tre protagonisti camminano lenti sulla riva, la telecamera  scorre sull’acqua seguendo il corso del fiume, con un sottofondo di percussioni e sax..  Ma ci sono tanti altri piani sequenza molto belli.
E ben fatta è anche la colonna sonora di Waits.
Benigni straordinario. Pur essendo esuberante e caricaturale, direi tiratissimo in tutto quello che fa, dalla gestualità alla parlata, alle espressioni, riesce ad essere vero, genuino, e a trasmettere un sacco. Quando è contento gli ride tutta la faccia, quando si agita e smadonna in toscanaccio è stupendo.
Probabilmente uno straniero non può apprezzare questo film meraviglioso quanto un italiano, perché metà delle cose che dice Benigni vanno perse. Quindi per una volta posso dire di essere felice di essere italiano.

Daunbailo non è un capolavoro ma è un film che va visto senz’altro.


“I scream, you scream, we scream: Ice cream!”

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