mercoledì 21 marzo 2018

Una cosa divertente che non farò mai più - DFWallace


Lo zapping wallaciano nasce proprio dall'osservazione intelligente ed onnicomprensiva
 di una realtà frammentata.













Ho sentito – e non ho parole per descriverla – una musichetta da ascensore in versione reggae. Ho capito cosa significa avere paura del proprio water.
Ho osservato e catalogato, con ribrezzo, ogni tipo di eritemi, cheratinosi, lesioni pre-melanoma, macchie da mal di fegato, eczemi, verruche, cisti papillari, pancioni. Celluliti femorali, vene varicose, trattamenti al collagene e al silicone, tinture orribili, trapianti di capelli malriusciti – insomma ho visto un sacco di gente seminuda che avrei preferito non vedere seminuda. Mi sono sentito depresso come non mi sentivo dalla pubertà e ho riempito quasi tre taccuini per capire se era un Problema Mio o un Problema Loro.


… da una flautata voce di donna che dice buongiorno, che giorno è , che tempo fa, eccetera. Lo dice con dolce accento inglese, le ripete in un francese che sembra alsaziano e poi ancora in tedesco. Riesce a rendere persino il tedesco mieloso e postcoitale. Ha proprio il suono che farebbe un profumo di marca se potesse parlare.



La cameriera della cabina 1009 non l’ho vista quasi mai, la diafana Petra dagli epicantici occhi da cerbiatto.



…e un’ardente passione per la cameriera della mia caibna, Petra, Petra dalle fossette e dalle sopracciglia ampie e candide, che indossava divise sempre bianche inamidate e fruscianti e profumava del disinfettante al cedro norvegese che passava nei bagni; e che puliva ogni centimetro praticabile della mia cabina almeno 10 volte al giorno, ma che non si è mai fatta sorprendere nell’atto di pulire- una figura di eleganza magica e duratura, meritevole di una cartolina tutta dedicata a lei.


Il bagno della 1009 odora sempre di uno strano ma non sgradevole disinfettante norvegese il cui aroma fa pensare ad un composto sintetizzato da uno che conosca l’esatta struttura biochimica di un limone senza averne mai sentito l’odore.



E attraverso un accumulo di collegamenti nevrotici la cui plausibilità non tenterò nemmeno di difendere, per un giorno e mezzo ho avuto paura che l’episcopato greco della Nadir avrebbe trovato il modo di usare l’incredibile, potente ed irresistibile water della 1009 per assassinarmi.



…e che il dannato corridoio è troppo stretto perché io possa lasciar fuori la porta della 1009 il vassoio usato dopo che mi sono rimpinzato, e così il vassoio rimane per tutta la notte in cabina e al mattino adultera la sterilità olfattiva della 1009 con una puzza di ravanello rancido, e tutto questo appare, al quinto giorno di crociera extralusso, profondamente deludente.




… Agostòn, il nostro adorabile cameriere ungherese […] e la sua faccia rosea da uccello in occasioni come questa esprimeva un misto di mortificazione e dignità che sembrava riassumere in sé la disperazione di tutte l’Europa dell’Est negli anni del dopoguerra.



..Mona. L’autunno prossimo entrerà alla Pennsylvania State University, perché i patti erano che avrebbe avuto in regalo una 4x4 solo se fosse andata in un posto dov’è possibile che nevichi. Nel riferire questo criterio di selezione, non provava al cunimbarazzo.



Sono venuto a sapere che gli squali, a quanto pare privi di ogni senso estetico, nei meravigliosi porti caraibici non si vedono mai.



Winston e io abbiamo raggiunto quel livello di maestria quasi-zen in cui è il ping pong che gioca noi – gli affondi, le piroette, le schiacciate e i recuperi sono esternazioni automatiche di una storta di armonia intuitiva fra l’occhio, la mano e l’istinto primordiale di uccidere.


.. , non utilizzo su Winston i miei strumenti investigativi più fini, […] perché non è proprio il bulbo più lucente, il cristallo più prezioso del lampadario intellettuale della nave, se avete colto il senso.



..le navi delle megacompagnie. Non è un caso che siano così bianche e pulite, poiché è evidente che devono rappresentare il trionfo calvinista del capitale e dell’industria sulla primitiva forza corrosiva del mare. La Nadir sembra avere un intero battaglione di instancabili ragazzi del terzo mondo che girano per la nave in tuta Blue Navy alla ricerca del minimo indizio di decadenza.



E così ora con questa affermazione viene fuori una questione assurda tra me e il facchino libanese, perché in questo momento ho messo il ragazzo, che a stento parla inglese, in una sorta di doppio legame, un conflitto tra professionalità e deferenza, un vero e proprio paradosso del viziatore: IL CLIENTE HA SEMPRE RAGIONE contro IL CLIENTE NON DEVE MAI PORTARE I SUOI BAGAGLI. Inconsapevole, in quel momento, di ciò che quel povero piccolo libanese sta passando, ne respingo sia lo squittio di protesta sia l’espressione agonizzante con meri atti di servilismo.



…questo individuo greco d’alto rango viene da me per scusarsi in nome e per conto dell’intera compagnia navale e della famiglia Chandris e assicurarmi che le teste di quei libanesi pezzenti già rotolano nei vari corridoi come punizione espiatoria per aver avermi lasciato portare la valigia da solo.



La maggior parte dei corpi in mostra che si potevano incontrare a tutte le ore del giorno sulla Nadir erano in vari stadi di decomposizione. E l’oceano stesso mi si è rivelato fondamentalmente come una gigantesca macchina di decomposizione.



Una parte della mia diffusa disperazione in questa crociera extralusso è che, a prescindere da come mi comporto, non posso sfuggire alla mia sostanziale e sgradevole americanità.





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