giovedì 25 gennaio 2018

I Fratelli Karamazov - F. Dostoevskij

Semi-Recensione piena di SPOILER







I fratelli Karamazov – Dostoevskij




Bramavano almeno di potersi addormentare tranquilli e persino di passare l’intera loro vita dormendo, solo per non vedere gli orrori che li terrorizzano.



I Fratelli Karamazov parte malissimo. La scrittura è pomposa, dettagliatissima non tanto nelle descrizioni di luoghi o persone, ma nella descrizione dei pensieri e dei comportamenti dei personaggi, e delle motivazioni che possono, o meno, aver portato i personaggi a compiere determinati gesti.
La storia fatica a decollare, tra capitoli dedicati alle presentazioni e scene con dialoghi noiosi e lunghissimi, ho fin da subito valutato l'idea di  scagliare il libro tra la fiamme del camino. Intorno a pagina 300 ho avuto bisogno dell’aiuto di un amico, a cui ho chiesto "Ma sei sicuro che vale la pena di leggerlo?" e lui ha risposto  “Si, ne vale la pena.”



Amo la vita, l’ho amata fin troppo, così tanto da provarne schifo. Basta così! Alla vita, carissimo, beviamo alla vita. Propongo un brindisi alla vita. Perché sono contento di me? Sono un vigliacco ma sono contento di me. E tuttavia mi tormento perché sono un vigliacco, e comunque sono contento di me.



Dostoevskij si lascia un po’ andare con i filosofeggiamenti spirituali e religiosi ed ha troppa voglia di moralizzare il lettore, quindi alcuni personaggi tipo lo starec Zosima, il monaco più importante del monastero dove studia uno dei tre fratelli Karamazov, ti fa venir voglia di morire ogni volta che inizia a spiegare qualcosa.
Da pagina 450 finalmente parte l'intreccio, il libro svolta, pagina 650 , la storia si fa interessante, carina davvero, intorno a pagina 800 inizi a pensare che sei davanti a un capolavoro  ma nel finale Fedor torna a dilungarsi un po’ troppo (130 pagine di processo di cui 80 per le due arringhe degli avvocati).

La storia è forte e i personaggi s’intrecciano bene, ma la vera forza del libro è la caratterizzazione dei protagonisti. Ognuno molto diverso, ben tratteggiato, unico. Tutti convinti della loro normalità sono al contempo plausibili, nel senso di veri e reali, ed estremamente caricaturali, estremi e guidati dalle passioni.


.

Fedor Pavlovic Karamazov: è tirchio, avido, ha un sacco di soldi ma li spende tutti per il suo piacere personale. Edonista, ama donne alcool e cibo ed è talmente preso da sé che nemmeno considera i figli.


Dimitrj (Mitja/Mitenka) Fedorovic Karamazov: Forte, orgoglioso, spende e spande soldi che non ha guadagnato, estremamente passionale, uomo d’onore Sicilia Style


Ivan Fedorovic Karamazov: Il più colto e istruito tra i fratelli, mostra incuranza e un senso di superiorità verso tutto e tutti. Non crede in Dio, dice che tutto è lecito e poi cade nei peggiori dilemmi etico/morali.


Aleksej (Alesa) Fedorovic Karamazov: Quello strano. Aspirante monaco, al contrario del padre e dei fratelli, Alesa è gentile con tutti ed estremamente altruista.


Kolja Krasotkin: Ragazzino intelligentissimo ,esuberante, bulletto e primo della classe, 13 anni e parla come un professore universitario; enfant prodige assoluto.

“La presunzione, e sia, viene dalla gioventù, la si corregge, se solo è necessario farlo, ma intanto c’è uno spirito indipendente, fin dalla più tenera età, c’è il coraggio del pensiero e delle convinzioni, e non lo spirito da salumiere prono di fronte alle autorità.”



Grusenka: è un’idealizzatrice. Ama il ricordo di un uomo, resta legata alle situazioni, non ama le persone, ama ciò che quelle persone hanno fatto in una data circostanza. Allo stesso modo, una ferita non si rimargina, e Grusenka quando odia, lo fa perché è ferita. Quindi causa e bersaglio del suo odio spesso non corrispondono.

“Sono senza freni, io , Alesa, furiosa. Mi strappo l’abito, deturperò me e la mia bellezza, mi brucerò la faccia e me la sfregerò col coltello, andrò a chiedere la carità. Se mi gira, non vado da nessuna parte e da nessuno, se mi gira, domani stesso rimanderò a Kuz’ma tutto quello che mi ha regalato e tutti i suoi soldi, e andrò a fare la lavorante a giornata per tutta la vita



La signora Chochlakova ama lo sfarzo e il prestigio, non vive di quello che vede ma di quello che la gente può pensare.


Sua figlia Lise è annoiata, viziata e per questo lunatica e instabile. (Secondo me uno dei personaggi più fichi, purtroppo non è molto importante per la trama e compare poco)

Parentesi: Quando a Lise gira male:

“Vi amerò terribilmente per avermi permesso così in fretta di non amarvi. […] Voglio comunicarmi un mio desiderio. Voglio che qualcuno mi tormenti, mi sposi e poi mi tormenti, mi inganni e se ne vada, per non tornare. Non voglio essere felice.”


“..Un ebreo all’inizio aveva troncato tutti i ditini a un ragazzo di 4 anni, di entrambe le manine, e che poi l’aveva crocefisso alla parete, e poi al processo aveva detto che il ragazzo era morto in fretta! Ha detto: si lamentava, continuava a lamentarsi e intanto lui se ne stava lì in piedi e lo rimirava. Che bello!”
-“Bello?”
“Bello. Alle volte penso di essere io stessa a crocefiggerlo. Sta lì appeso e si lamenta, e io me ne sto seduta davanti e mi mangio della composta d’ananas. Mi piace molto la composta d’ananas. A voi piace?”


“Mi ucciderò, perché tutto mi ripugna! Non voglio vivere, perché tutto mi ripugna! Mi ripugna tutto, tutto! Alesa, perché non mi amate affatto?”
-“No, vi amo!” rispose Alesa con ardore
“E piangerete per me? Lo farete?”
-“Lo farò.”
“Grazie! Ho bisogno solo delle vostre lacrime.”






Come vedi c’è una bella varietà e tutti i personaggi-  nonostante, anzi, - proprio grazie ai loro numerosi eccessi e contraddizioni, appaiono  veri, appunto perché fanno cose folli ritenendole normali, perché non riescono a vedere il modo di pensare del prossimo ma solo il proprio punto di vista e quindi vivono in un’altalena di ideali e passioni.


“…capaci di mescolare tra loro tutte le possibili contraddizioni e in un colpo solo contemplare entrambi gli abissi, l’abisso che sta sopra di noi, quello degli ideali superiori, e l’abisso che sta sotto di noi. Quello del degrado più basso e fetido. […]

“La coscienza della bassezza del degrado è altrettanto indispensabile a queste natura scapestrate, sfrenate, quanto la coscienza della più elevata nobiltà […]

“Due abissi, signori. Esattamente nello stesso momento; senza ciò siamo infelici e insoddisfatti, la nostra esistenza è incompleta. Siamo vasti, vasti, come tutta la nostra madre Russia, tutto conteniamo e a tutto ci abituamo!”





Nel complesso, i fratelli Karamazov non è un libro incredibile, ed è decisamente troppo lungo. Ma di certo va letto, perché ci sono delle cose fantastiche, tra le quali va annoverato


-Smerdjakov, di cui finora non ho detto nulla perché è il personaggio chiave del libro. Timido e servizievole con Fedor Pavlovic, addirittura dolce e sognatore con la donna che frequenta (non mi ricordo il nome), crudele con i più deboli. Smerdjakov ha dei valori morali tutti suoi, è debole e fifone, e appunto per questo, quando può, si dimostra furbo ed approfittatore. Nessuno nel libro lo riesce ad inquadrare nella sua complessità, ne è un chiaro esempio il processo alla fine del romanzo in cui Kitillovic lo definisce “Idiota demente” mentre l’avvocato difensore parla di “estrema diffidenza, ben nascosta dietro all’ingenuità, e  una mente capace di comprendere davvero molte cose”.”Un essere con un ambizione smisurata, vendicativo e livido d’invidia”. Grande Smerdjakov namber uan.


-Il Capitolo 9 del Libro Undicesimo: Dopo che per centinaia di pagine ci sono state noiosissime chiacchierate e considerazioni  sulla religione, con filosofeggiamenti triti inutili e spaccapalle, a pagina tipo ottoesessanta arriva il diavolo e, mentre cerca di convincere il tizio a cui è apparso di non essere un incubo o un qualche prodotto della mente del tizio stesso, se ne esce con qualche cannonata di frase spaccaculi, ed è simpatico, forse l’unico personaggio simpatico di tutto il libro. Una ventata d’aria fresca.

"C'è stato, dicono, qui da voi sulla terra un certo pensatore e filosofo, che 'Rifiutava tutto, le leggi, coscienza, la fede', e soprattutto la vita futura. Morì, pensando di finire dritto nel buio e nella morte, e invece davanti a lui ecco la vita futura. Se ne stupì e ne fu indignato: <Questo,> disse <va contro le mie convinzioni>"





Il 5 Gennaio,quando l'ho iniziato, e mi faceva schifo, ma volevo finirlo lo stesso, mi ero prefissato di leggere almeno 50 pagine al giorno. Non son riuscito sempre, qualche giorno ho letto meno e un paio li ho proprio saltati, però altre volte devo esser stato fortissimo perchè al pomeriggio del 24 Gennaio l'ho finito.  20 giorni secchi. Penso di essere stato bravo ma se me lo dici anche tu è meglio.

Giudizio totale 8,5-. Da leggere





Ho soltanto il mio vecchio, sono legata a lui e a lui mi sono venduta, Satana ci ha sposati, ma degli altri, nessuno. Ma, guardando te, ero decisa: ne farò un sol boccone. Ne farò un sol boccone e riderò.





Nessun commento:

Posta un commento