mercoledì 29 novembre 2017

Mi diverto così


C’è una super festa in taverna da me. Danny ha portato tre fiaschi di vino
Orr racconta delle sue folli manovre aeree suicide durante la guerra a Scudréra – che se riusciva a farsi capire dai contadini russi e dai muli, immagino non abbia problemi con l’inglese – mentre due tizi li ascoltano con sempre maggior curiosità; uno è Billy Pilgrim, che segue il dialogo con la coda dell’occhio, seduto in silenzio vicino all’altro, un signore che sorseggia limonata e Sostiene di chiamarsi Pereira.
Davanti al camino, l’enorme cane Buck è visibilmente infastidito dalla musica ma se ne sta buono buono, seduto affianco al suo padrone Martin che gli tiene sempre una mano sulla testa e intanto ci prova spudoratamente con Midori. Non riesco a capire se lei sia interessata o meno.
In un angolo c’è un ragazzone enorme con la faccia da scemo. Si chiama Lennie e l’ho invitato perché, poveretto, non ha molti amici. Ma se non smette di carezzare quel topo morto lo sbatto fuori. “Lennie metti via quel dannato topo e vai a lavarti le mani!”
Il gigante mi guarda come spiritato “George? Non mi trattare male, George.”
Dannato ritardato d’un gigante pazzo. Così mi spaventa le fighe.
In realtà a due metri da lui ci sono Marla e Joelle, e non sembrano spaventate. Si lanciano frecciatine acide; evidentemente non si sopportano. Lo vedo negli occhi di Marla. Gli occhi di Joelle non li ho ancora mai visti;  porta sempre quel velo che la nasconde e ti fa uscire di testa perché, anche se la conosco da anni, non ho ancora capito se lei sia La Più Bella Ragazza Di Tutti I Tempi o al contrario una ragazza Improbabilmente o Repellentemente Deforme.
Spostiamoci nell’altra stanza, la zona calda del Party: LaVache “l’Anticristo” e Cousin Jerry Claypool girano cannoni uno dietro l’altro, Tad Allagash fa assaggiare la sua Boliviana a Sick Boy, che ne resta impressionato ma fa finta di no.
Clarisse si guarda intorno con aria curiosa facendo un sacco di domande a tutti quanti, ed è stata agganciata da Terry “Gas” Lawson che finalmente ha trovato qualcuna interessata alla vendita ambulante di bibite gassate. Ma subito l’interesse di Clarisse viene attirato dallo strano comportamento di Gurdulù, che ha visto la creatura nelle mani di Lennie ed ora si crede d’esser un topo.  Tutti i presenti lo guardano allibiti. Ed il Dottor Gonzo,  il mio corpulento avvocato samoano, se ne esce così: “Pff, un uomo topo, che cazzo vuoi che sia. Quella volta a Las Vegas ho visto Duke trasformarsi in un cazzo di drago mutante”.
Anche Lennie, sempre il più lento, si accorge di Gurdulù, gli si avvicina ed inizia a carezzarlo; Gurdulù sorride beato e tutti i presenti scopiano a ridere.
L’Amarone ormai si dev’essere decantato, è ora di assaggiarlo e già Danny mi guarda sbavando, ma, aspetta un attimo, cazzo,
     non ci siamo tutti.
   Non è possibile.
  Quello là è sempre in ritardo.
Tra quanto cazzo arriva Godot?





Danny: Pian della Tortilla – J. Steinbeck
Orr: Comma 22 – J. Heller
Scudréra:  Centomila gavette di ghiaccio – G. Bedeschi
Billy Pilgrim:  Mattatoio n°5 – K. Vonnegut
Pereira:  Sostiene Pereira – A. Tabucchi
Martin Eden – J. London
Buck: Il richiamo della foresta – J. London
Midori:  Tokyo Blues – H. Murakami
Lennie:  Uomini e Topi – J. Steinbeck
Marla Singer: Fight Club – C. Palahniuk
Joelle Van Dyne:   Infinite Jest – D.F.Wallace
Stonechiper LaVache Beadsman “L’anticristo”: La scopa del sistema – D.F.Wallace
Cousin Jerry Claypool: Bastogne – E. Brizzi
Tad Allagash: Lemille luci di New York – J. Mc Inerney
Sick Boy:  Trainspotting – Welsh
Terry Lawson: Colla/Porno/Godetevi la corsa – I. Welsh
Clarisse: Fahrenheit 451 – R. Bradbury
Gurdulù: Il cavaliere inesistente – I. Calvino
Dr.Gonzo: Paura e disgusto a Las Vegas – Hunter S. Thompson

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