giovedì 5 ottobre 2017

Costretti a sanguinare (estratti)




<<Siete delle nullità, non riuscite nemmeno a far schifo -



Raffaella ha avuto un cedimento improvviso "basta! - dovete mollarmi - non sopporto le ostre menate - ne sento fin troppe già a casa" - Cristina è seriamente preoccupata - "Fino a qualche tempo fa fumava solo qualche spinello adesso si ingoia di tutto - sniffa come una tossica esperta - sta impazzendo- suo padre deve aver esagerato" - negli ultimi tempi c'è stato un forte mutamento nel suo modo di comportarsi - innanzitutto è sempre allucinata - capelli bianchi con una cresta tipo aureola di trenta centimetri - seminuda con abbigliamento di pelle e calze a rete strappate - molto forzato - spinto - poi gira con dei truzzi clamorosi di uqarant'anni e più - parla concitata di assurde esperienze erotiche - hardissime - per noi è veramente strano - era considerata una delle più propositive del gruppo - fa una confusione bestiale tra quello che legge - le parole di suo padre - quello che si vive - non parla più di lei e dei suoi - finalmente dopo innumerevoli sforzi scopriamo che da settimane non rientra a casa - tentiamo di comunicare - in qualche momento di lucidità ci mette in crisi - "state a parlare di ribellione e ancora nessuno ha una casa propria - magari qualcuno potesse ospitarmi" - arriva sua madre al bar Magenta - una donna di due quintali - subumana - seguita dal padre che ci fa una scenata portandoci tutti in Moscova dai carabinieri- noi siamo muti come pesci ma è questione di giorni - qualche tempo dopo scappa di casa nuovamente - torna gonfia da paura - si mette a fare la vita con gli stessi di prima - poi suo padre la chiude in camera - sarà la sua prigione per molto tempo - qualcuno anni dopo l'ha vista nelle strade di corsica -insieme alla madre - uguale alla madre.



Gabriele . capelli sempre in piedi - un ex autonomo che scappa dall'eroina e dalla decadenza dei circoli - <<alle mie spalle ci sono solo macerie>>



Tante volte mi sembra di essere un sopravvissuto a un'epoca precedente - mai vissuta però.



I Disorder rimangono affascinati dall'ambiente di Correggio - così non se ne vogliono più andare - coinvolgono nella loro quotidianità trash alcune decine di punx milanesi - mai come adesso si vedono zombie sconvolti sulle scale e negli androni di Correggio - il cantante inglese è instancabile - una bestia selvaggia - vuole organizzare un laboratorio di sintesi di una droga di sua invenzione a base di alcool e marijuana - dalle cantine dove piazza il suo marchingegno escono mostri umani - chi urla chi piange chi sparisce per qualche giorno e poi torna col genitore incazzato - fimchè dopo un incendio che brucia peli e capelli a una decina di loro - i compagni della casa uniti ai punx militanti saranno costretti a ricordare agli inglesi la scadenza del loro biglietto aereo.



Quando ritorno alla carboneria di Correggio mi avvolge la depressione - la tristezza di Manuela è un incubo verde al fluoro - rivivo la sua infanzia come i fotogrammi di uno spaventoso incidente stradale al rallentatore - ma sono quasi insensibile.



"Sono l'ultimo dei parassiti - avevo conosciuto una donna a Berlino - ero suo prigioniero - il mio destino era chiuso dentro lei - dentro il suo culo - poi la storia è finita non so neanche come o perchè - il mio sogno è finito facendomi esplodere il melone - sono incasinato - senza casa - senza senso."



Così si era spento anche Danilo - in quell'angolo davanti alla saracinesca chiusa di Buscemi - tremante seduto sul gradino - le braccia avvolte sulle gambe che gli coprono la faccia smorta- "non credere - sono quello di prima - il mio obiettivo è il caos totale" - "si Danilo - ok - è tutto una merda - hai ragione"



"E' tutta colpa della morale giudaicocristiana" - inizia così le sue divagazioni Daniele - "é un urlo disperato contro l'educazione che ci hanno inculcato per anni - ci impongono le loro scelte - come per me che lavoro in posta da una vita - è una vita di merda - è la logica del sacrificio - una logica incontestabile - quando sei giovane sbatti contro il muro del conformismo e ti fai solo male - quando invecchi sei troppo ferito per sbatterci ancora - e allora ti adegui... Una vita in posta - Una vita IMPOSTA" - dopo questo gioco di parole inizia a bere come un otre - un pò l'autocompiacimento per la battuta - un pò l'estrema tristezza della sintesi sulla sua vita.



Non potete capirci - noi siamo fiori nella spazzatura



<<Noi preferiamo che la nostra venga definita non-musica - è rumore, non musica >>



- sul palco in effetti siamo sull'astronave del nostro passato sregolato - "No Fun - non c'è stato niente di divertente - restano solo ricordi spappolati - No Fun - cosa ci resta? - Cosa ci resta?"


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