martedì 12 settembre 2017

Spremo il dentifricio in maniera diversa


Spremo il dentifricio in maniera diversa

Condisci con codici sadici
 banali e stitici dialoghi
  analoghi archetipi tipici
 lisci ingegni da invalidi
stitici amici già visti
   simili a cimici tristi
   complici in calici alcolici
  ridono risi sardonici
con Fighe di serie mai serie e ferie giù ai tropici-

Non serve che mi aiuti mentre cado fra i dirupi
Spinto giù da vecchi lupi lesti a mettersi seduti
Se li vedo tra sorrisi Disonesti stanno muti
Ma alle spalle si fan cupi e m’annegano di sputi.

Al porto porta il porto d’armi che riporto danni da anni ma non può importarmi
È tardi e tristi tarli deridono doni d’altri,
redimono sarti coi sandali in saldi
Reprimono santi sordi che s’esprimono a gesti sconci ma onesti
e lanciano lance e dardi su scorci trascorsi tra sorci morti e risorti e insetti inserti in sert sporchi, non senti i porchi?  I botti, Le note notti, Finiti i finti rintocchi, tinti ritocchi, ti trucchi gli occhi rossi indossi i tacchi e salti frasi gradi e gradini
Grandini grandi giudizi divini su tizi marci nascosti sotto ponti,
punti tanti spunti intelletti tonti unti e spanti in letti spenti e pentiti
d’estate puntate fra smunti tuoi pari, impari e impali, magari tra i gravi ed avidi spari, divisi tra i fari e i divani di bari, spali cadaveri invalidi d’avi con fisici tisici fra grevi visi di giovani vani. 
Ceni in scenari osceni e scene piene di iene sceme
che legano insieme fedi in destini, investono in vesti in intimi e in tini
 vuote le teste che stimi di zero valore
 pieni gli intestini che fanno rumore
 l’amore che muore, un tumore che reca calore ad oche d’ogni dove ove piovon borse d’orse e rose su mosce mosche irose, grande! nuove cose?? Macchè, facce stanche senza lode, menti erose, storte, esplose in morse, marce, corrose, nere, arse dalla tele
oscena visione d’un mondo in decomposizione  ad alta frequenza
-non possono starne senza-, starnazzate di tendenza, se non vedono amo e lenza
Pazienza, ormai è scritta la sentenza che già avanza,  
 memorie corte  nella stanza getto benza  speriamo che la morte se le prenda

 e concluda questa cazzo di faccenda.




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