venerdì 29 settembre 2017

Costretti a Sanguinare - Marco Philopat


Ottobre 1977 - esce in mille copie <<Dudu>> - Dada+Punk - foglio di agitazione dadaista - <<In fondo a noi non ce ne frega niente - neanche della musica punk o dei punk - a noi interessa solo l'abolizione del futuro e della memoria>>.



Settimana prossima devo andare a fare i tre giorni di visita militare - sulla mia strada non ne avevo conosciuto uno che fosse a favore della naja - poi mia sorella - il nichilismo dei punk e degli anarchici - mi hanno trasmesso l'odio profondo per le caserme e per il puzzo delle divise - il mezzo più semplice per evitarlo è la mia magrezza - quindi inizio una cura all'anfetamina bestiale - non mangio non dormo per quasi una settimana - il primo giorno . un sabato - mi presento come una stecca di biliardo rigida - tutto saltellante - capelli rosso fuoco in piedi - pantaloni scozzesi cernierati - maglietta con le maniche lunghe tipo camicia di forza - sguardo da pazzo invasato - nello stanzone pieno di idioti provinciali coglioni figli di papà patetici futuri parà - i carabinieri mi prendono per il culo per tre dannate ore -



Siamo alla disperata ricerca di un'identità fuori dal conformismo - fuori dall'inedia - sanguinare fa parte della nostra vita.



Partiamo ai primi di Agosto - la prima tappa è Zurigo - poi Dusseldorf - Stoccarda - Amburgo - incontriamo molti punx in ogni città tedesca - gruppi che girano per il centro con cassette di birra - ubriachi ascoltano musica punk scatenata nei tunnel della metro - attaccando la corrente nelle prese per rasoi da barba nei cessi - dormiamo in case occupate - in quelle fighette degli hippie o in latrine dove vivono i punk di strada - qualche volta ci tocca dormire in stazione - come ad Amsterdam dove siamo sconvolti 24 ore al giorno tra hashish e trip - alla fine non ci conosce nessuno e ci tocca dormire insieme ai tossici italiani in stazione - scappiamo a Copenaghen - arriviamo il sabato ed assistiamo prima ad uno spettacolo teatrale di strada stupendo - attori e attrici nudi in un fango verde simulano i rapporti umani - poi andiamo a Cristiania - quartiere occupato dove prima di entrare devi percorrere "the way of drugs" - zeppa di bancarelle che vendono proprio di tutto - fumiamo dell'erba alla dinamite - il sabato sera tutti gli abitanti di quella zona si trasformano in satiri - un macello totale - una nottata da paura - la vista va fuori fuoco - scorci brandelli e frammenti di vita mi scorrono davanti come ombre - Cristina vola più in alto - mi si annebbia l vista e perdo la parola - sento musica orientale - un vecchio suona un liuto cinese - divento un essere strisciante - mi perdo nella folla - non ho una mappa - non conosco la lingua - in un luogo sconosciuto - una filippina a torso nudo mi adesca - mi prende per mano - entriamo in un bar fetido pieno di rocker - Hell's Angels - quello più enorme - quello più enorme barba lunga ghigno nibelungo si avvicina "Cazzo vuoi" - tira fuori l'uccello e si mette a pisciare sulla gamba della mia sedia -corro lontano - lontano dietro angoli nascosti - solo al mattino incontro la ragazzina che ci ospitava - rovinosamente ciucca - mi porta a casa sua distruggendo sulla strada la vetrina di un negozio di alta moda in centro - questa pazzoide non ruba neanche - mi molla in una stanzetta di due metri quadri - dove ci sono tutti gli altri - Cristina dorme vicino a Fabione - Muscoletto è sistemato sull'armadio - Sveglio tutti "Dai si va a Londra".

2 commenti:

  1. E niente. Quel tipo di scrittura sdegnata (e che intende suscitare sdegno) mi irrita un poco.
    Ho un alunno che scrive "cacca" o "sedere" nei temi per capire se mi scandalizzo.
    E io non mi scandalizzo MAI. Dico "bel testo, peccato che sei passato dal tempo presente a quello passato. Stai più attento".

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    Risposte

    1. Carissima, fai ovviamente bene a non scandalizzarti, ci mancherebbe.

      In quinta elementare scrissi un tema sulle tette delle veline di Striscia la Notizia come segno di protesta contro la banalità dei titoli che ci venivano forniti per i temi in classe.
      Io volevo scrivere storie di mostri, omicidi, raggi laser e alieni e le maestre sempre con sto: descrivi la domenica in famiglia, parla dei tuoi nonni, scrivi una cosa bella che hai fatto questa settimana. roba così... piatta.


      A me gli eccessi e le volgarità, se accompagnati da una buona dose di stile, divertono moltissimo.
      Odio chi vuole sdegnare senza saperlo fare.
      Considera che sono cresciuto con Welsh Palahniuk e Bukowski.

      Ma tu non irritarti, suvvia! A parte che Philopat di stile ne ha... poi tieni presente che parliamo di Punk. Ragazzi che professavano il No Future, che si facevano le pere per ribellarsi al sistema, ragazzi che volevano distruggere e distruggersi per poi, forse, rinascere dalle ceneri Phoenix Style. Suscitare sdegno era il loro obiettivo principale! Quindi trovo questa scrittura adattissima al contesto.


      Ah, all'alunno della "cacca" dà un cinque da parte mia.
      Al volo, non sul registro. XD.

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