sabato 9 settembre 2017

Bernardo Soares


La schiavitù è la legge della vita e non c’è altra legge perché questa deve compiersi, senza possibile rivolta o rifugio da trovare. Certuni nascono schiavi, altri diventano schiavi. L’amore codardo che tutti noi proviamo per la libertà (libertà che, se la conoscessimo, troveremmo strana perché nuova, e la rifiuteremmo) è il vero indizio del peso della nostra schiavitù. Io stesso, che ho appena detto che desidererei una capanna o una grotta per essere liberato dalla noia di tutto, che poi è la noia che provo per me, oserei forse andare in quella capanna o in quella grotta consapevole che, dato che la noia mi appartiene, essa sarebbe sempre presente?


Ognuno di noi è più di uno, è molti, è una prolissità di se stesso!


Tutto è noi e noi siamo tutto. Ma a che serve questo se tutto è niente?










2 commenti:

  1. Mi accompagna l'idea che la libertà, intesa come assenza di vincoli, rimane un'utopia. Ne ho vista di gente "lasciare tutto" in questo anni: tocca essere un po' bestie...e non lo dico con disprezzo. Gente istintuale, brada.

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