sabato 22 luglio 2017

Sono qui da solo e mi amo.



Ieri ho pensato a me. Lungo giro in bici, passaggio al bar, bibita analcolica, chiacchiera veloce, tornato a casa, lettura, computer, nanne.

Oggi ho pensato alla socialità, M chiede vieni a bere qua? R chiede vieni a bere là? S dice vado a bere lì. Esco senza troppa convinzione, bevo una birra, cambio bar, B vuole bere e drogarsi, io di certo no; bevo un cocktail e uno shot per fargli compagnia e subito me ne pento perché oggi non mi va. Mando due messaggi per vedere se c’è qualcun’altro in giro. Ci sono tutti in giro. Sono tutti in giro a bere. Il venerdì sera è una merda, alcool alcool alcool, -andiamo a sentire qualche gruppo live?- alcool alcool alcool - andiamo a fare un giro in centro? - alcool alcool alcool.
alle 23.40 torno a casa perché non sopporto più questa folle necessità di sbronzarsi e farsi per sentire quella falsa effimera felicità …che altrimenti non si sa dove cazzo andare a cercarla; piuttosto sto a casa e guardo il muro.
Di leggere non se ne parla. E’ un paio di settimane che non ci riesco, sto sempre pensando ad altro, sarà che ormai leggo sempre da sobrio, il mio cervello non c'è troppo abituato e corre troppo in fretta, non mi concentro su nulla, mi entrano in testa dieci quindici parole poi sto già pensando ad altro.

Tipo la frase di Byron: Il ricordo della felicità non è più felicità, il ricordo del dolore è ancora dolore.

Tipo il dover lavorare per vivere che somiglia sempre più al vivere per lavorare. Togli il lavoro il sesso il sonno il cibo e le varie droghe, cosa resta della vità? Cosa cazzo è la vita? I viaggi? La conoscenza? Chi cazzo li fa i viaggi? La gente viaggia dieci giorni all’anno e passa trecentocinquanta giorni ad aspettare le prossime ferie.  Che cazzo è la conoscenza? L’esperienza, forse? I libri? Conosciamo veramente qualcosa? Qualcosa che abbia senso conoscere? Qualcosa che serva? Che serva a cosa poi? Facciamo un figlio per vederlo crescere perchè noi non sappiamo crescere più di così? Anzi, ne facciamo sei e poi c’impicchiamo perché non riusciamo ad essere felici nemmeno potendo avere tutto quel che ci potrebbe rendere felici? 

Eccomi, ho visto posti, conosciuto persone, mi sono divertito molto ma ora sono tornato a casa.
Nel mio bellissimo stimolante paese.
E questo è il mio miglior venerdì sera veronese degli ultimi mesi.

Senz’altro il più onesto.





...
Can't find no fingernails 
I ate them off cause I was hungry as hell 
Can't read, can't clear my mind 
So here I go I've got to get into this lifetime 
I think I'm gonna build a fence 
To keep inside what little sense 
The sense of taste 
The sense of smell 
The sense to sit here and feel like hell 
To feel like hell


3 commenti:

  1. Una delle cose che più mi annoia, del frequentare alcune persone, è che se si esce, ci si senta quasi obbligati a bere qualcosa.

    Ho cominciato a prendere succhi di frutta, per eccezione alla regola della birretta in spiaggia.

    Ho preso cocktail analcolici, per compagnia.

    Bevo volentieri un bicchiere di vino quando mi va.

    Non voglio che sia un'abitudine, voglio che sia un piacere.

    Sentirsi stretti in certe dinamiche, dopo un po', è la cosa più naturale del mondo.

    Sono contenta per te, per questa fase "nuova".

    Ti porterà nuovi incontri, nuovi stimoli, e situazioni inaspettate.

    O almeno te lo auguro, così come è successo a me.

    Isolarsi aiuta a ritrovarsi.

    E in buona compagnia di se stessi, vivendo onestamente con se stessi, non si è mai davvero soli.

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  2. ti dirò che il sentirsi obbligati a bere qualcosa, almeno qui dalle mie parti, non riguarda alcune persone, riguarda TUTTE le persone.


    ... beh, speriamo nei nuovi incontri ;-)

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  3. Quella frase di Byron è meravigliosa... e struggente.

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