martedì 11 luglio 2017

Like father, like sun - Bob Kaufman


Like father, Like sun

Vieni, amore
Amore, vieni
Canta un fiume, Federico  .  .  . Garcia  .  .  . Lorca .  .   .
Nella tenda di Sara una luna zingara  .  .  .  Bruciante pomeriggio d’una Spagna senza dio .  .  .
Ho scritto il mio primo poema in un sugo marrone , la mia migliore amica era una candela verde,
Orleans .  .  . New Orleans .  .  . l’ansa del fiume fende il cielo .  .  .
Louisiana,  chiamata così per un dio del sole spezzato, lasciato in eredità ad una stella jazzante
Mirò .  .  .  i fiori sono ancora su quel muro, steli, petali, tutto,
Le loro radici suonano i silenzi, fra i tamburi di Babatunde
Alimentando petali setosi a verdi brezze, volando in dardeggiante stupore.
Gru, i fiori hanno attraversato il tuo ponte, al di là, al di là;
lontano
Quando il vento soffia tra i miei capelli, io piango respiri, i suoi freschi amori.
La grandiosa rosa del tempo volta il suo rosso seno,
Pocahontas è qui
La terra è Apache, Kiowa, e campi Sioux
 Il Colorado conduce un cavallo.
Il corno della tigre bianca ringhia  all’uomo che ha ucciso chi l’ha imprigionato .  .  .
Sono brutte barre che echeggiano le punture di fiumi senza dio, giardini zoologici di morte
Il poeta in stivali dalla faccia di pasqua, cammina sul mio petto, mistico frutto-sangue.
Sii il ronzio nello sciame.
Il fangoso Mississipi scorre nella pelle incappucciata, attraversa la sbarra
Andrean il Delta conta i denti nel sorriso del budda, dileguando direzioni
Sospiri, la grande foresta pluviale alleva pescirossi di mogano, i figli rubati all’Africa
Venuti da anni d’impalamenti, anni asciutti con umidità, impressionanti dell’anima.
Il loro occhio destro è un sole, il loro occhio sinistro una luna.
Il loro occhio blu arriva camminando, introspettivi echi d’un viaggio, librandosi.
Della prima generazione, i primi umani, loro cullano
  Il corpo di…
Il cuore umano, il suono arriva col colore della luna, il sole restituisce la loro corona dorata, avvolta nell’aura di familiarità, lavata.
Nella voglia e nella cura, umida nudità, salva nella soffitta della compassione.
Oltre arpioni, gufi stridenti e campane senza suono.
Europa, il toro senza corna, eunuco stupratore d’infanti, uomo e Dio,
Tanfo lamentoso di tempo da re come lo sfarfallio della luce di Joan, che esce
Andata a proclamare la terra del padre,
chi nella sua discesa dal picco, trova la sommità nel seno sofferente del genere umano.
I bugiardi che rubano l’anima non  la notano, i loro cuori non battono più, non possono morire, sono all’inferno ora,
Il loro potere, muffa & privi di pioggia, presto.
Michelangelo grida in solitari trionfi
Il suono che esplora l’essere
Dall’altro lato.
Il poema arriva
Attraverso secoli di sacre bugie, e piangendo gli occhi del cielo
Il fazzoletto nero africano, lavato e pulito dall’onore dei suoi figli
Come anniversari crudelmente progettati roteano nella mia mente
Voce ariosa di tutti quei fuochi d’amore che ho bruciato alla memoria.
L’america è una terra promessa, un giardino strappato da pietra nuda
Un posto dove  gli sconfitti nei conflitti mondiali possono gustarsi i loro trionfi.
Tutti perdenti, marroni, rossi, neri e bianchi, i colori della tavolozza del padrone.

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