martedì 18 luglio 2017

Ho un buco nello stomaco, pensavo fosse super fame invece sei tu.


Ho un buco nello stomaco,
 pensavo fosse super fame invece sei tu.

Parlavo e t’abbracciavo,
 Pensavo fossi tu invece eri un’altra.


Ho parlato con gente che non aveva niente da dire e sono scappato a casa.
Ho parlato con te che non avevi niente da dire e ho perso fiducia nell’umanità tutta.


Quand’eri com’eri sapevi di amare
E i miei succhi gastrici ti cercavano invano


Se sei come sei tutto va bene 
però non ti perdere dentro di te.
Se sei come fai mi tremano i polsi
 piango da stronzo la notte alle tre

Che mi prendi in giro me l’ha detto il dottore,
non so se l’ha detto anche a te

comunque io non credo nei medici


Se vuoi fare una parola io sono sempre qua
Però adesso la parola la voglio scegliere io
Solo tieni presente che se volevo certezze
Nemmeno ti guardavo in faccia


A dire la verità io non credo nella verità
Credo nei lampi
Fitte blu elettriche tra lo sterno e la coscienza
Perché sono uno di quelli che scrivono poesie
Nei bagni degli autogrill
Vicino ai numeri di telefono dei camionisti che fanno scambi di coppia


Sento l’esigenza di sottolineare che l’innamoramento non è una difficile impervia salita verso una cima meravigliosa ma, piuttosto, è una caduta in un burrone scosceso.
Fai il primo passo, inciampi, ed inizi a precipitare.
Alla fine, giù in basso, c’è il mare azzurro
Però ci si arriva rotolando senza freni coi vestiti a brandelli le ossa rotte il corpo gonfio di botte e la testa spaccata a metà – oddio quella roba molle che galleggia è il mio cervello? Oh, ok,
Mi sento leggero, ho perso due chili di materia grigia e trenta di paranoie. –


Anche ad occhi chiusi puoi sentirmi brillare.
Spero che ci pensi quando guardi il mare.


Baciarti è stato dolce, sai.
(Purtroppo?)

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