lunedì 19 giugno 2017

Paul



 …ed è stata una giornata parecchio intensa, esci dal lavoro alle cinque e vai diretto per l’epilazione, l’hai già fatta due volte ma qualche peletto sul petto continua a ricrescere bastardo. Finisci giusto per l’aperitivo ma prima di andare a bere passi dal Blanco che ti da ‘sta busta, lo sa manco lui che cazzo è, solite frasi da pusher “oh questa è strabbbuona, è robbba nuova, sempre amfe no, però diversa, più allegra, sentirai cherrrobbba” per cui lo paghi e ne assaggi subito un angolino lì con lui anche se odi quel cazzo di appartamento sporco unto lurido tana di ratti, all’inizio non viene su nulla ma anni d’onorata esperienza ti consigliano d’aspettare un dieci minuti prima di sparartene ancora. Saluti Lo Sporco, risali in Porsche ringraziando i gloriosi stati uniti d’america per aver assorbito e continuato a produrre l’unica marca di auto che valga la pena guidare altrochè le puttanate electric-bio-social-savetheplanet che sembra di guidare una lattina piena di merda, t’avvii verso il  Mezcalhero ed ecco che l’amfe inizia a salirti dolcemente, ti carezza il collo e i lati della faccia fino ad arrivare a destinazione al centro del tuo cervello, buona, cazzo, non troppo aggressiva, simpatica, sorridente, danzereccia, arrivi davanti al locale già affollato e lasci la macchina dritto davanti all’ingresso dando un paio di sgasate giusto che si sappia che lo sceriffo è in città, scendi splendido nella tua camicia blu cielo che costa come l’intera istruzione dei quattro pezzenti che ti stanno fissando lì davanti, per non parlare delle scarpe e dell’occhiale ti prego non parliamo delle scarpe e dell’occhiale che sei già il fottuto campione del mondo d’importanza senza bisogno di scomodare le scarpe e l’occhiale, pensi per un attimo alla possibilità che qualche topo di fogna lì dentro per sbaglio ti pesti una scarpa sporcandola, dovresti immediatamente chiamare Chango e la sua banda di psicopatici che non saranno belli non saranno profumati ma se c’è da crepare crani sono più che funzionali, allora entri nel locale e appena la barista ti guarda, figa da sbattere al muro immediatamente senza passare dal via, simuli un paio di passi di danza e t’approcci al bancone, senza appoggiartici sopra come invece fanno sempre le altre scimmie-bestie-maschi-Neanderthal, via l’occhiale con finta noncuranza, lo metti sul penultimo bottone della camicia, l’ultimo è aperto, non sei mica un pinguino, ti passa per il cervello veloce come una rivoltellata il pensiero di quegli orribili mostri trogloditi che s’appoggiano l’occhiale ai capelli smerdati di gel invischiando e ungendo le lenti che poi non si vede più un cazzo chiusa parentesi, torni immediatamente alla barista, vorresti salutarla per nome ma non riesci mai a ricordarti come cazzo di chiama, Vale Vane Vicky no era Rebecca forse chi cazzo lo sa, ti limiti ad un ciao e a sfoggiare il tuo sorriso perfetto che sicuramente l’ha già fatta bagnare, ordini un Manhattan e le chiedi cosa fa quando stacca dal lavoro, risposta: “Mi viene a prendere il mio ragazzo, come tutti i venerdì.” Puttanella che fa la preziosa. Ecco che Josh ti chiama dai divanetti top, lo raggiungi , gli dai la sua busta e l’ignoranza estrema ed incontrollabile può iniziare. Nel giro di un’ora bevete quattro cinque cocktail, andate in bagno un paio di volte a ricaricarvi e poi partite per il Beach in Town, ovviamente sulla tua macchina che quella cazzo di Chrysler non si può proprio vedere.

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