martedì 2 maggio 2017

Picasso's balcony - Bob Kaufman



Il Balcone di Picasso
Picasso’s Balcony



Pallida luce del mattino, nelle ombre muore, nei raggi di mezzogiorno ama la terra, lancia il blu al cielo in anelli, semina scie di polvere attraverso i balconi. Appeso alla sera per oscillare gentilmente, sulle spalle del tempo, crescendo, invecchiando, ancora inghiottendo eventi di migliaia di notti di morti e amori, tutto blu.
Vai su quella tomba, nascosta nell’aria cubica, e soffia tristi suoni.

L’amore piangente sorge sulle labbra dei fiori feriti, singhiozza pianti, respirando irregolari suoni di dolore, giace nei pozzi della terra, palpitando, coperto di risate disperate, lontano dai freddi angeli, che si diffondono nella notte. Danzano immagini blu, ombre di passati blu, tutti ieri, domani, infrangendo corpi-sassolini sulla sabbia blu e corallo, esausta.

Bugie di una vita ammassate in cumuli, con in cima crateri di vulcano, raggrinzite, aperte, succhiate negli atomi dell’aria, spruzzate negli atomi d’aria, colorando lo spazio, con puntini di brillantezza, sfumature opalescenti, negli occhi, nelle fiamme.

Fiamme blu bruciano, su dirupi arrugginiti, affacciate su mari azzurri, bluastri. In tempi tristi, uccelli marini feriti venivano a piangere nel bianco vento ghiacciato, soli, e piangevano nei pozzi di luci stellari, freddi peccati di sera, e alla fine lanciando attorno palle di ossa frastagliate, ricoperte di fuoco, mangiate, coi resti dei fiori lacerati , travolgenti ripensamenti, di amori vincolanti, sofferenze tipiche, stendono ombre allungate, d’un blu precoce.


Stringendo ore, insieme, in sottili linee melodiche, avvolte attorno al collo perlaceo del mattino,  sotto le risate di tristi uccelli marini.





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