martedì 16 maggio 2017

Darkwalking Endlessly - Bob Kaufman


Camminare infinitamente


Oscura camminata infinita in queste angoscianti superfici terrene attraverso piovigginose stagioni mentali, passa l’onda schiumeggiante di rottura ed entra negli occhi, monta neri cavalli fino alle sottili labbra della mente.  In un anno di aprili sfasciati, io vengo da quel posto. La mia anima è bruciata dalla luna.
Il mio corpo, vigoroso dolore per tutto il nulla che sono, il nulla che è tutte le mie miscele di capelli africani.
Parlare per me. Intreccio i venti e bacio le piogge,
tutto per amore.

Ho sognato, ho sognato un sogno africano. La mia testa è una chitarra d’ossa, incordata con lingue e spennata da rituali di lune gocciolanti piumaggi dorati senz’ali, sotto un sole di mezzanotte, tamburellando battiti umani dal cuore di una dea d’ebano, mormorando le canzoni del divenire da pietra ad ossa ed eterna sabbia. Pioggia blu cade in soffici gocce da corpi nudi di pianeti danzanti, battiti di scienza suonati su denti vibranti di clavicembali-bocche africane spalancate.
Venere, la star più jazz in transito, su barre scanalate di luci nere, danza in teatri d’uccelli, fluenti bellissimi nomi oltre le cinture. Pesci rossi di mogano fioriscono in fitte cariche.
Cieli crollano per l’intima distanza da un fiume dove la pace
È verde nella fontana, rose scompaiono una nell’altra
Il sole e la luna creano la ballata della loro sorgente,  e tutte quelle fiamme d’amore io brucio alla memoria.

Più elevato delle cime più alte
Più profondo delle nuvole sommerse
Più distante dei mari più lontani
Sta il placido regno della verità imparziale
Coi suoi immortali figli della mente

La grande rosa del tempo gira lentamente
I sogni scivolano su ali campane d’argento, al di là di arpioni e gufi stridenti.
Andati ben oltre, al di là.
Il sogno è sulle vette e sorge.




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