domenica 12 marzo 2017

Blues dei 28




Tu non capisci
                      tu sai.
Sai tutto.
Sai anche la differenza tra capire e sapere.
...
Ma ovviamente non la capisci.

Io voglio morire per sentire qualcosa.
Oppure per non avere più
                   la sciocca pretesa di sentire qualcosa

Tanti suoni fanno solo rumore
   Ascolto il rumore e annuso la puzza del vecchio che è in me,
L' odore della pelle di mia nonna in carrozzina,
 L'odore del suo bagno
                       che neanche puzzava
ma faceva male sentirlo
 come qualcosa che sai finirà.

Gli spleen sul lavoro proprio no
    il rumore delle macchine
   il freddo e la solitudine
fumerei una sigaretta
per aiutare la gastrite a bruciare un pò del mio schifo di corpo

Ma non so.
Non so neanche leggere Dostojevskij,
non penso sia il caso di fumare.




Non voglio più
             passare
tutta la notte a sognare.
Il mio sonno
            sta diventando
più pesante della vita.



Pensassi di meno
               non mi masticherei la bocca.



Pensassi di meno
    sarei campione del mondo di cose fatte.




Oh, com'è grande la punta del mio naso
sì grande che è l'orizzonte stesso
  del banale
              vacuo
                     mio sguardo iroso

Splendide femmine
        sorrisi brillanti
       occhi grandi e dolci
mentre i miei sono iniettati di sangue





Vorrei
 - non pensarmi spregevole, ti prego-
  non lavorare più un solo giorno della mia vita.
Che sia futile o stimolante, 
      pesante o comodo
odio il concetto stesso del lavoro nella società contemporanea.
Affermo la necessità di liberarmi definitivamente da qualsivoglia costrizione sottoforma di routine 
che non s'addice affatto
                 alla mia persona


Vorrei
 - come tutti gli altri, lo so-
scopare due donne insieme
anche se spesso penso
          che
  una sia già troppo
            per me


Vorrei
- ora apro la gabbia al tenero orsetto del mio cuore-
accarezzare un gatto di Pallas
 abbracciare un Vombato
  nuotare con un Dugongo
   stringere la mano ad uno Scimpanzè


Vorrei
non essere così
              nostalgico
rivoglio il mio cane   i pranzi da mia nonna, i fruttolo banana e fragola, i cartoncini da punteruolare, crash bandicoot,  la purezza del primo amore, pensare "gli 883 spaccano di brutto"
e tutte le altre cose che mi fanno avere gli occhi sulla nuca anzichè sul naso,


Vorrei
non avere questi giorni in cui l'unica cosa che ha senso è mangiare e mangiare e dormire e mangiare ancora e dormire di più e riempirsi di cibo e poi sdraiarsi a letto.
Non ho nemmeno voglia di farmi una sega.


Vorrei
- questo è importante-
smettere di pensare alla morte al silenzio al suicidio ai tumori alla solitudine all'ansia al fallimento e alla vergogna


Vorrei
vedere Kyoto, L'havana, l'Irlanda e il Madagascar
ma non sempre da solo.


Vorrei
spiegare al mondo
                   come va il mondo
ai medici come fare i medici
agli avvocati come non fare gli avvocati
 ai centralinisti come trovarsi un altro lavoro


Vorrei
fare le cose che voglio fare
invece di scriverle su un blog
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Pensassi di meno
    sarei campione del mondo di cose fatte.



Pensassi di meno
      sarei molto di più.

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