sabato 11 marzo 2017

1Q84



Ero in forma, avevo sempre e solo sentito parlarne bene, per cui le mille e rotte pagine non mi spaventavano.
Facciamoci sti tre libretti di Murakami, ne varrà la pena.
Ho iniziato il primo volume, con libri uno e due, in un periodo in cui ero molto "tranquillo" lavorativamente e socialmente parlando, e sono riuscito a tenere un ritmo di 40/50  pagine al giorno, anche se, fin dall'inizio, non ero molto convinto.

Non mi piace lo stile di Murakami.
Il suo analizzare nel dettaglio ogni singola situazione,
il suo giustificare e spiegare ogni azione
odio il fatto che i suoi personaggi dicano continuamente quello che pensano
perchè tutto ciò azzera qualsiasi possibilità d'interpretazione, rende il romanzo incredibilmente ripetitivo e a lungo andare ti sfracella i coglioni.

Nonostante conitnuare a riflettere sui perchè, a mio parere, svilisca la storia, l'impianto del romanzo è interessante e promette bene, e trovo che Murakami sia molto abile nel definire i personaggi e renderli affascinanti.

Detto questo, uno scrittore meno prolisso avrebbe racchiuso tutti gli avvenimenti della trilogia 1Q84 in 450 pagine massimo.

Quando stai arrivando alla fine della seconda parte ti rendi conto quella che sembrava una discutibile scelta editoriale -con libri uno e due nella stessa edizione e il terzo libro a parte (altri 15 euro)- non è una scelta discutibile ma uno squallidissimo stratagemma per spillarti altro denaro.

La terza parte l'ho iniziata in un periodo un pò meno tranquillo, non avevo la possibilità di leggere quotidianamente e l'interesse per il libro ha iniziato a scemare. Puntualmente, ogni volta che lo riprendevo in mano  mi trovano a pensare "ma che palle. Che noia, non succede niente".
Ieri finalmente ho deciso di abbandonarlo. Fanculo se ho letto quasi mille pagine e me ne mancano meno di duecento alla fine, mi sono rotto i coglioni, non m'interessa sapere come finisce, quanto cazzo di tempo sto sprecando?
Tutti i capitoli sono uguali:

Ushikawa chiede a Tengo: "sei tu che hai scritto la Crisalide d'aria con la ragazzina per migliorare il suo stile e vincere il premio per giovani lettori, spinto dal tuo editor  Komatsu?
E Tengo:  Ma allora tu mi stai chiedendo se ho scritto io il libro con la ragazzina per vincere il premio per giovani lettori quindi sicuramente sai già che è andata così, e mi chiedi se sono stato spinto da Komatsu perchè ritieni che anche lui c'entri nella storia?
E Ushikawa: Si, ovviamente ti ho chiesto  se hai scritto il libro con la ragazzina perchè ho più d'un impressione che sia andata così e, diciamo che il tuo editor Komatsu ha già parlato coi miei capi e potrebbe avergli detto che volevate vincere il premio per giovani lettori con questo stratagemma..
E tengo si mise a pensare: Questo Ushikawa è un tipo tosto. Ha scoperto che , spinto dal mio editor Komatsu, che deve essere stato in qualche modo costretto a confessare da non so bene chi, ho riscritto la crisalide d'aria insieme alla ragazzina per migliorare il suo stile e vincere il premio per giovani lettori.
el frattempo Komatsu, chiuso nel suo studio, rifletteva tra sè e sè: Chissà se Tengo ha parlato con qualcuno del fatto che l'ho spinto a riscrivere la crisalide d'aria per cercare di vincere il premio per giovani lettori.

E va avanti così.
Continuamente,
In tutti i capitoli si ripetono gli stessi concetti.
Sembra una via di mezzo tra una presa per il culo e un romanzo per ritardati.
Si, perchè, porca troia, ormai è questo che penso delle persone che "si sono innamorate" di questo pallosissimo romanzo:
RITARDATI.

3 commenti:

  1. Mi è molto piaciuto Norwegian Wood. Tokio Blues.
    Non ho finito Kafka sulla spiaggia.
    Ne ho letti altri di cui non ricordo il nome.
    E' difficile scrivere un buon libro, figuriamoci tanti.

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  2. Purtroppo Tokyo Blues è bellissimo, ed è per colpa di quel libro che ho deciso di approfondire Murakami, prima con "L'incolore Tazaki Tsukuro e i suoi anni di pellegrinaggio, -che è un romanzo piattissimo di una noia mortale, ma almeno è breve- poi con 1Q84, e ora basta, ho chiuso per sempre con 'sto stronzo di un giapponese.

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  3. Ricorda che i giapponesi hanno sempre un virtual angolino dedicato al harakiri. Fatto anche di mille pagine. (spero mi sia concessa la battuta)

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