mercoledì 29 marzo 2017

Ultimo



Oggi mi prenderei a pugni
          - sai che novità!-
Sono la caricatura dell'ombra della fotocopia di un uomo.
Ho apocalittiche desertiche visioni del mondo come io lo voglio.
Ho addosso l'accappatoio bagnato da quaranta minuti
     e non ho la forza di toglierlo


Le mie notti sono peggiori dei vostri giorni:
infinite, insensate, schiave della mia mente delirante.
I miei giorni invece
sono un esame delle rughe che avanzano lente 
  come radici di piante infestanti,
avvinghiate attorno al mio collo


Domani
aspettami
ci sarò
per te

chiunque tu sia.


Per te ammazzerei un uomo sai?
Un cane no,
...Magari un pollo,
se dici
e poi lo faccio al forno con le patate al curry.
Potrei farlo alle prugne,
ma mi fa cagare.
In tutti i sensi.


Capriòlami
          come Christopher Lambert alle medie.

Sgelatinami
     come una glassa di passioni caramellate


Confuso lo sono sempre
  certo solo delle mie incertezze
    ho deciso d'esser indeciso.


Le risate spensierate, incartale
  le apro domani a casa
 bevendo un mojito con la stevia.


C'è chi vuole dimenticare
    & rinnega passati.

Io incornicio danni d'anni dannati.


Posso e chiedo:
non dico di dirmi bravo,
quello non lo merito.
Ma almeno darmi un pò di considerazione
del tipo:
Ho visto che esisti,
sei proprio in mezzo ai coglioni.
Allora spostami.
Io da qua non mi snuovo.

lunedì 27 marzo 2017

Ma pensa te


Poca voglia di scrivere, mi prendo tre minuti solo per dirti che, se tua figlia ti fa una foto mentre sei seminudo in ospedale, che tu abbia un cazzo di 30 centimetri o un perfetto six pack, la dovresti prendere a schiaffi.
Va da sè che se tua figlia fosse stata educata decentemente il problema non si porrebbe nemmeno.


E pronti via, tutti gli illeggibili giornali e siti d'informazione  si accalchino per gridare "Ornella Muti topless da urlo" invece di scrivere che una nonna di sessantadue anni dovrebbe smetterla di voler fare la nipote e che tirar fuori le zizze a una certa età è disgustosamente kitsch.

La nipote di Ornella muti, secondo voi, indossa i leggins?

Se la United Airlines stabilisce che i membri dell'equipaggio e i loro parenti che viaggiano gratis sui loro aerei devono vestirsi in un determinato modo, ritengo che Shannon Watts, fondatrice di moms demands action, dovrebbe farsi un piattino di cazzi suoi invece di twittare che è uno scandalo, due ragazzine di dieci anni in leggins hanno dovuto restare a terra, mentre gli uomini in bermuda sono potuti salire sull'aereo.
A parte che i maschi si vestono in modo diverso dalle femmine, questo lo capisce anche un bambino, Shannon dovrebbe capire che se bimbe avessero indossato dei bermuda non ci sarebbero stati problemi.
Se il tuo datore di lavoro ti dice che il ufficio-fabbrica-pizzeria ti devi vestire in un determinato modo, tu fai così. A me hanno sempre rotto il cazzo per piercing e capelli colorati ed io, dopo una lieve incazzatura, mi son sempre detto "il capo è lui,non sta facendo niente di illegale, facciamo come dice".
Quindi Shannon Watts è idiota esattamente come una madre che mette i leggins alle sue bimbe di dieci anni. I leggins sono un indumento super aderente quindi a mio personalissimo parere (e a quanto pare anche secondo la united airlines), sono un indumento parecchio hot.
Se vuoi star comoda indossi una tuta, non dei leggins, Se non vuoi che tutti i porci attorno a te ti fissino le natiche e la vagina ti metti una tuta, non dei leggins. e Soprattutto, se un fottuto datore di lavoro decide che i suoi dipendenti non possono indossare i leggins, tu non ti metti a fare polemica, okey Shannon?

Odio l'informazione. Vai a vedere su google, ci sono duecento pagine con scritto "indossi leggins? Non puoi volare con la united airlines".
Non è così. Quell'azienda fa rispettare un codice d'abbigliamento solo ai propri dipendenti e ai loro parenti e amici che viaggiano, lo ripeto, gratis.
Si dovrebbero denunciare tutti questi siti che fanno finta informazione fuorviante. Che schifo di mondo.





Questo ti sembra un look adeguato per rappresentare una compagnia aerea
o una qualsiasi società?

E non venirmi a dire che quella qua sopra è una modella
e la provocazione viene dalle sue rotondità, non
da ciò che indossa.
Puoi essere anche grassa o avere un culo che fa schifo,
i leggins sono volgari.





lunedì 20 marzo 2017

Pensieri Abortiti




Il problema è che non scrivo mai quello che penso. Da anni mi dico di comprare un taccuino ed annotarci le varie considerazioni che mi evaporano di continuo dalla testa bollente.
E invece ho quasi trent’anni e a stento riconosco la mia scrittura in corsivo.

In un cassetto chiuso non so dove ho sempre nascosto pensieri rinfrancanti tra i quali: “Quando smetterò di bere e fumare per sfuggire agli spleen, sentirò davvero, per la prima volta, il tepore del sole sulla pelle e la spensieratezza che ho sempre sognato senza nemmeno conoscerne la forma”.
Poi sono venuti a trovarmi Cioran e Pessoa, che a quanto ne so non consumavano droghe né erano grandi bevitori, eppure i loro spleen non si discostano molto dai miei. Addirittura, e ritengo non sia una considerazione dovuta alla presunzione che sempre m’accompagna, nel Libro dell Inquietudine ritrovo stralci delle mie poesie post-adolescenziali.
“La monotonia di tutto non è altro che la monotonia di me stesso”, scrive Bernardo Soares, e Pavese dice: “A che serve passare dei giorni se non si ricordano?”
“Penso in continuazione, sto precipitando nello spazio infinito […] dove galleggiano le immagini di ciò che ho visto e sentito nel mondo” E’ il diario di Pessoa o il blog di un coglione?



Alcuni, i pochi che hanno il coraggio di parlare, m’accusano d’arroganza, e io stesso riesco a percepire la presunzione e l’indisponenza che l’odio per il mio non-agire mi porta a trascinare nelle interazioni sociali.
Però dico una grande verità sostenendo che negli altri cerchiamo i nostri difetti, mentre ci è quasi impossibile notare virtù che non ci appartengono. Così quello che ragiona sull’avarizia altrui è sempre un gran tirchio come colui che vede la malizia nel prossimo è spesso esso stesso il più malizioso.


Urlo ai quattro venti che la mia protesta verso il mondo è tenermi chiuso a chiave.
I pensieri più stimolanti li tengo per me, spaventato, perché potrebbero essere ritenuti inutili ed inopportuni da quelle anime che reputo semplicemente prive di qualsiasi concezione artistica ed allergiche alla bellezza ed alla curiosità.
Così la mia musica suono rinchiuso, le mie parole soffoco e deglutisco con amarezza, persino i piatti che cucino consumo da solo, in silenzio, per paura che si scoprano scialbi o, peggio, banali, agli occhi altrui.



Vivo in una bolla di bòria, parlo della necessità della riscoperta di una soggettività collettiva, cento cervelli con diversi canoni di bellezza, guerra alle mode e ai trend, morte all’omologazione, ma poi, quasi sempre, accetto solo il mio punto di vista.
La massa è ingiustificabile, la massa non ha gusto e non ha nemmeno la concezione del gusto, in quanto qualcosa si determina bello/buono/piacevole solo se questa considerazione viene accettata da un numero sufficiente di persone, e gli individui che scelgono di nascondersi nella banalità delle masse per evitare le sofferenze, per “quieto vivere”, non sono che politici apolidi. Ma un giorno faranno il conto con quello che per anni hanno evitato. E il peso di tutte quelle riflessioni evitate cancellerà tutti i loro punti di riferimento facendoli barcollare fino a schiantarsi al suolo.



Ho accantonato l’idea di scrivere un romanzo. Mi dico che non sono ancora pronto, devo affinare lo stile e aspetto un’illuminazione che mi regali qualche spunto importante per la trama, qualche idea originale o anche solo dei personaggi da poter sviluppare. E puntualmente mi chiedo “e se fosse solo paura di fallire?”  Non credo di essere uno del tipo “Stavolta non è andata bene ma servirà di lezione per il prossimo tentativo”. Mi sembra di essere più da “Non so fare lo scrittore, il sogno più importante che ho mai avuto non si realizzerà mai, come tutti gli altri sogni e sognetti.. che sia finalmente giunto il momento di – per dirla alla Majakovskij- cacciare il capo nell’acqua digrignante?”

Scrivo i miei sciocchi pensieri per scacciare la morte e per lo stesso motivo non mi cimento in niente di serio.
Ma sento che dentro –ci credo davvero?- qualcosa sta cambiando.
Giorno dopo giorno realizzo che i miei nemici più accaniti sono noia e banalità, al cui cospetto la morte non fa alcuna paura.



domenica 12 marzo 2017

Blues dei 28




Tu non capisci
                      tu sai.
Sai tutto.
Sai anche la differenza tra capire e sapere.
...
Ma ovviamente non la capisci.

Io voglio morire per sentire qualcosa.
Oppure per non avere più
                   la sciocca pretesa di sentire qualcosa

Tanti suoni fanno solo rumore
   Ascolto il rumore e annuso la puzza del vecchio che è in me,
L' odore della pelle di mia nonna in carrozzina,
 L'odore del suo bagno
                       che neanche puzzava
ma faceva male sentirlo
 come qualcosa che sai finirà.

Gli spleen sul lavoro proprio no
    il rumore delle macchine
   il freddo e la solitudine
fumerei una sigaretta
per aiutare la gastrite a bruciare un pò del mio schifo di corpo

Ma non so.
Non so neanche leggere Dostojevskij,
non penso sia il caso di fumare.




Non voglio più
             passare
tutta la notte a sognare.
Il mio sonno
            sta diventando
più pesante della vita.



Pensassi di meno
               non mi masticherei la bocca.



Pensassi di meno
    sarei campione del mondo di cose fatte.




Oh, com'è grande la punta del mio naso
sì grande che è l'orizzonte stesso
  del banale
              vacuo
                     mio sguardo iroso

Splendide femmine
        sorrisi brillanti
       occhi grandi e dolci
mentre i miei sono iniettati di sangue





Vorrei
 - non pensarmi spregevole, ti prego-
  non lavorare più un solo giorno della mia vita.
Che sia futile o stimolante, 
      pesante o comodo
odio il concetto stesso del lavoro nella società contemporanea.
Affermo la necessità di liberarmi definitivamente da qualsivoglia costrizione sottoforma di routine 
che non s'addice affatto
                 alla mia persona


Vorrei
 - come tutti gli altri, lo so-
scopare due donne insieme
anche se spesso penso
          che
  una sia già troppo
            per me


Vorrei
- ora apro la gabbia al tenero orsetto del mio cuore-
accarezzare un gatto di Pallas
 abbracciare un Vombato
  nuotare con un Dugongo
   stringere la mano ad uno Scimpanzè


Vorrei
non essere così
              nostalgico
rivoglio il mio cane   i pranzi da mia nonna, i fruttolo banana e fragola, i cartoncini da punteruolare, crash bandicoot,  la purezza del primo amore, pensare "gli 883 spaccano di brutto"
e tutte le altre cose che mi fanno avere gli occhi sulla nuca anzichè sul naso,


Vorrei
non avere questi giorni in cui l'unica cosa che ha senso è mangiare e mangiare e dormire e mangiare ancora e dormire di più e riempirsi di cibo e poi sdraiarsi a letto.
Non ho nemmeno voglia di farmi una sega.


Vorrei
- questo è importante-
smettere di pensare alla morte al silenzio al suicidio ai tumori alla solitudine all'ansia al fallimento e alla vergogna


Vorrei
vedere Kyoto, L'havana, l'Irlanda e il Madagascar
ma non sempre da solo.


Vorrei
spiegare al mondo
                   come va il mondo
ai medici come fare i medici
agli avvocati come non fare gli avvocati
 ai centralinisti come trovarsi un altro lavoro


Vorrei
fare le cose che voglio fare
invece di scriverle su un blog
 con 30 visualizzazioni



Pensassi di meno
    sarei campione del mondo di cose fatte.



Pensassi di meno
      sarei molto di più.

sabato 11 marzo 2017

1Q84



Ero in forma, avevo sempre e solo sentito parlarne bene, per cui le mille e rotte pagine non mi spaventavano.
Facciamoci sti tre libretti di Murakami, ne varrà la pena.
Ho iniziato il primo volume, con libri uno e due, in un periodo in cui ero molto "tranquillo" lavorativamente e socialmente parlando, e sono riuscito a tenere un ritmo di 40/50  pagine al giorno, anche se, fin dall'inizio, non ero molto convinto.

Non mi piace lo stile di Murakami.
Il suo analizzare nel dettaglio ogni singola situazione,
il suo giustificare e spiegare ogni azione
odio il fatto che i suoi personaggi dicano continuamente quello che pensano
perchè tutto ciò azzera qualsiasi possibilità d'interpretazione, rende il romanzo incredibilmente ripetitivo e a lungo andare ti sfracella i coglioni.

Nonostante conitnuare a riflettere sui perchè, a mio parere, svilisca la storia, l'impianto del romanzo è interessante e promette bene, e trovo che Murakami sia molto abile nel definire i personaggi e renderli affascinanti.

Detto questo, uno scrittore meno prolisso avrebbe racchiuso tutti gli avvenimenti della trilogia 1Q84 in 450 pagine massimo.

Quando stai arrivando alla fine della seconda parte ti rendi conto quella che sembrava una discutibile scelta editoriale -con libri uno e due nella stessa edizione e il terzo libro a parte (altri 15 euro)- non è una scelta discutibile ma uno squallidissimo stratagemma per spillarti altro denaro.

La terza parte l'ho iniziata in un periodo un pò meno tranquillo, non avevo la possibilità di leggere quotidianamente e l'interesse per il libro ha iniziato a scemare. Puntualmente, ogni volta che lo riprendevo in mano  mi trovano a pensare "ma che palle. Che noia, non succede niente".
Ieri finalmente ho deciso di abbandonarlo. Fanculo se ho letto quasi mille pagine e me ne mancano meno di duecento alla fine, mi sono rotto i coglioni, non m'interessa sapere come finisce, quanto cazzo di tempo sto sprecando?
Tutti i capitoli sono uguali:

Ushikawa chiede a Tengo: "sei tu che hai scritto la Crisalide d'aria con la ragazzina per migliorare il suo stile e vincere il premio per giovani lettori, spinto dal tuo editor  Komatsu?
E Tengo:  Ma allora tu mi stai chiedendo se ho scritto io il libro con la ragazzina per vincere il premio per giovani lettori quindi sicuramente sai già che è andata così, e mi chiedi se sono stato spinto da Komatsu perchè ritieni che anche lui c'entri nella storia?
E Ushikawa: Si, ovviamente ti ho chiesto  se hai scritto il libro con la ragazzina perchè ho più d'un impressione che sia andata così e, diciamo che il tuo editor Komatsu ha già parlato coi miei capi e potrebbe avergli detto che volevate vincere il premio per giovani lettori con questo stratagemma..
E tengo si mise a pensare: Questo Ushikawa è un tipo tosto. Ha scoperto che , spinto dal mio editor Komatsu, che deve essere stato in qualche modo costretto a confessare da non so bene chi, ho riscritto la crisalide d'aria insieme alla ragazzina per migliorare il suo stile e vincere il premio per giovani lettori.
el frattempo Komatsu, chiuso nel suo studio, rifletteva tra sè e sè: Chissà se Tengo ha parlato con qualcuno del fatto che l'ho spinto a riscrivere la crisalide d'aria per cercare di vincere il premio per giovani lettori.

E va avanti così.
Continuamente,
In tutti i capitoli si ripetono gli stessi concetti.
Sembra una via di mezzo tra una presa per il culo e un romanzo per ritardati.
Si, perchè, porca troia, ormai è questo che penso delle persone che "si sono innamorate" di questo pallosissimo romanzo:
RITARDATI.

sabato 4 marzo 2017

La verità su Sino-Europe



Oggi v'insegno a pensare fuori dal seminato.


M'è venuta in mente un'idea che può sembrare un'indicibile castroneria ma più ci penso più mi dico che non è poi una cosa così stupida ed irrealizzabile.

Premessa: Di solito non mi piace parlare e scrivere di cose legate al calcio, ma qui il calcio c'entra poco, questo è un intrigo fanta-economico.

Allora iniziamo?
Sgancio la bomba?
La butto eh,

eccola:


E se Berlusconi non avesse mai pensato di vendere il milan ai cinesi?


Metti che il buon Silvio, nel corso degli anni, abbia spostato somme ingenti su conti aperti in vari paradisi fiscali,per non pagare le tasse allo stato italiano. E questa, più che una mia supposizione, è una certezza
Anche perchè, come ci tiene a ribadire ogni volta che può, lui è già la persona più tassata d'italia e non vedo perchè dovrebbe pagare ancor di più.

Stammi a sentire.
Silvio, a causa di leggi particolari e controlli ferrei (non me ne intendo di come funzionino nel dettaglio ste cose) non riesce più a far rientrare in Italia in nero queste ingenti somme di denaro che ha sparse in giro per il pianeta.
Si sarà detto "se non posso far entrare i soldi sottobanco dovrò farlo alla luce del sole. Però per giustificare centinaia di milioni di euro in entrata dovrò far "uscire" qualcosa. Ma io non voglio vendere, o meglio, non voglio "regalare"nulla,  perchè quei soldi sono già miei."

A questo punto parte il magheggio.

-Si crea una società "Sino Europe" che gestisce i quattrini di tre gruppi cinesi (una banca, un gruppo finanziario e un impresa di edilizia sportiva).

-Parte la campagna mediatica "ma chi sono 'sti cinesi?

- Sino europe raccogli un pò dei soldi di Silvio e glieli manda in Italia. Arriva la prima caparra di cento milioni di euro. A questo punto chi se ne frega di "chi sono 'sti cinesi". I nomi non c'interessano. Ci sono i 100 milioni di euro che dimostrano l'esistenza degli "investitori"

-I giornali scrivono "Il milan sarà sicuramente venduto ai cinesi perchè nessuno butterebbe 100 milioni di euro se non fosse sicuro di portare a termine l'operazione"

-Poi arrivano altri cento milioni come ulteriore conferma della volonta d'acquisto da parte di Sino Europe.
 
- In questi giorni si doveva chiudere l'operazione, invece no.

- Sembra verrà chiesta un ulteriore proroga di qualche mese. Nel frattempo, magari, si riesce a far arrivare altri 100 milioni di euro in italia.


A quel punto  Sbooooooooooooomm!!!!!!!

I cinesi si tirano indietro perchè non trovano il denaro per concludere l'operazione.
Silvio ha recuperato trecento milioni che altrimenti non avrebbe più saputo come riprendersi, quindi, anche se glieli tassano, chissenefrega, meglio di niente,
Che poi non so che tasse tu debba pagare per acquistare una società sportiva,  bisognerebbe informarsi.

In ogni caso, proviamo a vederla così.

Silvio ha promesso qualcosa a questi tre gruppi che hanno fatto da "prestanome", qualcosa che potrebbe essere la possibilità di allargare il loro business in italia o chissà cos'altro; Non ci interessa molto, non allarghiamoci troppo, tanto ci è impossibile conoscere il motivo/vantaggio ottenuto dai cinesi, infatti lo Definiremo "vantaggio segreto".


Quello che ci interessa è che:

- I cinesi hanno avuto un "vantaggio segreto" , molta pubblicità ("se questi hanno trecento milioni da sputtanare figuriamoci quanta altra disponibilità economica hanno!") e non hanno speso soldi loro

- I tifosi del milan sono entusiasti, Il club resta italiano e ci sono trecento milioni nelle casse.

- Berlusconi ha ripreso i suoi soldi, dimostrato amore al milan e ne è uscito da eroe salvatore della patria.

-L'operazione è stata fatta alla luce del sole, nessuno ha niente da ridire. Tutti sono felici e contenti.


è una cosa così folle da pensare?