lunedì 13 febbraio 2017

Sproloquiarmi



Beh Cloud Atlas spacca. Spacca perché in questo film i tagli e i cambi di scena, volevo scrivere i repentini cambi di scena ma non l’ho scritto perché repentini è veramente una parola insentibile, quasi come insentibile, per l’appunto; cambi eccezionali, dicevo, le storie in Cloud Atlas non s’intrecciano/scontrano come in un miliardo di altri film, dalle commedie italianote boldodesichiane, ai film “d’azione ma non solo”, di cui un esempio sufficientemente esplicativo potrebbe essere The Snatch, dicevo, in Cloud Atlas le storie non s’incrociano, si sviluppano in tempi diversi sovrapponendosi in un gioco di trasparenze vinavil e carta velina e succede che quando “lui” fa qualcosa “lì”, gli effetti della sua azione si palesano a centina d’anni di distanza ma basta, sono stufo di parlare di sta cosa, ho semplicemente visto che stasera davano Cloud Atlas in Tv e l’ho usato come pretesto per introdurre l’argomento di cui volevo realmente parlare. E qui tu dici: “E quale cristo sarebbe questo benedetto argomento di cui volevi parlare?” – un attimo, polleggiati, respira, ora arrivo.
Oggi ho fatto il pane con farina 0, farina d’avena e grano saraceno + curcuma, cumino, semi di lino e di sesamo. Me lo sono dimenticato in forno e quando, con un 15 abbondante di ritardo, sono andato a recuperarlo, ho scoperto che mi ero anche dimenticato di inciderlo in superficie, perché oggi il pane l’ho fatto così, alla cazzo di cane, come mi capita spesso quelle volte in cui per giorni mi continuo a ripetere devi fare il pane devi fare il pane devi fare il pane vabbene!!! Ok, lo faccio domattina… poi però mi sveglio scotto che non c’ho proprio cazzi e anche se mi sono lavato la faccia due volte c’ho le cispole negli occhi e una spossatezza agli arti che neanche iersera avessi bevuto robbbbaccia, cioè, io non lo so, e allora il pane sotto è venuto duretto e sopra s’è tutto screpolato, ma aldilà delle apparenze che, come dice Johnny Paffuto, ingannano, il gusto del mio pane è tanta robba e merita un plauso più che convinto: Croccante fuori, morbido dentro, poteva e doveva lievitare di più ma accontentiamoci, il cumino e la curcuma sono dosati magistralmente, anche se ciò è dovuto esclusivamente al caso o alla sempre attenta supervisione di Dio nostro signore ma però, che non si dice, ma appunto perché sai che non si dice è un modo perfetto per cambiare discorso, tu sei ancora lì che pensi alla grammatica e io ti sto già parlando d’altro, in pratica ti ho fatto una mossa Kansas city che tu ciao, neanche te ne saresti accorto se io non avessi sentito l’esigenza di rivelartela  col solo scopo di pavoneggiarmiohgesù sono le fottute due e dieci, è tardi, devo andare a letto, ti volevo solo dire che il pane è venuto buono e l’ho fatto senza impegnarmi.
Pensa cosa riusciremmo a fare se c’impegnassimo un attimino.
Cose pazzesche, magari, anche, scrivere decentemente.



Aggiornamento del giorno dopo: Il sapore del pane è ancora ottimo, la consistenza è tremenda. E’ secco come la vagina di un cadavere, scusate il francesismo,  secco molto molto tipo che ne ho mangiato un po’ sforzandomi, ma il resto ho dovuto buttarlo. Mi servirà di lezione, la prossima volta panificherò meglio.

2 commenti:

  1. Alla cazzo di pane vorrai dire!
    Comunque la mossa kansas City ho scordato cos'è. Cos'è? :)

    CervelloBacato

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La "Mossa Kansas City" viene citata più volte nel film "Slevin" con Josh Hartnett, Bruce Willis, Morgan Freeman. Lucy Liu e Sir Ben Kinsley.

      Si potrebbe addirittura dire che l'intero film "Slevin" è una Mossa Kansas City.

      Se ti manca recuperalo al più presto.

      Elimina