mercoledì 8 febbraio 2017

Sommario di decomposizione #3


Fanculo linkem merda che mi ha lasciato per una settimana senza connessione, li manderei a cagare non fosse che ,per problemi tecnici del cazzo non posso farmi nessun adsl e devo scegliere tra linkem e chiavette fottute.

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Sommario di decomposizione #3:



Eppure la funzione degli occhi non è quella di vedere, ma di piangere; e per vedere realmente dobbiamo chiuderli: questa è la condizione dell’estasi, della sola visione rivelatrice, mentre la percezione si esaurisce nell’orrore del deja vu, di un irreparabile risaputo.

La verità non traspare se non quando gli uomini, dimentichi del delirio costruttivo, si lasciano andare alla dissoluzione delle morali, degli ideali e delle credenze. Conoscere è vedere , non è né sperare né intraprendere.


L’umanità si vergognerà a generare quando vedrà le cose come sono.


Le lacune della virilità sono la sede dello spirito: Se la femmina pura, che non sarebbe possibile sospettare di alcuna anomalia sessuale e psichica, è interiormente più vuota di una bestia, il maschio intatto corrisponde perfettamente alla definizione del “cretino”


L’umanità ha adorato soltanto coloro che l’hanno fatta perire.


Soppresso ufficialmente il diritto alla decadenza, credere diventa un obbligo.


A partire da un certo grado di solitudine bisognerebbe cessare d’amare e di compiere l’affascinante sozzura dell’accoppiamento. Chi vuole perpetuare sé stesso ad ogni costo si distingue a malapena dal cane: è ancora natura. Non capirà mai che si possa subire il dominio degli istinti e ribellarsi ad essi.


L’idea del nulla non è la prerogativa dell’umanità laboriosa: coloro che fatìcano non hanno né il tempo né la voglia di pesare la loro polvere; si rassegnano alle durezze o alla stupidità della sorte;
sperano: la speranza è una virtù da schiavi.


La teologia, la morale, la storia e l’esperienza di tutti i giorni ci insegnano che, per raggiungere l’equilibrio, non c’è un’infinità di segreti – ce n’è uno solo: sottomettersi. “Accettate un giogo” esse ci ripetono “e sarete felici. Siate qualche cosa e verrete liberati dalle vostre pene. In effetti, tutto è mestiere qua giù: un lavoro ci attende ancor prima della nascita.

[…] Vi si perdona tutto, purchè abbiate un mestiere, una qualifica sotto il vostro nome, un sigillo sotto al vostro nulla. Nessuno ha l’audacia di esclamare “io non voglio fare niente!”- […] Moltiplicare le possibilità di sottomissione, rinunciare alle proprie libertà, uccidere in sé il vagabondo: così l’uomo ha raffinato la propria schiavitù.

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