domenica 12 febbraio 2017

Ho visto un sacco di roba


Ho visto Rio 2096: è un cartone animato brasiliano. Ed è evitabile.


Ho visto Warcraft: L’inizio. Un film che non parla di niente, getta semplicemente le basi per l’universo Warcraft e dei sequel che probabilmente non faranno mai perché questo film non ha incassato abbastanza.


Ho visto Ed Wood: Strano. In generale, pensavo mi colpisse maggiormente. L’ironia Burtoniana a volte m’irrita tantissimo. L’attore che interpreta Bela Lugosi mi è piaciuto molto.


Ho visto The zero theorem: è un filmaccio.


Poi un cartone animato anni 80: Fire and Ice. Disegni anni 80, brutti mostri; apprezzabile perché i dialoghi sono ridotti al minimo e nella prima mezzora praticamente non parla mai nessuno. Direi guardabile.


L’anime Ghost in the shell . Idea interessante, sviluppata troppo in fretta in un film di un’ora e un quarto. Sarebbe interessante dare un’occhiata al manga.


L’americanata sethrogeniana 50 e 50: simpatico, carino. Rogen a me piace sempre.



Ho appena finito di vedere “Sballati per le feste”, ennesimo titolaccio italianizzato male – il titolo originale è The Night Before – dello stesso regista di 50/50 e con gli stessi attori principali. E’ una fiaba moderna che regala spensierate risate. Se hai voglia di qualcosa per niente impegnativo ci sta alla grande.


Il mio amico Totoro. Parliamone. Io non lo so che cosa ha.
E’ bello.
Ogni volta che spunta totoro mi ritrovo con la faccia sorridente.
E’ un film semplice, una trama semplicissima, lineare, e poi ci sono i mostriciattoli. Non c’è nemmeno un cattivo, ci avete fatto caso? Non mi vengono in mente molti cartoni senza cattivi.
Qui sono tutti buoni e sorridenti, le due bimbe sono sveglie e divertenti, il padre dice sempre la cosa giusta e non s’arrabbia mai, la nonnina è dolcissima, suo nipote tenerissimo e poi, non è mica finita, ci sono gli acari della polvere giganti + totoro e compagnia. Capisci? Detto così sembra una bambinata orrenda, melensa e spacca coglioni, invece è un film bello bello bello. Ma forse non ho ancora capito bene i motivi per cui è così bello.


Trilogia Berserk the golden age: Bravi bravi bravi.
Berserk è uno dei manga (credo) più famosi e sanguinari di sempre. Il protagonista, Guts, è un guercio senza un braccio, dotato di una forza straordinaria e perseguitato dai demoni. Per tutto il manga Guts uccide chiunque gli passi davanti perché vuole trovare Griffith (un suo ex amico che l’ha tradito) allo scopo di –indovina un po’- accopparlo con cattiveria.

Tra il 2012 e il 2013 è uscita la trilogia “Berserk the golden age” che narra la storia di Guts prima che diventasse un pazzo furioso. Questa trilogia, secondo me, è una bomba. Nel primo film, nonostante le battaglie e il sangue onnipresenti, l’atmosfera è molto soft. Un Guts giovane, spavaldo e non ancora guercio e handicappato incontra Griffith e si unisce al suo esercito di mercenari: i Falchi.
Il secondo film si mantiene con atmosfere blande anche se il sangue inizia a scorrere con una certa abbondanza e ci sono un tot di riferimenti a perversioni e stupri. Questa seconda parte serve principalmente ad apparecchiare la tavola per il terzo film.
Il terzo film è cattivissimo: le atmosfere si fanno cupe e fottutamente pesanti, berserkiane al 100%,  ci sono uccisioni mirabolanti, pezzi di persone dappertutto, sangue , torture, sangue, migliaia di morti, sangue, e budella.
A parte le scene di sesso che, non avrei mai pensato di dirlo, mi hanno infastidito per la loro eccessiva esplicità, tutto il resto è dannatamente figo.

L’anime, creato nel 1997, parte praticamente dalla fine del terzo film ma - siccome aveva grosse differenze rispetto al manga, la più importante delle quali è l’atmosfera (scusate se insisto con l’atmosfera) che non è minimamente paragonabile a quella del fumetto, molto più tenebroso, dark  e gotico - nel 2016 hanno fatto una nuova versione dell’anime, riducendo considerevolmente le puntate (da 25 a 12) e restando molto più fedeli al manga riguardo storia, atteggiamenti dei personaggi e soprattutto, cazzo, l’atmosfera. E poi nella trilogia, in tutte le scene cruente, c’è ‘sta musica tipo epic angry gospel che, nella nuova serie, viene sostituita quasi sempre da metal cazzutissimo pesantissimo con la doppia cassa a cannone. La sigla iniziale della prima versione dell’anime è tanto carinissima quanto poppeggiante, mentre quella nuova è decisamente più pesante e più adatta(peccato per il cantato perché la voce sembra quella di un bambino di quattordici anni).  Comunque niente a vedere con il nu-metal scellerato del secondo “opening” di Death Note, in assoluto la mia sigla preferita di cartoni giappo.


“Ehi ehi ningen suck it, ehi ningen, ningen fuck it”
“Ehi ehi ningen suck it, ehi ningen, ningen fuck it”
“Ehi ehi ningen suck it, ehi ningen, ningen fuck it”

What’s up people?





3 commenti:

  1. 50 e 50 l'ho visto pur'io mesi fa, agli esordi della mia relazione con Netflix. All'inizio c'erano pochi film decenti, e questo pareva bellino. L'attore poi è davvero bravo a mio avviso. Forse, visti i miei trascorsi, dovevo evitarlo... ché un po' mi ha toccato tutta la parte sul coinvolgimento della famiglia e dell'amico. Mi ci son rivista pari pari.

    Totoro - ora mi sputi - non l'ho mai visto perché il nome mi fa cagare. Son patologie :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ... "Tonari No Totoro" è uno di quei titoli che appena l'ho letto ho pensato "ma che roba bella che dev'essere". In ogni caso se lo guardi la tua vita non cambierà granchè, ma è curioso vedere come si possa fare un film interessante senza metterci nemmeno l'ombra di un cattivo o pseudo tale.

      Elimina
    2. Che figata... io appena ho sentito il nome ho pensato "ma che nome di merda... col cazzo che lo guardo" :D
      Forse un giorno lo guarderò, ma io di solito tifo per i cattivi. Ci empatizzo, ché penso "chissà che traumi ha avuto, quel losco figuro lì, per essere così bastardo"...

      Elimina