lunedì 27 febbraio 2017

Playlist italiana definitiva Lato B




Quintorigo : Malato Sano 
Uno dei gruppi italiani più strani, fighi e particolari di sempre. Avrebbero dovuto conquistare il mondo. Non se li è cagati nessuno.
Dannata gente! Rovinano sempre tutto! Bentivoglio Angelina, La nonna di Frederich e Momento morto sono tre super pezzi, ma ho scelto questo perchè si.

"Momento morto, assecondami. Se tocco il fondo è per darmi la spinta e risalire"



Timoria - Sole spento
Non ho mai ascoltato i Timoria. Non li ascolto neanche ora. Solo questo pezzo, ogni tanto. Perchè è uno di quei pezzi tristi per combattere la tristezza tipo meno con meno uguale più, non so se rendo l'idea.. Con 'sto pezzo comunque hanno fatto centro.

"Ci sono giorni in cui mi sveglio spento e tutto sommato provo a starci dentro, nella mia stanza aspetto il mio momento: sono qui, aspetterò"



Marlene Kuntz - Sonica
Amo i Marlene Kuntz degli inizi. Poi ho continuato a seguirli e hanno fatto lavori interessanti, solo che quel periodo fighissimo psichedelico acido disturbato casino/rumore con distorsioni, distorsioni a nastro! non tornerà piu.
Secondo me Sonica rappresenta perfettamente i Marlene di quel periodo. Mi manda via di testa. Dall'intro al finale. Mi fa impazzire tutta. "Schianti di latte" poi è na roba indescrivibile, chissà come gli è venuta.

"Orso ci vede nebulosamente.
 Nebulosamente, già. 
Le luci del giorno gli danno quel non so che lo turba,gli manca quel buio che non si trova in fondo alla via.

Fragori nella menteeeeee, rumori doloriiii 
 Lampi tuoni saette schianti di latte
 fragori e albori di guerre universali, scontri letali,
 SONICA 
 SO - SO - SOOOO- SONICAAAAAAAA"



Teatro degli orrori - Disinteressati e indifferenti
Ascoltati per la prima volta qualche anno fa, li avevo scartati per il troppo rumore. Riscoperti qualche mese fa: Innamorato pazzamente. L'idea di recitare su della musica violenta è intrigante, però a volte penso ancora ci sia troppo casino. Per capirci, non andrei a sentirli live. Per quanto riguarda il pezzo che ho scelto: Disinteressati e indifferenti è un titolo azzeccatissimo e rende molto bene ciò che penso della gente. Il frontman a tratti è grandioso.

"E lasciami perdere. Che non ne posso più. Che più sfigati siamo, più si pippa di gusto. Yummi Yummi. Questa mattina ho avuto un colloquio di lavoro: Questa bella e avvenente signora mi chiede quali siano le mie aspirazioni. Aspirazioni? Trovare un lavoro. Oppure un altro. Fare un mucchio di soldi da non poterli contare o fare tanto sesso da potersi stancare, girare per le strade come fossi al centro del mondo, guidare un'automobile che la gente si volta a guardare, insomma vorrei farli morire d'invidia, d'invidia tutti quanti. L'invidia tra l'altro, lo dicono i sociologi: E' il sentimento più diffuso. E tanto vale daaaaarci dentrooooooo  Dai vaaaai, Vai che sei solo. Uno su mille ce la fa! Stai a vedere che sei proprio tu. E se tuo fratello resta al palo, MANDALO A FANCULO! Non aver pietà o rispetto per nessuno. Parola d'ordine:
 NUTRIRE L'AVVOLTOIO
           CHE è DENTRO DI TE"



Caparezza - La fitta sassaiola dell'ingiuria
A me piace proprio tanto, che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell'ingiuria. A volte penso di vivere per quello.
Caparezza a livello testi mi ha sempre conquistato, mentre a livello musicale mi ha spesso lasciato perplesso.
Questo pezzo ha una bella storia perchè dimostra che gli artisti bevono arte e poi la ripisciano fuori a modo loro - credo non avrei potuto rendere il concetto in maniera più disgustosa- Branduardi prende Confessioni di un teppista di Esenin, una poesia del 1920, e la traduce musicandola e creando così "Confessioni di un malandrino" nel 1975. Dopo altri venticinque anni è Caparezza che prende il brano di Branduardi, lo campiona e ci riscrive sopra . Bellissimo.

"mi piace sapermi diverso, piacere perverso che riverso in versi su fogli sparsi nei capoversi dei giorni persi nei miei rimorsi"



Marta sui tubi - L'equilibrista
I marta sui tubi sono probabilmente il mio gruppo italiano preferito. Testi divertenti, giochi di parole, una voce molto espressiva, brani energici. Nel corso degli anni i Marta sono passati dall'essere un trio folk sperimentale a tratti punkeggiante, a suonare ballate sanremesi con archi fiati e coristi, il tutto senza mai essere banali. Senza mai vendersi. I loro primi dischi erano moolto sperimentali e ho scelto "L'equilibrista" - prima traccia del loro primo album- perchè secondo me voleva essere il manifesto del loro modo di fare musica.

"L'equilibrista gioca con la gravità dei sogni che ha nell'anima. Fai volare in alto tutto e non temer di non saper riprenderlo"



Vasco Rossi -Fegato spappolato
Odio ciò che Vasco è diventato.
Amo i Vasco anni 70 - 80. Il suo Realismo cantautorale col vocabolario di un idraulico prendeva la gente alla pancia. Colpa d'Alfredo e Fegato spappolato in questo senso sono due capolavori. Peccato che Vasco non sia morto in un incidente con donne cocaina e macchine veloci negli anni 80. Sarebbe diventato leggenda, invece i ragazzi d'oggi se lo ricorderanno come un vecchio coglione.

"Con in bocca un gusto amaro che fa schifo, chissà cosa è stato quello che ho bevuto. Mi alzo dal letto e penso al mio povero fegato fegato fegato spappolato"



Fast Animals and Slow Kid - A cosa ci serve
I fast animals musicalmente non mi piacciono. Li trovo banali e sempre troppo ripetitivi. Mancano cambi di ritmo, assoli e robe così. Quello che mi piace molto è la voce spezzata-kurt- cobain- de noantri del cantante e i suoi testi pregni di pessimismo cosmico mescolato con un'enorme dose di autolesionismo. "A cosa ci serve" mi fa venir voglia di mettermi addosso un sacco dell'immondizia, prendere una bottiglia di whiskey e andare nei parchi pubblici a ruttare in faccia alle famiglie. Schifo, Odio, Tristezza e rabbia!!
" Lo so che è meglio se esplodo.
 A cosa ci serve? Se non ci proviamo più. Il tempo che perdo è la morte.
A cosa ci serve? se non ci crediamo più. Brucerò entro due anni lo giuro.
A cosa ci serve se non ci amiamo più. Non vorrei esser mai nato."



Negrita - Mama maè
A differenza di quasi tutti gli altri gruppi che ho ascoltato molto e di cui non saprei indicare la mia canzone preferita perchè me ne piacciono molte, per quanto riguarda i Negrita, pur apprezzando moltissime delle loro canzoni, dagli inizi rock alla fase latinoamericana, ci sono due pezzi che staccano tutti gli altri. Se ho voglia di energia Mama Maè resta il loro masterpiece, per quanto riguarda le ballate scelgo Magnolia . Oggi ho voglia d'energia

"Alzo stereo a palla per non pensare, alzo così tanto da farmi male, dimenticando tutto quello che so."



Meganoidi - La fine
I meganoidi sono strani. Il loro primo disco è punk ska rumoroso, molto hardcore. apprezzabile dagli appassionati, ll secondo è molto meno ska e più rock, poi esce "And then we meet the impero", lo ska è sparito, questo è un disco prog. Nei lavori successivi sparisce anche l'attitudine punk e i Meganoidi si mettono a fare un rock lento, per quel poco che ho sentito l'ho trovato piatto e scialbo. Tanto che Wikipedia li definisce post-rock. Un altro gruppo post rock, per capirci, sono i Sigur Ros. E i sigur ros sono mamma mia mamma mia. Insomma i Meganoidi sono invecchiati male.
Ma c'è stato un momento di transizione fondamentale in cui hanno realizzato il mix perfetto di ska e rock: Outside the loop stupendo sensation è uno dei dischi più belli che siano mai stati fatti. Almeno di quel genere, qualunque sia quel genere. So che può sembrare un'affermazione esagerata ma ne sono convinto.Prendiamo La fine, una canzone a caso, forse una di quelle che mi convincono meno: Batterista che pesta il giusto, basso ska, qualche giretto ben fatto di chitarra, tromba super simpatica. Canzone carina, semplice, non pretenziosa e non stupida.
Questo disco lo ascolto da dieci anni, mi piacciono tutte le tracce, dalle prime potentissime Inside the loop e For Those who lie awake alla rilassatissima 1999, non mi annoia mai. Gran disco.



Meg - E' troppo facile
Amo il modo di cantare di Meg.
Adoro il modo di cantare di Meg. Non la ascoltavo ai tempi dei 99 posse perchè non ce la potevo e tuttora non ce la posso  proprio fare a sentire quell'altro che sproloquia in napoletano.
Avevo scoperto il suo disco "Psychodelice" nel mio periodo super blues e quindi non c'avevo nemmeno fatto caso. Ultimamente l'ho riscoperto. E' carino. Questo pezzo con l'hang drum sulla strofa e il ritornello col piano non è niente male!  Ma per quel che mi riguarda Meg potrebbe cantare anche senza la musica.


mercoledì 22 febbraio 2017

Playlist italiana definitiva.


Playlist con le canzoni che oggi scaricherei e metterei su un cd se non fosse che ormai i cd non si fanno più e ho già una chiavetta in cui ho accuratamente selezionato i pezzi della mia vita fino a questo momento e quindi quelli che oggi scaricherei in realtà li ho già quasi tutti ma credo sia giunto il momento di tagliare quest'inutile lunghissimo preambolo per annunciare tre cose fondamentali:

A: Oggi mi va di scegliere solo artisti italiani
2: Solo un brano per artista
-  : Li ho scelti più per i testi che per la musica. In generale, quando ascolto roba italiana faccio sempre così.



Paolo Conte: Elisir
Conte è un grande, avrei potuto scegliere una canzone a caso, ho preso questa perchè il ritornello buddhazen dice tutto:

"Canto tutto e niente. una musica senza musica. Dove tutto è niente"



Guccini: L'avvelenata
Il mio cantautore preferito. Che riesce a far ridere e riflettere come solo i grandi sanno fare. E quando è sbronzo e incazzato mi piace da morire.

"Credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni? ...

Vendere o no non passa tra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso.

Se son d'umore nero allora scrivo, frugando dentro alle nostre miserie. Di solito ho da far cose più serie: costruire su macerie o mantenermi vivo.

Voi che siete capaci fate bene, ad aver le tasche piene e non solo i coglioni.

Io sono qui alle quattro del mattino, l'angoscia e un pò di vino, voglia di bestemmiare"


The Zen Circus: La democrazia semplicemente non funziona
Gruppo interessante, ci sono altri pezzi che personalmente ritengo migliori di questo, ma qua ci sono un paio di frasi che sono da incorniciare, tipo:

Mi dici: "sputi dentro al piatto dove mangi!"  Tanto ci pensi te a mangiare i miei avanzi.

Che bel momento dei miei coglioni, sentirci tutti canticchiare le canzoni 
che un giorno forse ricorderemo come alle medie ti ricordi dello scemo.
Che ero io. Niente da dire.


Linea 77: Fantasma
 A me questi due stronzi che si gridano in faccia piacciono un sacco. E Questo è indiscutibilmente il loro miglior pezzo. Vogliamo parlare dell'inizio? Synth e poi sbaaam chitarra batteria controtempata e

Vivo guardando le stesse facce, sentendo le stesse storie, pensando "Ho quello che volevo?"

Potenti.


Ministri : Meglio se non lo sai
Ultimamente sono il gruppo che ascolto di più. Avrei potuto scegliere tante altre canzoni ma la mia anima complottista ha scelto ovviamente questa:

"Meglio se non lo sai come si fan crollare i governi.
Meglio se non lo sai come si fanno crollare due torri
quello che non si sa, si scioglie ai raggi del primo sole"

Anche se, a livello frasi, quel "ci meritiamo le stragi, altro che Alberto Sordi" de "Il bel Canto" è minimalismo poetico che a carver e ungaretti ci piscio sopra che neanche boh



Samuele Bersani: Giudizi universali
Non ho mai ascoltato Bersani, giusto tre o quattro canzoni. Ma Giudizi universali credo sia stato in assoluto il primo testo di cui non ho capito una parola. Andavo in quinta elementare quando l'ho sentita la prima volta. E dev'essere stato terrificante. Poi sono cresciuto e qualche anno più tardi questa è stata, per qualche mese, la mia canzone preferita:

"..Togli la ragione, lasciami sognare in pace, Liberi com'eravamo ieri, dai centimetri di libri sotto ai piedi, per tirare la maniglia della porta e andare fuori...."



Simona Molinari: Maschere
Cè bisogno di musica vecchia! Swing, jazz, boogie. La Molinari è molto sul pavoneggiante ma personalmente penso vada benissimo così. E questo pezzo ha un groove magnifico.

"A volte vince perchè sa perdere. A volte ride perchè non sa piangere"



Daniele Silvestri: L'autostrada
Silvestri putroppo mi porta a ricordare brutti momenti ma nonostante ciò continuo a stimarlo, con le parole ci sa fare. Detesto i suoi pezzi più commerciali, adoro alcune chicche. L'autostrada è curiosa a livello musicale, per niente banale e la prima strofa vorrei averla scritta io.

"La casa era giusto al confine tra il vento e la sete, un posto abitato da fate e da poche altre forme di vita ugualmente concrete; vicino all'incrocio di un paio di strade sterrate che senza motivo apparente s'incontrano e poi, disperate, ripartono tristi così come sono arrivate."

Musicalissima.Le parole ti si sciolgono in bocca mentre le pronunci, le figure retoriche "Il confine tra il vento e la sete", "Le fate concrete", le "strade disperate" sono super evocative. Roba Fortissima.



Neffa e i messaggeri della dopa: la Ballotta
Ci stiamo prendendo un pò troppo sul serio. Distendiamoci con un pò d'hip hop. I Beat jazzati di questo disco di neffa sono grandiosamente old school. A livello testo non è che sia 'sta gran cosa, ma va bene così, relax.

"L'approccio di un guaglione non è detto che ti piaccia, è tipo Micheal Jordan quando schiaccia, e se ti gusta questa traccia allora muovi le tue mani.."



Frankie Hi nrg - Quelli che ben pensano
Stiamo sull'hip hop. Frankie è forte, ha scritto un tot di belle cose, ma quando ha scritto sto pezzo doveva essere in stato di grazia; Volava.
Canzone bellissima, una delle mie preferite, anche se non è affatto il mio genere  Il testo andrebbe riportato per intero.

"Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi a far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo Il fine è solo l'utile, il mezzo ogni possibile La posta in gioco è massima, l'imperativo è vincere E non far partecipare nessun altro Nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro Niente scrupoli o rispetto verso I propri simili Perché gli ultimi saranno gli ultimi se I primi sono irraggiungibili Sono tanti, arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti, sono replicanti, Sono tutti identici, guardali, stanno dietro a maschere e non li puoi distinguere. Come lucertole s'arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano. Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno spendono, spandono e sono quel che hanno"



Lucio Dalla - Futura
Su Dalla non c'è niente da dire.

"Si muoverà e potrà volare, nuoterà su una stella, come sei bella. E se è una femmina si chiamerà Futura. Il suo nome detto questa sera mette già paura."

Pelle d'oca.





Fine lato A





lunedì 20 febbraio 2017

Non ci riesco più





Le cose che scrivo servono solo a bruciare i tumori,
butto fuori quel che nuoce
lo rileggo
lo trovo potentissimo
ne sono soddisfatto
poi
più passa il tempo
 più
quella cosa che m’aveva soddisfatto
diventa scialba e inutile
   .
è bruciata
ne spazzo via le ceneri,
sono pronto per ripartire.


Altre volte
è solo che m’annoio
ma senza il magone
non si fa altro che giocar con le parole
e va bene così
che l’unica cosa che conta
è eludere la noia





  




Certe sere non voglio essere me
voglio credere di essere te
per essere un essere che
messe nere, cene e sere a bere resero re

mi areno
sull’Arno o sul Reno non remo
ma mi dimostro sereno
non mostro il mostro alieno che alleno e allevo in nero
Come un allievo sospeso soppeso un peso appeso
A spese pesanti
Posate da pressanti passanti inermi
 “vermi vestiti da santi”
intontiti per i tanti anni pressanti:
facce rese tese
lesse e lese,
spese
stese
arrese
 sedano la sete
in spesse coppie
di stesse coppe;
bevono serenate nate apposta
per coprire macchie di sangue rapprese,
riprese rappresentanti fatti importanti
ignorati da tanti ignoranti tonti
con mani da campi
             & teste stentanti
Che muoion di sete
Ma cadono in rete
& vendono un rene
Per le monete
Perle e monate.

Voi sorridete e ringraziate
Limonate amare amate
Come v’hanno insegnato
E loro lo sanno che il tempo è maturo
si spalmano zucchero Sui buchi del culo
e scorreggiano in barattoli
 che vi vendono
a centosettanta euro l’uno.
Fanculo






Brusio in sottofondo
Luce bassa
Fumo di sigaretta

“Lascia che te lo dica,
Jack.

Siete senza speranza.

Jack,
non capisci niente,

tu e quegli altri là

con la birra in mano,

nessuno di voi capisce
niente.

E’ un paese che non cambia
Perché non vuole cambiare.”



Non cambia
Perché non vuole

 cambiare.


domenica 19 febbraio 2017

Provolo don corradi pedofilo



Ho già parlato di pedofilia e soprattutto dei ripetuti casi di abusi avvenuti all'interno dell'istituto Antonio .Provolo di Verona, si veda ad esempio questo post di due anni fa: papa-bergoglio-è-il-male-svegliati , -in cui spiego, e non mi stancherò mai di ribadirlo- che un organizzazione che ogni volta che ha a che fare con dei pedofili li difende, non fa nulla per punirli, anzi, sposta queste persone in luoghi dove potranno liberamente continuare a fare quello che facevano prima, quasi sempre mantenendoli a stretto contatto coi bambini, evidentemente non è un organizzazione caritatevole che vuole la pace nel mondo e l'amore incondizionato bensì un gruppo di persone malate che non solo giustificano la pedofilia ma la ritengono una prassi consolidata e una parte del loro sistema marcio.

Basta documentarsi un attimo: i casi di preti che abusano molestano e violentano minori sono decisamente troppi per pensare che la pedofilia sia la malattia di pochi e il fatto che il Vaticano si ostini a non punire mai mai e poi mai i carnefici dovrebbe bastare da solo a farti capire che una "battaglia alla pedofilia" da parte della chiesa non è mai iniziata.

Nello specifico: nell'istituto Provolo di Verona (come scritto nel post che ho linkato sopra) ci sono stati centinaia di abusi, decine di molestatori, continui atteggiamenti omissivi e omertosi di vescovi e responsabili, sessantasette vittime e zero condannati

E la gente si comporta come se fosse normale.
E a gente sei tu, caro mio.

Così è successo che queste bestie, questi figli di puttana molestatori non solo non sono mai finiti dietro le sbarre ma, addirittura, alcuni di loro hanno continuato a molestare bambini all'interno di istituti religiosi.
Esemplare è il caso di Don Nicola Corradi  che, dopo le denunce degli ex allievi dell'istituto Provolo di Verona, è stato "spostato" nella sede argentina dello stesso istituto.

E secondo te, in Argentina che cosa è successo?

http://retelabuso.org/2016/11/28/pedofilia-fuggi-dallistituto-provolo-di-verona-dopo-le-denunce-di-abusi-arrestato-in-argentina-insieme-a-un-collega/

-se vuoi approfondire l'argomento, su internet puoi trovi decine e decine di articoli.
Eh?
Il tg?
No, al telegiornale non ne hanno parlato,
non era importante
in quei giorni parlavano del romeno ubriaco che ha investito qualcuno
& del cane cieco che è caduto in un pozzo-

In Argentina l'opinione pubblica è ovviamente scandalizzata dal fatto che il Vaticano si sia permesso di mandare nel loro paese un prete che era stato accusato di violenze sessuali.
Infatti la tragedia si è ripetuta tale e quale, e non era solo probabile che ricapitasse, era ovvio che succedesse ancora.
Il vaticano ha mandato Don Corradi in Argentina apposta per fargli continuare a molestare bambini in santa pace.

A Corradi piacciono i bimbi, alla chiesa piacciono i pedofili.
Non c'è altro da capire.
Svegliati.
Abbiamo un cancro in casa.
La chiesa è il male, la chiesa copre e difende i pedofili la cui gestione NON PUò rimanere in mano alle gerarchie ecclesiatiche, perchè il Vaticano ha dimostrato di non avere nessuna intenzione di processare nè tantomeno di condannare alcun maiale pedofilo.
Questi casi devono essere affidati all'autorità giudiziaria dei paesi nei quali le violenze avvengono.
Sono stufo di ripeterlo.
Scrivere di queste cose mi provoca sempre sgradevolissime sensazioni, sento un dolore al centro del petto e ho voglia di vomitare.
Soprattutto perchè più ne parlo più mi sembra di parlare da solo.


Intanto Don Corradi ha dichiarato di essere " vecchio e malato" e di soffrire di "ipertensione lieve, sordità lieve,incontinenza e un lieve glaucoma all'occhio destro".Questo maiale finge, si presenta in tribunale in carrozzina quando ha sempre camminato sulle sue gambe ed è ancora in grado di farlo, e il Pm ha deciso di concedergli i domiciliari "a casa di una coppia di amici" così -povero vecchio- oltre alle cure necessarie avrà anche a compagnia che un servo di dio si merita.

Intanto decine e decine  di ragazzini sono stati stuprati, vessati e violentati, molti hanno avuto turbe e problemi mentali, non sono stati in grado di farsi una famiglia e a decine d'anni di distanza da quei fatti non hanno ancora definito la propria sessualità;  alcuni di loro si sono persino suicidati per l'impossibilità di superare quegli abusi subiti da coloro che dovevano fargli da insegnanti, tutori e soprattutto da figure genitoriali e invece li hanno usati per soddisfare le proprie pulsioni distruggendone la psiche e il futuro.

Per cui te lo dico di nuovo:

Bergoglio è il male,
Svegliati.

giovedì 16 febbraio 2017

Frankie Frank chi??



Praticamente il figlio di Alberto il gommista, hai presente? Ecco, quello è Andrea, che è un bravo ragazzo per carità, un bonaccione, come se dise, però ti racconta sempre delle storie inverosimili, gonfia tutto, si pavoneggia per niente, vabbè comunque io dicevo quello che gira sempre con lui, sai? Sono sempre in tre: Andrea, il Dome e sto cazzo di Frankie… Andrea grosso rasato col braccio tatuato, il dome è quello col pizzetto, quello che rubava i soldi alle puttane, dai, che sua mamma bella signora, capelli rossi, un po’ ciccetta se la fa con Paolo, del bar Plaza, quello che spaccia la coca. Allora , seguimi, non è difficile, Andrea grosso rasato tatuato, Dome piccolo pizzetto, quell’altro, il terzo, è il Frank, l’hai visto per forza con loro, cazzo, come faccio a spiegarti? E’ moro, alto come me, no barba, occhi scuri, nessun segno particolare… …cazzo! non ha cicatrici, non è uno che va in giro a pestare la gente, è un tipo low-profile, capisci?  ah, era insieme alla Michela, Michela quella della festa dal Dante, che se la sono portata in camera in tre: Paolo Vodka, Luca quello dei funghi e un suo amico che non conosco, ma il Frank non c’era già più insieme eh, dai, Michela occhi azzurri  biondina, gira sempre con la Jessica, la parrucchiera di cui giravano le foto di lei con la zucchina, dai, l’ha vista al Break quella sera del compleanno del Teo, quando il Crès era strasbronzo e ha sboccato sul vestito di un butel, che poi il moroso di sta qua e i suoi amici hanno attaccato rissa e fatalità erano mezzi albanesi han tirato fuori un coltello e han lamato il Dode che non c’entra mai un cazzo ma alla fine le prende sempre, per fortuna niente di che, comunque, l’hanno mirato in faccia ma lui s’è protetto col braccio, adesso sono in mezzo con gli avvocati roba così.. beh, e comunque quella sera lì del compleanno del Teo c’era la Jessica parrucchiera amica della michela, e la michela, che conosci di sicuro, ecco, vedi? Lei è l’ex morosa di sto cazzo di Frank, Frankie, ma come frank chi? Non ce li puoi avere tutti presenti a parte Frank, dai, è colpa mia se il Frank è un tipo a posto? Ma come cazzo faccio a spiegarti più di così? Era alle medie col Crès, Paolo Vodka e Fabrizio quello che aveva il fratello con quella malattia di merda che ti piega le ossa, che è morto tipo tre anni fa, vabbè lasciamo perdere e il frank alle superiori non so che cazzo ha fatto ah, girava sempre sempre sempre , fino a neanche un paio d’anni fa, con Stazza e il Conte, Daniele Contini, quello che ha venduto gli ori di famiglia per giocare alle slot machine, zio cane, l’hanno messo in comunità, ti giuro, in comunità per le slot machine, ma se pol? ’ Vabbè questo è il Conte, l’altro è Stazza, brao butel, gioca a basket, da buteleto andava in giro con un motorino di merda, che pareva na sottomarca del liberty, arancione inguardabile, era sempre al parchetto dietro la biblioteca, si , non sai neanche dov’è la biblioteca?, il parchetto dietro l’asilo, per capirci. E lì c’era anche il Frank, che all’epoca aveva l’energy nero. Eh, ho capito che avevano tutti l’energy nero ma cosa cazzo vuoi che ti dica, non sai chi è il Frankie? Vaffanculo, mi sono rotto i coglioni.




Oh mio dio mi sono intrippato tantissimo con sto pezzo.
A un minuto e venti, quando il tizio parte a parlare ho capito che questa canzone meritava.
L'avevo ascoltata coi sottotitoli in inglese, ma la versione sottotitolata l'hanno prontamente rimossa da youtube. Google mi spia.
Lo so.
Io guardo un video non ufficiale e il giorno dopo quando lo ricerco non lo trovo perchè youtube me l'ha rimosso.
... 
Vabbè, e il ritornello?
Sti' ragazzi son forti a mettere il ritornello dopo ben tre minuti di grida
ma che bello è? paraculissimo ma me lo sto ascoltando in loop da dieci minuti
Faccio così con le cose,
ne abuso poi mi stufo
e le metto là.


AAAAAAAAAAhhhhWareware wa iiiiiiima anatagaTa o damara se ni kita wakena no dakar  Tada shiroobi no mamaKurobi no omae o taoshite kaeru dakena no desu


Uraaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aa!!!!!!

mercoledì 15 febbraio 2017

Unwanted song



It’s time to realize that I’m not made for me
Happiness is just a way you can see
I wanna Strippin’ my  thoughts  from my head
You gave me wealth but I’ll have scarcity instead
Muffle the pesky noise that the throng swear
Finally make me mentally dead

Carving my brain             
Smashin my pain             
Spit on my troubles           
And do it again                
Carving my brain             
Smashin my pain             
Spit on my troubles           
And do it again    

Brain death 





when I will find me smile                    
To the pile of puke you gladly dispense      
Acting like a child 
I hope I’ll save my soul,  i have to empty my head   
For not to going mad


Brain death



    --------------------
Please mystical’s  God,
I need to stop my guesswork
I want to run away
from my foolish holdover conjecture
     --------------------



Drowning in this shitty pond they called life
The stink of the things will blow up my mind
I know if I want I can fuckin arise
I prefer to go under and
silently cry till I die
I will cry
till I die…


when I will find me smile
to the stink of the shit you will gladly dispense
I’ll pass away for a while
And I’ll see the light that burnout my head
I’ll be FINALLY MENTALLY DEAD



brain death
Beautiful brain death
Magnificent brain death
Wonderful brain death.

I Empty my head
I’m a brain dead 








TRaDùZIA

È tempo di capire che io non sono fatto per me
La felicità è un modo di vedere.

Voglio strapparmi i pensieri dalla testa
Mi avete dato ricchezza ma preferirei la povertà
Attutire il fastidioso rumore delle imprecazioni della massa
Finalmente essere mentalmente morto
Cervello morto

Scarnificarmi il cervello
Distruggere i dolori
Sputare sui miei problemi
E farlo ancora

Mentalmente morto

Quando mi troverò a sorridere
Al mucchio di stronzate che tu dispensi con piacere
Comportandoti come un bambino
Spero salverò la mia anima, mi svuoterò la testa
Per non impazzire

Morte cerebrale.

Per favore dio dei mistici
Ho bisogno di fermare le mie macchinazioni
Voglio fuggire
Da queste mie folli redivive congetture


Affogando in questo stagno merdoso che loro chiamano vita
L’odore delle cose mi farà scoppiare la testa
So che se voglio posso emergere
Preferisco andare sotto e
Piangere in silenzio
Finchè non muoio
Piangerò
Finchè muoio

Quando mi scoprirò a sorridere
All’odore della merda che tu dispensi con felicità
Morirò per un po’
E vedrò la luce che mi consumerà il cervello
Sarò finalmente
mentalmente morto

Morte cerebrale
Bellissima
Magnifica
Stupenda morte cerebrale

Mi svuoto la testa
Sono un cervello morto




lunedì 13 febbraio 2017

Sproloquiarmi



Beh Cloud Atlas spacca. Spacca perché in questo film i tagli e i cambi di scena, volevo scrivere i repentini cambi di scena ma non l’ho scritto perché repentini è veramente una parola insentibile, quasi come insentibile, per l’appunto; cambi eccezionali, dicevo, le storie in Cloud Atlas non s’intrecciano/scontrano come in un miliardo di altri film, dalle commedie italianote boldodesichiane, ai film “d’azione ma non solo”, di cui un esempio sufficientemente esplicativo potrebbe essere The Snatch, dicevo, in Cloud Atlas le storie non s’incrociano, si sviluppano in tempi diversi sovrapponendosi in un gioco di trasparenze vinavil e carta velina e succede che quando “lui” fa qualcosa “lì”, gli effetti della sua azione si palesano a centina d’anni di distanza ma basta, sono stufo di parlare di sta cosa, ho semplicemente visto che stasera davano Cloud Atlas in Tv e l’ho usato come pretesto per introdurre l’argomento di cui volevo realmente parlare. E qui tu dici: “E quale cristo sarebbe questo benedetto argomento di cui volevi parlare?” – un attimo, polleggiati, respira, ora arrivo.
Oggi ho fatto il pane con farina 0, farina d’avena e grano saraceno + curcuma, cumino, semi di lino e di sesamo. Me lo sono dimenticato in forno e quando, con un 15 abbondante di ritardo, sono andato a recuperarlo, ho scoperto che mi ero anche dimenticato di inciderlo in superficie, perché oggi il pane l’ho fatto così, alla cazzo di cane, come mi capita spesso quelle volte in cui per giorni mi continuo a ripetere devi fare il pane devi fare il pane devi fare il pane vabbene!!! Ok, lo faccio domattina… poi però mi sveglio scotto che non c’ho proprio cazzi e anche se mi sono lavato la faccia due volte c’ho le cispole negli occhi e una spossatezza agli arti che neanche iersera avessi bevuto robbbbaccia, cioè, io non lo so, e allora il pane sotto è venuto duretto e sopra s’è tutto screpolato, ma aldilà delle apparenze che, come dice Johnny Paffuto, ingannano, il gusto del mio pane è tanta robba e merita un plauso più che convinto: Croccante fuori, morbido dentro, poteva e doveva lievitare di più ma accontentiamoci, il cumino e la curcuma sono dosati magistralmente, anche se ciò è dovuto esclusivamente al caso o alla sempre attenta supervisione di Dio nostro signore ma però, che non si dice, ma appunto perché sai che non si dice è un modo perfetto per cambiare discorso, tu sei ancora lì che pensi alla grammatica e io ti sto già parlando d’altro, in pratica ti ho fatto una mossa Kansas city che tu ciao, neanche te ne saresti accorto se io non avessi sentito l’esigenza di rivelartela  col solo scopo di pavoneggiarmiohgesù sono le fottute due e dieci, è tardi, devo andare a letto, ti volevo solo dire che il pane è venuto buono e l’ho fatto senza impegnarmi.
Pensa cosa riusciremmo a fare se c’impegnassimo un attimino.
Cose pazzesche, magari, anche, scrivere decentemente.



Aggiornamento del giorno dopo: Il sapore del pane è ancora ottimo, la consistenza è tremenda. E’ secco come la vagina di un cadavere, scusate il francesismo,  secco molto molto tipo che ne ho mangiato un po’ sforzandomi, ma il resto ho dovuto buttarlo. Mi servirà di lezione, la prossima volta panificherò meglio.

domenica 12 febbraio 2017

Ho visto un sacco di roba


Ho visto Rio 2096: è un cartone animato brasiliano. Ed è evitabile.


Ho visto Warcraft: L’inizio. Un film che non parla di niente, getta semplicemente le basi per l’universo Warcraft e dei sequel che probabilmente non faranno mai perché questo film non ha incassato abbastanza.


Ho visto Ed Wood: Strano. In generale, pensavo mi colpisse maggiormente. L’ironia Burtoniana a volte m’irrita tantissimo. L’attore che interpreta Bela Lugosi mi è piaciuto molto.


Ho visto The zero theorem: è un filmaccio.


Poi un cartone animato anni 80: Fire and Ice. Disegni anni 80, brutti mostri; apprezzabile perché i dialoghi sono ridotti al minimo e nella prima mezzora praticamente non parla mai nessuno. Direi guardabile.


L’anime Ghost in the shell . Idea interessante, sviluppata troppo in fretta in un film di un’ora e un quarto. Sarebbe interessante dare un’occhiata al manga.


L’americanata sethrogeniana 50 e 50: simpatico, carino. Rogen a me piace sempre.



Ho appena finito di vedere “Sballati per le feste”, ennesimo titolaccio italianizzato male – il titolo originale è The Night Before – dello stesso regista di 50/50 e con gli stessi attori principali. E’ una fiaba moderna che regala spensierate risate. Se hai voglia di qualcosa per niente impegnativo ci sta alla grande.


Il mio amico Totoro. Parliamone. Io non lo so che cosa ha.
E’ bello.
Ogni volta che spunta totoro mi ritrovo con la faccia sorridente.
E’ un film semplice, una trama semplicissima, lineare, e poi ci sono i mostriciattoli. Non c’è nemmeno un cattivo, ci avete fatto caso? Non mi vengono in mente molti cartoni senza cattivi.
Qui sono tutti buoni e sorridenti, le due bimbe sono sveglie e divertenti, il padre dice sempre la cosa giusta e non s’arrabbia mai, la nonnina è dolcissima, suo nipote tenerissimo e poi, non è mica finita, ci sono gli acari della polvere giganti + totoro e compagnia. Capisci? Detto così sembra una bambinata orrenda, melensa e spacca coglioni, invece è un film bello bello bello. Ma forse non ho ancora capito bene i motivi per cui è così bello.


Trilogia Berserk the golden age: Bravi bravi bravi.
Berserk è uno dei manga (credo) più famosi e sanguinari di sempre. Il protagonista, Guts, è un guercio senza un braccio, dotato di una forza straordinaria e perseguitato dai demoni. Per tutto il manga Guts uccide chiunque gli passi davanti perché vuole trovare Griffith (un suo ex amico che l’ha tradito) allo scopo di –indovina un po’- accopparlo con cattiveria.

Tra il 2012 e il 2013 è uscita la trilogia “Berserk the golden age” che narra la storia di Guts prima che diventasse un pazzo furioso. Questa trilogia, secondo me, è una bomba. Nel primo film, nonostante le battaglie e il sangue onnipresenti, l’atmosfera è molto soft. Un Guts giovane, spavaldo e non ancora guercio e handicappato incontra Griffith e si unisce al suo esercito di mercenari: i Falchi.
Il secondo film si mantiene con atmosfere blande anche se il sangue inizia a scorrere con una certa abbondanza e ci sono un tot di riferimenti a perversioni e stupri. Questa seconda parte serve principalmente ad apparecchiare la tavola per il terzo film.
Il terzo film è cattivissimo: le atmosfere si fanno cupe e fottutamente pesanti, berserkiane al 100%,  ci sono uccisioni mirabolanti, pezzi di persone dappertutto, sangue , torture, sangue, migliaia di morti, sangue, e budella.
A parte le scene di sesso che, non avrei mai pensato di dirlo, mi hanno infastidito per la loro eccessiva esplicità, tutto il resto è dannatamente figo.

L’anime, creato nel 1997, parte praticamente dalla fine del terzo film ma - siccome aveva grosse differenze rispetto al manga, la più importante delle quali è l’atmosfera (scusate se insisto con l’atmosfera) che non è minimamente paragonabile a quella del fumetto, molto più tenebroso, dark  e gotico - nel 2016 hanno fatto una nuova versione dell’anime, riducendo considerevolmente le puntate (da 25 a 12) e restando molto più fedeli al manga riguardo storia, atteggiamenti dei personaggi e soprattutto, cazzo, l’atmosfera. E poi nella trilogia, in tutte le scene cruente, c’è ‘sta musica tipo epic angry gospel che, nella nuova serie, viene sostituita quasi sempre da metal cazzutissimo pesantissimo con la doppia cassa a cannone. La sigla iniziale della prima versione dell’anime è tanto carinissima quanto poppeggiante, mentre quella nuova è decisamente più pesante e più adatta(peccato per il cantato perché la voce sembra quella di un bambino di quattordici anni).  Comunque niente a vedere con il nu-metal scellerato del secondo “opening” di Death Note, in assoluto la mia sigla preferita di cartoni giappo.


“Ehi ehi ningen suck it, ehi ningen, ningen fuck it”
“Ehi ehi ningen suck it, ehi ningen, ningen fuck it”
“Ehi ehi ningen suck it, ehi ningen, ningen fuck it”

What’s up people?





giovedì 9 febbraio 2017

Mi canto in testa e ci scrivo anche





Oggi avevo 'sto ritmo in testa e continuavo a canticchiarlo
allora ci ho scritto su un testo.
Ora dovrei scrivere la parte musicale ma non so scrivere la musica, non ho mai imparato e sono troppo pigro per imparare ora, quindi leggiti il testo e la musica inventatela (nella mia testa è un brano swingato allegrotto, classico quattro quarti; il gruppo è formato da voce, chitarra, basso, batteria e sezione di fiati/ottoni)


Don’t have to worry about       (pa- ppa- ra)
I have my freakin style     (pa  - ppa – ra)
Even if I don’t know what it meeeeeeeeans

The factory is my jail   (pa- ppa- ra)
I know you can’t complain     (pa – ppa – ra)
You just do everything the big bro saaaaaaays  (pronuncia seeeeeee  - i – eeeeis)

Your owners swims in cash    (pa – ppa – ra)
You have to broke your back   ( pa – ppa – ra)
And smiling thanks they for the job they gaaaaaaaaave to you

Working doesn’t ennoble you, it’s just a loss of life
So for the work I don’t have fuckin time!

(solo di chitarra)

I have to eat and think      to fuck  n’ drink
Then play and dream       and write n’ sing
To meet and know             to read n’ go
To cra-zy-ly falling in loooove

So today I resign from my work
Today I resign from my work
Today I resign from my work
Today I resign from my fuckin work

And I’m so happy.

( e via con la parte strumentale, prepotente Assolaccio di sax e magari anche di clarinetto tromba o roba così, casino generale e chiusura spaccatutto.)






Ps: Si, invece di chiacchierare con le persone parlando male di altre persone mi canto nella testa.
      E ne vado fiero.

mercoledì 8 febbraio 2017

Sommario di decomposizione #3


Fanculo linkem merda che mi ha lasciato per una settimana senza connessione, li manderei a cagare non fosse che ,per problemi tecnici del cazzo non posso farmi nessun adsl e devo scegliere tra linkem e chiavette fottute.

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Sommario di decomposizione #3:



Eppure la funzione degli occhi non è quella di vedere, ma di piangere; e per vedere realmente dobbiamo chiuderli: questa è la condizione dell’estasi, della sola visione rivelatrice, mentre la percezione si esaurisce nell’orrore del deja vu, di un irreparabile risaputo.

La verità non traspare se non quando gli uomini, dimentichi del delirio costruttivo, si lasciano andare alla dissoluzione delle morali, degli ideali e delle credenze. Conoscere è vedere , non è né sperare né intraprendere.


L’umanità si vergognerà a generare quando vedrà le cose come sono.


Le lacune della virilità sono la sede dello spirito: Se la femmina pura, che non sarebbe possibile sospettare di alcuna anomalia sessuale e psichica, è interiormente più vuota di una bestia, il maschio intatto corrisponde perfettamente alla definizione del “cretino”


L’umanità ha adorato soltanto coloro che l’hanno fatta perire.


Soppresso ufficialmente il diritto alla decadenza, credere diventa un obbligo.


A partire da un certo grado di solitudine bisognerebbe cessare d’amare e di compiere l’affascinante sozzura dell’accoppiamento. Chi vuole perpetuare sé stesso ad ogni costo si distingue a malapena dal cane: è ancora natura. Non capirà mai che si possa subire il dominio degli istinti e ribellarsi ad essi.


L’idea del nulla non è la prerogativa dell’umanità laboriosa: coloro che fatìcano non hanno né il tempo né la voglia di pesare la loro polvere; si rassegnano alle durezze o alla stupidità della sorte;
sperano: la speranza è una virtù da schiavi.


La teologia, la morale, la storia e l’esperienza di tutti i giorni ci insegnano che, per raggiungere l’equilibrio, non c’è un’infinità di segreti – ce n’è uno solo: sottomettersi. “Accettate un giogo” esse ci ripetono “e sarete felici. Siate qualche cosa e verrete liberati dalle vostre pene. In effetti, tutto è mestiere qua giù: un lavoro ci attende ancor prima della nascita.

[…] Vi si perdona tutto, purchè abbiate un mestiere, una qualifica sotto il vostro nome, un sigillo sotto al vostro nulla. Nessuno ha l’audacia di esclamare “io non voglio fare niente!”- […] Moltiplicare le possibilità di sottomissione, rinunciare alle proprie libertà, uccidere in sé il vagabondo: così l’uomo ha raffinato la propria schiavitù.