domenica 31 luglio 2016

Poesia


Un uomo in realtà non sa degli altri esseri umani
Il meglio che può fare è supporre
Che siano simili a lui*


La giornata è lunga quando non sei uno schiavo
Il tempo che non ti hanno rubato 
ti costringe
A pensare

Sono sempre stato felice di non essere ambizioso
Ne intraprendente
Di non aver mai avuto grandi progetti
O obiettivi che per essere raggiunti richiedessero di
Calpestare quelli di qualcun altro.
E ora Steinbeck mi chiede:
“E se la tua umile carriera da operaio part time non fosse virtù
Ma pigrizia morale?”
Per ogni sorta di successo ci vuole audacia
E forse io ero soltanto timoroso, pauroso delle conseguenze.
In una parola pigro*.

Ma non penso che la mancanza d’obiettivi o d’ambizione
Siano i miei problemi principali
Troppo stupido e semplice prendersi tutte le colpe
Il fatto è che
Voi
Mi state ammazzando

Con la vostra cieca indifferenza

Voi coi vostri i phone subacquei
I complementi d’arredo acquistati su ebay
Gli aperitivi lunghi a parlare di moto
& tatuaggi

Voi che arraffate fino all’ultimo centesimo,
Che vi purificate ballando spensierati,
sudando fuori le preoccupazioni e i crucci

voi che scopate ragazzette viziate
che a ventiquattro anni compiuti
mandano foto delle proprie nudità
sulle chat di wazzup.

Il fatto è che voi
Avvelenate l’aria
E il vino non ha più gusto
L’erba non ha più odore

Dovrei quindi sporcarmi?
Dovrei mettermi in competizione?
Creare un business? Arricchirmi?
Dovrei Volere i vostri soldi schifosi?
& le vostre donne ignoranti?
Gongolare soddisfatto ogni volta che  uno stronzo
Muore
e lascia un po’ di spazio
 in cui io possa
allargarmi?

Non vedete?
Siete così piccoli?
Non vedete che il mondo non gira più?
Che il cielo e la terra sono pieni di loghi?
Diecimila formiche lavorano
Una regina si abbuffa


Io che posso volare
Alto
Sopra le vostre teste
Non riesco più a sorridere.
E a Damanhur vogliono 110 euro
A persona
Per una visita giornaliera

Stanotte ho avuto voglia
Di conoscere il cielo
Ma neanche una stella
È venuta a salutarmi


Forse è il momento di prendere
Il walden
Un saio
E andare a vivere in un bosco
Prima che la folla accecata
Mi schiacci
& strazi le mie carni
Riducendomi a brandelli
Calpestandomi per correre e arrivare ai saldi estivi
prima delle altre
Formiche

La capanna sarà appena terminata
Quando vi diranno che
La banca fallita l’anno scorso
Si è presa i vostri soldi.

La banca ora è vuota
Ma non preoccupatevi,
l’abbiamo salvata

come la mummificazione
ha salvato i faraoni



siete contenti?

Non siete contenti?










*da L’inverno del nostro scontento – John Steinbeck

lunedì 25 luglio 2016

Legge della dannosità delle dipendenze


Legge della dannosità delle dipendenze.

Sottotitolo:
guarda cosa faccio pur di non andare al bar



sottotitolo scartato (inventato al momento):
usare la matematica in malo modo per spiegarti cose e sentirti intelligente più della gente che frequenti di solito che a quelli ci puoi dare una pizza prepuzio e scamorza e ti dicono "chebbbuona"





…perchè quando sei felice, stimolato e ti trovi in mezzo a un gruppo di persone che ti fanno stare bene stai distante dalle dipendenze. Se sei solo, triste e senza stimoli sei incline alle dipendenze. Il topo messo da solo in una gabbietta con due dispenser, uno con dell’acqua normale e l’altro con l’acqua drogata, beve acqua drogata fino ad ammazzarsi. I topi che nella gabbia hanno cibo, divertimenti, passatempi, amici topini con cui giocare, e belle topine con cui scopare, l’acqua drogata non la guardano nemmeno.

Io c’ho pieno di dipendenze addosso.
Ad esempio c’ho la dipendenza di voler scrivere brevi pseudo poesie che poi abbandono tipo
oggi non ho senso
 sono altrove
riverbero di luci nuove
su vecchie facce
abitudini turbini
in cui cadono
carte stracce
nella vita penso troppo
quando scrivo neanche un po’
vomito
roba



Però allora prima di tutto la mia gabbia qua non è che sia proprio pulita, cioè, diciamocelo eh è sporca e c’è sempre stapuzza di cacca dovunque ma però neanche fosse solo quello il problema è che i divertimenti non mi divertono mica cioè dai io capisco tutto ma se c’è da andare in piazza con un pallone e fare due palleggi a me mi va anche bene sarebbe un’idea figa come quando ch’eravamo piccoli ma dai siamo seri io andare in piazza a catturare i pokemon no, dio cane, allora visto che i butei qua son buoni o di prendere i Pokemon o di andare al bar e no, la piscina tu pensi che se andiamo in piscina si va a fare le vasche invece si valà magari! si va là svaccati nell’acqua bassa un po’ e poi birrette e camparini al bar, questa l’è verona.


Indi per cui la soluzione è cambiare gabbia,

e se non puoi o non ti va devi scegliere quali dipendenze portare avanti.

Una dipendenza si valuta in base a tre fattori:
-          La quantità di tempo in cui riesce ad estraniarti dalla vita vera (in ore)
-          Il costo (in euro)
-          I danni alla tua salute personale (scala B-Lì da 0 a 10)

Esempio: faccio una riga di cocaina, una riga costerà 7 euro cazzo, sto bene, ne facciamo un’altra? sono fatto, ne voglio un’altra, la pippo tutta, ho speso 80 euro, sono attaccato al soffitto, sto fuori 6 ore, cazzo mi si sta sciogliendo il dentro del naso, perdo sangue, brucia tutto, i neuroni si suicidano lanciandosi dalle mie narici, tachicardia, sovraccarico del fegato (8 punti sulla scala B-Lì)

tempo estraniato x danni alla salute= costante di dipendenza      
                6h          x                8 B-Lì                                = 48
       
 Costante di dipendenza   x   costo della dipend.=  dannosità della dipendenza
                48                      x   80   euro                =     3840

 Ultimamente sono stato socialmente iperattivo ed ho nutrito le dipendenze più di compagnia, ho bevuto tantissimo alcool, fumato tantissime sigarette e mangiato montagne di cibo di merda e unture e fritture e ffettati formaggi quintalate di paninazzi e i pancakes allora quando sto in casa niente carne niente fritto niente schifo niente alcool niente sigarette,
mangio legumi e verdura, fumo marijuana, mi drogo di libri e pc.
Dovrei iniziare a guardare qualche serie, quella è un ottima dipendenza, porta via un sacco di tempo e non fa quasi nessun male alla salute, ma proprio non ne ho voglia.


Esempio del guardare una serie che dura venti ore, guardata a gratis in streaming quindi stai pagando solo la corrente la connessione e piccolezze:

20h   X   0,2  B-Lì   = 4

4  x     2 euro =     dannosità 8


Tutto ciò che ha dannosità inferiore a 100 è una dipendenza consigliata, tutto ciò che supera gli 800 è una dipendenza da evitare.  
Per tutto quello che sta tra 100 e 800 gestisciti tu, fai come ti pare, non voglio starti troppo addosso, è giusto lasciare un pò di flessibilità.


Comunque, tornando ai miei problemi, si vede che le dipendenze che perpetro nella occasioni sociali sono
Mangiare merdate: Dura poco tempo, ha un costo che dipende dove vai ma per la merda che ti danno è quasi sempre un furto, e fa malissimo.
Bere alcool: in certi posti costa un puttanaio soprattutto se sei stufo di bere Heineken becks e lagheraccie merdose, ti sfiocina il cervello per un discreto tempo ma fa male al fegato e un po’ a tutto.
Fumare sigarette: Non mi estraniano dai fottuti problemi nemmeno per un fottuto minuto, hanno un costo inaccettabile e mi stanno uccidendo senza fare niente per me.


Mentre a casa:
Fumo Marijuana: Cazzo,costa sempre troppo, ma una cannetta (costo 2 euro max) mi sballina anche per due tre ore, figata, poi non fa neanche troppo male, cioè, fa male la combustione, cristo devo comprarmi un vaporizzatore.
Leggo romanzi: quelli che prendo in biblio costano zero ma stranamente sono buoni come quelli dei negozi, mi mandano in botta per diverse ore, fanno male agli occhi ma mi pare un danno accettabile.


Quindi stabilisci dei valori, fatti due conti e vedrai che stare a casa mi fa meno male che uscire.
E ricorda, quando inizi una dipendenza tieni sempre presente la mia scala dei fattori per determinarne la dannosità.
Poi contano altre robe, ovviamente, tipo il gusto personale, tipo io le serie le odio, quindi anche se sono una delle dipendenze più intelligenti da avere, io me ne sbatto il cazzo.



Se sei una persona sveglia starai pensando che la “legge della dannosità delle dipendenze” messa giù così è un po’ una cagata perché se il costo della dipendenza è zero allora la dannosità è sempre bassa ma vaffanculo, il costo non può essere zero, non vale. Qualcosa hai speso sempre, sia la benzina della macchina o la suola delle scarpe, se metti zero non vale, non fare lo stronzo.




venerdì 15 luglio 2016

Frank Carter


Uno dei pochi dischi gggiovani, cioè fatti dopo il duemila, che sono riuscito ad ascoltare senza essere nauseato è stato Orchestra of Wolves dei Gallows. Il disco è una via di mezzo tra harcore punk e nu metal rumoroso, ad essere onesti il sound non mi ha fatto proprio impazzire ma la voce del cantante si. Frank Carter canta come un animale a cui hanno appena sparato ad un braccio. Non canta. Grida. Ma grida bene, lo fa con stile, non sembra solo un cretino, riesce veramente a trasmettere rabbia e disagio di vivere. M'è piaciuto subito.

Carter lascia i gallows e fonda i pure love di cui ho ascoltato due tracce e non mi dicono niente. Sarà che il suono è molto più soft. Sarà che Carter in questo gruppo decide di non gridare come una bestia ferita ma di cantare in maniera pulita. E quando canta pulito Frank non è proprio niente di speciale.

Grazie a dio nel 2015 cambia idea, abbandona i pure love e coi suoi Rattlesnake torna ad un sound più simile a quello dei Gallows e soprattutto ritorna a gridare come una bestia limitando di molto le parti in cui canta pulito.

Frank Carter & the Rattlesnake non saranno degli innovatori, non resteranno nella memoria dei posteri, ma, fanculo, il loro album d'esordio "Blossom" lo sto ascoltando molto volentieri, le canzoni non sono tutte cannonate come i vecchi pezzi dei gallows ma ogni tanto c'è spazio per qualche pezzo "diverso", tra i quali adoro il bluesettone I hate you.  "It makes me violently angry when i see you alive, you're a fuckin mistake, an embarrased mate, you think you're funny and you're clever but you're just a disgrace. I Fuckin hate you and i wish you will die".


Per la cronaca, sulla scia dell'entusiasmo per questo disco mi sono messo a sentire altra roba simile, gruppi giovani che fanno casino e gridano ma no
niente da fare
mi fanno tutti schifo.
Mi annoiano. Non saprei nemmeno spiegerti bene perchè. So solamente che non sono come Frank & i rattlesnake. Con loro sono in sintonia,  prendiamo ad esempio  "Fangs", altra traccia del disco, musicalmente forte, veloce e potente come piace a me, e quel "I can't help but want to feel you're teeth against my skin, if you got fangs then sink em in" me lo ha reso simpatico e mi ha ricordato la chiusura del mio scritto Fame.
Ecccazzo il loro primo pezzo che ho sentito è stato Juggernaut.
E dopo i primi trenta secondi di Juggernaut mi sono ritrovato con gli occhi sbarrati a pensare
Cazzo, questi si.
Questi si.
Ci siamo.



Drawn an x on my forehead
and cross me out
call me lonely and lost
but i don't wanna be found

even on my own
you can't stop me
even on my own 
i'm a juggernaut

giovedì 14 luglio 2016

Medley




Così, ricordo estemporaneo, mi è venuto in mente quella volta che, in egitto, ero stufo di bere birra sakara gold e tantomeno la versione king così ho chiesto al barista se avesse del vino e lui ma certo che ce l’ho, ok dai dammene un bicchiere. Sto pazzo assassino apre una bottiglia e ne versa tipo metà dentro sto bicchierone da cocktail, riempiendolo fino all’orlo. L’ho assaggiato e faceva schifo, era chiaramente andato a male, sapeva di aceto, allora lo faccio assaggiare al ragazzo egiziano seduto con noi e lui mi dice che no, il vino è apposto, anzi è proprio buono. Ho provato a riassaggiarlo e stavo per sboccare allora l’ho regalato al tizio e lui l’ha bevuto entusiasta.
Questo per dire che gli egiziani non dovrebbero mai parlare di vino, né gli americani di pizza.
Gli americani sono uno dei pochi popoli che mi fa più schifo del mio, almeno da noi quando proponi a qualcuno un cibo estero ti senti dire no, io non mangio quella roba, non so cos’è e non voglio sapere cos’è. Gli americani merdosi invece pensano di sapere tutto, hanno americanizzato tutto così bevono budweiser che è una della birre peggiori al mondo e sono convinti di bere bene e mangiano pizze disgustose con sopra quintali di merda e poi ti dicono che la pizza italiana fa veramente schifo, c’è troppo pomodoro e pochi ingredienti sopra.
La loro è la vera pizza.
Ma pensa te.
Potrei continuare con altri esempi ma tanto non serve.











Si sente che Caicedo era molto giovane quando ha scritto questo romanzo,  a tratti mi ha ricordato “il ragazzo morto e le comete” che G.Parise scrisse ad appena vent’anni. Parise però era molto più poetico, Caicedo più psichedelico. La storia non è eccezionale e verso metà libro inizia a riempirsi di flussi di pensiero che ne minano la scorrevolezza. In effetti non è nemmeno lontanamente da considerarsi un capolavoro ma è un duro ritratto della vita degli sbandati colombiani di quegli anni; qualche bella immagine e la consapevolezza con cui la protagonista si sfascia la vita non possono non farti pensare a on the road di Kerouac e Trainspotting di Welsh. Solo che questi due sono decisamente su un altro livello. Vale comunque la pena leggerlo, è anche corto (180 pagine) e niente, mi spiace che Andrès si sia ammazzato a venticinque anni, sicuramente avrebbe potuto lasciarci qualcos’altro. Ma con questa scelta Caicedo si è assicurato un posto nel cuore dei ragazzi colombiani.. posto che nel mio cuore è purtroppo già occupato da Janis Joplin e Shannon Hoon.










"mi sono rotto il cazzo

che mi conosco fin troppo bene e ho ancora tutta la vita davanti
che cazzo faccio da qui fino alla pensione
che poi mica me la danno

e comunque non avevo le carte"






martedì 12 luglio 2016

Gargano's chronicles fine

Ti svegli alle 10 e mezza, troppo presto, visto che sei andato a letto alle cinque
E hai sognato un sacco di robaccia strana.
Come accade sempre negli ultimi giorni.
Troppi sogni malati
Dormi male


Oggi proprio non c’ho cazzi di stare in casa a vedere mio padre che gioca con l’ipad e mia madre che pulisce la casa che, ricordo, non è nemmeno sua, lamentandosi del fatto che mio padre, che non è in super forma ma si è ripreso rispetto a quando stava dimmerda nel senso che ora non ha dolori, non vomita, l’unico problema è che non ha appetito e non riesce a mangiare molto. Comunque settimana prossima fa una colonscopia e vediamo che cazzo ha, e dicevo mia madre che pulisce la casa lamentandosi del fatto che mio padre non ha mai voglia di fare un cazzo, nemmeno di andare in spiaggia e se ne sta ore a smanettare con quel cazzo di i pad.
Non voglio assistere a sta cosa e non voglio nemmeno fare i kilometri per vedere posti o fare cose impegnative.
Oggi faccio l’italiano medio in ferie.
Vado in spiaggia, pianto l’ombrellone e mi butto sull’asciugamano, prendo un po’ il sole, ma la faccia è all’ombra che il sole in faccia proprio no, ogni venti minuti di sole sto mezzora in acqua come i vecchi, seduto a quasi riva con l’acqua alla pancia.
Torno a casa, pranzo, bar, caffè freddo, di nuovo spiaggia.
Alle quattro torno su, suono un po’, doccia, pc, finisco la tinta blu che mi era avanzata perché i miei capelli tra docce e acqua salata avevano preso sfumature che andavano dall’azzurrino al lime acerbo al giallino- bianco. Non si potevano vedere. Ora sono blu e per tre docce sarò così, poi inizierò a schiarirmi e fanculo sarà ora di tagliarsi i capelli.
E’ già ora di tagliarsi i capelli.
Porto i miei a cena a Vico in un posto super fico che ha un salone interno scavato nella roccia tipo grotta enogastronomica e una zona esterna massì dai te ne ho già parlato, quella coi tavoli fichi vasi ulivi eccetera. Mangiamo delle polpette come antipasto poi tre risotti, uno con asparagi e quella che vorrebbe essere forse un cestino di parmigiano ma in realtà è una lastra di grana su cui è adagiato il riso che poi è decorato con due bocconcini asparago carne di boh avvolti nello speck croccante. Questo risotto è buono. Io ne ho preso uno con nero di troia salsiccia e  caciocavallo, veramente molto buono. Il terzo, risotto son scampi agli agrumi è interessante ma decisamente troooooppo salato. E la salsa agli agrumi andava ammorbidita. Così è un pugno in bocca. Di secondo prendo i TORCINELLI, che avevo prenotato telefonicamente ben tre giorni prima per farli preparare dal macellaio apposta per me; i torcinelli sono interiora di pecora avvolti nel budello di pecora, cotti alla brace. Ehm, sono impegnativi ma devo dire che ne è valsa la pena.
Sono talmente sgionfo che avanzo un torcinello e né il caffè né il liquore all’alloro riescono a farmi digerire.
Vado a casa a fare la cacca ma resto imbugato nello stomaco, e cazzo ho la pancia e le gambe bruciate, sono rosso come uno scemo e ho un segno netto di fine costume a un terzo di coscia che gesù non si può vedere, metto quintali di dopo sole e vado al solito bar, bevo un amaro del capo, poi un altro caffè ma niente, son sgionfo, sono imbugato.  allora mi faccio uno zacapino che bevo proprio volentieri infatti sono felice ed ho finalmente ucciso quel nodo allo stomaco.
Il locale è vuoto, non c’è un cazzo di nessuno, i pochi presenti fanno di tutto per cercare di non essere interessanti, il tizio techno stasera non è sbronzo ed è quindi molto meno fastidioso di ieri ma riesce comunque a dirmi che a ibiza c’era skin che ballava di fianco a lui e io lo liquido con un no dai basta, ieri me l’hai detto quattro volte. La gente è piatta. Lousiana sorride ma è sempre zitta e bisogna cavarle fuori le parole di bocca, gli altri parlano del niente assoluto, mi sono rotto i coglioni, voglio andare via di qui, meno male che domani è l’ultimo giorno, buono così, alla fine una settimana sarebbe stata troppo poco ma metti che se fosse durata dieci giorni questa sarebbe stata una vacanza top. Con due settimane siamo proprio al limite.
Torno a casa, accendo il clima a 21, i miei ieri l’avevano impostato a ventisei, anziani pazzi fottuti, ed eseguo il rituale settimanale, cannetta, mezzo litro d’acqua e post della giornata.
C’è sempre un che di strano quando scrivo raccontando di una giornata e arrivo al punto in cui scrivo che sono arrivato al punto in cui sto scrivendo, è pazzesco, sto rivivendo una cosa mentre la vivo, ma magari te lo spiego meglio un’altra volta.
Domani mojiti a tre euro al bar. Mi sa che non ci vado. Quasi quasi me ne sto a casa e non vado neanche a salutare la Lu il barrrista e tutti gli altri tizi che ho conosciuto, tanto a nessuno frega un cazzo e io non ho voglio di distruggermi le palle per un’altra serata. Voglio andare via da qui.
Domani facciamo le valigie e sabato mattina tutti fuori dai coglioni, i miei mi allungano a perugia e me ne sto lì tre giorni, lunedì sera ascolto Buddy Guy all’umbria jazz e martedì mattina si torna a verona e appena vedo il mio cuscino lo abbraccio forte.
Spero solo di svegliarmi riposato e stanotte riuscire a dormire bene.
Per caso sai come si fa a non sognare?

Ecco, alle sei e mezza mio padre inizia a far casino in cucina ed io mi sveglio incazzato nero perché non riesco a non pensare che sto stronzo ieri ha rotto il cazzo a fine cena perché bevessimo in fretta caffè e amaro e tornassimo subito a casa perché LUI doveva guardare la partita di merda della francia mentre mia madre voleva stare un po’ in giro che poveretta è sempre in casa ma no, noi torniamo di pacca all’appartamento e mio padre si guarda l’ultima mezzora di partita e poi sono sicuro che nel giro di venti minuti sarà andato a letto così stamattina alle sei è già in giro a rompere i coglioni a noi giovani mamma mia che schifo meno male che oggi è l’ultimo giorno.

L’ultimo giorno non faccio niente di che, essenzialmente perdo tempo, faccio l’ultimo bagno e alla sera me ne sto a casa, non passo nemmeno al bar a salutare i butei. Ci sono mojiti a tre euro ma onestamente chissenefrega. sabato mattina alle sei sono sveglio, alle sette lasciamo l’appartamento, i miei se ne tornano a verona, io a mezzogiorno sono a perugia davanti all’appartamento dove compagno leonardovic mi ospiterà per tre giorni, e c’è l’umbria jaaaaaazz!!!!

ma questa è un’altra storia


..che forse non scriverò mai perchè a Perugia mi sono proprio divertito e di solito quando mi diverto mi limito a godere di quei momenti e poi se sto bene sono attivo faccio mille cose ma non ho voglia di scriverci niente, non penso a nulla da scrivere, non ho niente da dire, 

scrivo solo quando mi serve
e in puglia mi serviva proprio.

venerdì 8 luglio 2016

Caro diario hai rotto il cazzo



Che giorno è? Mercoledì.
Ho risposto giusto.
E subito.
Vuol dire che non sono ubriaco.
E neanche,
ovviamente,
fatto.
Si, nella sigaretta di prima ho messo della ganja,
ma era un assaggio
mi sa che non era neanche uno zerouno
E si
C’era della ganja anche nella sigaretta che mi son fatto dopo pranzo
…Tanto si capisce quando sono
In botta
 Da tutte le volte che vado
A capo.
È per prendere fiato,
c’ho i miei tempi.
Comunque oggi mi sono svegliato sveglio,
 che è già un’ottima cosa
fondamentale
Visto che negli ultimi giorni mi svegliavo addormentato ed ero tutto insaccato cogli occhi cisposi e le membra rachitiche e, cazzo, mi lavavo la faccia coll’acqua fredda ma zero, serviva a un cazzo.
Stamattina mi sveglio sveglio abbastanza in forma ma decido che non ne vale la pena, Vieste l’ho vista, ho visto peschici, rodi, vico, altri paesi che non mi va di nominare non perché non me li ricordi ma proprio perché non mi va di nominarli – ho azzeccato il congiuntivo da sbronzo, sono contento-  e ho mangiato bene, ho fatto il bagno, ho visto bei posti, belle spiagge, ho passeggiato per il bosco fanculo cazzo oggi è una giornata ignoranza, c’ho voglia di poltrire.
Mi faccio una cannetta.
Cazzeggio su pc suono un po’ l’armonica sperando di non infastidire nessuno e poi gioco mille ore a due giochetti che avevo sullo smartphone ma non toccavo da mesi mamma mia che tristezza che mi mette scrivere smartphone invece di cellulare però lo devo scrivere che se scrivo cellulare poi pensate che gioco a snake o merda così invece gioco a pull my tongue mica cazzi mosci
Verso le cinque e mezza, come avevo deciso – ma non l’ho detto a nessuno, né a voi nè ai miei, perché sono un punk- mi faccio bello (metto le mutande sopra ai pantaloni. E le scarpe)ed esco, faccio benza, passo dal bar di fiducia, mi faccio un toast e dico al barista “dai gian, fammi un aperitivo a tua scelta. Non dolce. Amaro. Che non sia una cannonata” il gian mi centrifuga un’arancia, perché il succo d’arancia in cartone è da barboni merdosi e noi cazzo siamo al lido del sole nel fottuto gargano, e nell’arancia centrifugata in cui sicuramente avrà messo qualcos’altro checcazzo ne so magari zenzero, in sta arancia ci spara dentro campari bitter e vodka, lo mette con un po’ di ghiaccio in un bicchiere carino, c’infila una fetta di cetriolo che non centra assolutamente niente e me lo da.
E’ una cannonata.
Lo finisco e mi sento già in botta, bevo un caffè, leggo tipo tutto il corriere della sera, vado via.
Ndo vado?
Boh
Ah, nella foresta umbra.
Lì all’inizio, sulla destra.
Praticamente, no, andando su da vico ti trovi sto parchetto sulla destra, c’è un parcheggio bello grande, lo vedi per forza, lasci giù la macchina ed entri nel parchetto, ci son giochi per i bambini, attrezzature per fare esercizi tipo sbarre a cui appendersi, e panchine qua e là. Ci sono delle vecchiette con una bimba e poi da una parte una coppia giovane, lei è una mora incredibile con un corpo chelasciastare (è vestita da vacca) e le tette gonfie di latte, suo marito  col figlio, che avrà si e no due anni, in braccio e la sorellina più grande che gioca
e tu fanculo tutti, hai fatto cinquantadue kilometri per andare nel bosco in mezzo al niente, ti siedi su una panchina e inizi a suonare l’armonica soffiandoci dentro come un pazzo e ad un certo punto il padre e la bambina sparano un applauso scrosciante che detto così sembra una cazzata scritta da uno sbronzo e invece è la vera verità.
Soddisfatto vai a fare un giro a vico – da quand’è che scrivo in seconda persona? Mi piace, è avvincente- ti avventuri per vicoletti stretti e bui, giri per un’oretta perdendoti più volte ma cazzo se sei contento, che bello sto posto, ti stai perdendo apposta, e poi decidi di mangiarti una paposcia nel posto più rustico che hai visto e infatti il posto è orrendo e la paposcia anche. La pasta è di un gommoso che vabbè non parliamone, ti fai un caffè e una grappa per digerire ma non digerisci. Vai al solito bar dove c’è la Louisiana e ti fai un paio di gin lemon guardando la partita di fianco a un tizio di settant’anni, poi chiacchieri un po’ con lui e senza ombra di dubbio è la conversazione più interessante che hai fatto in questa vacanza ma il settantenne se ne va e arrivano i due tizi che già conosci con un loro amico che boh, non saprei neanche come descrivere. Sto qua la mena per un’ora che
io ascolto musica techno senza drogarmi perché l’ascolto per il piacere della musica perché rici otuin e sven vat maròòòòòòònnnnnnnna e poi coccoluto fa parte della giuria di sanremo e gigi dag è il numero uno e io ho ventisette vinili di gigi dag che, madonna vèrgine, speriamo che non sia vero, e tutti gli altri a dire mamma mia la droga, ho sentito che con una pasticca poi muori o resti deficiente tutta la vita, io una volta ho fatto due tiri di canna ma non lo faccio più però se vuoi in una serata ti bevo una bottiglia intera di vino, e tu pensi ma questi hanno trentacinque anni? Sul serio?
Cazzo, sul serio? poi il techno guy racconta dell’unica esperienza coll’emmeddì che ha preso quella volta che è andato a ibiza nel duemilaesei e mamma mia che cose grosse e poi fa vedere il video delle vacanze dove a un certo punto per due secondi si vede in basso a destra skin quella degli skank anansie che balla lì vicino
e tu,
cazzo,
tu hai detto al barista dammi una birra basta che non sia una Heineken o becks o corona del cazzo e lui ti ha detto ti do quella che piace a me e si scopre che a lui piace la merdosa tennents extra del cazzo  che oltre a fare schifo fa nove gradi e qualcosa, eppure mentre tu sei sbronzo e bevi stammerda extra capisci che la cosa più saggia da fare è tacere ed annuire
che per carità di dio, mica è intelligente drogarsi, tantomeno andare in giro a vantarsi di essersi drogati. Ma stasera hai provato a buttarla lì coi libri e zero, hai provato a buttarla lì con la musica e vedi dove cazzo siamo finiti, adesso è meglio che stai zitto.
che quelli che non parlano mai sembrano sempre intelligenti
poi comunque finisci la tennents e  boh, bevi altra roba ma non mi pare che sia successo nulla che sia degno di nota.
Almeno io non me lo ricordo.
Tu?
Ah, Louisiana, la barista
Non ci sta.
Smettila di chiederle di fare qualunque genere di cosa, dall’andare in spiaggia al pranzare insieme
Non
Ci
Sta.
Alle tre e mezza sei seduto al tavolo sulla terrazza, davanti al pc, con un cannone d’erba in mano, e sei appena andato su wiki a leggere la differenza tra terrazzo e terrazza.
Il terrazzo sporge dall’abitazione, è sinonimo di balcone.
Ora sai una cosa nuova. (la sapevi già, idiota alcolizzato)
Ma domani la ricorderai?
Non lo so, intanto c’è da finire il cannone poi se ci riesci sarebbe il caso di provare a dormire.
Dai, stanotte non sognare.

Per favore.

giovedì 7 luglio 2016

Bah!ggiornamenti

Lunedì è una giornata di merda, mio padre sta male e sta tutto il giorno a letto, si alza solo per uscire a fumare merdose sigarette, io me ne sto tutto il giorno a casa a guardarlo stare male, alle cinque decido di andarmene a Peschici a fare una passeggiata, giro in centro, bevo un buonissimo nero di troia del 2007 pagandolo una cifra ridicola, compro una bottiglia di liquore all’alloro e dei taralli al finocchio da portare a casa, faccio un giro in auto, guardo un paio di spiagge dall’alto, mangio qualche riccio di mare appena pescato, torno a casa per vedere se la situazione è migliorata.
 Non è migliorata.
Ah signor
Gioco un po’ a carte con mia madre e ripenso a quando ci giocavo con mia nonna che era fantastica ma è morta da un pezzo però mi manca sempre uguale e ogni volta che ci penso mi viene da piangere, figuriamoci poi in questo momento in cui sono emotivamente sensibile più di una ragazza mestruata, sono stanco, ho anche fame, entro e mi mangio petto di pollo melanzane e cracker, leggo un pochetto e vado a letto.

Martedì mi sveglio tardi, mio padre inizia a stare meglio, dio sia lodato!, faccio una specie di brunch soffriggendo della cipolla in olio evo, poi aggiungo pollo & melanze avanzate da ieri, un uovo, sale aglio e del caciocavallo. Lo divoro con un pacchetto di cracker e un bicchiere di rosato che va sempre bene. Vado a leggere al solito bar, sto lì un’oretta poi mi butto in mare, saranno le due, c’è pochissima gente, dio sia lodato!, mi sdraio a prendere un po’ di colore, sarebbe anche ora, avrò preso il sole due ore in dieci giorni che sono qua. Torno in appartamento, smangiucchio qualcosa, doccetta ristoratrice, mio padre sta meglio ma non è ancora in forma, decide di starsene a casa mentre io prendo su la vecchia e vado a vedere Vieste.
Vieste è grande, la giriamo tutta, dal castello al porto, e poi visto che è presto torniamo a fare un giro nel centro storico, gradini e scalini e gradini e scalini su e giù, un paio di volte ci perdiamo e passiamo 4 volte davanti allo stesso bar, i camerieri avranno pensato che siamo degli imbecilli, in realtà ci piaceva il posto, mangio due panzerotti, poi c’è una specie di mercato, assaggio del dolci, vari tipi di taralli, formaggi, olive, pomodori secchi, non bevo nulla a parte un assaggino di grappa, che son con la vecchia oggi faccio il bravo mica bisogna bere sempre e lei, in cambio, senza che io glielo debba dire, non entra in tutti i negozi di vestiti che incrociamo né perde troppo tempo a guardare le vetrine, (gesù cristo sto raccontando di me a passeggio con mia madre come se fossi con una tipa, che disgusto) siamo talmente sazi che non ceniamo nemmeno, torniamo a casa, mio padre dice che sta meglio ma a me non sembra molto ma vabbè se lo dice lui fidiamoci, mi faccio una canna seduto al tavolino fuori dall’appartamento mentre i miei vicini cenano, mi sembra parlino della mia ganja, forse sono solo paranoie da tossico, o più probabilmente il fumo gli va dritto in faccia ed è impossibile non sentano l’odore, oddio e se lui è un finanziere? – stanno dicendo vai a chiedergli una canna? Hanno detto così? Secondo me hanno detto così-  è Paranoia? Stofffattto? e se lui è un finanziere disgustato perché è in ferie di fianco a un criminale? Oddio il loro figlio di tipo 1 anno sta tossendo, è la mia marijuana, interrompo il joint a metà, poi inizio a leggere il mio primo libro in pdf, non faccio neanche troppa fatica, e poi è scritto grande, vedo il numero di pagine che va su, mi pare di leggere tanto, mi sento bene. I vicini finiscono di cenare ed iniziano a guardare temptation Island su canale cinque, -non vorrei nemmeno sapere cos’è ma purtroppo lo so-  c’è sta finta edera tra la mia parte del terrazzo e la loro che non mi permette di vedere se lo sta guardando solo la tizia o se c’è anche suo marito. Spero cazzo che lui almeno no dai. Temptescion ailand è un programma così merdosamente brutto che a volte mi s-concentra dal libro. Vado a fare uno spuntino garganico leggero: cracker con salame piccante, caciocavallo, pomodori secchi e pesto. Cosa ci fa un tronky in frigo? È dal sessantaquattro che non mangio un tronky. All’epoca si chiamavano CiokBastùn, e per “dimagrire le femmine” gli si davano metamfetamine solo che poi loro non dormivano più e allora le si davano i sonniferi, comunque buono sto tronky. Un po’ duretto, non dovrebbe stare in frigo, lo puccio nel bicchier d’acqua, prendere il latte versarlo scaldarlo richiederebbe uno sforzo troppo grosso per un punk in ferie che si è appena fatto mezzo cannone di mariagiovanna. Torno fuori & scrivo sta roba e appena i vicini entrano in casa, ma a sto punto mi sa che era solo lei perché non ho sentito neanche uno straccio di conversazione e stare a guardarsi temptescion ailand in religioso silenzio mi sembra davvero troppo per qualunque maschio umano, behnsommmma quando lei spegne dio sia lodato! la tv e torna in casa mi riaccendo il joint e riprendo a leggere.

Quando sono stanco vado a dormire e faccio un sacco di sogni malati, c’è gente che mi spara, merdosi zombi coi fucili, malattie, scappo da cose,
poi in mezzo ogni tanto sogno qualcosa di piacevole ma quelle parti lì non me le ricordo mai.



Però so che si sono.

martedì 5 luglio 2016

CG#4

Sabato mi sveglio deficiente con lo stomaco rovesciato e mi butto a dormire nell’altra stanza che almeno ha una cazzo di porta a separarmi dai rumori del giorno, a mezzogiorno mi alzo, pranzo, leggo un paio d’ore e mi butto a letto fino alle sei, poi leggo un altro po’ – ho finito Viva la musica, non è niente di incredibile ma è interessante, comunque te ne parlerò un’altra volta- controvoglia vado al bar a vedere l’italia che perde, sperando ci sia una situazione interessante che mi faccia venir voglia di divertirmi ma così non è quindi torno a casa e inizio Barbablu di Vonnegut, dopo venti pagine mi butto a letto.









Domenica mi sveglio alle 11, delle ultime 24 ore ne ho dormite 14, finalmente sono di nuovo in forma. Dopo pranzo vado al bar sulla spiaggia a leggere. Cazzo è domenica, c’è pieno di gente, musica a bomba, per fortuna il libro mi prende bene e riesco ad isolarmi dal mondo esterno. Di giorno mi piace venire a leggere qui perché c’è sempre un sacco di vento e il caffè freddo è super buono. Torno a casa, doccia, chiamo il proprietario della cantina speciale che viene ad aprirla apposta per me. Sto tizio, agronomo, ha recuperato vari tipi di uve autoctone garganiche che stavano scomparendo, su venticinque diversi tipi d’uva che coltiva, dodici sono varietà che esistono solo qui. Finalmente mi fa assaggiare il vino. Annata 2015 light, vendemmiato a settembre, beverino ma niente di che, versione 2015 normal, più alcolico, più corposo e più profumato, e poi il rosato, esperimento di un paio d’anni fa. La cosa triste è che dl 2012 al 2014 non ha vendemmiato perché la grandine aveva decimato gli acini e, da quel che dice lui, l’ultimo vino veramente eccezionale l’ha fatto nel 2007. Mi mostra le bottiglie che gli sono rimaste, meno di venti, e mi dice che non le vende. Lui è un grande, è stato gentile, mi sta simpatico, svolge un servizio per tutta la comunità, questo tipo di vino lo fa soltanto lui e ne produce 500 bottiglie l’anno quindi decido di comprarne due del 2015 normal anche se mi costano quindici euro l’una e, in tutta onestà, non mi fanno proprio impazzire. Poi il tizio mi dice “beh, il rosato che abbiamo aperto portatelo via, mettilo in frigo e bevitelo stasera”. Torno a casa a mettere giù le bottiglie, vado a mangiare la mia prima paposcia, praticamente un panino gigante fatto con la pasta della pizza, la mangio con pomodorini rucola crudo e grana, veramente veramente buona; poi penso a mio padre che  dopo pranzo ha vomitato e non sta bene e decido di tornare a casa a guardare la partita con lui. Dopo la partita mi sparo un ottantina di pagine di Barbablù e me ne vado a letto. La cosa più bella di queste ferie è che ho un ritmo letture incredibile. All’una e mezza mi sveglio perché sento mio padre che va in bagno a sboccare di nuovo. Non riesco più a dormire, mio padre qualche mese fa era stato molto male, ha passato quattro giorni a vomitare qualunque cosa deglutisse, gli hanno fatto analisi raggi tac ma non hanno trovato niente, gli hanno dato delle medicine, è stato bene e non ci ha più pensato. Ora gli è tornata la stessa cosa, se nel giro di un paio di giorni non sta meglio dovremmo tornare a verona. Non riesco a dormire. E sono triste. E domani non ho voglia di far niente, tanto a che serve? Leggo ancora un po’ per scacciare i brutti pensieri, poi ho la notte più pensierosa della mia vita con colori facce e immagini che continuano a susseguirsi, mi sembra di passare ore in dormiveglia, mi viene mal di testa e quando finalmente mi addormento faccio decine di sogni stranissimi, sono a casa di un mio amico che dovrebbe essere un posto che conosco e ho già visto mille volte ma boh, non sembra la casa di questo mio amico, poi arriva suo padre che non è suo padre, non ha i baffi, oppure è lui senza baffi? No no, non gli assomiglia per niente, sono fuori da casa mia e il coglione del mio amico ha lasciato la ganja sul tavolo, mio padre è lì che la guarda, sono davanti a una ragazza bionda e pallidissima, no, non è la barista, appoggio la fronte tra la sua clavicola ed il suo collo, passo in tanti altri posti faccio tante altre cose che non ricordo poi siamo da una specie di paninaro jappo che pare il padre di kiss me licia, ho un piatto di plastica con un super paninozzo, anelli di cipolla, patate fritte e altra roba squisita ma nel piatto ho anche delle buste di ketchup e mayo già strappate e svuotate, le prendo e le butto via poi quando mi volto non c’è più il piatto. Di fianco a me quel coglione di merda di paolo, ha buttato a terra il mio panino e non vuole ricomprarmelo per nessuna ragione. Cerco di prenderlo a pugni in faccia ma i miei movimenti sono lentissimi e lui è alto tre metri, alla faccia non c’arrivo proprio. Sono nella cucina di casa mia che mi lamento per il mio panino con gente che non conosco, c’è la bionda di prima senza maglietta ma non ha i capezzoli, succedono cose che non ricordo poi c’è paolo lì fuori, gli corro incontro e salto cercando di colpirlo con un calcio volante ma a mezz’aria rallento e quasi mi blocco come in una nuvola di colla. Mi sveglio più stanco di quando sono andato a letto, non ho voglia di far niente e mio padre sta ancora male. Che giorno è? …Lunedì. Se domani non si riprende ci toccherà tornare a verona, so che essere pessimisti non serve ma al momento non mi riesce di fare altrimenti.











I disegni sono di Stamatis Laskos

lunedì 4 luglio 2016

Cg#3

Giovedì mattina si va all’enorme mercato di  Vico, compro del caciocavallo podolico e della simil muscisca, facciamo una bella passeggiata, poi i miei se ne vanno ammmmmmare mentre io sto tutto il giorno in appartamento, finisco Sorgo Rosso, inizio Viva la Musica di Caicedo, la sera prendiamo una pizza non troppo cattiva ma ci fanno aspettare quaranta minuti per averla, anche se siamo gli unici clienti -probabilmente non avevano nemmeno acceso il forno-.  Guardo con mio padre portogallo polonia, che è una delle partite più brutte di sempre e mi fa venir sonno, non so come mai sono distrutto ed ho un sonno fottuto; alle 11 crollo a letto a metà dei supplementari.
Venerdì colazione con la pizza avanzata, guardo sul pc quali attrattive mi offre la zona, decido per un giro montano, non ho voglia di mare, è quattro giorni che non faccio un bagno, odio stare al sole , odio la tintarella, quanto devi far schifo per riuscire a stare tre o quattro ore immobile sotto il sole che brucia, con 35 gradi, senza leggere né ascoltare musica né fare un cazzo di un cazzo di niente come una fottuta grassa foca?

Mi metto a scrivere alle 03.27: ci sono i fottuti galli che continuano a cantare, che cazzo cantano non lo so,mancano almeno due ore all’alba ma sti stronzi non mollano. Ho la gabbia per zanzare a quaranta centimetri dalla faccia,continua a ronzare e l’odore di insetti arrostiti mi fa venire la nausea; mi accendo una canna.

Stamattina dopo il giro montano ho pranzato a Vico in un posto all’aperto bellissimo, vigne sopra alla testa e tavoli rotondi formati da lastre di vetro tonde appoggiate su grosse giare in terracotta da cui spuntano piante d’olivo, ovviamente le lastre sono bucate al centro. Ero l’unico cliente –spiace per loro, buon per me- ho chiacchierato di vino e trip advisor col titolare e di letteratura col figlio sedicenne che mi ha gentilmente mostrato dove si trova l’enoteca del paese che non riuscivo a trovare. Dopo pranzo passo da casa, passo da un bar sulla spiaggia a bere qualcosa mentre leggo viva la musica, sto un’oretta al bar poi faccio un tuffo in mare, mi butto sull’asciugamano e cazzo sono già le sei e un quarto; torno a casa, doccia, mi preparo e porto i miei a un ristorante a lesina a mangiare le famose anguille: fantastiche, buone, dolci, incredibili. Anche la tartarre di cefalo merita e le fettuccine al sugo d’anguilla che ha preso mio padre sono divine. Dopo cena mollo i miei a casa e vado al bar terrazza dove ho conosciuto i miei amici. Per quasi un’ora me ne sto lì a bere da solo in tristezza poi finalmente arriva un po’ di gente, parlo con i miei nuovi amici e conosco altri semi-giovani, svolto la serata ed inizio a far bere shot a tutti. Mi  va di lusso perché il proprietario è in forma e dopo che gli ho bevuto e pagato 4 cocktail peraltro molto validi gli shot li offre tutti lui, due giri di vodka e kahlua uno di cointreau, parlo con tutti, le ragazze ridono alle mie battute, lancio qualche amo e faccio amicizia con un butel che mi dice che se vado nel suo ristorante mi offre il pranzo, ma probabilmente è la kahlua che parla e se ci vado sul serio mi sparerà trenta euro di conto, comunque bevo e mi diverto ma alle due e mezza la serata inizia a spegnersi e dopo un’quarto d’ora decido di andarmene a casa. Appena arrivo a casa faccio la cacca, mi faccio un cannone di ganja e mi metto a scrivere questa roba. Poi la ganja viene su e sta stronza ha preso tutto l’alcool che ho bevuto e me l’ha sbattuto in faccia come mille sberle. Sono cappottato. Spengo il pc e vado a letto sapendo che la mia camera non ha una porta, c’è solo una merdosa tenda all’imbocco della stanza che funge da divisorio visivo ma, cazzo, non acustico. Inizia a girarmi tutto, probabilmente sboccherò, meglio che smetta di scrivere. Vado a letto sconvolto e non prendo sonno prima delle cinque passate.

domenica 3 luglio 2016

La Louisiana



Mercoledì mi sveglio ancora più cattivo, faccio una passeggiata, torno a casa e sono depresso. Sono solo, non conosco nessuno e nessuno vuole conoscermi nemmeno coi capelli verdi e azzurri, si vede che si vede che non sono un tipo interessante. Tutte le volte che riesco a conversare con un non vecchio gli chiedo di indicarmi locali e feste varie ed eventuali e tutti mi dicono che non c’è un cazzo. L’evento clou è venerdì coi festeggiamenti per il patrono di un paese qui vicino con tanto di processione religiosa, bambini che possono stare in giro fino a mezzanotte e cazzi vari.
Decido di non pensarci e mi metto a leggere, Sorgo Rosso è un gran gran libro, ci entro dentro e mi dimentico di essere arrabbiato. Pranzo con un’insalatina e vado a fare una lunghissima passeggiata sulla spiaggia, poi passo dal Fitzgerald bar, bevo un paio di aperitivi, chiacchiero col barista, torno a casa brillo, subito in  doccia e poi cena, sono in forma?? Non so. Si? Mmmmh, sto a casa a guardare un film sul pc? Nah, sono in forma! fanculo! Che faccio? Vado al locale dove lavora la tizia che non mi sono scopato? Si, ci vado. In macchina ascolto bella musica, sono felice, tutto va bene, prendo un tornante super stretto a destra, la curva poi si allarga un attimo non so come cazzo è fatta è un tornante strano e porco dio colpisco il muretto con la fiancata destra del qashqai del vecchio dio porco schifoso merda merda merda con la faccia aggrottata vado fino al parcheggio lì a duecento metri, scendo, valuto il danno, si è grattata quella roba di plasticone che c’è sotto le portiere lunga tutta la fiancata, ma tranqui, poi c’è un rigo, una sola striscia del cazzo sulla portiera posteriore destra, lunga trenta centimetri, quasi orizzontale, molto molto profonda.
Bestemmio e mi rollo una sigaretta, Faccio i giro di Rodi passando per i banchetti, dalla spiaggia dove ho parcheggiato vado fino su in cima e poi me ne torno giù a passo spedito, senza guardare un cazzo, incazzato nero. Mi fermo al bar sperando non ci sia tanta gente e la barista abbia tempo di chiacchierare, anche se non sono molto in vena, nel locale -che tra l ‘altro è molto carino: la parte esterna è su tre diversi livelli, tre piccoli terrazzamenti da cui si vede il mare-  non c’è quasi nessuno, la tizia diciannovenne è lì che mi aspetta davanti all’ingresso, parla con una figa mora, le supero e mi siedo lì vicino, ordino un long Island, la diciannovenne me lo porta e attacco bottone, le chiedo cosa fa quando non lavora, dove va a divertirsi – sai io sono qua solo e triste come un cane abbandonato e ogni sera vorrei spararmi in faccia perché non so che cazzo fare- e chiacchieriamo un po’ ma lei fondamentalmente mi spiega che non è di qua, ma la sua amica è del posto e conosce meglio la situazione – la barista diciannovenne avrà la mia età, ha dei segni sulla fronte, non mi va di chiamarli rughe, e le borse sotto agli occhi, beh forse è anche più vecchia di me, però si chiama Louisiana, giuro, cazzo, adesso non voglio fare l’uomo rozzo cavernicolo ignorante ma hai idea che vuol dire scoparsi Una che si chiama Louisiana? Lascia stare che è bionda, ha gli occhi azzurri, dei pantaloncini inguinali e della gambe di tutto rispetto, lascia perdere l’aspetto fisico, è proprio solo il concetto di andare dai butei e dire “oh, mi son scopato una che si chiama Louisiana” cioè, dai, io vedo già i cinque alti che volano, le pinte chi si schiantano per aria spargendo birra tutt’intorno e la prima domanda dei butei “era Negra?”, allora chiacchiero un po’ con la sua amica, ha dei bei piedi, curati, lisci, unghiette col french, cazzo sto invecchiando, non mi è mai importato molto dei piedi, ma già una decina di anni fa ho capito che i maschi cambiano, all’epoca non capivo perché Bukowski ce l’avesse tanto con le gambe delle donne, io avevo diciassett’anni, nel corpo di una donna guardavo le tette e il culo. Ma sapevo che sarei cambiato, infatti sono cresciuto ed ho iniziato a guardare le cosce e i polpacci mentre le tette hanno perso d’importanza, e pensare che a tredici quattordici anni guardavo solo quelle, di un culo ad esempio non sapevo che farmene.  Così insomma ero lì che guardavo i piedi di sta tizia -speriamo non m’abbia visto. O magari si? Probabilmente una coi piedi così curati non vede l’ora di farseli succhiare- mentre lei mi diceva cose che non ricordo già più, comunque ha ventun anni, si vede, ha la pelle pescosa, ventun anni che bella età, arrivano due tizi che la conoscono, si uniscono a noi, ero più felice quando l’unico pene in circolazione era il mio ma oddio gesù ho trovato degli amici, c’è della gente della mia età, alla fine mi dicono tutti che non c’è un cazzo da fare da nessuna parte, la vita è a Vieste ma per andar là c’è un’ora di strada, mille tornanti e poi ci sono gli sbirri con l’etilometro che sono più cattivi che al nord –e non vedono l’ora di fermare tizi coi capelli mezzi verdi mezzi azzurri- Quindi loro (i giovani del posto) si muovono solo in circostanze particolari, in pratica sono ogni sera qui al bar a chiacchierare. Grandioso ragazzi, è stato un piacere avervi conosciuto, ci vediamo nei prossimi giorni. Ho deciso di non dire niente a mio padre e quando si accorgerà del danno gli dirò che ho parcheggiato la macchina e l’ho trovata così. E’ un’idea di merda, lo so.


venerdì 1 luglio 2016

Lu garganu


Sabato dieci ore e mezza di viaggio causa colonna incidenti e merda varia da Carpi a Forlì, media delle prime due ore di viaggio 20km all’ora, terribile. Arrivo e mi butto ammare! La sera cena merdosa in una trappola per turisti,  giretto a Rodi garganico, paesetto carino, case tutte bianche, viettuzze strette, scalini, serata bikers e concerto rock sul viale principale però a letto presto che sono stanco, il cuscino è alto quaranta centimetri dormo di merda quasi mi rompo il collo Domenica relax lettura armonica e roba così poi verso sera andiamo a Peschici anche qui case tutte bianche ma è più bella di Rodi, giro in centro, bevo un paio di bicchieri di vino, andiamo a cena in un trabucco mangio da dio dalle crudità alla grigliata, visuale sull’oceano e su Peschici illuminata con tanto di fuochi d’artificio, torno a casa sbronzo faccio un giro da solo sul pontile conosco dei diciassettenni che pescano, fumiamo due cannette quando iniziano a fare la terza scappo a casa distrutto e scrivo un post in cui mi scopo una tipa che in realtà no, Lunedì mattina giretto veloce d’ispezione a Vico del Gargano, torno in appartamento per pranzo, pomeriggio spiaggia poi giretto in bici e vado a guardare la partita dell’Italia in un bar carino, chiedo al barista dove posso trovare un po’ di vita e di fica e lui mi dice “c’è un cazzo, devi aspettare metà luglio” l’italia vince, son contento, torno a casa, mi metto a guardare con mio padre la magica Islanda che batte l’inghilterra, inizio a scrivere questo post e poi mi addormento su Sorgo Rosso. Martedì mi sveglio cattivo, vado a cercare la famosa spiaggia del sospetto, è una merda, faccio una lunga passeggiata e mi sento bene, mangio un panino con salame pugliese, vado nella foresta umbra, passeggio ancora molto, mi faccio una canna e suono l’armonica una mezzora con una certa ispirazione poi vado a mangiare in un rifugio, ordino solo un bicchiere di vino per fare il bravo, il cameriere mi porta un calicione di quelli grossi da rosso, pieno a tre quarti, è grande quasi quanto la caraffa da mezzo sul tavolo dei vicini. I vicini sono assurdi, lei tiene tutto il tempo al guinzaglio due levrieri per paura che corrano dietro ai gatti del posto, lui si vanta di aver perso settanta chili con un bendaggio gastrico, il figlio di tipo otto anni ha fatto un test del Dna al CNR di bologna, credo stia per cern, gli han detto che ha i geni obesi e il fegato grasso, ora ha perso otto chili evviva! Al tavolo con loro una coppia di vecchi pugliesi, presumibilmente i genitori di lui, l’ex grassone dice “faccio cure con l’acqua termale” e i vecchi “l’acqua der mare” e io quasi gli scoppio a ridere in faccia perché sono semisbronzo. Quello col bendaggio dice “mio figlio non è portato all’obesità (contraddicendo gli studiosi del cern) io da ragazzo sono sempre stato magro (il figlio allora è di un altro?) è che poi ho esagerato e mi sono lasciato andare” poi dice anche che lui è una persona creativa e che fa ginnastica col cervello bruciando un sacco di calorie. Ha una polo azzurra Ralph Lauren, i capelli di Briatore, occhiali da duecentocinquanta euro, mocassini e le gambe ricoperte di graffi perché è andato a camminare per la foresta coi pantaloncini corti da fighetto. Gesù! E’ fantastico. Dopo un’ora buona che son lì si vedono finalmente i frutti della ginnastica quando il creativo spiega alla moglie che i cani può anche legarli alla panchina lì vicino invece di rovinarsi il pranzo. La moglie ha la faccia lunga, la bocca stretta e gli incisivi in fuori, è lombrosianamente  superficiale, il marito ex obeso la descrive così agli anziani pugliesi “ha un fisico da modella”. Beh, consentimi di dissentire.  Mangio un antipasto: tutta roba del posto fatta dalla vecchia cuoca, formaggi buoni ma non spettacolari, salumi speciali, verdure cotte bene; poi un dolce fatto sempre da lei (sbriciolona con marmellata di pesche) e una grappa all’ulivo e limone brevettata sempre dalla cuoca. La grappa è strana, oleosa, molto particolare… direi valida. Dopo pranzo vado al mare, cerco una spiaggia diversa, ci sto poco, non mi piace, lì su c’è un vecchio che vende frutta, gli chiedo se ha bibite fresche, mi offre un bicchiere di vino bianco caldo perché se il vino è buono va bevuto a temperatura ambiente. Cazzo è buono davvero, nonostante la temperatura totalmente irrazionale a cui lo sto bevendo. Il vecchio ceffo mi porta delle olive e mi offre un altro vinello, mi sento in debito e gli do cinque euro per comprare qualcosa. Mi da tre uova fresche e due chili pesati tra gocce d’oro e fichi. Non posso rifiutare il terzo bianco mentre lui mi racconta di quando l’autista di Vittorio Sgarbi gli ha parcheggiato davanti all’entrata del banchetto e lui s’è incazzato ma poi c’ha offerto un vinello al vittorio e son diventati amici. Torno a casa e ho bisogno di scrivere un po’.

Mio padre ha portato e acceso una di quelle gabbie luminose in cui si friggono gli insetti e devo dire che mi da soddisfazione sentire tutte queste zanzare morire. C’era una roba nera vicino a mia madre, l’ho toccata col piede e si è ripiegata, era un pezzo di carta, mia mamma si è spaventata, pensava fosse una bestia. Le ho preso il cellulare per illuminare da vicino il pezzo di carta e dimostrarle quanto è sciocca e cazzo il pezzo di carta era un baby pipistrello che ha iniziato a trascinarsi via tipo i militari che strisciano sui gomiti e niente, l’ho calciato giù dal terrazzo. Arriva una farfalla, entra nella gabbia delle zanzare , si fulmina e poi resta lì a contorcersi sul pavimento della gabbietta. Penso che dovrei salvarla o perlomeno ucciderla per terminare la sua agonia però decido di fregarmene, dopo tre minuti la guardo ed è ancora lì che si contorce quando all’improvviso arrivano altre due falene super agitate, sono la squadra di salvataggio, quella che si contorce deve averle chiamate; le due si fiondano dentro alla gabbia e muoiono con estrema lentezza, mi sento enormemente in colpa e stacco la corrente. Passo la serata a leggere cose complottiste.