domenica 31 gennaio 2016

I diritti son tutti storti e dov'eri coi doveri?




In questi giorni sento continuamente dire che tutti i bambini hanno il diritto di avere  un padre e una madre.
Bene, non che io prenda seriamente queste dichiarazioni idiote fatte da persone evidentemente ottuse che, per convincersi e convincerci di avere ragione ricorrono a frasi fatte che, sui loro simili, fanno presa più degli aforismi di Oscar Wilde, ma per le persone dotate di un proprio cervello mediamente funzionante  invece di suonare come dei comandamenti si svelano nella loro totale ignoranza.
Ogni bambino ha diritto ad essere amato e cresciuto da qualcuno che sappia amarlo ed educarlo, tutto qua. Che siano un uomo e una donna, due donne, un uomo da solo, una coppia di cattolici, una di musulmani, un anziano ateo e la sua segretaria ventenne, gente, sveglia: non è importante chi sono i genitori, è importante COME sono.
Il quasi sessantenne umbro, cattolico ed eterosessuale, che ieri ha accoltellato i figli e si è gettato in un pozzo è stato un buon padre? I suoi bimbi avevano il diritto di avere un padre come lui?
Dire che tutti i bambini hanno diritto ad avere un padre e una madre è sciocco e riduttivo. Non puoi prendere una tua convinzione e far finta che sia una sentenza della corte di cassazione altrimenti è
E’ come dire che tutte le crepes hanno diritto ad essere farcite con la nutella. –“Io la voglio con la  crema pasticcera”. – “Frocio!”
L’altro giorno i miei amici mi hanno mandato degli screenshot tratti da una pagina di Fb.
C’era sta tizia che chiameremo Merdaccia; merdaccia si lamentava, scrivendo all’incirca : “Due lesbicacce si sono appena trasferite nell’appartamento vicino al mio, hanno anche una bambina. Che schifo. Adesso cosa dovrei dire a mia figlia che vede una bimba con due mamme senza un papà, eh? Qualcuno me lo vuole spiegare? Sono stufa di queste cose.”

A rendere grottesca la situazione ci pensa il commento di un vicino di casa “Ciao merdaccia, guarda che ti sbagli, io ho parlato un po’ con le nuove arrivate, quella con la bambina è sposata, solo che suo marito lavora all’estero e torna solo una volta al mese. La sorella (single )non si sentiva di lasciarla da sola quindi si è trasferita a vivere con lei per aiutarla con la piccola.”

Situazione risolta? Macchè. Merdaccia risponde:
“Beh, ciò non toglie che siano due donne con una bimba, la ragazzina non ha nessuna figura paterna al suo fianco ed indubbiamente crescerà con questa mancanza, e vedere due figure materne non l’aiuterà a crescere equilibrata. Terrò mia figlia lontana da loro”

Che, converrete con me, è un po’ come dire “Ah, non sono lesbiche? Beh, sono lesbiche! LESBICHEEEEE!!!!! LESBICACCE!!!!!!!”

Con questo chiudo la storia di merdaccia.
Anche una collega di lavoro, qualche tempo fa, raccontandomi un po’ della sua vita mi ha confidato che è preoccupata perché una delle migliori amiche della sua figlia più grande (16 anni) ha scoperto di essere omosessuale. Beh, questa mia collega non vuole che la figlia frequenti la sua amica lesbica perché ha paura che stando con un omosessuale sua figlia diventi omosessuale.
Quella che mi ha detto questa cosa è una normalissima signora di 40 anni, non è stupida, è simpatica, non è xenofoba, ma è 100% omofoba (fobia=paura) lei dice “A me non danno fastidio i gay, non ho niente contro di loro , ma se devo scegliere vorrei che mia figlia, almeno finche non è grande, non li/le frequentasse”.
“Marisa, per dio, non ho mai sentito di un gay coi genitori gay. Uno diventa quel che sente di essere. I miei sono cattolici e mi hanno dato un educazione cattolica, io sono ateo. Ale è gay, i suoi sono etero. I genitori di Marco sono divorziati praticamente da sempre, lui è sposato da quindici anni.”

Genitori di tutto il mondo, aprite gli occhi, per fortuna i vostri figli diventeranno quello che vorranno diventare, per quanto voi, idioti, ottusi e bigotti, cercherete fin dall’infanzia di traviarli in tutti i modi possibili, di maleducarli e di indirizzarli verso una strada che voi riterrete la più giusta ma che, quasi sicuramente, si rivelerà una strada sbagliata.

Dai, è evidente che il problema, come sempre, è l’ignoranza. La maggior parte dei deficenti che sono andati al family day non odia i gay, li teme. L’omosessualità per loro è una cosa incomprensibile quindi ne hanno paura, quindi ne stanno distanti, Merdaccia che scrive “Cosa dovrei dire a mia figlia?” Come se non ci fosse nessuna spiegazione plausibile per quella situazione, deve far riflettere.
Anzi, dovrebbe far piangere.

E comunque, giusto per schiarirti le idee, cara merdaccia, la risposta è l’amore.
La donna che aspetta il marito che può vedere solo una volta al mese lo fa per amore,un amore enorme, e la donna che va a vivere con la sorella per aiutarla ad accudire la figlia, lo fa per amore. Una bambina che cresce vedendo il padre una volta al mese ma viene quotidianamente cullata dall’amore della madre e della zia crescerà bene e felicemente.
Mentre tua figlia vedrà quotidianamente quanto stronza è sua madre.
In ogni caso, per fortuna, non seguirà alla lettera i tuoi discutibili insegnamenti e troverà la sua strada.

Spero con tutto il cuore diventi una lesbicaccia.





Quado, come in questo caso, ci sono scamionate d'ignoranza a cui opporsi,  non c'è niente di più efficace del punk dei nofx.

Just like warm healing rays 
shining from the sun

mercoledì 27 gennaio 2016

Mi tiro bombe nella testa

Premessa di una certa importanza: Se non ti piace questo mio scritto sconclusionato, stupido, volgare e lercio senza capo ne coda, non possiamo essere amici.





Les è lì che proprio non riesce a non fissare le tette della Stefy. O meglio, non fissa propriamente le tette, piuttosto sembra che la sua attenzione sia catturata dall’ombra che quel seno a dir poco prorompente produce lì sotto, sulla maglietta della Stefy stessa.
Tette poderose – sussurra Les.
TUA MADRE è UNA TROIA - grida QuelloCheGridaSempre al suo compare di bevute stempiato.
Beh, alla tua puzzano i piedi- Gli risponde l’altro con tono distaccato, con lo sguardo perso nella sua pinta di stout – Non mi chiedere come faccio a saperlo.
E’ vero – sussurra Les. Ovviamente nessuno lo sente.
QuelloCheGridaSempre ride e con sorsate grottesche tracanna metà della sua birra.
E per Les  supersbang! Un orgasmo encefalico, una sinapsi inaspettata lo illumina d’immenso dopo svariati minuti vissuti in una sottospecie di trance e lo convince che deve smettere di fissare il sottotette della Stefy, perché Les si rende finalmente conto che qualcuno tutti potrebbero iniziare a crederlo un maniaco.
La stefy intanto ride e scherza con Joseph Banjoman Kinkadze che in realtà si chiama Franco ma io adesso ho deciso di chiamarlo Joseph Banjoman Kinkadze perché sono un ragazzo creativo, oltre che il narratore esterno onnisciente di questa storia.
Banjoman ovviamente è il soprannome, perché Franco suona benissimo il piano.
L’arpa.
Malino, anche. Anche femori. Ulna, radio, deejay, tv, mediaset, Berlusconi, mafia oddiocosèsuccesso
Dicevamo?
Il sottoseno della Stefy.
Un pub, le pinte, i Cream in sottofondo, Les che cerca di non fissare l’ombra delle tette della Stefy – perché è così dannatamente attratto da quel’ombra? – dio, le sta fissando ancora. Cerca di distrarsi, vaga con lo sguardo per il locale , passa attraverso la colonna ed il bancone e gli viene in mente che gli piacerebbe fare il bohemien però dormire per strada al freddo d’inverno è terribile allora vorrebbe conoscere due o tre musicisti e con loro andare a suonare per strada e chiedere l’elemosina; i tre suonerebbero separatamente, in punti diversi della città e, coi soldi raccolti potrebbero permettersi di affittare un monolocale orrendo in un posto orrendo e buttarci dentro i loro sacchi a pelo per poter dormire al caldo. Secondo lui i musicisti di strada prendono bene, uno se è bravo e si mette nei posti giusti dove passa tanta gente riesce a tirar su sicuramente anche 40 50 sacchi al giorno, che è poco meno di quello che prende lui facendo lo stronzo in ferriera. – Bevi un'altra? – è il Dilly, detto LoSpaventaFica, perché si innamora di tutte le ragazze con cui parla per più di venticinque minuti e poi le tartassa di messaggi e le stalkera finchè loro non vanno via di testa – Si, prendi la Ipa nuova che la voglio assaggiare.  - Dilly si trascina nei jeans senza culo fino al bancone del bar mentre Les pensa che il french rosso sulle ditina da bimba della stefy starebbe benissimo avvolto attorno al suo cazzo. Per qualche secondo riesce a vederlo, il suo cazzo, e la stefy che glielo tocca e lo accarezza e si muove su e giù e lui che le dice “sei brava a fare le seghe, Sei meglio di me. Ed io sono un pro.” Sbuffa una risata trattenuta e si accerta che nessuno dei presenti abbia visto che stava ridendo da solo come un matto e – Che cazzo ridi da solo? Sei bruciato, ci sei rimasto sotto? – è LoSpaventaFica con due birre in mano
Les Sorride –  Sono un po’ cotto, è la ganja buona.
-Ma non avevi deciso di farti i cannoni solo la sera?
- Si ma vaffanculo, se non ho niente d’importante da fare fumo anche al pomeriggio.
- O fumi al pomeriggio così poi non hai più voglia di fare niente a parte morire sul pc?
- Dai mamma, cazzo, lasciami stare, ho trent’anni!
-Ne hai ventitre, Filippo.
-Filippo?  Dai smetti di starmi addosso per un paio di canne, ‘ma! che tra l’altro è roba naturale, è una pianta che ci ha donato dio, ‘Ma! fa bene per un sacco di cose, mi rilassa e quindi se non l’hai ancora capito, ‘Ma, sto sottintendendo che rilasserebbe anche te se solo un giorno riuscissi, con un piede di porco o simili, a fare leva sulla porta del tuo cervello e scardinarla e aprire la mente a nuove possibilità e decidere quindi di fumarti un bel cannone dopo cena, ‘Ma. So iu cul trai to giustifai de uai iu trited mi 'ma?? Continuo a dire ‘Ma perché mi fa sentire tipo eminem in cleaning out my closet, gran pezzo, dopo te lo faccio sentire. Col testo che sennò non si capisce un cazzo.  E comunque papà sputtana i miliardi alle slot machine, rompi le palle a lui.
-Maledetto! Spia bastarda!! Perché gliel’hai detto? Perché hai tirato in mezzo anche me?
- Papa?!?!? Ma sei comparso dal nulla?
- Mi ha creato Bill Lee, perché è un creativo, ed è anche un sagittario ascendente sagittario che in pratica significa che è uno che inizia mille cose ma poi non ne conclude nessuna.
- Come ‘sta storia qua?

- Esattamente.





venerdì 22 gennaio 2016

Come un pervertito

Oggi ho annusato un libro. Come un pervertito, mi ci sono avvicinato lentamente e gli ho dato una sniffatina alla copertina.  Sono rimasto un attimo a guardarlo e poi l'ho spalancato con forza verso la metà, ci ho ficcato dentro la faccia ed ho aspirato a pieni polmoni.
poi ho riso ed ho iniziato a scrivere questo post e a questo punto  la storia si è sovrapposta alla scrittura e in pratica ora sto scrivendo di me che scrivo di me che sto scrivendo di me che scrivo di me che scrivo che sto scrivendo di me vabbè ciao.

lunedì 18 gennaio 2016

A volte faccio delle stronzate incredibili

...niente, mi è venuto in mente quella sera in cui la mia "capa" continuava a fare stronzate complicando sensibilmente il lavoro che dovevo svolgere tanto che, in un momento di tranquillità ho deciso di mandare un sms al mio collega di turno per esprimere tutto il mio disappunto e ricevere una risposta solidale da uno che stava vivendo la mia stessa situazione ma la mia rabbia era così potente da offuscarmi il cervello e il continuare a pensare al mio pugno che s'infrangeva prepotente e improvviso come un onda anomala sulla faccia da stronza di quella tizia stronza, mi ha portato a commettere un piccolissimo errore: Ho mandato il messaggio a lei invece che al mio collega.
Il messaggio ovviamente era un bomba ripiena di insulti e bestemmie.
Quando, poco dopo, me la sono trovata di fronte, faccia a faccia, ho abbassato lo sguardo e le ho detto "scusa, ho sbagliato a mandare l'sms". (Che frase geniale!) Lei, per sottolineare quanto fosse viscida, squallida e priva di qualsiasi tipo di dignità non mi ha risposto niente, ha fatto un sorrisino in cui ho potuto notare candidamente tutto il suo odio visualizzandolo nell'immagine di un calderone da strega pieno di bile verdastra che ribolle plop-plop, e niente, dopo cinque minuti mi ha risposto con un sms.
Se non sbaglio mi ha scritto che se avevo problemi avrei dovuto dirglielo in faccia.
Hahaha che cazzo di persona oscena.












Una delle canzoni più ignoranti di sempre, ma quel "butta via tutto buttavia tutto buttavia tutto.
... Puliti!"  E' una di quelle frasi che mi si sono salvate in una cassaforte del cervello, nel castello dei ricordi permanenti*.













*Son i ricordi che non perderò mai, frasi stupide, tormentoni, sigle dei cartoni animati.









Ps Non posso perderli perchè a difesa del castello dei ricordi permanenti c'è un drago ninja invincibile.










.....aaaaah, le note alle note, come dfWallace!  Dovrei aprire una fabbrica di seghe mentali. Business sicuro, soldi facili.

venerdì 15 gennaio 2016

Di film e libri



Inside out è bellissimo. La storia è meravigliosa, andrebbe candidato agli oscar come miglior film e miglior sceneggiatura.

Il racconto dei racconti è carino, non incredibile. La cosa che più mi è piaciuta è che, come le favole più riuscite, parte molto morbido e sembra un affare da bambinetti, poi lentamente diventa sempre più inquietante e, verso la fine, a tratti addirittura splatteroso. Il regista è Matteo Garrone, è la prima volta che vedo qualcosa di suo e sicuramente guarderò qualcos’altro. Ma di certo non gomorra.

Moonrise Kingdom è bello. Più del racconto dei racconti, meno di inside out. Amo Wes Anderson. Mi è piaciuto grand Budapest hotel, mi è piaciuto le avventure acquatiche di steve zissou e ora mi è piaciuto anche moonrise Kingdom. Mi è piaciuto meno di grand Budapest e più delle avventure acquatiche. Il film parla di due bambini che fuggono insieme. E quando i film parlano di bambini io mi emoziono. Poi il protagonista vero e proprio è un bimbo che non si capisce mai se è un genio o un coglione, un po’ forrest gump style, per intendersi. E questa è un’altra cose che mi piace parecchio. Poi le inquadrature, le luci e soprattutto i colori! Oh, gesù i colori, come negli altri due film di Anderson che ho potuto vedere ed apprezzare, sono magnifici, brillanti e supersparaflashati!


Ho letto Galapagos. Non è il miglior Vonnegut, non è ai livelli di Mr Rosewater e La colazione dei campioni, ma forse, questo è il più vonneguttiano dei suoi libri che ho letto finora. Non so nemmeno se definirlo romanzo. Kurt ti dice subito come va a finire la storia (i ricchi son ricchi, i poveri muoiono di fame, guerre, bombe nucleari, l’umanità viene estinta o quasi), e mette un asterisco  vicino al nome dei personaggi che moriranno nel corso delle prossime pagine. Vonnegut in pratica è uno spoiler continuo. Lui praticamente fa così:
.. “e nell’hotel arrivò giacomo, che comunque morirà il giorno seguente, ma questo non è importante, tanto sarebbe comunque morto nell’esplosione dell’albergo in cui si trovava. Gli ospiti che hanno avuto la fortuna di imbarcarsi sulla crociera saranno i capostipiti dell’umanità futura.”
Gente, sto qua si brucia apposta tutti i colpi di scena e riesce comunque ad essere interessante.
Lo amo, è grandioso! Prima ti  dice tutti i fatti, poi ti spiega i motivi per cui i fatti sono accaduti, in pratica scrive un racconto e allo stesso tempo un saggio sul racconto stesso.
Un’altra cosa che amo di Kurt è che lui, come il mio primo amore Irvine Welsh, è super affezionato ai suo personaggi e, come lo scrittore irlandese tira sempre in mezzo la marmaglia disagiata che si trascina per i pub del Leith walk, Vonnegut trova sempre il modo di ficcare Kilgore Trout nei suoi libri. E a me basta leggere il nome di Trout perché un sorrisetto furbo mi si stampi sulla faccia.
Te l'ho già detto ma te lo ripeto. Leggi Vonnegut, è un grande. Diventerà tuo amico.








Dì quello che vuoi, Terry Bozzio sarà anche uno spaccone ma di certo lui è una rockstar.

martedì 12 gennaio 2016

Oggi è stata una giornata felice


In  questo periodo per lavorare mi devo svegliare alle 4 e 45, sono praticamente sempre in debito di sonno quindi mi ero ripromesso che oggi pomeriggio dopo il lavoro avrei dormito almeno un’oretta ma quando sono uscito dalla fabbrica c’era sole dappertutto!
Allora ho deciso di fare un giro in centro, e mi sono anche reso utile! Ho portato con me un amico che altrimenti avrebbe oziato tutto il giorno ed ho accompagnato un’amica in un paio di agenzie interinali.
Poi abbiamo passeggiato tanto, ho visitato una libreria super nascosta che non conoscevo e ne ho scoperta un’altra, che mi tengo per la prossima passeggiata in centro. Ho scoperto anche un paio di locali carini in cui in futuro passerò a bere qualcosa… oggi ho bevuto solo una birra! Fantastico. Sto andando benissimo: ho smesso di fumare sigarette, diminuito le canne e ridotto sensibilmente l’alcool. Sia chiaro, quando sono in giro ho praticamente sempre voglia di farmi una birretta o un bicchiere di vino, ma riesco a non farlo.
E oggi, mentre passeggiavo con in mano un sacchetto con due libri appena comprati, ascoltando i miei amici che chiacchieravano, col sole basso, dietro le nostre teste, che lanciava un’accecante, magnifica scia di luce lungo i ciottoli davanti a noi e una piccola striscia degli edifici ai lati della via, come a indicarci la strada da seguire, è arrivata: la felicità. C’è stato un momento in cui ho realizzato che mi sentivo benissimo, che ero felice. Ma non l’ho solo realizzato, l’ho proprio sentito dentro! L’ho anche detto agli altri: Beh, in questo momento sono proprio felice, così gli ho detto. Gli ho anche detto che non mi capita spesso o qualcosa del genere. Non so neanche perché ero così felice, è stato un insieme di cose: le persone giuste, il sole che è tornato a splendere dopo settimane, i libri che avevo comprato, il fatto che mi sento(tuttora, la cosa sta durando) meno coglione del solito, boh. E’ stato molto bello, è stato un momento che vorrei riuscire a ricordarmi per sempre, così quando sono triste depresso malinconico lunatico posso pensare a quella volta in cui ho sentito la felicità passarmi attraverso come una saetta arcobaleno, rinvigorendomi l’anima.









Proprio non me la sento finire un post con “rinvigorendomi l’anima”

 A lavoro mi hanno chiesto se sono veramente veronese. Perché parlo in italiano invece di parlare in dialetto come fanno tutti qua dentro? ho chiesto io. No, mi ha risposto la signora, hai un accento strano.
L’accento strano in realtà è un’assenza di cadenza. Sono veramente orgoglioso della mia assenza di cadenza.
Il mio parrucchiere dice che quando parlo si sente che leggo. Trovo che sia una cosa bellissima.

Tipo che mi rinvigorisce l’anima.







Bando alle ciance, la prossima volta che devi fare qualcosa tipo lavare i piatti o pelare le patate, metti su questo disco. Lo adoro. Uno dei migliori album mai incisi. 

lunedì 11 gennaio 2016

Ehi, dici a me?

Ehi, ciao, non ci vediamo da anni

-Vero, come stai? Cazzo adesso sarai sposato, avrai dei bambini, eh?

-No. niente bambini. E al momento sono felicemente single. Tu?

-Sono sposato. Tre figli.

-Davvero?

-No, scherzo. Solo due. Pietro e Cristina

-Dai, bellissimo. Complimenti

-Grazie, ma il matrimonio non è andato bene.

-Ah.    Divorziato?

-No, lei è morta.

-.

-Tumore alla prostata

-Vai a cagare checcazzo di scherzo è? Quindi non hai neanche bambini?

-Si, quelli li ho davvero. Due. Giada e Lucia. Lui è bellissimo, biondo, boccoloso, lei invece è francese e induista.

-Vabbè è stato bello vederti, ora devo andare, ci becchiamo in giro.

-No aspetta dai, indovina che lavoro faccio.
A) Faccio il cabarettista
B) Faccio il creative designer per una (famosa) ditta di giocattoli
C) Ho pubblicato una raccolta di racconti che non ha letto nessuno e ora scrivo articoli di cronaca e schifezze varie su un giornale di merda e sono, ovviamente, sottopagato.
D) Faccio uova di pascqua diocan. Si, con la ciqu.

-…


-Non serve che rispondi, però ascoltami: “Quando la tua mamma ti dice che sei speciale non crederle. Mente.”

venerdì 8 gennaio 2016

post prog





Mi sveglia il trillo del mio campanello, decido d'ignorarlo, mi giro dall'altra parte e sento altre due scampanellate, apro gli occhi di soprassalto, c'è un tizio che mi guarda davanti la porta della mia camera, mi stropiccio gli occhi, il tizio non c'è più - era un sogno? chi era?- mi alzo barcollando e vado alla finestra, c'è un negro davanti al mio cancello - non voglio niente, ah no, aspetta, è quello che mi abita di fronte casa- apro la finestra e lui mi dice che ho lasciato i fanali accesi - merda, cazzo, ieri sera li ho anche controllati, sono sicuro, o no? cazzo! ieri troppe birre - mi metto addosso qualcosa, scendo, esco, apro la macchina, provo a farla partire -yeah, funziona, dio mi ama- spengo la macchina (e i fanali) e torno in casa. Bevo un bicchiere di acqua e zenzero, mi lavo faccia e denti, tolgo la maglia da notte e metto un t shirt di hendrix, felpa, jeans, scarponi, esco di casa, salgo in macchina, giro la chiave e tac- tac ta tac ta ta tac tata ta tac  - merda merda merda 'sta puttana non parte più, vado dal meccanico a cinquanta metri da casa - mi presti i cavi per la batteria?- mi da la scatoletta/batteria portatile, vado alla macchina, attacco i cavi, provo ad accendere, sto giro l 'auto non fa tac ta ta tac, fa un rumore tipo ecco che mi accendo, sto per accendermi, ci siamo, ci siamo, eccola, niente, aspetta un attimo, ci sono, ci sono, eccomi, sto per partire, - e niente, porca troia- torno dal meccanico gli chiedo di venire a darmi una mano, lui è parecchio scazzato ma mi segue, arriva all'auto, controlla i cavi, mi conferma che sono attaccati bene, fa le stesse cose che ho fatto io e la macchina parte al primo colpo, io mi sento un imbecille, potrei dirgli "non sono meccanico sono blogger part.time" ma mi limito a ringraziarlo, giro in macchina una mezzora per far prendere la batteria e intanto mi godo qualche super pezzo rock: Guns n roses, Deep Purple, un pezzo degli Slade e uno dei Grand Funk Railroad, mi fermo al distributore, diesel a 1euro e dieci, mi sembra di non averlo mai pagato così poco da quando ho preso la patente (14/07/07). Fatto rifornimento vado in biblioteca, cerco "finzioni" di Borges e lo trovo subito, , intanto a cinque metri da me c'è una bella ragazza, molto alta, mora, capelli lisci raccolti in una coda bassa, occhi scuri, occhiali da segretaria porca (per noi maschi gli occhiali addosso ad una bella ragazza sono sempre occhiali da segretaria porca o da professoressa biricchina), la ragazza ha delle scarpe nere scialbe e un paio di jeans a caso, mi piace - più passano gli anni più detesto le femmine super tirate: quelle che perdono 45 minuti per decidere come vestirsi sono idiote, quelle che si ricoprono completamente la faccia di trucco sono idiote - mi sposto verso la zona letteratura americana e provo a vedere se hanno qualcosa di Vonnegut che mi manca, bingo!, C'è Galapagos, lo prendo - la ragazza che mi piace è vestita in modo non troppo appariscente ed è rigorosamente struccata (non esistono femmine struccate, quando dico struccata intendo truccata molto poco,) perchè anch'io, nella vita vera, vado in giro struccato e vestito in modo poco appariscente, poi, per carità, ai matrimoni, compleanni e alla vigilia di natale mi vesto bene mi pettino e mi spruzzo persino del profumo addosso(one million, paco rabanne: tanta roba) ma
di base, esco senza sapere cos'ho indosso. Per qualcosa come mezzo millisecondo soppeso la possibilità di iniziare una conversazione con la ragazza ma la mia patologica impossibilità di attaccare bottone con una qualunque rappresentante dell'altro sesso senza diventare bordeaux e spruzzare sudore sauna style mi frena. Vado quindi dalla bibliotecaia e le chiedo "L'unico e le sue proprietà di Stirner", lei dice:"me l'ha chiesto un ragazzo stamattina, non c'è da nessuna parte"
"Nel senso che non potete ordinarlo?"
"Non c'è in nessuna delle biblioteche della provincia di verona. Vi serve per scrivere una tesi?"
"No, al momento non ho nessuna tesi da fare" Dico con un sorriso. Potrei aggiungere "non ho nemmeno finito le superiori" ma non lo dico. Vorrei dirle anche "avete romanzo con cocaina e non avete l'unico?" ma ovviamente non dico nemmeno questo. A pensarci bene nella vita dico forse il venti per cento delle cose che penso, è veramente triste.
"perchè solo il venti per cento"
"Perchè sono timido, perchè sono saggio, perchè sono stufo di parlare a persone che non mi ascoltano, perchè ho paura"
"Perchè vuoi leggere Stirner?"
"Me l'ha detto alpexex che, per carità, ogni tanto è un pò troppo spocchioso/sotuttoio ma mi sembra una bella persona"
"Io chi sono?"
"Al solito, sei sempre me. Ti parlo quando ho qualcosa da dire e nessuno a cui dirlo"
"Ah, pensavo di essere una bibliotecaia"
"Eh, all'inizio si, ma questo è un post in evoluzione, devi starci dietro!"
"Ah ok"
"Beh ora non ho più niente da dirmi.     No aspetta, cazzo come suona John Mayer, l'hai ascoltato?
"Si, spacca, quando inizia a far quella roba verso i quattro minuti e venti mi prende super bene"
"O no? Poi Buddy che inizia a far lo scemo col sassofonista e gli dice vai vecchio, suona, io sto qua e ti ascolto. E' un grande.      Ok dai, ora ho finito sul serio"
"bene, ci sentiamo in'sti giorni, quando hai bisogno io sono sempre qua."
"Grazie veramente."


giovedì 7 gennaio 2016

Me l ha detto David T.



-Scusa.

Oddio si è girata sul serio. Silenzio imbarazzato.

-Ehm niente, scusami è che ti trovo molto bella ma non ho un vero e proprio piano. Ho solo pensato “che bella”, devo parlarci. Ma di solito non faccio così. Diciamo che è la prima volta che fermo una ragazza per strada, così. E… e niente, non so cosa devo dire.

Altro silenzio imbarazzato

-Vabbè se un giorno il ragazzo dei tuoi sogni ti fermasse per strada cosa dovrebbe dirti? Dove vorresti che ti portasse?


-Dai, non hai mai sognato che un ragazzo ti fermasse così, per strada, come nei film francesi e poi ti portasse in qualche bel posto?


- Dai lascia stare allora prendo io l’iniziativa. Andiamo al mare.


-Si, guardiamo il tramonto sulla spiaggia, ceniamo in un bel ristorantino poi se ti va prendo una camera in un hotel. Due letti separati eh.


-No, non è che non voglio neanche fare sesso, era giusto per dire che, volendo, si può fare a meno, per oggi. Ma forse cambierò idea. Forse l'ho già cambiata.


-Dai, e prenditi un giorno di ferie!


-Ok allora facciamo così: spiaggia, tramonto, cena e poi ti riporto a casa. Mezzanotte e mezza sei a casa, giuro.


-Ho capito ma non puoi continuare a dirmi di no, non vedi che mi fai soffrire? … dove stai andando di bello?


-Posso accompagnarti là? Dai almeno passeggiamo insieme e chiacchieriamo un po’.


-Finalmente una soddisfazione. Non ti farò le solite domande che cos’ hai studiato, che fai nella vita blablabla. Dimmi qual è la tua canzone preferita.


…..     …..     ….     ….     ….



-Ah, abita qua? Ok, beh è stato bello, sono felice di averti conosciuta. Ti va di lasciarmi il tuo numero?


-Perché?


-Preferisci così eh? Nel senso che se ti do il mio almeno puoi cancellarlo appena giro l’angolo, invece se mi dai il tuo poi ti tocca farti un numero nuovo?


-Ma va, ok dai, mi fido, 348*******. Grazie della chiacchierata, spero di risentirti,





Poi lui si gira ed inizia a camminare lentamente, fa tre passi e si volta verso di lei, che ha appena suonato il campanello. Lui cammina e la guarda, anche lei si gira, sorride,  e lui sorride come un coglione, sempre camminando voltato verso di lei finchè non sente una fitta oscena alle palle e scopre  di aver  colpito uno di quei paletti d’acciaio che mettono in fila sui marciapiedi  per evitare che le auto impazzite rischino di finire appunto sul marciapiede ed investire qualche pedone. Se il paletto fosse stato quindici centimetri più alto l’avrebbe colpito col pube senza fare grossi danni, se fosse stato quindici centimetri più basso forse sarebbe riuscito a passarci sopra senza colpirlo. Invece il paletto è lungo il giusto. Il giusto nel senso che in pratica lui allunga la gamba sinistra e pochissimo prima di appoggiare a terra il piede sente sto palo di ferro piantato sotto allo scroto e per una frazione di secondo il povero stronzo resta praticamente impalato, piede destro a terra, paletto conficcato nello scroto, piede sinistro sospeso in aria.
Il piede sinistro cerca il terreno ma non lo trova e il povero stronzo perde l’equilibrio e cade in avanti sbattendo la faccia sull’asfalto, come se non bastasse fa anche una sottospecie di capriola e resta sdraiato a terra con un dolore sordo ed esplosivo che si sta espandendo per tutto il basso ventre.  Lei ha visto tutto e sta ridendo come una matta.
Lui no. Si gira in direzione della ragazza e dice “Ti prego, fa finta che non sia successo”

Ancora non lo sa, ma questa è l’unica e l’ultima volta che la vedrà.
... Dai, era solo una mora con un bel sorriso...

Era solo una mora con un bel sorriso ma lui proprio non riesce a non piangere.

Piange, alza il volume e grida più forte che può.








mercoledì 6 gennaio 2016

Cose non interesssanti che penso #12653

Stasera ero a cena da un coppia di amici; lui era il solito, attivo e molto di compagnia, lei invece non stava bene, ha parlato pochissimo e diceva d’esser molto stanca. Glielo vedevi in faccia, che era stanca, sembrava quasi malata ma quando gliel’ho chiesto ha detto no, niente influenza, solo stanchezza.
Quando è arrivato il momento di andarsene mi sono infilato sciarpa e cappotto, davanti alla porta ho salutato lui con una vigorosa mascolina stretta di mano e mentre baciavo Lei sulla guancia ci dice (a me e all’altro tizio che era con me perché anche se non l’ho scritto, in tutto eravamo in quattro): “Scusate se stasera non sono stata molto di compagnia ma sono stanca, ho parlato pochissimo”
E io subito: “vai tranquilla, una donna che riesce a star in silenzio può essere solamente apprezzata”
Ora non ricordo se le parole erano proprio queste ma non è importante.

L’importante è che mi sono sentito Oscar Wilde. Lui avrebbe detto la stessa cosa.

lunedì 4 gennaio 2016

Closer

Uffa. Mi suona il telefono, è un numero privato, è il lavoro, mi dice che si sono sbagliati, non devo fare dalle sei a mezzogiorno ma da mezzogiorno alle diciotto. Ok, grazie.
Sono entusiasta. Devi sapere che per me non c’è niente, giuro, cazzo, niente, peggio di dovermi alzare alle quattro e cinquanta del mattino tra gennaio e febbraio ed uscire di casa digrignando i denti causa temperatura polare, soffrendo come un cane, il tutto per andare a fare un lavoro di merda.
Allora siccome ero felice del cambio turno volevo dirlo al mio migliore amico e fare come le ragazze nei film ollivudiani dove AAAAAHHHHH è un gridolino a frequenze acutissime accompagnato da una mano stretta a pugno che oscilla a destra e sinistra, polso bloccato:

“pronto?”
“AAAAAAAAHHH?”
“ Julie? Pronto???”
“AAAAAAAAAAAHHHH betty!!!!!”
“Oddio cosa c’è? Dai dimmi!!!”
“AAAAAAAAHHHHH non ci riesco!!!!”
“Ma come non ci riesci? Dai, non farmi agitare, ho già caldo, dai , dimmi”
“..    …     ..Mi ha dato l’anello”
“AAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!”
“AAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHH!!!!!!”””
“Oh mio dio, te l’ha chiesto????””””
“Siiiiii”
“AAAAAAAAHHHHHHH”
“AAAAAAAAAAHHHHHHHHH”


…E avanti così e niente, volevo farlo con un amico, solo dicendogli “Non mi devo alzare alle cinque” e lui “AAAAAAHHH”  e sarebbe stato fico solo che a quel punto ho realizzato che non ho un migliore amico e a nessuno importa niente dei miei orari di lavoro quindi ho messo via il telefono ho mangiato pollo pizza salame una fetta gigante di crostata e ora mi faccio un cannone, sono felice, sai? Mi sembra di no, è una sensazione molto strana , difficile da spiegare, fatto sta che ho proprio l’impressione chiara ed evidente di non essere felice, per niente, ma invece so che sono felice. Vedi? Se avessi studiato probabilmente saprei spiegarmi questa sensazione e un sacco di altre cose che proprio non riesco a capire e, soprattutto, a ben pensarci, non correrei mai, mai, il rischio di dovermi svegliare alle 4,50 del mattino tra gennaio e febbraio.
Vabbè, questo pezzo è un capolavoro, e lo dice uno che detesta l'elettronica

help me get away from myself...
make me closer to god

sabato 2 gennaio 2016

Best of me

Da quando ho aperto questo blog ho scritto  40/50 post all'anno, quest'anno 130. Uao. Giuro che non pensavo di avere così tante cose da scrivere. Forse è semplicemente che non vivo la vita, parlo meno con le persone quindi per compensare scrivo di più. Non so. Comunque ho deciso, per me stesso ma, se ti va, anche per te, di raccogliere i miei post più yeah dell'anno. Più per me stesso che per te, perchè anche se ho un ego ben sviluppato so che nessuno vorrebbe leggersi quindici post miei uno dietro l'altro. Nemmeno io.

GENNAIO: Autoconversazione

FEBBRAIO: 10 personaggi

MARZO: La bellezza della vita spiegata facile (la teoria degli arbre magique)

APRILE: La mia favola

MAGGIO: Il sole non è un motivo ,      Basta una penna e rido come un'idiota

GIUGNO: L'odio mi morde le palle  ,   Chi ha bisogno di un sognatore sudato?

LUGLIO: Sabato (o "di quando faccio il giovane")

AGOSTO: Per fortuna ci sono i Metallica e Majakovskij

SETTEMBRE: Poesia cazzo ghiacciato cuore di fiamma

OTTOBRE: Amatemi amati amaretti

NOVEMBRE: I guess i'll save the best for last

DICEMBRE: Sfere



Siccome io tifo i deboli, mi sto affezionando molto a due scritti che, insieme, hanno scatenato la bellezza di zero commenti.  Io però più le rileggo, più sono contento. Ovviamente sono due poesie o pseudo-tali:.
 Vuoti affollati   e   Ballo dento