martedì 27 dicembre 2016

IMieiLibri 2016


Anobii dice che quest’anno ho letto 28 libri (aggiornati al 24/12, quindi magari un altro entro il 31 riesco a farmelo), per un totale di 7396 pagine.
Niente male, sono stato di poco inferiore all’anno scorso, che sarebbe il mio anno dei record, con 32 libri letti per un totale di 7683 pagine e comunque  -questa è la cosa importante- molto più prolifico del periodo 2011/2014 quando viaggiavo con una media di 13,5 libri all’anno per poco più di quattromila pagine.
Che poi il numero di pagine conta niente, 50 pagine mezze bianche di un libro di poesie non valgono come trenta pagine scritte fitto fitto da Steinbeck.
Scritto come, poi? Grande o piccolo? Carattere? Grandezza della pagina?
<Ma in fondo, a chi importa?
-A chi importa cosa?
<Niente.
-Ecco hai visto? Non importa niente a nessuno
<Wow.
-Wow cosa?
< “Non importa niente a nessuno” è una così potente concentrazione di negazioni che sento che quasi mi muore il naso.


In ordine cronologico quest’anno ho letto:

Portami a casa – John Tropper:Simpatico ma niente di più. Voto 7.

Galapagos – Kurt Vonnegut: Vonnegut è uno dei miei idoli, ma qui non m’ha convinto particolarmente. Voto 6

Godetevi la corsa – Irvine  Welsh: Welsh è stato uno dei miei primi amori letterari e per questo gli sarò sempre grato. Certo, non è più quello dei primi tempi, ma ogni volta che tira in ballo i pazzi di Leith mi fa tornare ragazzo.  L’avventura di “Gas” Terry “Porno” Lawson non è assolutamente uno dei suoi libri migliori ma io a tratti mi sono pisciato addosso dal ridere. Voto 8

Addio alle armi – Hemingway:  Sopravvalutato. Voto 7.

Comma 22 – Joseph Heller:  “Libro dell’anno”. Meraviglioso parodistico romanzo che narra le disavventura dell’antieroe Yossarian tra satira e demenza riuscendo magistralmente a descrivere l’assurdità militare. Alcuni dicono sia troppo lungo. Io ne avrei voluto di più. Voto 10

Dio la benedica Dott. Kevorkian – Kurt Vonnegut: Una minchiata, scritta giusto per fare qualcosa. Alcune belle frasi qua e là in una trama quasi inesistente. Si legge in mezzora. Voto 5 (se non l’avesse scritto Vonnegut gli avrei dato di meno)

Disastri – Daniil Charms: Insieme di scritti strani, a volte sarcastici, altre ai limiti della demenzialità, mi ha fatto inserire Charms nella lista degli scrittori con cui andrei al pub.  Libro interessantissimo ma troppo strano per essere giudicato. S.V.

47 poesie facili e una difficile – Velimir Chlebnikov: Ricordo che m’era piaciuto, so d’averlo letto con molto interesse, divorandolo in un paio di giorni (e coi libri di poesie non andrebbe fatto) ma a distanza di qualche mese non m’è rimasto nulla. S.V.

Le profezie delle piramidi – Max Toth:  Saggio che parla di matematica geometria storia astrologia filosofia e chi più ne ha più ne metta, cercando di svelare i segreti delle piramidi. S.V.

Cagliostro – Roberto Gervaso: Biografia onesta, con molte fonti, che affronta la via di Cagliostro dai due punti di vista. Quello dei suoi ammiratori che credevano ciecamente alla sua “illuminazione” e quello degli Scettici secondo i quali era solo un millantatore. Voto 7

Sorgo Rosso – Mo Yan: “Libro dell’anno: Secondo posto”. Bellissimo drammatico coinvolgente ritratto della provincia cinese negli anni della seconda guerra mondiale. E’ il “cent’anni di solitudine” asiatico. Voto 9,5.

Viva la musica – Andrès Caicedo: Grande personaggio, libro decente. Voto 6

Barbablù – Kurt Vonnegut: Mi aspettavo l’ennesima cagata di un Vonnegut senza idee, invece mi sono dovuto ricredere. Non ai livelli dei suoi libri più importanti, Barbablù ha comunque delle ottime trovate e si legge volentieri. Voto 7

Il tennis come esperienza religiosa – DF Wallace: C’è niente da fare, se domani vado in libreria e trovo la “lista della spesa” di Wallace compro anche quella. Lui può scrivere di qualunque cosa. Se parla di tennis meglio ancora. Voto 7

L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio – Haruki Murakami:  Libro piatto, che si trascina noioso di pagina in pagina e non riesce a stupire nemmeno col finale. Voto 4

L’inverno del nostro scontento – John Steinbeck: Di questo grandioso autore ho letto 4 romanzi, tutti molto diversi per forma e contenuto. Questo, forse, è il più triste e riflessivo. Io amo Steinbeck e credo sia stato uno dei più grandi di sempre. Voto 8

Il visconte dimezzato – Italo Calvino: Vedi sotto. Voto 7,5

Il Barone rampante- Italo Calvino: Calvino è un grande, ragiona bene, pensa fuori dalle righe, ha un’ironia leggerissima, inventa cose stupende e la sua trilogia dei nostri antenati è bellissima.
Tra i tre libri  il barone rampante secondo me è il più riuscito Voto 8

Il pendolo di Foucault – Umberto Eco :  Premio la ricerca dell’autore e la volontà di combinare un sacco di misteri su cui non s’è mai fatta chiarezza. Però c’è troppa carne al fuoco, la trama a tratti è imbarazzante e  i personaggi fanno schifetto. Voto 7

L’alchimista – Paulo Coelho: Libro molto sottovalutato. Breve, conciso e pregno di significati, a tratti ricorda moltissimo la disarmante facilità di linguaggio del Piccolo Principe. L’alchimista lancia bombe vestendole da margherite. Voto 8,5

Gente di Dublino – James  Joyce: Raccolta di racconti assurdamente sopravvalutata. Da leggere unicamente se sei interessato ad una noiosa descrizione della Dublino d’inizio 900. Joyce non inventa nulla a livello stilistico né per quanto riguarda possibili colpi di scena. Voto 3

Flatlandia – Edwin A. Abbott: Più che un romanzo, un saggio su come spiegare un universo in 3d a persone che vivono in 2d e , di conseguenza, come spiegare l’esistenza di una possibile quarta dimensione a coloro che concepiscono unicamente il 3d. Libro pieno di trovate eccezionali, ha come unica pecca la narrazione molto discontinua , a causa delle continue interruzioni necessarie a spiegare e giustificare una miriade di dettagli di questa Flatlandia. Voto 8

Fahrenheit 451 – Ray Bradbury: Sicuramente l’autore di fantascienza che scrive meglio tra quelli che ho letto. Aggiungici che anche la storia è molto bella, ambientata nel classico futuro distopico/i potenti comandano tutto/ la gente vive nell’ignoranza totale/ Orwell mi fa una sega. Voto 8,5.

Furore – John Steinbeck: Terzo gradino del podio per questo commovente romanzo sulla grande depressione americana. Di solito odio ‘ste cose storiche, ma Steinbeck si conferma tra i più grandi scrittori del 900, sicuramente il più grande tra gli americani, con tutto il rispetto per Hemingway Faulkner e compagnia bella.  Voto 9

Il cavaliere inesistente- Italo Calvino:  Solito Calvino che inventa favole e dimostra di saperci fare con la penna in mano. Quando gli va si dilunga per pagine, altre volte fa succedere tutto in poche righe tipo Candido di Voltaire. Personaggi geniali, il contrasto tra il protagonista Agilulfo che non esiste ma ha una ferrea volontà di esserci, e Gurdulù, che c’è ma non sa di esserci, è meravigliosa. Voto 8

De brevitate vitae – Seneca: Perle di saggezza e un modo di vedere le vite “sprecate” a cui m’accosto spontaneamente e molto volentieri. Non me la sento di dare un voto a Seneca, per dio.

Un eroe del nostro tempo- Michail Lermontov: Piacevolissima sorpresa. All’inizio non ero convinto ma l’idea dei diversi punti di vista da cui viene descritto il protagonista paga. E quando è lui stesso a narrare, il libro prende il volo. Voto 8,5.


Ricapitolando:


Libri dell’anno:
1: Comma 22 – Heller
2: Sorgo Rosso – Mo Yan
3: Furore - Steinbeck


Flop dell’anno:
il peggiore: Joyce – Gente di Dublino
2: Murakami - L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio
3: Vonnegut – Dio la benedica dott.Kevorkian


Premio simpatia: Gurdulù da Il cavaliere inesistente di Calvino


Figaccia dell’anno: Clarisse Da Fahrenheit 451


Miglior protagonista: Yossarian  da Comma 22 di Heller.


Scena dell’anno:
Yossarian al dottor Daneeka:
"Vuoi dire che c'è un Comma?"
"Certo, il Comma 22: Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma tutti quelli che desiderano essere esonerati dal volo attivo non sono veramente pazzi"
Orr sarebbe stato pazzo se avesse compiuto altre missioni e sano di mente se non lo avesse fatto, ma se fosse stato sano di mente avrebbe dovuto compiere altre missioni di volo.
SE VOLAVA ERA PAZZO E NON DOVEVA VOLARE. SE NON VOLAVA ERA SANO DI MENTE E DOVEVA VOLARE
"E' davvero un bel comma, questo Comma 22”



4 commenti:

  1. sono arrivato ad Addio alle armi. e su "sopravvalutato" mi viene in mente l'antagonista di Barnie in "la versione di Barney" di un non meglio ricordato autore canadese. leggilo. quando parlano di faulkner, l'anatagonista ne dice "sopravvalutato". e' feroce come l'autore abbracci di caustica ironia "alcuni" lettori.

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    1. De "la versione di Barney" ho visto il film, che è anche carino.
      Il libro non c'ho voglia di leggerlo.
      Magari più avanti.

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  2. la tua classifica, almeno per i libri che ho letto, mi trova abbastanza d'accordo!!

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    1. Sempre detto che c'hai buon gusto.

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