sabato 1 ottobre 2016

Il Karma spiegato facile



Ho letto un po’ di cose sulle relIgioni orientali e penso di aver capito che il karma non significa quello che la maggior parte delle persone pensa, cioè la predisposizione verso le cose che ci accadranno. Mi spiego meglio, non è che se hai un “brutto” karma ti succedono brutte cose e sei sfigato mentre se hai un bel “karma” ti succedono solo cose buone. 
Karma significa “fare”. Karma è l’agire.
Nello specifico, nella Bhagavadgita si dice che colui che aspira alla beatitudine deve agire senza una causa, non dev’essere mosso da alcun intento e non deve agire al fine di ottenere qualcosa, materiale o spirituale che sia,  l’uomo retto deve avere lo stesso atteggiamente di fronte alla gioia e al dolore, deve fare perché quel qualcosa va fatto, perché bisogna rinunciare a tutti i desideri che turbano il corpo e la mente ed essere appagati da sé stessi.
Tempo fa discutevo con me stesso della possibilità di andare a fare volontariato in qualche paese dei balcani e mi sono chiesto per quale motivo volessi farlo, “perché aiutare qualcuno che ne ha bisogno mi farebbe stare bene, mi sentirei utile, mi sentirei una persona migliore”, quindi in fin dei conti lo farei per una sorta di accrescimento personale, per gonfiarmi l’ego, perché non sono appagato da me stesso.
Allora ho deciso di non fare volontariato e leggendo quel che sto leggendo adesso, penso di aver fatto la scelta giusta. E siccome non ero partito con l’idea di cercare giustificazioni per ‘sta cosa del volontariato ma il collegamento mi si è formato del cervello così a casaccio penso che sia davvero stata l’idea giusta.


Nella vita non succedono quasi mai cose esclusivamente brutte, o belle, succedono cose che hanno, diciamo, una percentuale di positività e negatività, insomma il discorso del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Ovviamente, chi ha una predisposizione negativa, e tende ad essere pessimista vedrà sempre il lato negativo della faccenda e se, ad esempio, egli non può lavorare per un po’ di tempo va subito a pensare al denaro che non potrà guadagnare invece di pensare al tempo che ha guadagnato per fare cose che si prefigge di fare da tempo tipo sistemare il mobiletto in cucina o leggere il libro che Marco gli ha regalato nel duemilaedodici.



Ma non bisogna nemmeno essere sempre positivi, perché è da stupidi, e perché è incredibilmente faticoso mantenersi allegri ed entusiasti per tutto il tempo in questo mondo, diciamocelo, disgustante, quindi, gli induisti insegnano il rilassamento, -ovvio, dirai tu, pensa allo yoga, alla meditazione- ma soprattutto una calma dovuta alla fatalità di tutto ciò che ci circonda. Loro dicono “Shit happens”. Ma succedono anche le cose incredibili, colo che  se non vuoi impazzire sulle montagne russe del tuo samsara devi stabilizzarti, imparare ad accettare tutto, a non desiderare niente, a far succedere quello che deve succedere, allora diventerai saggio e potrai anche permetterti di lavorare vicino a una cinquantenne esaurita neomenopausata che ti grida colla faccia incollerita bordeaux sputando gocce di saliva dovunque per ogni singola cazzata che succede senza, sottolineo senza, fissarla con occhi iniettati di sangue pensando “il mio pugno , i tuoi denti” e soprattutto evitando di gridare a tua volta nella sua faccia gonfia: “E SECONDO TE C’è BISOGNO DI URLARE COSì?!? HAI RISOLTO QUALCOSA!?!?   DIO PORCO!!!”








9 commenti:

  1. Sta cosa del non desiderare niente e lasciare che accada quel che deve accadere non mi piace.
    Io voglio desiderare, e voglio sentire negatività e positività. E se voglio andare sui balcani a far volontariato per ego, lo faccio e poi penso "Che fico che sono" così sto bene. E in più, ho anche aiutato.
    Perché dovrei privarmi di sensazioni naturali meditando? Al momento sto bene e male così come sto. E poi che fatica meditare...

    CervelloBacato

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  2. La suoneria che ho installato sul mio cellulare è Karma Police dei Radiohead...
    Così, la prima cosa che mi è venuta in mente.

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    1. Va bene almeno so che sei passata ;-)

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  3. Karma rigazzi
    carma e gesso
    senza carma la vita diventa un carvario, conosco rigazzi che dopo 2 mesi divorziano, perché non sanno cos'è la carma, antri che lo fanno più in là e poi se aritrovano a mantené due famjje, antri che ammazzano e poi se pentono

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  4. Io cerco di mantenere un equilibrio fra essere in balìa dei miei sbalzi d'umore,delle mie pulsioni ed emozioni, ed andare col flusso e non farmi toccare da niente di quel che succede.
    Ma fosse facile.

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    1. e chi ti ha detto che dovrebbe esser facile!?!

      E' un casino.

      Ma vale la pena.

      Dicono.

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  5. io saranno vent'anni che ci provo,ma con scarso successo XD

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