martedì 25 ottobre 2016

Finalmente film




Ohmaigad ho visto La Città Incantata e Kynodontas e non ho capito qual è la favvola tra le due.
Ma andiamo per ordine.
Di Miyazaki aveva visto il castello errante di Howl e la mia reazione era stata tipo “Beh, a parte l’animazione del castello non mi pare ‘sta storia incredibile. Forse l’hanno sopravvalutato.” Ma son passati anni e non me lo ricordo nemmeno.


Invece con la città incantata il Miya mi ha fatto ricredere. Si parte con la scontata, abusata storia della ragazzina che finisce nel mondo fantastico mezzo sogno mezza realtà alla Alice nel paese delle meraviglie però la brutta sensazione iniziale di pericolo che va crescendo con tanto musica classica ansiogena in sottofondo,  genitori instupiditi che trascinano la ragazza verso l’abisso peggio delle belle fighe negli horror hollywodiani  e l’improvviso passaggio dalla luce al buio ti introducono con gran classe nel vivo della storia. Se tu che leggi non hai visto il film non sai di cosa sto parlando ma chissenefrega io non voglio essere capito, io voglio essere, capito?
i personaggi sono divertenti, i disegni sono grandiosi,la strega cattiva con la faccia gigantesca che si trasforma in corvo è semplicemente spettacolare,


la colonna sonora veramente ben curata e poi i colori sgargianti e i mille ometti nanetti spettri ranocchi strani che popolano il cartone beh beh bello davvero.
Il finale è la solita stronzata scontata ma in mezzo c’è tanta bella roba, giuro.


E Kynodontas? Piccola premessa. Per me esistono tre tipi di film.
Quelli che parlano della realtà e riescono ad essere realistici, per lo più parlo di biografie commedie drammi ecc,
quelli che vorrebbero essere realistici anche se sono pieni di stronzate nel senso che nel film c’è sempre qualcuno che in qualche maniera ti spiega perché quelle stronzate accadono quindi film thriller, fantasy, film d’azione e horror fanno parte di questa categoria. Esempio: un vecchio da a Wesley Snipes una pistola che uccide i vampiri e ogni volta che ne secchi uno ti accredita 240 euro sul conto. Ok, tutto perfetto. Non è realistico ma è spiegato.
E poi ci sono i “Film che amo” cioè quelli che non si capisce se vogliono essere reali o fantastici, film in cui nessuno ti spiega le cose. Le cose succedono e basta e nessuno le commenta, sei tu che le commenti e interpreti il mondo in cui il film è ambientato.
(Nei libri questa cosa succede ad esempio nella Schiuma Dei Giorni in cui Boris Vian.)
Nel cinema Grand Budapest Hotel di Wes Andersson e il musical Dancer in the Dark di Von Trier sono due esempi riuscitissimi di Film che amo, ma anche Brasil e altri film di Gilliam o Interstate 60.
Ho finito la premessa.





Ho  guardato Kynodontas perché prima avevo visto The Lobster.  La coppia di greci Lanthimos(sceneggiatore e regista) Filippou (sceneggiatore)con the lobster ha toccato le corde giuste, l’ho trovato geniale. Kynodontas, pur avendo una storia diversa è fatto nello stesso modo. The Lobster è un presente alternativo/distopico in cui la società ha regole “particolari” e le relazioni amorose sono regolate in modo, beh, “particolare”, in un albergo. La prima scena del film ti catapulta in questo mondo e senza che nessuno ti spieghi come funzionano le cose sei tu che pian piano ti guardi intorno e capisci come funziona questo strano albergo. Non ci sono pause tra una scena e l’altra, tagli secchi e subito dentro la prossima scena con una frenesia che mi ha ricordato molto Fight club.
Kynodontas parla di una famiglia che vive segregata in una casa, l’unico che può uscire è il padre. I figli pensano che il mondo fuori dalla loro abitazione sia pericoloso.  Regia statica, fredda, colonna sonora scarna, il film inizia con questi tre giovani ragazzi che sembrano super stupidi ma una scena dopo l’altra capisci perché sono così, capisci il lavoro psicologico folle del padre e della madre, emergono ansie frustrazioni e gelosie, nascono passioni, la sessualità chiusa in quelle quattro mura è vissuta in maniera a dir poco particolare , come in the lobster, ogni volta che succede qualcosa pensi “occazzo questo non dovrebbe succedere” ma la folle utopica vita di questi ragazzi va avanti e ci si potrebbe scrivere un saggio di mille pagine, è una critica alla società, è l’esempio di come ci si possa riempire la testa tutti i giorni senza riuscire a sapere niente, è un evidente metafora politica, è questo e tanto tanto tanto altro, è FOTTUTO IPERMINIMALISMO CARVERIANO APPLICATO AL CINEMA.
Carver non mi fa impazzire ma lo rispetto tanto tanto.  Un classico racconto di Carver è come un acquerello di una coppia a cena. Poi il dipinto si muove , la coppia chiacchiera, la cena finisce, il racconto anche. Appeno hai finito di leggerlo pensi: Mi prende in giro? E poi, subito dopo: ma perché lui ha fatto quella cosa? E perché lei le ha risposto così? Chissà se il marito era serio o ironico, perché non si capisce ma secondo me lascia intendere una certa ironia. Chissà che avranno fatto dopo cena, secondo me hanno scopato.
Capito? Carver fa quest’effetto. E secondo me ogni buon scrittore dovrebbe fare questo, immergere il lettore in una scena, non descrivergliela passo passo nei minimi dettagli ma semplicemente abbozzare una scena, senza disegnare i contorni e poi sta al lettore immaginarsi i capelli della ragazza o le pareti del locale affollato. Quello che conta è il flusso narrativo, la trama, le parole, i gesti, i significati, non le descrizioni, non i paragoni né le spiegazioni e i dettagli.
 Ma son gusti personali.
Kynodontas va visto, cazzo, perché ogni scena è pregna di significati, è un universo di considerazioni e riflessioni, è fantastico FOTTUTO IPERMINIMALISMO CARVERIANO APPLICATO AL CINEMA



8 commenti:

  1. mi fa piacere che ti sia piaciuto.

    Se vuoi guardare qualcosa di "più leggero" ti consiglio "Her"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. grazie ma her per ora non lo guardo ;-)

      Elimina
  2. Miyazaki grande per tutti, Lanthimos per pochi.
    Kynodontas è geniale, ma cazzo se l'avevo odiato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao James, non nego che a tratti l'ho odiato anch'io ma poi passava subito

      Elimina
  3. adoro Miyazaki.
    e la città incantata in modo particolare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ho deciso di riguardare il castello errante, forse l'avevo visto in un periodo di merda.

      Elimina
  4. Minchia, credo a sto punto di essere l'unica testa di cane a cui Miyaschifo proprio non piace.
    Lo stimo, eh. Ma non mi garba per nulla.
    Penso che questa cosa non causerà nessun disequilibrio nell'universo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. come me con Carver insomma
      per ora comuque mi piace solo uno dei suoi film, prossimamente ne affronterò altri e vedremo.

      Elimina