mercoledì 17 agosto 2016

E' la Noia





All’inizio di quest’ anno mi ero messo in testa di diventare una persona migliore, avevo smesso di fumare merdose sigarette e ridotto drasticamente la quantità d’alcool da trangugiare. Avevo eliminato insaccati salumi formaggi e fast food, sostituito la pasta barilla con pasta integrale o simili, i risotti che mangiavo a sazietà avevano lasciato il posto a piatti orientaleggianti con riso basmati, thai o parboiled, via bibite gassate e non, molta più verdura e legumi a rotta di collo, succhi di frutta, tisane. Per un paio di settimane mi sono disintossicato dal thc e per un mesetto sono anche andato in palestra.

La palestra mi fa veramente cagare. Non mi piace andarci, non mi piace sforzarmi, non mi piace sentire i muscoli che si gonfiano e se un giorno dovessi scoprirmi pettoruto, definito e addominalato credo ne morirei. Piuttosto lunghe passeggiate veloci, sudate copiose, l’erba frusciante come mantello e un cappello di scie chimiche sulla testa.

Poi è arrivata l’estate ed ho ripreso tutte le brutte abitudini.
Ma quando facevo il bravo stavo bene, mi sentivo meglio, quindi ho deciso di provarci di nuovo.
Mi sono detto: “quando ricomincio a lavorare mi metto in riga”.
Ieri ho iniziato a lavorare.
Ed è già da venerdì che non tocco alcool. Non che non voglia più berne, sia chiaro, si fa un mese di ramadan poi si ricomincia a bere un bicchiere di vino ogni tanto, quando c’è l’occasione, l’importante è non bere per noia, … e stare lontano dagli shot che quelli ti fanno diventare stupido e poi ti vien voglia di scopare le ciccione o prendere l’emmeddì o cose così.

Col cibo siamo partiti bene, non sarà difficile mangiare sano, ormai gli hamburger mi hanno rotto il cazzo, non ho mai voglia di mangiare carne, solo ogni tanto mi viene in mente un petto di pollo alla griglia ma quello fa bene. Fanculo le salse, i fritti, la roba unta e pesante. Il salame però cazzo mi manca già. Toglietemi tutto ma non il salame. Posso vivere senza fumare, senza alcool, senza cellulare, senza scarpe ma non senza salame.

Da venerdì non fumo una sigaretta. Non ho mai voglia di sigarette finchè non bevo. E sempre stato così.
Anzi, ho mentito. Un po’ di voglia mi viene dopo il caffè, ma non è un desiderio molto forte. Invece basta un bicchiere di vino o una birra forte per farmi immediatamente bramare una cicca.
Comunque il problema non si pone, non bevo e quindi non fumo.

Con le canne non so mai come comportarmi. Ogni tanto penso che dovrei smettere, poi arrivo sempre a pensare che se mi piace non dovrei smettere affatto. Ormai ho capito come gestirle, fumare in compagnia non mi piace, fumo a casa da solo, davanti al pc, per farmi una risata. A volte fumo una cannettina prima di leggere per immergermi nel romanzo. Se non ho fame fumo prima di mangiare, se ho mangiato troppo fumo dopo.
Detto così sembro uno che fuma sempre. Ma la verità sta nel mezzo, diceva Democrito. O forse non era lui ma ultimamente ogni volta che associo una massima a un greco penso a Democrito.
Quindi quello che voglio fare veramente è continuare a farmi le canne per altri cento anni ma fare in modo che non sia una dipendenza. Tipo mangiare la pizza. No, quello lo si fa solo una volta a settimana. Ah, ecco, come farsi le seghe. Lo fai molto spesso ma se inizi a farlo due tre volte al giorno non ci trovi più gusto. Le canne come le seghe, farsele quando ti va, ma mai, mai farsele per noia.
Nel week end ho deciso di darci dentro per finire il pezzetto di fumo che m’era rimasto poi, forse, fare una settimana senza fumare e, se ci riesco, ricominciare senza metodo, senza quotidianità, senza sapere che ogni giorno mi devo fare due canne per forza. Fumare per il gusto di farlo, non per noia. L’ho già detto? E’ che sto cercando di ficcarmelo bene in testa.
Quindi ieri non ho fumato.
E’ andato tutto bene.
Fino all’una.
Poi ho cercato di dormire.
Zero.
Ogni singolo rumore proveniente sia dall’interno che dall’esterno di casa mi faceva sussultare. Ero teso come una corda di Ukulele, pronto a vibrare, continuavo a girarmi e rigirarmi nel letto, prendo il telefono e vedo che sono già le due e mezza, dopo un po’ sento mia madre che va in bagno, poi mio padre, io avrei anche sonno, sono stanco, ma ho il cervello sveglio, iperattivo.
Continuo a pensare, pensare pensare, faccio ragionamenti troppo complessi per uno che vuole dormire, allora cerco di pensare meno, di spegnermi, ma vedo facce luci e colori. La mia antenna prende troppo bene, ricevo troppi stimoli dall’ambiente circostante, devo sporcarmi l’antenna per dormire, devo bere, devo fumare. Mi alzo per andare in bagno e sono le 4 e mezza. Ottimo.




Mi succedeva da piccolo, prima di iniziare a fumare. Dai quattordici ai sedici-diciassette anni. Avevo sempre mille pensieri e di notte non riuscivo a dormire maimaimai, facevo una fatica immane ad addormentarmi, poi a scuola ero rincoglionitissimo e non ascoltavo. D’altronde come fai a dormire a quindici anni? Passi nottate a fissare il soffitto e chiederti di Dio, dell’universo …perché sono qui? Perché sono così? Cosa devo fare?
Era molto che non pensavo a queste cose, probabilmente è la prima volta che realizzo che ho iniziato a sfasciarmi non per ribellarmi a qualcuno o qualcosa né per sentirmi grande, ho iniziato a sfasciarmi per cercare delle risposte, per vedere da altri punti di vista  (e questo l’avevo già realizzato) ma non solo per questo, cazzo, ora, per la prima volta penso che ho iniziato a bere e fumare per riuscire a dormire.

Intanto oggi, anche se mi sforzo di apparire tranquillo e felice, sono stanco morto e ho i coglioni girati. E non so ancora che cazzo fare, un’altra notte insonne o vado a comprarmi una palletta di nero bello gommoso e profumato? Eddai non si può mica essere così drastici, intanto troviamo un equilibrio senza alcool tabacco e junk food poi, con calma, ridurremo i cannoni.

Ora scrivo al pusher.








Al lettore.

L'errore, la stoltezza, i laidi trascorsi
ci attanagliano l'anima, crucciando i nostri petti;
noi sottoliniamo i nostri amabili rimorsi
come i pezzenti nutrono i loro immondi insetti.


Son tenaci i peccati e vili pentimenti;

ci confessiamo chiedendo una mercede abietta,
poi sulla via melmosa ritorniamo contenti,
credendoci detersi da qualche lacrimetta.



Satana Trimegisto, accanto all'origliere

del peccato, ci culla rapiti lungamente, 
e il metallo del nostro indomito volere
fonde, appena lo tocca quel chimico sapiente.



I fili ci muovono, il Diavolo le tiene!

Ci avvincono le cose ripugnanti e bestiali;
senza orrore ogni giorno, fra le tenebre oscene,
ci avviciniam d'un passo alle porte infernali.



Come un vizioso povero che bacia e succhia il seno

vizzo e martirizzato d'una sordida trecca, 
noi rubiamo passando il piacere terreno
e lo spremiam rabbiosi come un arancia secca.



Entro il nostro cervello, come un groppo di vermi,

un popolo di dèmoni gozzoviglia crudele
e, quando respiriamo, entro i polmoni infermi
precipita la Morte con sue cupe querele.



Se lo stupro, l'incendio, il veleno, il pugnale

non hanno ricamato con perizia squisita
dei nostri giorni grigi l'orditura banale,
gli è che l'anima nostra non è abbastanza ardita!



Ma fra i lupi, le iene, i falchi e le pantere, 

le scimmie, i sciacalli, gli scorpioni, i serpenti
che urlano e grugniscono, giostrando in turpi schiere
entro il serraglio infame dei nostri traviamenti,



uno ve n'è, più laido, più maligno ed immondo!

Sebbene non accenni un gesto ne un bisbiglio,
vedrebbe volentieri crollare l'interno mondo
e inghiottirebbe il globo con un grande sbadiglio:



é la Noia! Con l'occhio di lacrime appannato

fuma e sogna la forca nel suo tardo cervello.
Tu, lettor, conosci quel mostro delicato,
ipocrita lettore, mio pari, mio fratello!

4 commenti:

  1. Io quando non dormivo mi mettevo la musica nelle orecchie e pensavo ai fatti miei finché non mi svegliavo per il fastidio. Spegnevo la musica, e tornavo a ronfare.

    Un po' di tempo fa m'ero messo in fissa anch'io di provare una dieta. Avevo eliminato la carne (il salame è bono cazzo!) e per un mesetto e mezzo andava tutto bene. Poi sono stato a Roma e provaci tu a non toccar carne...

    L'unica roba serie per restare in forma mi sa che è fare sport. Certo, darsi un contegno coi ''vizi'', ma se fai sport ti viene anche automatico. La palestra però no. Che noia. Mi serve qualcosa di divertente. Anche la corsa o la camminata non sopporto. Se non c'è un gioco dietro mi pare far cose fini a se stesse. Quindi insomma sono per il tennis. Peccato costi l'ira del signore iddio onnipotente. Tanto valeva far golf...

    CervelloBacato

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    1. ho provato con la musica nelle orecchie ma è controproducente. Mi metto ad ascoltarla e non dormo più.

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  2. Stanotte che sono tornata a casa, qualcuno in strada ascoltava musica bum bum del cazzo.
    Sotto il balcone della mia camera da letto.
    Ho pensato che avrebbe smesso.
    Non sono riuscita a prendere sonno.
    Mi sono incazzata come una belva.

    Sono schizzata dal letto, i piedi scalzi sul pavimento sono rimbombati in passi pesanti e svelti, il tempo di un "per la madonna" e della cinghia della serranda che ho tirato su con violenza, e hanno staccato la musica.

    Ed io che volevo pisciargli in testa...

    È frustrante, non credi?

    Peró mi sono rimessa a letto, e grazie al silenzio guadagnato sono riuscita a prendere sonno.

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    1. quel "e io che volevo pisciargli in testa" è bellissimo.

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