domenica 31 luglio 2016

Poesia


Un uomo in realtà non sa degli altri esseri umani
Il meglio che può fare è supporre
Che siano simili a lui*


La giornata è lunga quando non sei uno schiavo
Il tempo che non ti hanno rubato 
ti costringe
A pensare

Sono sempre stato felice di non essere ambizioso
Ne intraprendente
Di non aver mai avuto grandi progetti
O obiettivi che per essere raggiunti richiedessero di
Calpestare quelli di qualcun altro.
E ora Steinbeck mi chiede:
“E se la tua umile carriera da operaio part time non fosse virtù
Ma pigrizia morale?”
Per ogni sorta di successo ci vuole audacia
E forse io ero soltanto timoroso, pauroso delle conseguenze.
In una parola pigro*.

Ma non penso che la mancanza d’obiettivi o d’ambizione
Siano i miei problemi principali
Troppo stupido e semplice prendersi tutte le colpe
Il fatto è che
Voi
Mi state ammazzando

Con la vostra cieca indifferenza

Voi coi vostri i phone subacquei
I complementi d’arredo acquistati su ebay
Gli aperitivi lunghi a parlare di moto
& tatuaggi

Voi che arraffate fino all’ultimo centesimo,
Che vi purificate ballando spensierati,
sudando fuori le preoccupazioni e i crucci

voi che scopate ragazzette viziate
che a ventiquattro anni compiuti
mandano foto delle proprie nudità
sulle chat di wazzup.

Il fatto è che voi
Avvelenate l’aria
E il vino non ha più gusto
L’erba non ha più odore

Dovrei quindi sporcarmi?
Dovrei mettermi in competizione?
Creare un business? Arricchirmi?
Dovrei Volere i vostri soldi schifosi?
& le vostre donne ignoranti?
Gongolare soddisfatto ogni volta che  uno stronzo
Muore
e lascia un po’ di spazio
 in cui io possa
allargarmi?

Non vedete?
Siete così piccoli?
Non vedete che il mondo non gira più?
Che il cielo e la terra sono pieni di loghi?
Diecimila formiche lavorano
Una regina si abbuffa


Io che posso volare
Alto
Sopra le vostre teste
Non riesco più a sorridere.
E a Damanhur vogliono 110 euro
A persona
Per una visita giornaliera

Stanotte ho avuto voglia
Di conoscere il cielo
Ma neanche una stella
È venuta a salutarmi


Forse è il momento di prendere
Il walden
Un saio
E andare a vivere in un bosco
Prima che la folla accecata
Mi schiacci
& strazi le mie carni
Riducendomi a brandelli
Calpestandomi per correre e arrivare ai saldi estivi
prima delle altre
Formiche

La capanna sarà appena terminata
Quando vi diranno che
La banca fallita l’anno scorso
Si è presa i vostri soldi.

La banca ora è vuota
Ma non preoccupatevi,
l’abbiamo salvata

come la mummificazione
ha salvato i faraoni



siete contenti?

Non siete contenti?










*da L’inverno del nostro scontento – John Steinbeck

5 commenti:

  1. Ti dico grazie e me l'accosto—da due le solitudini e s'è in quattro—a Raymond Carver

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  2. Questa è roba talmente potente che non so da dove cominciare a commentare.
    Quindi ti ringrazio e basta :)

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    1. Mi fai troppi complimenti, m'imbarazzi.

      Piuttosto presentami la tua cuginetta ventunenne.

      Diventerà regina.

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    2. hahaha sorry ma non dispongo di parenti/amiche giovani da presentarti.Devi accontentarti dell'ammirazione di questa vecchia bacucca ;)

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