venerdì 1 luglio 2016

Lu garganu


Sabato dieci ore e mezza di viaggio causa colonna incidenti e merda varia da Carpi a Forlì, media delle prime due ore di viaggio 20km all’ora, terribile. Arrivo e mi butto ammare! La sera cena merdosa in una trappola per turisti,  giretto a Rodi garganico, paesetto carino, case tutte bianche, viettuzze strette, scalini, serata bikers e concerto rock sul viale principale però a letto presto che sono stanco, il cuscino è alto quaranta centimetri dormo di merda quasi mi rompo il collo Domenica relax lettura armonica e roba così poi verso sera andiamo a Peschici anche qui case tutte bianche ma è più bella di Rodi, giro in centro, bevo un paio di bicchieri di vino, andiamo a cena in un trabucco mangio da dio dalle crudità alla grigliata, visuale sull’oceano e su Peschici illuminata con tanto di fuochi d’artificio, torno a casa sbronzo faccio un giro da solo sul pontile conosco dei diciassettenni che pescano, fumiamo due cannette quando iniziano a fare la terza scappo a casa distrutto e scrivo un post in cui mi scopo una tipa che in realtà no, Lunedì mattina giretto veloce d’ispezione a Vico del Gargano, torno in appartamento per pranzo, pomeriggio spiaggia poi giretto in bici e vado a guardare la partita dell’Italia in un bar carino, chiedo al barista dove posso trovare un po’ di vita e di fica e lui mi dice “c’è un cazzo, devi aspettare metà luglio” l’italia vince, son contento, torno a casa, mi metto a guardare con mio padre la magica Islanda che batte l’inghilterra, inizio a scrivere questo post e poi mi addormento su Sorgo Rosso. Martedì mi sveglio cattivo, vado a cercare la famosa spiaggia del sospetto, è una merda, faccio una lunga passeggiata e mi sento bene, mangio un panino con salame pugliese, vado nella foresta umbra, passeggio ancora molto, mi faccio una canna e suono l’armonica una mezzora con una certa ispirazione poi vado a mangiare in un rifugio, ordino solo un bicchiere di vino per fare il bravo, il cameriere mi porta un calicione di quelli grossi da rosso, pieno a tre quarti, è grande quasi quanto la caraffa da mezzo sul tavolo dei vicini. I vicini sono assurdi, lei tiene tutto il tempo al guinzaglio due levrieri per paura che corrano dietro ai gatti del posto, lui si vanta di aver perso settanta chili con un bendaggio gastrico, il figlio di tipo otto anni ha fatto un test del Dna al CNR di bologna, credo stia per cern, gli han detto che ha i geni obesi e il fegato grasso, ora ha perso otto chili evviva! Al tavolo con loro una coppia di vecchi pugliesi, presumibilmente i genitori di lui, l’ex grassone dice “faccio cure con l’acqua termale” e i vecchi “l’acqua der mare” e io quasi gli scoppio a ridere in faccia perché sono semisbronzo. Quello col bendaggio dice “mio figlio non è portato all’obesità (contraddicendo gli studiosi del cern) io da ragazzo sono sempre stato magro (il figlio allora è di un altro?) è che poi ho esagerato e mi sono lasciato andare” poi dice anche che lui è una persona creativa e che fa ginnastica col cervello bruciando un sacco di calorie. Ha una polo azzurra Ralph Lauren, i capelli di Briatore, occhiali da duecentocinquanta euro, mocassini e le gambe ricoperte di graffi perché è andato a camminare per la foresta coi pantaloncini corti da fighetto. Gesù! E’ fantastico. Dopo un’ora buona che son lì si vedono finalmente i frutti della ginnastica quando il creativo spiega alla moglie che i cani può anche legarli alla panchina lì vicino invece di rovinarsi il pranzo. La moglie ha la faccia lunga, la bocca stretta e gli incisivi in fuori, è lombrosianamente  superficiale, il marito ex obeso la descrive così agli anziani pugliesi “ha un fisico da modella”. Beh, consentimi di dissentire.  Mangio un antipasto: tutta roba del posto fatta dalla vecchia cuoca, formaggi buoni ma non spettacolari, salumi speciali, verdure cotte bene; poi un dolce fatto sempre da lei (sbriciolona con marmellata di pesche) e una grappa all’ulivo e limone brevettata sempre dalla cuoca. La grappa è strana, oleosa, molto particolare… direi valida. Dopo pranzo vado al mare, cerco una spiaggia diversa, ci sto poco, non mi piace, lì su c’è un vecchio che vende frutta, gli chiedo se ha bibite fresche, mi offre un bicchiere di vino bianco caldo perché se il vino è buono va bevuto a temperatura ambiente. Cazzo è buono davvero, nonostante la temperatura totalmente irrazionale a cui lo sto bevendo. Il vecchio ceffo mi porta delle olive e mi offre un altro vinello, mi sento in debito e gli do cinque euro per comprare qualcosa. Mi da tre uova fresche e due chili pesati tra gocce d’oro e fichi. Non posso rifiutare il terzo bianco mentre lui mi racconta di quando l’autista di Vittorio Sgarbi gli ha parcheggiato davanti all’entrata del banchetto e lui s’è incazzato ma poi c’ha offerto un vinello al vittorio e son diventati amici. Torno a casa e ho bisogno di scrivere un po’.

Mio padre ha portato e acceso una di quelle gabbie luminose in cui si friggono gli insetti e devo dire che mi da soddisfazione sentire tutte queste zanzare morire. C’era una roba nera vicino a mia madre, l’ho toccata col piede e si è ripiegata, era un pezzo di carta, mia mamma si è spaventata, pensava fosse una bestia. Le ho preso il cellulare per illuminare da vicino il pezzo di carta e dimostrarle quanto è sciocca e cazzo il pezzo di carta era un baby pipistrello che ha iniziato a trascinarsi via tipo i militari che strisciano sui gomiti e niente, l’ho calciato giù dal terrazzo. Arriva una farfalla, entra nella gabbia delle zanzare , si fulmina e poi resta lì a contorcersi sul pavimento della gabbietta. Penso che dovrei salvarla o perlomeno ucciderla per terminare la sua agonia però decido di fregarmene, dopo tre minuti la guardo ed è ancora lì che si contorce quando all’improvviso arrivano altre due falene super agitate, sono la squadra di salvataggio, quella che si contorce deve averle chiamate; le due si fiondano dentro alla gabbia e muoiono con estrema lentezza, mi sento enormemente in colpa e stacco la corrente. Passo la serata a leggere cose complottiste.

7 commenti:

  1. la violenza sul pipistrello mi indigna.

    anche se dovessi averlo scritto per mera provocazione.

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    1. non picchio i pipistrelli perchè anche se sono merdosi ratti con le ali mangiano le zanzare, mie nemiche giurate. Quindi li rispetto molto.
      Ma tanto sei già indignata quindi continua così che fai bene

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    2. ti potrei anche picchiare, ma lo schermo ti protegge.

      e non sono nemmeno un'animalista.

      l'indignazione è una cosa buona e giusta.

      talvolta solo una inutile dannazione.

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    3. facciamo la pace dai. Non vorrei mai essere picchiato da una donna, ho già abbastanza problemi.

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    4. ma io non ho mai fatto la guerra con te!

      :))))

      e poi come faccio a picchiarti, obiettivamente?
      sei protetto da uno schermo!

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  2. a me indigna il fatto che tu sia in ferie con i tuoi !!!

    (scherzo... ovviamente :DD)

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    1. non c'è da scherzare, è un problema serio.

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