lunedì 4 luglio 2016

Cg#3

Giovedì mattina si va all’enorme mercato di  Vico, compro del caciocavallo podolico e della simil muscisca, facciamo una bella passeggiata, poi i miei se ne vanno ammmmmmare mentre io sto tutto il giorno in appartamento, finisco Sorgo Rosso, inizio Viva la Musica di Caicedo, la sera prendiamo una pizza non troppo cattiva ma ci fanno aspettare quaranta minuti per averla, anche se siamo gli unici clienti -probabilmente non avevano nemmeno acceso il forno-.  Guardo con mio padre portogallo polonia, che è una delle partite più brutte di sempre e mi fa venir sonno, non so come mai sono distrutto ed ho un sonno fottuto; alle 11 crollo a letto a metà dei supplementari.
Venerdì colazione con la pizza avanzata, guardo sul pc quali attrattive mi offre la zona, decido per un giro montano, non ho voglia di mare, è quattro giorni che non faccio un bagno, odio stare al sole , odio la tintarella, quanto devi far schifo per riuscire a stare tre o quattro ore immobile sotto il sole che brucia, con 35 gradi, senza leggere né ascoltare musica né fare un cazzo di un cazzo di niente come una fottuta grassa foca?

Mi metto a scrivere alle 03.27: ci sono i fottuti galli che continuano a cantare, che cazzo cantano non lo so,mancano almeno due ore all’alba ma sti stronzi non mollano. Ho la gabbia per zanzare a quaranta centimetri dalla faccia,continua a ronzare e l’odore di insetti arrostiti mi fa venire la nausea; mi accendo una canna.

Stamattina dopo il giro montano ho pranzato a Vico in un posto all’aperto bellissimo, vigne sopra alla testa e tavoli rotondi formati da lastre di vetro tonde appoggiate su grosse giare in terracotta da cui spuntano piante d’olivo, ovviamente le lastre sono bucate al centro. Ero l’unico cliente –spiace per loro, buon per me- ho chiacchierato di vino e trip advisor col titolare e di letteratura col figlio sedicenne che mi ha gentilmente mostrato dove si trova l’enoteca del paese che non riuscivo a trovare. Dopo pranzo passo da casa, passo da un bar sulla spiaggia a bere qualcosa mentre leggo viva la musica, sto un’oretta al bar poi faccio un tuffo in mare, mi butto sull’asciugamano e cazzo sono già le sei e un quarto; torno a casa, doccia, mi preparo e porto i miei a un ristorante a lesina a mangiare le famose anguille: fantastiche, buone, dolci, incredibili. Anche la tartarre di cefalo merita e le fettuccine al sugo d’anguilla che ha preso mio padre sono divine. Dopo cena mollo i miei a casa e vado al bar terrazza dove ho conosciuto i miei amici. Per quasi un’ora me ne sto lì a bere da solo in tristezza poi finalmente arriva un po’ di gente, parlo con i miei nuovi amici e conosco altri semi-giovani, svolto la serata ed inizio a far bere shot a tutti. Mi  va di lusso perché il proprietario è in forma e dopo che gli ho bevuto e pagato 4 cocktail peraltro molto validi gli shot li offre tutti lui, due giri di vodka e kahlua uno di cointreau, parlo con tutti, le ragazze ridono alle mie battute, lancio qualche amo e faccio amicizia con un butel che mi dice che se vado nel suo ristorante mi offre il pranzo, ma probabilmente è la kahlua che parla e se ci vado sul serio mi sparerà trenta euro di conto, comunque bevo e mi diverto ma alle due e mezza la serata inizia a spegnersi e dopo un’quarto d’ora decido di andarmene a casa. Appena arrivo a casa faccio la cacca, mi faccio un cannone di ganja e mi metto a scrivere questa roba. Poi la ganja viene su e sta stronza ha preso tutto l’alcool che ho bevuto e me l’ha sbattuto in faccia come mille sberle. Sono cappottato. Spengo il pc e vado a letto sapendo che la mia camera non ha una porta, c’è solo una merdosa tenda all’imbocco della stanza che funge da divisorio visivo ma, cazzo, non acustico. Inizia a girarmi tutto, probabilmente sboccherò, meglio che smetta di scrivere. Vado a letto sconvolto e non prendo sonno prima delle cinque passate.

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