lunedì 6 giugno 2016

Valpolicella Buskers 2016


Ogggi semi-depressione post weekend pazzesco valpobuskers ti amo così tanto che non metto neanche le virgole. Ti amo così tanto che ho passato due giorni interi con te dalle tre del pomeriggio a quando era scuro e iniziavo a non capire più niente e gli altri volevano tornare a casa oddio pensare che oggi non ci sei più mi fa quasi morire.

Allora andiamo con ordine: delle persone bellissime hanno organizzato il Valpolicella Buskers (busker = suonatore ambulante) che sarebbe un festival di artisti di strada a Purano, un borgo in cui abitano 50 famiglie.
 L'unica strada che porta al paesino viene chiusa al traffico, tu parcheggi la macchina in un posto a caso, ti fai un paio di km in salita fumando un joint per buttarti avanti e quando arrivi a Purano ti trovi subito nella piazza principale in cui c'è una specie di mercatino gioielli braccialetti creme roba varia, uno stand cibo, uno birra e una zona dove si esibiscono gli artisti.








Cinquanta metri più avanti trovi la chiesa e davanti alla chiesa band in concerto si alternano a tizie coi muscoli d'acciaio che si arrampicano su un nastro o una corda e ballano si capovolgono e fanno cose strane a mezz'aria. Appena arrivati c'è una band di livornesi molto rumorosi gipsy style rock n rollin', poi suona un certo michele bomba atomica che canta uguale uguale spiccicato a Paolo Nutini. Dopo altri cento metri sulla destra c'è la piccola corte Bacari, ghiaia, una tettoia e anche qui artisti che si esibiscono. Qui ho sentito le cose che mi hanno dato più soddisfazioni, sabato un gruppo strano tipo western-poliziesco-pulp fiction style, poi hanno suonato i SaxLab, un trio di sax+clarinetto che fa cover di ogni genere, dai Red hot chili peppers a Bruno Mars a Louis Armstrong (Armstrong me lo sono inventato). Mooolto carini.

Invece domenica, sempre a Corte Bacari ho assistito al Giudi e Quani Show, lui chitarrista energico e interessante psycho funky, lei batteria, occhiale da sole, super sorriso e voce molto rock. Questi due non si sa chi cazzo siano, non esistono nemmeno su youtube ma giuro che hanno spaccato, si sono divertiti un sacco e ci hanno fatto divertire.
Sempre a Corte Bacari (love) i Kuru hanno spaccato tutto. C'è un batterista che attacca ste rullate tribali, un sax e un oboe iniziano a cazzeggiarci sopra, un altro tizio va in giro per il pubblico a raccogliere volontari, - tu vuoi le maracas? Tu ai piatti, tu alla campana. C'è qualche batterista qua in mezzo? Grande, tu prendi il tom, tu il rullante, e via così, dopo 5 minuti ci son dieci matti che battono, un sax e un oboe che duettano e la gente che impazzisce, Durante l'esibizione dei Kuru mi sono innamorato:

<<parentesi dell'amore: Quella ragazza coi rasta era qualcosa di meraviglioso: scalza, libera da giudizi e preconcetti, sicura di sè con quel sorriso bianco che non so una coi piedi così sporchi come può avere i denti così bianchi e un culo che mamma mia un culo che vaffanculo tutti i mandolini del mondo, roba da morirci sopra, ovviamente non le ho nemmeno rivolto la parola ma l'ho amata intensamente. Come giudi cantante/batterista, anzi, di più. Ma guardate sto look tribal rasta freedom! Come si fa a non amarti? Mia dolce rasta girl, se come suggerisce il tuo look per hobby coltivi micosi vaginali io voglio essere il tuo canesten.>>

 Qui davanti corte Bacari puoi prendere una via a sinistra in leggera salita e trovarti nella zona bar2, affianco alla zona spettacoli 4, qui puoi farti una birrozza ed ammirare tutta la vallata sottostante.
Qui si sono esibiti i Contrada Lorì, folk veronese. Ogni volta che attaccano con pezzi come mi son de Avesa la gente va via di testa e tutti valzeggiano o simili.  
Il sound più particolare della due giorni di buskers l'ho sentito qua: Bayfallensemble blabla qualcosa. C'è un africano nero nero che suona le percussioni, un veneziano che suona la chitarra strano, un altro nero nero che suona una specie di Kora gigantesco, col manico lungo tipo un metro e mezzo e, come se non bastasse, c'è un tizio barbuto che si aggiunge a loro cantando strani versi africani, ogni tanto si accompagna con le maracas, ogni tanto col sax. A volte ci spruzza un paio di assoletti di flauto traverso. Le canzoni di sti tizi sono "vere", ti fanno pensare all'africa, sono ritmi ripetivi che salgono e crescono e crescono, poi accelerano, rallentano, ripartono, s'alzano e s'abbassano come il mare ma non smettono mai, sta roba è un trip grandioso, e il tizio cantante flautista eccettera è un idolo.

Se invece da Corte Bacari decidi di andare a destra c'è una discesa vertiginosa che ti porta alla fontana (altra zona concerti) ai lati della quale si stagliano campi di olivi e ciliegi. Questa è la zona più lounge della festa, ieri pomeriggio ci siamo accampati qua giù un'oretta, abbiamo offerto del vino ai Greta Narvik - so mica se è il nome del gruppo o della cantante  comunque ragazza giovane con una voce angelica. In questo punto l'acustica è pazzesca e anche se intorno ci saranno una cinquantina di persone siamo tutti in religioso silenzio. La ragazza canta proprio bene ma gli strumentisti sono un pò troppo mogi, quasi non si sentono. Prima di loro si è esibito un cantautore bel timbro graffiato ma anche lui un pò troppo mogio.
Se dalla fontana prendi la salita di fronte  ti trovi sul lato opposto del paese, qui ci sono dei pazzi seduti su una panca davanti casa di uno. Bonghi, congas, gente che batte per terra, sui muri, casino vario, ritmo tribale e un manico di pazzi che grida frittellooooooooooo-zzi! frittelllooooooooo-zzi! sti pazzi hanno un ape car trasformata in forno portatile, preparano vagonate di frittelle da farcire con nutella o marmellata di ciliegie metri5, inoltre fanno il caffè, offrono vino a tutti, continuano a portare fuori crostate bio integrali e non chiedono soldi a nessuno. E' a offerta libera. Che ceffi!



Superato l'angolo dei frittellozzi si scende verso il paese passando davanti un'altra zona esibizioni: qui abbiamo ascoltato africani tribal bongo jungle e un gruppo di 15 butei camicia nera cravatta rossa che battevano questi barili blu giganti da tipo trenta litri, sai i barilozzi di plasticone blu col coperchio nero? Ecco, quelli, ce li avevano legati  addosso e facevano stra casino. Si chiamano Psycodrummers.
Beh, andando giù per questa via si torna all'inizio della piazza dove abbiamo potuto ammirare un pazzo mangia fuoco, un pazzo che ballava e faceva cose strane appeso a una corda, e una coppia di pazzi giocolieri infuocati danzerecci che si tiravano palle di fuoco in faccia(gli Efestofanti).
Dalla mappa sembrerebbe che da qualche parte dopo i bagni sulla destra si possa raggiungere l'ultima zona esibizioni, ma l'unica volta che abbiamo provato ad andarci ci siamo persi e abbiamo camminato quaranta minuti nel nulla.




S'è fatta domenica sera- ma come? Di già? - andiamo davanti la chiesa a sentire the last concert: O'Ciucciariello. C'è poca gente. Aprono con un pezzo loro, poi Mambo italiano ska version, Poi iniziano a cantare in spagnolo, si riempie di gente -no, non è che ci sia tanta gente, ci saranno settanta persone, ma ce ne sono cinquanta che saltano e ballano e, quello è un mago che cavalca uno struzzo rosa alto tre metri?- tra l'altro questi hanno un trombettista e non contenti il cantante che si mette un foglio di carta tra bocca e microfono e fa finta di essere una tromba. Grandi. - eh, mi spiace, non posso caricare il video perchè è troppo grande. Lo struzzo meritava.





in ogni caso, frittellooooooooooooooooooo - zzi!

3 commenti:

  1. Mi sono innamorato io che ho visto solo la foto. Bill, perché non sei andato a parlarle, Bill?

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  2. Non parlo con le fiche che non conosco. Ho bisogno di un pretesto, di una scusa per iniziare la conversazione, dell'amico spavaldo che m'inserisca. Lo step iniziale è insormontabile. Non ce la faccio. Divento rosso, sudo come una bestia e balbetto.

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  3. "Suoni benissimo questo tamburo (quello che è), ma come te la cavi con il flauto di pelle?"

    Ma capisco la situazione.

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