giovedì 7 gennaio 2016

Me l ha detto David T.



-Scusa.

Oddio si è girata sul serio. Silenzio imbarazzato.

-Ehm niente, scusami è che ti trovo molto bella ma non ho un vero e proprio piano. Ho solo pensato “che bella”, devo parlarci. Ma di solito non faccio così. Diciamo che è la prima volta che fermo una ragazza per strada, così. E… e niente, non so cosa devo dire.

Altro silenzio imbarazzato

-Vabbè se un giorno il ragazzo dei tuoi sogni ti fermasse per strada cosa dovrebbe dirti? Dove vorresti che ti portasse?


-Dai, non hai mai sognato che un ragazzo ti fermasse così, per strada, come nei film francesi e poi ti portasse in qualche bel posto?


- Dai lascia stare allora prendo io l’iniziativa. Andiamo al mare.


-Si, guardiamo il tramonto sulla spiaggia, ceniamo in un bel ristorantino poi se ti va prendo una camera in un hotel. Due letti separati eh.


-No, non è che non voglio neanche fare sesso, era giusto per dire che, volendo, si può fare a meno, per oggi. Ma forse cambierò idea. Forse l'ho già cambiata.


-Dai, e prenditi un giorno di ferie!


-Ok allora facciamo così: spiaggia, tramonto, cena e poi ti riporto a casa. Mezzanotte e mezza sei a casa, giuro.


-Ho capito ma non puoi continuare a dirmi di no, non vedi che mi fai soffrire? … dove stai andando di bello?


-Posso accompagnarti là? Dai almeno passeggiamo insieme e chiacchieriamo un po’.


-Finalmente una soddisfazione. Non ti farò le solite domande che cos’ hai studiato, che fai nella vita blablabla. Dimmi qual è la tua canzone preferita.


…..     …..     ….     ….     ….



-Ah, abita qua? Ok, beh è stato bello, sono felice di averti conosciuta. Ti va di lasciarmi il tuo numero?


-Perché?


-Preferisci così eh? Nel senso che se ti do il mio almeno puoi cancellarlo appena giro l’angolo, invece se mi dai il tuo poi ti tocca farti un numero nuovo?


-Ma va, ok dai, mi fido, 348*******. Grazie della chiacchierata, spero di risentirti,





Poi lui si gira ed inizia a camminare lentamente, fa tre passi e si volta verso di lei, che ha appena suonato il campanello. Lui cammina e la guarda, anche lei si gira, sorride,  e lui sorride come un coglione, sempre camminando voltato verso di lei finchè non sente una fitta oscena alle palle e scopre  di aver  colpito uno di quei paletti d’acciaio che mettono in fila sui marciapiedi  per evitare che le auto impazzite rischino di finire appunto sul marciapiede ed investire qualche pedone. Se il paletto fosse stato quindici centimetri più alto l’avrebbe colpito col pube senza fare grossi danni, se fosse stato quindici centimetri più basso forse sarebbe riuscito a passarci sopra senza colpirlo. Invece il paletto è lungo il giusto. Il giusto nel senso che in pratica lui allunga la gamba sinistra e pochissimo prima di appoggiare a terra il piede sente sto palo di ferro piantato sotto allo scroto e per una frazione di secondo il povero stronzo resta praticamente impalato, piede destro a terra, paletto conficcato nello scroto, piede sinistro sospeso in aria.
Il piede sinistro cerca il terreno ma non lo trova e il povero stronzo perde l’equilibrio e cade in avanti sbattendo la faccia sull’asfalto, come se non bastasse fa anche una sottospecie di capriola e resta sdraiato a terra con un dolore sordo ed esplosivo che si sta espandendo per tutto il basso ventre.  Lei ha visto tutto e sta ridendo come una matta.
Lui no. Si gira in direzione della ragazza e dice “Ti prego, fa finta che non sia successo”

Ancora non lo sa, ma questa è l’unica e l’ultima volta che la vedrà.
... Dai, era solo una mora con un bel sorriso...

Era solo una mora con un bel sorriso ma lui proprio non riesce a non piangere.

Piange, alza il volume e grida più forte che può.








1 commento:

  1. azz.... che jella
    pochi cm più a lato e gli si sarebbe infilato nello sfintere anale con suo ampio godimento

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