martedì 29 dicembre 2015

best of books 2015

Ho visto che James Ford fa gli Award e allora li faccio anch’io. Questi sono, in ordine, i migliori libri che ho letto quest’anno, e posso dire, in tutt’onestà, che avendo da poco controllato la lista dei libri letti negli ultimi anni,  quest’anno ho scelto bene, e mi sono fatto un sacco di bella roba.


10) L’opera struggente di un formidabile genio – Dave Eggers
La storia lascia un po’ a desiderare ma Eggers scrive proprio bene, il romanzo è una specie di flusso di pensieri quindi ti capita di passare da Eggers che ti racconta una storia, a lui che dialoga con uno dei personaggi della storia, a lui che dialoga con sé stesso su come e perché abbia inserito determinati personaggi o scene nel racconto stesso. In pratica lui si sposta continuamente da dentro a fuori il romanzo, a tratti lo vive come protagonista, a tratti ne parla da esterno -spesso con altri personaggi del romanzo che, in quei momenti, non fungono da personaggi bensì da personalità alternative nella mente dello scrittore- ma fa tutto con grande stile, senza annoiare.
Lo consiglio se vuoi qualcosa di molto strano. Libro buono, scrittura magnifica


9) Burned children of america
Antologia di racconti di autori americani anni’90: Storie forti, rabbiose, spesso ambientate in futuri osceni e alienanti, personaggi mutilati e perversi, racconti brevi che ti arrivano dritto nello stomaco. I giorni del cane di Judy Budnitz e Odontofilia di Julia Slavin Sono qualcosa di follemente meraviglioso. Lettere di Steven, un cane, ad alcuni capitani d’industria è una cazzata ma mi ha sdraiato e mi fatto scoprire Eggers.
Lo consiglio se ti piacciono le cose estreme.


8)La vita agra – Luciano Bianciardi
Un po’ diario, un po’ cronaca giornalistica, un po’ romanzo, un po’ autobiografia, Bianciardi parla di tutta la vita, ha un’ironia bellissima e mi ha stupito perché ho iniziato a leggerlo senza troppa convinzione e invece mi son detto”oh, ‘sto qua scrive molto molto bene e tiene su la storia alla grande, non c’è una pagina che mi abbia annoiato”.
Lo consiglio a tutti


7)Racconti matematici
Giovani, qua dentro ci sono delle cose incredibili, è una raccolta divisa in tre categorie: numeri, spazi e ritratti.
I ritratti sono quelli che mi sono piaciuti meno, con Eco che chiacchiera con pitagora, e gli altri che raccontano di tizi morti o giocano col passato modificandolo.
Spazi è fico, gli autori di queste storie giocano coi le sequenze la matematica e  la geometria.
Numeri è il top: c’è Asimov con un racconto su un futuro dove l’uomo non sa più calcolare perché tanto ci sono le calcolatrici, Calvino con Quanto scommettiamo che si tira un trip incredibile su due esseri eterni che giocano d’azzardo dalla notte dei tempi, la Trama celeste di Casares parla di viaggi nel tempo e mondi paralleli,  Huxley ti spiega la storia di Eupompo, un pittore che voleva dipingere in numeri, o i numeri, leggitelo.  E Poi Borges che ti racconta la storia di Herbert Quain in modo talmente grandioso che tuttora non si sa se Quain sia veramente esistito.
Racconti matematici ha veramente un sacco di roba dentro. Straconsigliato.


6) La scopa del sistema – D.F. Wallace
Ho amato questo libro perché mi ha riportato nel clima di Infinite jest ma senza tutte quelle cazzo di note, Wallace scrive farcito, si dilunga analizza e descrive tutto, crea mondi situazioni storie ma penso che sia molto particolare, tanti potrebbero odiarlo. Questo libro è folle, assurdo, incredibile. Non lo consiglio


5)Il nuovo modo - Ritorno al nuovo mondo – Aldous Huxley
Romanzo ambientato in un futuro distopico dove l’umanità vive per la produttività, tutti vengono concepiti in provetta e condizionati fin dall’infanzia. Però quando sei triste prendi il Soma e vai in bomba dura per qualche ora o giorno, e il soma è legale. Comunque non puoi essere triste, perché ti hanno condizionato a non esserlo. Il soma si prende comunque. A scopo ricreativo. Ah, e tutti scopano con tutti quelli appartenenti alla loro classe sociale, perché non bisogna essere egoisti, l’amore è bello, Huxley è un grande. Dopo il romanzo c’è l’analisi di Huxley, scritta quasi trent’anni dopo, e niente, Huxley arriva alla conclusione che molte delle sue previsioni peggiori si sono già avverate e analizza vari temi da lui lanciati come ad esempio il condizionamento delle persone. Straconsigliato.


4)Il maestro e margherita – Bulgakov
E’ grande. La storia è bellissima e ha uno dei migliori inizi di sempre, e siccome è uno dei migliori inizi di sempre non spoilero niente. Straconsigliato




3)Sostiene Pereira – Antonio Tabucchi
La storia di questo romanzo non è niente di trascendentale ma Pereira, gente, Pereira è il numero uno. Ci si affeziona subito a lui, a tratti lo si disprezza poi lo si rispetta, si ride di lui poi si ride con lui, - ho imparato qualche giorno fa che significa idiosincratico e Pereira prova una totale idiosincrasia, non c’è definizione migliore, per le azioni che lui stesso compie. Si trova sempre in situazioni in cui non vorrebbe essere ma in realtà lui non ci può fare niente, lui pensa in un modo ed agisce in un altro, beh, lascia che ti dica una cosa, Pereira è il personaggio dell’anno.
Straconsigliato a chiunque, questo è uno di quei libri che non può non piacere.


2)Tokyo Blues – Haruki Murakami
A volte coi libri capita di sognare, capita di essere talmente immersi nel flusso di parole che non ci si accorge nemmeno di leggere, ti sembra di essere lì che guardi la storia, la vedi, visualizzi posti cose e persone e esistono soltanto nella tua testa, soltanto in quel momento, ed è come se la storia te la stesse raccontando una voce fuori campo, hai presente? Questa cosa meravigliosa mi succede con certi libri per qualche secondo o al massimo per qualche minuto. Tokyo blues invece è uno di quei pochi romanzi che mi ha mandato in black out totale, da pagina sessanta mi sembra di non aver più letto niente, l’ho sognato fino in fondo, Murakami ha creato un atmosfera stupenda.
Caldamente Consigliato agli adolescenti, agli emotivi, agli omosessuali e tutti quelli che si sentono particolarmente sensibili.


1)Trilogia della citta di K – Agota Kristof
Questo è un libro straordinario, ma pieno di dolore, Agota Kristof è rancorosa, e riversa tutta la sua cattiveria in queste pagine.
sono tre racconti separati, il primo è qualcosa di inarrivabile, minimalismo estremo, capitoli lunghi una o due pagine, zero considerazioni o pensieri, solo fatti, nudi e crudi che si susseguono e ti prendono per la gola. Le altre due parti sono scritte in modo un po’ più “normale”, grande grande libro. E la prima parte è una delle cose più belle che ho letto nella mia vita. Consigliato ai forti di stomaco.




Miglior protagonista: Pereira (Sostiene Pereira)

Miglior non protagonista: Midori  (Tokyo Blues)

Miglior racconto breve: Esame dell’opera di Herbert Quain – Jose luis Borges

Idea più folle: Odontofilia – Julia Slavin

Scrittore/scrittrice dell’anno:  Agota Kristof



domenica 27 dicembre 2015

Per fortuna leggo

C'avevo niente da fare quindi mi sono scritto i libri che sono molto felice di aver letto in questi ultimi anni (in grassetto quelli che mi hanno lasciato di più o che mi hanno migliorato come persona o che ho semplicemente amato molto)


Nel 2011:

Cent’anni di solitudine – GM.Marques
Bastogne: E.Brizzi
Paura e disgusto a Las Vegas – Hunter s Thompson
Siddartha – H.Hesse
I dolori del giovane Werther - Goethe
Poesie d’amore – H.Hesse
City Light Pocket Poets Anthology –  Beat generation ma non solo, poeti da tutto il mondo, anni 60






2012:

Ubik – Pk Dick
Il capitano è fuori a pranzo – Charles Bukowski
In un milione di piccoli pezzi – James Frey
Eddy-baby ti amo – E.Limonov
Mattatoio 5- Vonnegut
Poesia degli ultimi americani – Beat generation’s guys
Jukebox all’idrogeno – A.Ginsberg




2013

Flash: Katmandu il grande viaggio  - C.Duchassois
Pian della tortilla - Steinbeck
Mr. Nice – Mark Howards
Infinite Jest – DfWallace
Le tre stimmate di palmer Eldricth – PK Dick
Ghiaccio nove – K. Vonnegut
Tutti i racconti – PK Dick




2014

Il flauto di vertebre – Majakovskij
La colazione dei campioni ovvero addio triste lunedì – Kurt Vonnegut
Romanzo con cocaina – M. Ageev
Autobiografia precoce – Evtusenko
Dio la benedica Mr. Rosewater – K.Vonnegut
Castelli di Rabbia – Baricco
La fattoria degli animali – G.Orwell


mercoledì 23 dicembre 2015

Sfere

Vedi, carissimo, il problema è che io non voglio più parlare di cose. Cose nel senso di oggetti, fatti , persone, insomma tutto ciò che è.
Cerco di spiegarti meglio, le tette della mary sono tanta roba, nessuno sta cercando di dire il contrario, ma le tette della mary non possono essere un argomento di conversazione, o perlomeno non possono esserlo per più di dieci secondi, perché appunto sono una “cosa”. Le tette della Mary sono lì e basta, non sono interpretabili, non puoi dargli alcun significato.
Le tette della mary come la macchina di Loris, la serata al pub venerdì scorso e la partita del milan sono tutte “cose”, sono fatte, finite, evidenti e per niente interessanti.
Io, da oggi, voglio parlare solo di arte. Voglio parlare di musica e di canzoni, voglio spiegarti cosa mi trasmette quel pezzo dei subsonica, voglio farti capire perché certi musicisti non hanno bisogno di cantare perché riescono a dire tutto, ma veramente tutto, semplicemente suonando il loro strumento.
Dimmi cosa ti hanno lasciato quei personaggi di Wes Anderson o gli sketch più folli di Abc’s of Death2.
-Non vorrai mica sul serio parlare di arte tutto il giorno, eh?-  Ma eh cosa?? Chi è che vuole parlare tutto il giorno?? Si può parlare per due massimo tre ore al giorno, di più non riesco, è già abbastanza difficile così.
Gli unici argomenti di conversazione interessanti hanno a che fare con l’interpretazione, col modo in cui il tuo organismo assorbe e tenta di tradurre una determinata immagine, parola o suono.
Le persone sono tanto interessanti quanto sono interessate. Il fatto che lei l’altro giorno abbia detto “Questa è dei fratelli Pomodoro: mi fanno impazzire” ha fatto scattare la scintilla. Lei , quella frase, non l’ ha nemmeno detta a me. E non ha aggiunto “Dovresti cercarteli” o “Prova a guardare qualche loro opera”.
L’ho fatto di mio. Perché sono curioso. Perché sono interessato. E le sfere di Arnaldo Pomodoro sono fiche.
E sai perché le sfere di pomodoro sono fiche? Perché se ora ne mostro una a te, a tony e agli altri due, in quattro non riuscireste a trovare niente da dire su quelle cazzo di palle. E sai perché?  Perché quelle palle non sono una “cosa”, quelle sfere sono quello che tu vuoi che siano, non hanno uno scopo o un motivo, non servono, come le tette della mary, ad allattare poppanti o ad eccitare idioti, quelle sfere dorate sono pura interpretazione, sono sensazioni, sono quello che trasmettono, sono cazzuta arte.
Io potrei parlare di quelle sfere da solo, per mezzora, senza annoiarmi e probabilmente imparerei anche qualcosa.
Se per voi quattro, le sfere sono delle palle, come quelle da calcio, ma più grandi più dure e più dorate, per me invece sono il motivo per cui non voglio più parlare di “cose” e, carissimo, ti dirò una grande verità, le tette della mary non le guardo neanche più perché le tette della mary sono uno sfizioso filetto di puledro scottato alla piastra servito su un letto di cenere bagnata e coperto da una spolverata di sorridente ignorante scontata merda secca.


Grossa palla dorata



Questi tizi li ho scoperti oggi. E devo ammettere di averli apprezzati, anche se solitamente detesto tutto ciò che suona "elettronico".
Metto questa canzone perchè il video è bello. I costumi, le immagini e soprattutto la scenografia mi hanno molto colpito.





martedì 22 dicembre 2015

Music time

Quando ho scoperto che Hurt non è un pezzo di Jhonny Cash ma è una cover ci sono rimasto di sasso, la canzone è troppo sua, lui la rende sua, la interpreta la riempie,se la cuce addosso, e cazzo, vederlo lì a settant’anni che sembra faccia fatica a parlare e inizia “oggi mi sono fatto del male per vedere se riesco ancora a sentire qualcosa” SBANG ti ha già crepato il cuore e, come se non bastasse  “Mi sono concentrato sul dolore, l’unica cosa vera”. E poi il ritornello “cosa sono diventato, mio più caro amico? Tutti quelli che ho conosciuto se ne sono andati via. Puoi averlo tutto, il mio impero d’immondizia. Io ti deluderò. Io ti faro del male”. Poi la seconda strofa si chiude con “You are someone else, I am still right here” che mi ha di nuovo fatto pensare a Johnny vecchio, che ascolta la versione originale e piange pensando a tutte le persone che ha visto morire.  Mamma mia, una gran gran cover veramente incredibile. E pensa a come stava Trent dei Nine Inch Nails quando ha scritto la canzone nel lontano facciamo millenovecentonovantatre. L’ha scritta che non aveva nemmeno trent’anni. Assurdo. La versione originale è anche molto più inquietante di quella di Cash,  per tre quarti del brano c’è un rumore di fondo che non saprei come descrivere e che sicuramente ha come unico scopo quello di farti sentire male.


Ora dovrei mettere il video della versione di Cash o di quella dei NIN?

Fanculo la coerenza, Vado di Afterhours? No dai, rispolvero un pezzo che mi faceva impazzire ma che non ascolto dalle superiori:



Don't want to live in your misery
I don't live - I inhale

sabato 19 dicembre 2015

Amore & Puttane

Cammina lento tra la folla, la marijuana gli annebbia e riduce il campo visivo, il suo cervello sta lottando strenuamente contro il thc e sta pensando che, a parte i ragazzini che gridano risate poco dietro di lui, il resto delle persone lì intorno ha un aspetto di merda, sono tutti stronzi, sono brutti, hanno facce avide e cattive, ed evidentemente sono lì per scaricare la loro frustrazione dentro qualche bella ragazza.
 Poi compare lei.
Dietro la sua porta/vetrina, sotto quei neon disgustosamente rossi, c’è lei, bellissima.
Lei che lo guarda negli occhi, incrocia le mani in segno di preghiera e le sue labbra, di un rosso passionale, che niente ha a che vedere con quello del neon lì sopra, si muovono a formare le parole “please come in”.
A lui servono almeno venti secondi per realizzare, lei se ne sta lì con le mani incrociate, lui si guarda alle spalle, non è impazzito, sta veramente parlando con lui, lì intorno solo brutte facce, solo porci maiali merdosi, la situazione è chiara, la ragazza più bella del mondo sta dicendo “Entra tu, ti prego, vieni a farmi compagnia, non lasciare che quei vecchi maiali entrino e mi sporchino con quelle grosse mani, ti prego, non lasciare che mi sbavino addosso e mi attacchino il loro schifoso odore, li ho già visti, so come succederà, e non voglio che succeda, ti prego, entra tu”.  E lui guarda i suoi due amici, poi la ragazza in vetrina, poi di nuovo loro, poi di nuovo lei, che se ne sta lì immobile a fissarlo con quei grandi occhi nocciola e dice di nuovo “please”. Lo dice davvero.
Lui di nuovo guarda gli amici, guarda la gente attorno, nota un bastardo pelato denti marci che sta guardando verso la sua vetrina, -vuole farsela, è chiaro, ora quel bastardo entrerà, so cosa succederà, so come succederà.

non voglio che succeda-.
Allora Diego prende coraggio e avanza verso la porta e verso la ragazza più bella del mondo, lei fa un sorriso mieloso, dolcissimo, e lui finalmente è convinto, è deciso, sta facendo la cosa giusta, la ragazza apre, Diego entra e appena si è richiuso la porta alle spalle la ragazza più bella del mondo gli dice “Grazie di essere entrato, cosa vuoi fare?” e allora lui, molto imbarazzato, le spiega “Scusa, ma qui ho solo quindici euro, sono entrato perché tu me l’hai chiesto, ma non vorrei fare niente, vorrei solo parlare, se ti va”.
Fuori Danny e Luca si accendono una sigaretta”Secondo me alla fine se la scopa, figurati se ci parla e basta, hai visto che figa incredibile?”
“Si, e pensa che Diego era l’unico che non voleva neanche venirci, nel red light”
“Infatti” biascica Danny tirando dalla sigaretta “fa tanto il santarellino moralista e poi s’infioppa la prima troia che vede”
“Dai non era mica la prima, e di sicuro è la più figa che abbiamo visto finora”

Luca sorride ed espira il fumo della sua chesterfield, la porta si apre, Diego esce a testa bassa, gli altri due scoppiano a ridere “Già fuori, non ti piace più?”, mentre il pelato coi denti marci cammina spedito verso la porta illuminata di quel rosso disgustoso.




venerdì 11 dicembre 2015

Tuo cugino

Ogni volta che qualcuno esprime un giudizio o una preferenza per qualcosa, tu gli devi chiedere “rispetto a Cosa?”

Esempio A:
-          What we do in the shadows è un bel film.
-          Bello rispetto a cosa, Bill?
-          Rispetto alle dozzine di americanate di merda che ho visto in tutti questi anni, direi che vedo un film che mi soddisfa come WWDITS ogni 20 che guardo.

Esempio B:
-          Ah, all’antica trattoria? Si mangia bene e spendi giusto
-          Scusa, Matteo, ma si mangia bene rispetto a cosa?
-           Cosa vuol dire?
-           Dici che è buono in confronto a? Si spende giusto rispetto a?
-           A quello che mangi
-          Senti Matteo, io non ci vado, vado dai cinesi che Bill mi ha detto che si mangia bene.


Regola fondamentale dell’umanità: Più uno è convinto di quello che dice, più è di parte, ed è interessato alla cosa che dice, è concentrato lì,  e non sa un cazzo delle mille altre cose.
Matteo ti dice di andare all’antica trattoria perché è a 3 km da casa sua e lui è pigro e va sempre a mangiare lì e non è mai andato all’agriturismo in fondo al paese e nemmeno nell’altro ristorante dove fanno il pesce buono perché tanto finchè all’antica trattoria non lo avvelenano lui sta bene lì, il fatto è che sta talmente bene che si è convinto che dai cinesi si mangi di merda. Non è che lo pensa, ne è proprio convinto, anche se lui, al cinese, non c’è mai stato. In questo caso lui è di parte perchè anche se non è mai entrato nel ristorante cinese,  lui, cazzo, lo sa, che il pesce non è fresco e il cibo fa schifo, gliel’avrà detto suo cugino, che dai cinesi c’è stato una volta sola per far contenta la morosa visto che a lui neanche piace il pesce. 

Morte ai Mattei, morte ai cuggini



Scelta musicale obbligata:


martedì 8 dicembre 2015

Film dell'anno

Ho fatto abitudine alla tua incomprensione. Ho sempre desiderato che qualcuno mi comprendesse, ma forse bisogna cercar di vivere così, senza che nessuno ti capisca. Forse è peccato desiderare d’essere compresi.
Il re della pioggia - Saul Bellow


The ABC’s of Death è un film del 2012 ed è anche il Miglior film che ho visto nel 2015, anzi, non è un film, è un insieme di cortometraggi, 26 come le lettere dell’alfabeto, girati da registi di 26 nazionalità diverse. Alcuni corti sono proprio brutti, altri incredibili, horror, splatter, roba d’animazione, roba coi burattini tipo Tim Burton old style, ironia, dramma, schifo e tante tante tante provocazioni come piacciono a me.
Di base sono sull’horror e, ovviamente, il tema ricorrente è la morte.
Non potete immaginare la mia sorpresa quando, qualche istante fa, cercando informazioni sul film, ho scoperto che quello che ho visto è The ABCs of death 2, del 2014.
Vado a procurarmi il primo.

Comunque non avere troppe aspettative, i corti brutti sono più di quelli belli, ma quelli veramente inguardabili sono solo due o tre, la maggior parte degli effetti speciali fanno schifo, ma i corti belli sono proprio belli, quindi vale la pena guardarlo tutto.
Penso tu lo possa vedere, scena per scena, su Youtube. E non fare la testa di cazzo, guardalo in ordine. E' il mio regalo di natale.
Intanto, a mo' di spot, gustati il quinto corto: E for Equilibrium


giovedì 3 dicembre 2015

Bartolomeo


- Io non vedo un unico modo di fare le cose, io voglio fare le cose in modo unico.
- Eh?
- Non riuscirei a scopare una che non ha letto Voltaire.
-Bartolomeo, tu non stai parlando seriamente
- In questo momento la penso così
- Te lo dico di nuovo: Tu non stai parlando seriamente
- Non dico Voltaire per dire Voltaire, intendo chiunque avesse qualcosa da dire
- Le tette. I culi. Non Voltaire
- Capisco, ma se ad un certo punto quel culo parla e, non avendo letto “Voltaire o chiunque come lui”, non sa quello che dice, io m’infastidisco e non ho più voglia di scoparlo.
- I pompini
- Eh, cazzo, i pompini
- Vuoi un pompino da una X factor, tacco dodici, unghie rifatte, mtv, mc donalds radio studio+, borsetta griffata [inserire altri stereotipi] o vuoi aspettare Cenerentola che impenna sulla zucca leggendo Kant? Scusa, Voltaire?
- Ho detto una stronzata, mi do un pugno da solo.


Sta tutto nel distinguere ciò che è frivolo da ciò che non lo è, il sesso occasionale dalla storia d’amore.
Ma nel cervello di Bartolomeo sembra che il concetto di sesso occasionale non esista.

Per Bartolomeo è tutto dannatamente serio.

martedì 1 dicembre 2015

Frank

Ogni macchinario ha un suo rumore, alcuni non fanno nemmeno tanto casino, però messi tutti insieme creano un insopportabile rumore di fondo, ci sono fischi e sbuffi e nastri che girano, ogni tanto un cigolio e il forno che si lamenta, qualche volta un allarme in lontananza, arriva Franco, magro, abbronzato, cinquantenne, trascinando a fatica un bancale più alto di lui, e si piazza al suo solito posto.
Tutti abbiamo addosso la divisa bianca e la cuffia bianca infilata sulla testa, noi due, avendo a che fare col vetro, abbiamo anche i grembiuli protettivi e gli occhialoni di plastica.
Frank mi dice qualcosa che non riesco a capire perché stavo canticchiando Don’t stop me now dei Queen
“EH?”
“Ma hai visto la contessa? Cazzo, lavora più di me e te messi insieme”
“Si Frank, “ gli rispondo mentre spacco e ripiego una scatola di cartone, una delle tante “finalmente una che lavora”
“Macchè finalmente una che lavora, questa qua mi ruba il posto. L’anno prossimo chiameranno lei al posto mio che son vecchio e son da butttare via, guardala, guardala, come corre”
La contessa sarebbe la signora nuova che hanno messo a lavorare con noi, in realtà non è veramente nuova, l’hanno spostata da un altro reparto al posto del Luca comunque non so se lo faccia per far bella figura o se è così di suo, ma in effetti lavora come una pazza, fa quello che deve fare senza lamentarsi e in più da una mano a tutti quelli che ha intorno, appena ha un attimo libero prende la scopa e spazza per terra, sistema tutto.
“Dai, meglio per te, alla fine non sei più un ragazzino, con questa almeno ti puoi riposare un po’.” Sorrido
“Macchè, questa bisogna farla fuori, bisogna eliminarla”
“Haha, dai Frank va a cagare, mettiti a caricare invece di dir stronzate”
“Macchè stronzate, stasera guardo che macchina ha, domani la aspetto qua fuori dalla fabbrica accucciato dietro la sua macchina con un passamontagna nero in faccia e le spacco una gamba a sprangate.”
Lo guardo con aria spazientita mentre apro l’ennesima scatola “Sei fortunato che ho gli occhiali e non riesco neanche a sentire le stronzate che dici”.
Frank se la ride
Non so perché sta cosa degli occhiali, in qualche modo bisogno pur far passare il tempo
..Riprendiamo a lavorare burning through the skaaaaaiiiieeeee, two hundrer degrees just call me mister farenhhhAAAAAAAit,  travelin at the speed of lAAAAAAAAAAiitt Franco dice qualcosa che non riesco a sentire, tra tutti sti rumori e le canzoni che mi si canticchiano da sole nella testa non riesco mai a sentire niente “Cos’ hai detto?”
“E togliti quei cazzo di occhiali, che non senti mai niente!”
“Haha, dai pirla, cos’hai detto?”
Frank ride appoggiato al macchinario.
I minuti passano, continuiamo ad aprire scatole, caricare scatole, rompere scatole, chiacchierando a proposito di film
“E Kung fusion l’hai visto?” mi chiede franco
“E’ uno schifo”
“Ma dai”
“No, veramente, una merda”
Franco si allontana di qualche passo per prendere uno scatolone di zucchero “dgh&%B£$%&riti” Cazzo, oh, non sento niente, se il mio interlocutore è a più di de metri da me non capisco un cazzo.
Lascio cadere a terra il cartone, porto le mani sugli occhiali e , avvicinandomi a Frank, li alzo sulla fronte, “Eh?” gli dico strizzando gli occhi, come se non lo vedessi bene
“Ho detto che è uno dei miei film preferiti, è stupidissimo”
“Vabbè non è proprio na merda dai, non è come Shaolin soccer per esempio, però non si può neanche dire che sia bello”
“Ma dai, e la signora che fuma mille cicche? E le voci? Che voci hanno i personaggi?”
“Ma si, ok, è carino, ma ,cazzo, è una minchiata, non può essere uno dei tuoi film preferiti”
“E invece si, mi piace tantissimo, mi fa pisciare addosso..”
Fisso Frank, “io non voglio più starti a sentire, perché tanto dici solo vaccate” metto i palmi delle mani davanti alla faccia e comincio a sbatterle sugli occhi, più propriamente sulle lenti degli occhiali, gridando “BAABABABABABABABABABABABABA”
“Odio quelli che fanno così”
“Dai frank, questa faceva ridere.”
“Si, era bella”


Considerazione finale: Mi piace Franco, ha cinquantadue anni ma mi ha fatto capire che se vuoi non invecchi mai. Perdi i capelli, quello si. Ma continui ad aver il cervello da cretino e la voglia di sparare cazzate e fare finta che la vita sia leggera e frizzante e vaporosa.

Un pezzo da Frank: