lunedì 30 novembre 2015

Travis

.. e sto marcione pieno di dermatiti e malattie varie mi fa “la vuoi, sennò la butto via” porgendomi una bottiglia d’acqua, io gli dico “no grazie” ma quello che vorrei dire è “Ma secondo te, porcaccialamadonna, bevo a canna da una bottiglia dove hai bevuto tu che non so neanche chi cazzo sei ma so solo che sei malato e pieno di macchie rosse e sfoghi su tutto il corpo? Dai, cazzo, non bacio neanche mia moglie.”
Una striscia di fumo azzurrognola sale vorticando verso il lampadario Ikea in plexiglass arancione, Travis mi guarda con occhietti piccoli e arrossati, affondati in un cranio ossuto e lombrosianamente stupido, mi fissa come se dovessi dire qualcosa. Dico “Sei sposato?”
“Si ho anche un figlio, è tremendo, non riusciamo a togliergli il ciuccio.”
Prima il suo lavoro, poi il dentista, poi le idee salviniane sul medio oriente, ora il ciuccio. 
Non conosco bene Travis, l’ho visto un bel tot di volte ma sempre al volo, sempre un saluto-prendo la ganja e via, comunque non mi ha fatto una buona impressione, è uno che gonfia tutto ciò che dice, sai quelli che “son più figo io, quella volta là ho fatto un salto di 8 metri, ho preso un pesce grosso così eccetera eccetera”, da l’idea di essere uno che ha un immagine di sé totalmente distorta e, se vogliamo, adornata di vezzi e ghirigori, tipo un audi pluriaccessoriata quando invece è una fiat punto del 97 con la frizione rotta. In pratica il Travis che conoscono tutti è un cretino, il Travis che conosce Travis è un figo, lui recita, ma per sé stesso. Gli altri non credono a quello che lui dice, lui a volte lo capisce, altre volte no, ma non gli importa minimamente, quello che gli importa è recitare, ecco: Travis è uno che quando è a casa da solo si fa le seghe in un preservativo e poi lo getta nella pattumiera di modo che, una volta rincasato il suo coinquilino, possa raccontargli di aver avuto un focoso amplesso con una splendida ragazza, ed avere le prove per testimoniare l’accaduto.
In ogni caso, alla frase sul ciuccio non sono riuscito a rispondere in nessun modo, ho fissato il Jek usando lo sguardo-andiamo-fuori-dai-coglioni-subito e lui per fortuna l’ha colto al volo e così s’è alzato e gli fa “Beh travis grazie mille di tutto, noi ce ne andiamo, che abbiam giri da fare, bagoli grossi” e gli fa l’occhiolino, il Travis un po’ ci resta male “ma come?Non finite neanche lo sturo?”, lì intervengo io“No grazie mille siamo già in ritardo, siamo veramente di corsa”.
Mi metto il giubbotto ed esco dalla stanza, seguito dal Jek e Travis, davanti al portone ci salutiamo, finalmente siamo fuori, guardo il Jek e sospiro, finalmente siamo fuori, “Cazzo, non vengo mai più a comprare la ganja da lui, è insopportabile”
"Voleva solo far una ciaccola, è un pò pesante ma è sempre da solo, poveretto" mi dice il Jek con aria impietosita.
"Evidentemente ci sarà un motivo se è sempre da solo. L'ho imparato quella volta che ho invitato al mio compleanno il mio compagno di classe obeso"
"Di che cazzo stai parlando?"
"Haha, niente, non riceverò mai più regali di merda! Hahaha"
Il Jek ovviamente non capisce ma si limita a star zitto e ad accendere la radio, toh, ci sono i guns.
Da quel giorno non ho mai più visto Travis.

Liberarsi di lui fu come liberarsi di un obbligo che adempi quotidianamente e senza troppi problemi ma che, a ben pensarci, eviteresti volentieri. Io devo ancora passarci, ma immagino debba essere come quando tuo figlio impara a pulirsi il culo da solo.



giovedì 26 novembre 2015

Non ho grandi ambizioni

La cosa che in assoluto mi da più soddisfazione nella vita è mangiarmi le unghie.
Non propriamente l’atto del morsicare l’unghia in sé; la magia succede prima, nell’ instante in cui mi guardo un unghia e vedo che è abbastanza lunga per essere mangiata. In quell’istante, in quel microscopico attimo quando l’immagine dell’unghia viene trasmessa al cervello, il cervello realizza che la posso morsicare e mi parte una scossa blu nella testa.
Ci pensavo ieri. E’ più o meno come l’istante in cui vedi una donna che si sfila le mutandine, o un tossico in astinenza che vede la sua dose -Uno volendo può anche andar via di testa per le unghie, metti che vuole smangiarsele e quelle non sono ricresciute  Grossi problemi eh- Stavo per scrivere “una donna che si sfila le mutande”, ma mutande è squallido, per le femmine si usa sempre il diminutivo.
Chi l’ha deciso?
E’ stata una buona idea, comunque.
Oggi ho mangiato cinogiappo bevendo shot di sakè caldo in quelle micro tazzine bellissime, tra un boccone e l’altro. Ci sta. Non pensavo. Invece è utile, aiuta a digerire e, visto che sei all’alyoucaneat e spendi solo 10 euro e novanta (più il sake), hai bisogno di digerire in fretta per poterti ingozzare come un maiale bastardo.
Ho visto Le avventure acquatiche di Steve Zissou, mi è piaciuto, è sparaflashato, super colorato,  demenziale al punto giusto, senza sbroccare troppo, i dialoghi sono fortissimi, solo che i migliori sono quasi tutti nella prima parte del film.
Il regista è Wes Anderson, che ha fatto anche Grand Budapest Hotel(un altro gran bel film) e si vede, infatti anche lì colori super sgargianti, scenografia super curata, colonna sonora particolare.
Gli attori principali di “Le avventure acquatiche di Steve Zissou” sono Bill Murray che interpreta l’avventuriero Steve Zissou(non male ma niente di incredibile), Cate Blanchett è una giornalista incinta senza uomo, Owen Wilson fa sé stesso come in tutti i cazzo di film, c’è Morticia (si scrive così, giuro)della famiglia addams che fa la donna di Zissou e Willem Dafoe che fa l’imbecille e ci riesce molto bene.
La colonna sonora è composta principalmente da cover di pezzi di David Bowie cantate in portoghese da un marinaio nero che si accompagna solo con la sua chitarra. Scelta coraggiosa e grande, cazzo, grande.
Ci son un paio di scene grandiose.
Guardalo, merita.


Ps  Si, la recensione del film è solo un banale sotterfugio per tentare di distogliere la tua attenzione dalla faccenda delle unghie che, a rileggerla ora, non mi pare più interessante come che credevo, anzi sembra una cosa un po’ malata



Questo è proprio un bel disco.

lunedì 23 novembre 2015

Recensioni, film, registi

Recensioni:

Before the sunrise + Before the sunset
Oh mamma mia, la mia spiccata sensibilità ed il mio femmineo adolescenziale romanticismo mi hanno ovviamente portato ad adorare “Before the sunrise”.
La  trama sarebbe che un ragazzo americano incontra su un treno una ragazza francese, sono entrambi carini e interessanti, iniziano a chiacchierare, arrivano alla stazione di Vienna, lei sta tornando a Parigi, lui deve scendere lì perché l’indomani mattina deve prendere il volo che lo riporterà negli usa.
“Dai, per favore, scendi dal treno con me, devo passare una giornata intera a Vienna e non so proprio cosa fare, fammi compagnia, ci divertiremo, e domani te ne torni in francia.”
“Mi sembra una cosa da pazzi ma ok”.
I due si conoscono, ovviamente si baciano e poi non ti dico più niente.
Il regista, Richard Linklater (uno forte), dopo nove anni ha girato il sequel, e dopo altri nove il terzo film che conclude la trilogia (Before Midnight).
Il terzo devo ancora vederlo, il secondo l’ho appena finito e, beh non è al livello del primo ma siccome dura molto poco (70 minuti) e, sicuramente, finito il primo film vorrai saper come va a finire,  guardateli entrambi. Consiglio di guardare il primo quando li avrai già tutti e tre a disposizione.
Mi son piaciuti perché sembrano una via di mezzo tra una commediola francese e un film di Woody col giusto tocco d’ironia (a volte sia Woody sia i francesi ne mettono un po’ troppa) e senza troppe pretese intellettualistiche. Poi, beh, ovviamente ti devono piacere i film fermi basati esclusivamente sul dialogo.

Fero 3: la casa vuota
Ferro tre è difficile. I personaggi principali non dicono una parola per tutto il film, c’è solo un po’ di musica, rumori di fondo, qualche grido. Il regista è lo stesso di primavera, estate, autunno, inverno e ancora primavera,  se l’avete visto potete capire il genere. Io ho un rapporto strano coi film coreani.
 Ho visto qualcosa di giappo e loro sono malati, ho visto un paio di cinesate che non mi son piaciute per niente, ma i 4-5 film coreani che ho avuto il privilegio di guardare invece mi hanno sempre dato qualcosa, l’unico che mi è piaciuto veramente veramente tanto è Old Boy ma anche Lady vendetta dello stesso regista non è male.  Gli altri, dicevo, magari non mi hanno entusiasmato ma c’è sempre qualche immagine o qualche scena che mi resta dentro.
Tornando a kim-ki-duk, esattamente come primavera estate blabla anche ferro 3 non ha una super storia, non ci sono incredibili colpi di scena, ma ti prende, il protagonista non parla ma cazzo ti prende, come faccio a spiegartelo? ad esempio ad un certo punto ci sono delle inquadrature di lui che cammina in cerchio, e niente, c’è solo uno che cammina in cerchio, ma il modo in cui lo fa è magico. Ti vien da star lì a fissar sti piedi senza sapere perché, come se sti cazzo di piedi fossero una poesia o un quadro e nascondessero una qualche somma verità spacca culi.
Come ho già scritto tempo fa, non so fare le recensioni, so dare consigli. Guarda Ferro 3, vale la pena.

L’amore bugiardo – Gone girl
Continuerò la mia battaglia: i film non devono durare più di due ore, e le dueore e venti di Gone Girl sono un po’ troppo.
Il film è bello, è un crescendo continuo, un puzzle che si ricompone, l’unica altra vera critica oltre la durata è il fatto che, soprattutto nella parte iniziale, Ben Affleck pur dando l’idea di essere una persona in grado di ragionare bene(risolve degli indizi) in realtà fa un mucchio di stronzate.
Poi però la situazione migliora e, niente, il film merita, ha un paio di scene veramente grosse ma non mi va di spoilerarle.
Ah, il regista è David Fincher, un altro che ne sa.
NB: l’interpretazione che spacca è una quasi comparsa: Lola Kirke. E’ la ragazza del campeggio, guardala e fammi sapere.


"...Nick amava la ragazza che fingevo di essere: la strafiga.
La strafiga è sexy, divertente, si limita a sorridere
 e poi gli offre la bocca da scopare.
Se lui vuole lei sarà una sciacquetta che parla di football 
e mangia ali di pollo al fast food.
[...]
Per lui mi sono fatta la ceretta completa alla passera
Ho bevuto birra in lattina
guardando film di Adam Saldler
Ho mangiato pizza fredda rimanendo una trentotto.
Glielo succhiavo più o meno regolarmente..."






Ragionamento non richiesto:
Con la musica e coi libri ho una mia teoria: Ci sono grandi scrittori e grandi musicisti ma nessuno di loro è immenso. Le opere invece possono essere immense. Mi spiego meglio: Il vecchio e il mare è un libro incredibile e infatti, quel poco che ho letto di Hemingway oltre a quel racconto, è comunque roba valida, ma non così valida. Nello stesso modo in cui Salinger è forte, ma Il giovane Holden lo è di più.
Nella musica questo è ancora più evidente. Possiamo dire che Slash è un grande chitarrista? Si. Possiamo dire che ha scritto decine di canzoni di merda? Purtroppo si. Tolte tre o quattro tracce degli use your illusion, i guns n roses sono Appetite for destruction. Quel disco è un capolavoro, quel disco è immenso, i guns sarebbero potuti stare insieme altri 20 anni ma non avrebbero mai più scritto niente di simile, e dopo il periodo guns, slash ha suonato coi velvet underground e con un sacco d altra gente senza mai tornare alle vette raggiunte coi guns. Così come i Black sabbath hanno dato il loro meglio nei primi due dischi, e Clapton ha fatto trenta album ma tutti lo conoscono solo per i pezzi degli anni 70 e potrei andare avanti così per ore.
Mi sono spiegato? A volte l’artista riesce a creare qualcosa d’incredibile e, nella vita, non riuscirà mai più a toccare quelle vette.
Coi registi credo sia diverso, probabilmente è perché il cinema è una forma d’arte completamente differente, una canzone la scrivi in una settimana, una poesia in un giorno, la realizzazione d un film può richiedere anni.
Un’altra considerazione è che il 90% dei musicisti ha dato il meglio nei primi lavori; gli scrittori al contrario non danno mai il meglio subito ma, se e quando arrivano al top, difficilmente si ripetono.
I registi no. Per loro è più semplice.
La metto giù più easy che posso, sarò drastico.
La maggior parte degli scrittori che ho letto hanno scritto un solo grandissimo libro e la maggior parte dei gruppi che ho ascoltato hanno fatto un solo grandissimo disco. I registi che mi piacciono mi piacciono perché hanno fatto almeno due film bellissimi. Potresti facilmente obiettare che un bel disco dentro ha 10 canzoni belle quindi vale più di un film e probabilmente hai ragione, anche perché i miei fim preferiti li ho visti tipo 5 volte, i dischi preferiti li ho ascoltati boh, forse 50 volte, forse cento, forse di più. Ma torniamo al punto
Se ti piace il Giovane Holden ti piace il Giovane Holden, non Salinger, se ti piace Furore può essere che Pian della Tortilla non ti piaccia, e quindi che non ti piaccia Steinbeck ma
se ti piace Pulp Fiction al 90% ti piace Tarantino. Al 90% ti piacerà anche le Iene,
e se prendiamo d’esempio Fincher, ti è piaciuto Seven? Ti piacerà Fight club e ti piacerà Gone girl.

Lista personale di registi che ritengo validi perchè ho visto più di due film loro che mi son piaciuti:

David Fincher: Seven, fight club, ma dai, anche Gone girl timidamente sul gradino più basso del podio.

Richard Linklater:  School of rock, Before Sunrise, Waking life, A Scanner Darkly, Boyhood.
Sono film diversissimi tra loro ma di certo I dialoghi di Before sunrise/Before the sunset e I monologhi di Waking life hanno qualcosa in comune, così come la trilogia del Before che si sviluppa in 18 anni può e deve farti venire in mente Boyhood.

Darren Aronofsky: Eccessivo, folle, allucinato, tre aggettivi che descrivono bene i film di Aronofsky e i miei gusti letterario-cinematografici. E’ stato amore a prima vista: Pi greco - il teorema del delirio, Requiem for a dream, il Cigno nero

Quentin Tarantino: Le Iene, Pulp Fiction sono un gradino sopra a tutti gli altri, poi ognuno pensi quel che vuole.

Woody Allen: Potrei scriverne decine ma mi limito a Io e Annie (suo miglior film), Zelig (uno dei primi finti documentari), Vicky Christina Barcelona(miglior personaggio femminile), Il dittatore dello stato libero di Bananas, Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere, Basta che funzioni(miglior personaggio maschile)

I fratelli Wachowski: Nei loro film spacca ogni cosa, ma le storie sono assurde.. Matrix, V per vendetta, Cloud Atlas sono tre film nella mia “Top 10 movies of all times”.

I fratelli Cohen: anno girato molti film validi ma personalmente Il grande Lebowski e Fratello dove sei mi hanno lasciato qualcosa più degli altri.

Terry Gilliam: Semplicemente il mio preferito. Obbligatori Paura e delirio a Las Vegas, La leggenda del re pescatore, L’esercito delle dodici scimmie, Tideland – Il mondo capovolto.


Ce ne sono altri ma per oggi va bene così.

domenica 22 novembre 2015

Vuoti pieni di niente

Ieri, trascinato da un mix di noia e nostalgia ho riletto qualche mio vecchio post ed ho scoperto che tutti quelli che commentavano abitualmente il mio blog nel 2011 2012 non scrivono più su blogger. Praticamente tutti quelli che sono passati di qua, anche lasciando un solo commento, non scrivono più. Ho guardato diversi profili di persone di cui non ricordavo l’esistenza e persino sui “blog che seguo” di questi profili ci sono solo blog chiusi o abbandonati. E’ tristissimo,  mi mette un angoscia oscena. Come passare in una città fantasma. Anzi, peggio , come abitare in una città fantasma.
Avendo sempre meno blog, aumenta la qualità dei rimanenti? No, non credo.
I blog sono solo una moda già passata? O un passatempo che finisce? Una fase della vita che vivi con entusiasmo per un paio d’anni e poi dimentichi?
Tanta gente che quasi conoscevo, almeno così penso, almeno così mi va di scrivere, anche se in realtà non si conosce mai nessuno nella vita vera, figuriamoci in quella bloggherosa,dicevo tanta gente è sparita e non gli ho detto neanche ciao o grazie.
Altri blog interessanti di persone sicuramente interessanti, li ho scoperti dopo che erano già stati abbandonati. L’equipaggio sta abbandonando la nave. Blogger morirà, i blog moriranno.
Probabilmente già in questo momento i blog abbandonati sono molto più di quelli regolamente aggiornati.
E’ molto triste. Molto triste.
Quindi ti ringrazio, tu che mi stai leggendo, ti ringrazio di cuore, prima che tu sparisca nel silenzio. Devi sapere che se non ci fossi tu io non scriverei niente.

Posso fingere che scrivere sia una necessità, un’azione obbligatoria ed appagante, ma in realtà voglio solo sentirmi dire che sono bravo, voglio solo un po’ di compagnia. Mi sento tanto solo.



venerdì 20 novembre 2015

Il nuovo mondo

Quando l’individuo sente, la comunità è in pericolo

La popolazione ottima è modellata come un iceberg: otto noni al di sotto della linea dell’acqua, un nono sopra.

Noi non vogliamo cambiare. Ogni cambiamento è una minaccia alla stabilità.

Quest’uomo ideale è colui che mostra “conformismo dinamico”, lealtà intensa verso il gruppo, desiderio indomabile di subordinarsi, d’appartenere …”


SI TAGLIò LA CIME A TUTTE LE CROCI E DIVENNERO DELLE T. C’ERA ANCHE UnA COSA CHIAMATA DIO.

C’ERA UNA COSA CHIAMATA CIELO. MA COMUNQUE BEVEVANO ENORMI QUANTITà DI ALCOOL. C’ERA UNA COSA CHIAMATA ANIMA. MA FACEVANO USO DI MORFINA E COCAINA.

mercoledì 18 novembre 2015

quello che anima me


Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo


E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia


Pure lo senti, nel gioco d'aride onde
che impigra in quest'ora di disagio
non buttiamo già in un gorgo senza fondo
le nostre vite randage


Mia vita, a te non chiedo lineamenti 
fissi, volti plausibili o possessi.
Nel tuo giro inquieto ormai lo stesso
sapore han miele e assenzio 


Ciò che di me sapeste
non fu che la scialbatura
la tonaca che riveste 
la nostra umana ventura

ed era forse oltre il telo
l'azzurro tranquillo;
vietava il limpido cielo
solo un sigillo

Restò così questa scorza
 la mia vera sostanza;
il fuoco che non si smorza
per me si chiamò: ignoranza

Se un'ombra scorgete, non è
un'ombra - ma quella sono io
potessi spiccarla da me,
offrirvela in dono





Mix delle poesie "Non chiederci la parola che squadri da ogni lato", "Meriggiare pallido e assorto", "Non rifugiarti nell'ombra", "Mia vita a te non chiedo lineamenti", "Ciò che di me sapeste" 
dalla raccolta Ossi di Seppia di Eugenio Montale





lunedì 9 novembre 2015

I guess i'll save the best for last



I guess I'll save the best for last
My future seems like one big past







Dov’è il mio posto?

Panzo ha già tre figli, una donna grassa e disoccupata, una casa sporca, un Qi bassissimo e raffiche di bestemmie pronte per ogni occasione.

Lui, l’altro e st’altro non c’hanno bimbi, né donne regolari, ma il conto in banca è gonfio assai. Si lavorano il lavoro, lentamente, con mestizia, ma giusto è così. Nove ore al giorno, sei su sette, tiro la cinghia, niente vizi idioti, niente sigarette o canne o coca o merdate, solo cibo e alcool ogni tanto. Vecchi e bambini ai lati della strada li guardano procedere sui binari, il vecchio li indica con un dito, il bambino, sorriso-in-bocca, alza la mano in cenno di saluto.

Poi vedi lui, Lui che lavora per lo stato, lui che mi ha detto “lo sai che suono?” e io “Cosa? La chitarra? La batteria?” e lui “ma no, faccio il deejay”.
“E che musica fai?”
“Beh”- mi guarda come se mi stesse dicendo la cosa più ovvia al mondo- “Roba commerciale, è quella che piace alle fighe”
Poi mi sale in macchina, son lì che scelgo che sound metter su, lui intanto sbircia i nomi delle cartelle sullo schermo dell’autoradio. “Ma che roba ascolti? Blues, jazz?”
“Senti, cambiamo discorso. Non ho nessuna intenzione di parlare di musica con te” – lo dico sorridendo, sempre dire la verità scherzando, Democrito style, lui non se la prende.
Ha delle scarpe di Gucci e una borsa tracolla (anche se non è frocio) sempre di Gucci, stesso colore delle scarpe. Imbarazzante.
..Son lì che parlano di Jack tracannabirra “perché, vedi, Jack lavora quattro mesi all’anno là, poi si trova qualche altro lavoretto sborrato e appena arriva al minimo per prendere la disoccupazione vive di quella”

Panza, lui, l’altro e st’altro se la ridono  …    “marcio”   …   “che schifo”, e ormai stanno affogando, non possono più essere salvati.
Questi pensano sul serio che il lavoro nobiliti l’uomo, pensano sul serio che lavorando più di 50 ore settimanali si è fichi e “cazzo, io ho fatto la mia parte!”, mentre, palesemente, Jack tracannabirre è feccia, ‘sta gente che non c’ha voglia di far un cazzo, i terroni, i rumeni, gli zingari e jack tracannabirre.
La loro vita è difficile per colpa di persone così! Perché se tutti fossero italiani (o meglio ancora padani) puri, 100% lavoratori, lo stato girerebbe meglio, loro non dovrebbero lavorare e pagar le tasse anche per i terroni nullafacenti, e tutti saremmo più ricchi.
Invece c’è gente come Jack tracanna birre e me medesimo.
E noi facciamo venire la nausea agli italiani veri.

Dov’è il mio posto?
Di certo non qui. Di certo non in mezzo a persone che non si rendono conto di niente, che imparano dalla televisione, che odiano i diversi, che prendono millecinquecento euro al mese e comprano  scarpe e borse da duecento euro per andare a cena con qualche amico
Amico? Si, amico. Con idee diverse, certo, ma pur sempre amico. Dovessi sparare a chi non cerca farei stragi.

Proprio no, sai?
St’altro, tra le altre cose, è sveglio. Non ho modo di misurare la svegliezza di una persona ma posso dire, senza ombra di dubbio, che st’altro è molto sveglio. Di certo più di me. E intelligente, e attivo. Lavora, ha una donna, la porta fuori a cena, va in palestra, va a correre, si tiene in forma, frequenta gli amici, i locali cool. Dà l’idea di essere uno che si gioca bene il tempo che ha, non lo spreca, non lo butta via come me, che me ne sto le ore a fissare il muro pensando a qualche bella parola da scrivere o sognando il mare la pace e un mondo migliore. Lui fa mille cose, è sempre in movimento, lo stimo, lo apprezzo
Ma sto stronzo pezzo di merda c’ha delle chiusure mentali inconcepibili per me.
Magari sembra di no, ma sta cosa mi fa soffrire.
Dover vomitare i miei pensieri abortiti su un blog di merda per poi leggere parole di comprensione, per trovare qualcuno che pensi da solo.

In questo posto nessuno prova a capire, nessuno vuole sentire, nessuno è disposto o interessato o interessante.  Tutto ciò che non si capisce fa schifo, è merda, insulti, risa di scherno,

non è il mio posto, ma starò qui.
Perché sono coglione
Perché sono fottutamente grande
Perché so cose che non riesco a realizzare
Perché devo aspettare che il tumore mangi i polmoni dei miei genitori
Perché qui ho tutto quello che mi serve, cioè nulla
Perché se Clark figlio-di-cane Kent fosse rimasto su Crypton sarebbe stato uno dei tanti.
BOOOOOOOOOOMMM

Capito? Pensa di andare in un posto dove tutti ragionano bene, hanno capito quello che conta veramente nella vita, amano il prossimo, lo rispettano e lo aiutano. La vita sarebbe meravigliosa, benessere per tutti, felicità permanente.

Ma il fine della vita non è il mantenimento de benessere, ma qualche intensificazione e raffinamento della coscienza, qualche accrescimento del sapere. […]  la felicità effettiva sembra sempre molto squallida in confronto ai vari compensi che la miseria trova, la felicità non è mai grandiosa.

                                                                                          Aldous Huxley




martedì 3 novembre 2015

E' duro il modo in cui mi osservi stare solo

Oggi non c'è molto da dire, meglio stare zitti ed ascoltare:


...chi ti loda e ti ammira
è il nuovo e falso profeta.
Complimenti per gli amici, ma quanti te ne fai?
Mille i modi in cui sorridi
ma poi non ridi mai
non ti vergogni di mostrarti nuda
come una cipolla che non sa far piangere?
è duro il modo in cui mi osservi stare solo

sai che  poi non te lo puoi permettere.
I dischi che non capirai
I libri che non leggerai


Le citazioni ti sorprendono
le variazioni ti confondono
Oscar Wilde, Sonic Youth
Motorpsycho e Mallarmé.
E non soffro se mi sento solo,
soffro solo se mi fai sentire dispari





I marta sui tubi al momento sono il miglior gruppo italiano. Indubbiamente. Se poi non sei d'accordo fa lo stesso.


Poi , già che ci siamo, rispolveriamo una collaborazione importante: Caparezza Feat Angelo Branduardi: La sassaiola dell'ingiuria.
Di solito odio le basi dei pezzi di Caparezza, soprattutto quelle dei primi dischi, stranamente però questa mi piace,  il testo invece spacca come sempre.


Mi piace sapermi diverso, piacere perverso che riverso in versi su fogli sparsi, nei capoversi dei giorni persi nei miei rimorsi, che cosa c'é da aspettarsi da chi come me non sa adeguarsi a sette, mafiette, etichette e se tutti fanno lui smette?