mercoledì 30 settembre 2015

Sparo (10) sentenze

I Beatles sono meglio degli Stones

I kebab meglio del mc donalds

Sex pistols meglio dei Ramones

Birra batte vino

More battono bionde

Marijuana batte alcool

Welsh batte Kerouac

Maradona è meglio di Pelè

Rambo è meglio di Rocky


Strumentale meglio di elettronico

lunedì 28 settembre 2015

Gioventù cannibale non m'è piaciuto.

Come un animale. Prima c’è stato un verso strano poi boom e poi ssshshhh una sbuffata di fumo. C’è questo suono acuto tipo grido di strega, un fischio, uno stridio che ti congela il sangue e subito dopo
un rumore, immaginati di pestare e far esplodere un sacchetto di patatine pieno di patatine e yogurt. Il sacchetto esplode e senti il botto, ma nello stesso tempo ci sono le patatine che si stanno disintegrando e scroccano scrocchiano croccano e si sbriciolano tutte insieme e, per ultimo, c’è lo yogurt, lo splof dello yogurt che imbratta tutto. Grido di strega, sacchetto di patatine, boom, splof, croc, tutto insieme.  boomsplofcroc tutto in un secondo. Ora immagina di amplificare questo suono fino a coprire tutto, come se il suono venisse da dentro di te. Sentire questo boomsplofcroc tutti’insieme, così forte da farti quasi venire un infarto.  E poi shhhhssh
Quando il personale addetto ha rimosso il segnale luminoso che indicava il momento in cui applaudire, il pubblico si è sentito perso e per non rischiare di sbagliare, ora applaude sempre tutti.
Simone esce di casa sulla sua mountain bike verde, jeans e felpa come sempre, e capelli sparati all’insù, arriva allo stop di via dei marinai giusto in tempo per vedere Puglisi Gino, di anni 77, camminare distratto sul marciapiede, lì, trenta metri avanti a lui, tra l’edicola e il panificio Frattini, dove il marciapiede è stretto ed usurato, diciamo che è tutto una crepa, e Simone vede il Puglisi che appoggia male il piede sinistro, perde l’equilibrio, alza il braccio destro come per afferrare qualcosa che non c’è mentre cade sulla carreggiata, i piedi e le gambe dal ginocchio in giù, ancora sul marciapiede.
Il Puglisi non ha nemmeno il tempo di bestemmiare, il camion è già lì, non può fermarsi, il Puglisi gli è caduto davanti, l’autista del camion frena, i freni fischiano ma, mentre fischiano Simone le vede, le gambe del Puglisi che fanno come un salto, nel momento in cui la ruota anteriore destra del camion gli passa, neanche a farlo apposta, dritta sul cranio, facendoglielo letteralmente scoppiare, Simone vede ste gambe che calciano l’aria.
Poi sshhhhhsh il camion si ferma, l’autista scende, le gambe del Puglisi si contraggono come se volessero rimetterlo in piedi e portarlo via da quel marciapiede di merda.
Simone, senza scendere dalla bici, vomita il cordon-bleu al formaggio e le patate fritte che ha mangiato a pranzo, schizzandosi di vomito tutte le scarpe.

Il pubblico applaude.

mercoledì 23 settembre 2015

Che colpa abbiamo noi?

Eccheccazzoporcalaputtana finalmente ho ricominciato a lavorare.. non vedevo l’ora!
Finalmente mi nobilito anch’io, finalmente faccio qualcosa per me stesso e per il mondo. E che lavoro, gente! Il migliore che potessi chiedere! Non solo metto scatole in altre scatole, ieri addirittura sono stato per cinque ore il ragazzo che mette le buste di zucchero a velo dentro le confezioni dei panettoni! Cristo, vi rendete conto? Se solo da giovane avessi avuto voglia di studiare, avrei studiato per questo.
Purtroppo non riesco ancora a svolgere l’attività al cento per cento, perchè i neuroni marci moribondi che ho dentro ogni tanto danno segni di vita, fanno contatto, sfarfallano scintillando qualche sinapsi e mi sento vivo, sento che ci sono e quindi metto un pizzico di creatività in ciò che faccio, smettendo di essere meramente “numero” o perfetto ingranaggio nella catena di produzione.
Ho visto questa signora – che occhi meravigliosi ha! Neri, fissi e spenti, come le orate distese sul ghiaccio del bancone del pesce di Tosano- gambe inchiodate, piedi immobili, fissa davanti al nastro trasportatore, mano destra nello scatolone dello zucchero, preleva quattro buste, le avvicina al corpo, con la mano sinistra prende una busta alla volta e la lascia cadere nella scatola vuota e rovesciata del pandoro. Appena resta con l’ultima busta nella mano sinistra, la mano destra è già di nuovo nello scatolone e così procede, tutto il tempo, alla media di circa otto nove buste ogni dieci secondi. Vorrei la vedeste, così precisa, così automatica e ripetitiva: una macchina perfetta!
Io invece, come dicevo poc’anzi, non riesco ancora completamente a “non essere”, perché è questo che intendeva Deleuze col non essere, vero?
Quindi devo molto migliorare, e riuscire ad accettare completamente la magnifica superba ripetitività che è alla base della catena lavorativa perché mi sono reso conto che ieri ogni tanto prendevo una busta alla volta, per passarla dalla mano sinistra alla destra e poi lasciarla cadere nella confezione rovesciata del pandoro, altre volte ne prendevo tre o quattro, altre ancora una decina..
E la tecnica con cui le depositavo nelle confezioni? Troppo creativa. A volte mi limitavo a lasciar cadere le buste, altre le lanciavo in aria, con un fluido movimento dal basso verso l’alto, per far ricadere la busta come per fare canestro! Stupido idiota che sono! Fare canestro! Come se fosse un gioco. Come se fossi qui per divertirmi.
Ma ce la farò, diventerò un numero. Un numero vicino allo zero.
Ora che ho smesso di bere e drogarmi –così non ci si annulla, o perlomeno non ci si può riuscire in tempi brevi, è una strada lunga e difficile- avrei bisogno di lavorare di più! Sei ore al giorno non mi bastano! E i turni? Lavorare alla sera è buono, ma perché non di notte? Perché non posso lavorare, chessò, dalle due di notte alle 11 del mattino? Perché non posso essere quello che infila i nastrini dorati in cima alle scatole dei pandori?

Un giorno ci riuscirò: avrò occhi fissi, bui e freddi, e movimenti talmente ripetitivi da riuscire a farli ad occhi chiusi, a cervello spento. Poi le persone, le altre persone, quelle che “sono” e “fanno”, si dimenticheranno di me, -ah gesù sia lodato!- e potrò finalmente "non-essere"! e poi esploderti in faccia.


..mi troverai marcio in un lago.

venerdì 18 settembre 2015

tutto sommato felice



Come una mannaia dal cielo m’arriva notizia di questa nontizia sdentata stettata stentante
Incubo in un buco cubico e bucolico.
Lei è vestita a fiera, per la precisione “sagra del metadone” e gli astanti ansanti sguardando torto
Perché uno si veste come si veste non perché è intelligente o stupido ma per dire agli altri chi è senza dover fare la fatica di parlare.
D’accordo, scordo il cardo marziano ed er cardo agostiano e fondo sul fondo nel fango.
La nontizia non capisce, vuole amore incondizionale.
Certo: “a me resti” un po’ sul cazzo, perché nella maggior parte dei casi la gente non parla per capirsi ma per stare insieme.
messi insiepi di peri come sieri di pesi pensieri di ieri, che ovviamente periscono soli.
Se non scopo crepo

I am too FUCKIN pure for you or anyone.
Your body
Hurts me like the world hurts God.
                 I am a lantern.



Ps: Di mio niente di serio, il grassetto è Silvya Plath, poetessa mediocre,  il corsivo Astutillo Smeriglia, autore di incomaemeglio.blogspot.com (miglior blog filosofico-scientifico italiano)  e personaggio di luce in questi anni di buio. A mio sommo parere.




non leggere i giornali









Sarà mica che quelli che hanno il potere e prendono le decisioni e controllano tutto dalle banche ai governi e finanziano le guerre e giocano coi popoli solamente per arricchirsi magari controllano anche l'ONU e la NATO e tutte ste organizzazioni buone e gentili?
No dai, sono solo un complottista. 
Anche Serena Shim.
Anche tutti gli altri.
Fottuti complottisti.

...e intanto organizzano missioni di pace! Portano la democrazia!

La guerra è pace!

Si, finalmente Ci siamo, Ci siamo!

La libertà è schiavitu!

L'ignoranza è forza!



Orwell l'ha scritto nel millenovecentoquarantanove.
Se il mondo fosse bello, a scuola te lo farebbero imparare a memoria, 1984. 
E, per la cronaca,
        non cambierebbe comunque niente.



giovedì 17 settembre 2015

Del job act io non so niente. Cit.

Adesso te la ascolti tutta.






Fatto? Bene. Hai visto come ride beato? Hai visto che felice? Io appena l'ho sentita ho pensato "i miei pollici nelle orbite di Razzi. Fanculo la galera, ci andrò volentieri. Servirà d'esempio".
Oggi me la rido.
'Sto qua è senatore della repubblica italiana, butei.
'Sto qua ha dichiarato "se Berlusconi mi dicesse di buttarmi da un ponte lo farei."
è fedele? No, è che non ha nemmeno un cervello suo.
Razzi non capisce le cose. Razzi non sa le cose.
Pensano gli altri per lui.
Un pò come pensano per voi.
Si, parlo anche con te.
Tu non sei diverso.
Hai la soluzione?? Non mi pare tu abbia una cazzo di soluzione, quindi fai parte del problema.
Lo rieleggerete. Cazzo, lo rieleggerete e prenderà una marea di voti.
Gesù.
Dai, su , dimmi la tua.

martedì 15 settembre 2015

Foto





Bruxelles







Certosa di Calci (Pi)







Lago di Tenno (Tn)







Stanza di *#!"+%#!







la pace


































lunedì 14 settembre 2015

Vita di Bulgakov


                                             

Michail Afanas'evic (Misa) Bulgakov aveva le palle d'acciaio.
Nato a Kiev nel 1891, laureato in medicina, si fa conoscere in Russia con la raccolta di racconti "Appunti di un giovane medico", durante la guerra civile russa diventa soldato e giornalista, nel 1920 abbandona la carriera di medico per dedicarsi completamente all'arte, alla scrittura e al teatro.
Nel '21 si trasferisce a Mosca, completa il suo primo romanzo "la guardia bianca" ma non riesce a farlo pubblicare. Il romanzo verrà pubblicato in parti nel '24.
Nel '24 iniziano i veri problemi con la censura. La guardia bianca sarà, oltre che il primo, anche l'ultimo romanzo che Misa riuscirà a veder pubblicato. In quell'anno infatti scrive "cuore di cane", brillante storia satirico-fantascientifica di un cane che attraverso complessi interventi chirurgici viene trasformato in un uomo, ma il regime non apprezza il lavoro.
Col teatro non va meglio, la trasposizione teatrale de "la guardia bianca" viene censurata, modificata e amputata in più parti, mentre altri lavori teatrali vengono semplicemente bocciati.
Nel '26 gli sbirri gli perquisiscono casa e sequestrano i suoi diari, nel '28 Misa cerca di farsi estradare a Parigi ma non ci riesce.
Riesce invece a mandare in scena qualche opera teatrale: L'appartamento di Zoja, l'Isola purpurea, i giorni dei Turbin(trasposizione de la guardia bianca), il pubblico lo apprezza, gli intelletuali lo appoggiano, la critica sbrana le sue opere.
Nel '29 Bulgakov sta provando la sua ultima opera, "la corsa", che non verrà mai messa in scena, e in questo periodo anche tutti i suoi lavori precedenti vengono messi al bando, Bulgakov è scomodo e antisovietico. E' il miglior drammaturgo dell'Urss ma fa la fame.
Misa non si scoraggia, anzi scrive una pièce su Moliere, anche questa censurata, poi scrive una lettera a Stalin in cui chiede che lo lascino lavorare e ammette di aver gettato tra le fiamme un romanzo sul diavolo(il maestro e margherita), una commedia(beatitudine) e un secondo romanzo, perchè tanto non avrebbero mai visto la luce e sarebbero stati censurati.
Inizia a lavorare al Teatro accademico dell'arte di Mosca, tra il '31 e il '35 scrive tre pièce, un romanzo su moliere e copioni cinematografici,
Nel 36, durante le prove generali della pièce Ivan Vasil'evic giunge l'ennesimo divieto di messa in scena.
Bulgakov se ne sbatte il cazzo, ormai ha capito che tutto ciò che scriverà verrà accantonato, ma un giorno qualcuno lo riscoprirà. Termina "il maestro e Margherita" e scrive Memorie di un defunto. Durante quel periodo racconta ad un ospite(che si scoprirà essere un funzionario segreto dello stato)

"oggi sono un impiegato che riceve uno stipendio mensile, sto scrivendo i libretti di due opere, se verrà fuori qualcosa di buono lo proibiranno segretamente, se verrà male, palesemente. Tutti mi parlano dei miei errori ma nessuno ricorda il più importante: avrei dovuto smettere di scrivere [...]. Somiglio a uno che si arrampica lungo un palo insaponato solo perchè gli altri lo tirino giù per i pantaloni con gran divertimento dell'onorevolissimo pubblico."

Dai 4 libretti scritti da Bulgakov tra il 1936 e il '39 non viene tratta alcuna opera. Tutto ciò per Misa è normalmente intollerabile.
In quell'anno gli viene chiesto di scrivere una pièce su Stalin, Bulgakov, seppur controvoglia, accetta.
In aprile legge il Maestro e Margherita ad una ristretta cerchia di amici e poi chiede al più giovane tra loro, un certo  Vilenkin "questo almeno me lo pubblicano?".
Alla risposta "secondo me no", Misa si stupisce. Nessuno si aspettava una simile reazione, si pensava che, abituato a vedere ognuna delle sua opere torturata e poi bandita, Bulgakov sapesse perfettamente che anche quest'ultimo scritto non sarebbe mai stato pubblicato, ma probabilmente lo scrittore era accecato dalla bellezza de "Il maestro e Margherita" e non riusciva proprio a capire come cazzo si potesse epurare un'opera così.
Il luglio Batum, l'opera su Stalin, (qua sembra una barzelletta) è pronta per essere messa in scena ma Stalin stesso la proibisce perchè "l'opera  è un tentativo da parte di Bulgakov di accattivarsi il favore e migliorare la proria posizione",  praticamente gli hanno rovinato la vita perchè era contro il regime e ora che è a favore del regime non va bene lo stesso.
Perchè vietare Batum? Perchè l'opera non serve. Stalin voleva solo piegare Bulgakov: Quell'uomo testardo e superbo ha scritto di lui! Non  serve altro.
Bulgakov si ammala gravemente di nefrosclerosi, malattia ereditaria peggiorata dalla situazione di forte tensione psicologica a cui è praticamente da sempre sottoposto..
Il 10 marzo del 1940, a soli 49 anni,  Michail Afanas'evic Bulgakov muore.
Muore avendo pubblicato solo "Racconti di un giovane medico" e "la guardia bianca" perchè, come già detto, dal '29 in poi tutti i suoi lavori furono messi al bando.

Solo dopo quasi trenta cazzo di anni dalla sua morte venne pubblicato IL MAESTRO E MARGHERITA, da molti considerato il miglior romanzo russo del secolo.
Bulgakov diventa finalmente famoso e pian piano tutti i suoi scritti vengono pubblicati.




venerdì 11 settembre 2015

Non riesco a vedere in un modo diverso!

Quindi nessuno sa chi sia Sylvia Plath ma tutti conoscono Heater Brooke
Tra dieci anni j ax sarà il nuovo Vasco Rossi e noi dovremmo cazzo rimpiangere Vasco
-“Te lo ricordi? Eeeeh già, io sono ancora qua! Cazzo che rocker, birre, droga, quello si che sapeva cantare”
I cantanti dovrebbero, per legge, poter fare al massimo 7 dischi nella vita. Poi ovviamente si potrebbero fare delle deroghe per i pochi meritevoli.
Seriamente, perché i vari antonacci vasco masini jovanotti e chi più ne ha bla bla bla non la smettono?
Secondo te i poveri cristi che vanno al concerto di Biagio vogliono sentire il nuovo disco? Loro vogliono ascoltare Mi fai stare bene e quella roba lì degli anni 90. Persino loro son lì che bestemmiano quando il biagio sciorina i pezzi dell’album nuovo.
E Vasco? La gente va a sentire Vasco perché attende con spasmodica frenesia le nuove sette tracce del duemila e quindici? O vogliono sentire Alba chiara cantata da 50mila persone? E Vado al massimo e colpa d’alfredo e quei pezzi lì?
Perché tutti sti vecchi devono continuare a fare dischi di merda così quando moriranno ce li ricorderemo come dei vecchi di merda? Perché dopo il loro “giovane holden” non se ne stanno in silenzio a farsi ammirare?
Perché devo ascoltare i Marta su youtube? Perché per radio c’è sempre la Pausini e mai i Cani? Perché non passano vasco brondi? Non che io voglia ascoltare le Luci, cambierei stazione. Ma sarebbe qualcosa di nuovo, almeno. Sarebbe un segno.
Adesso potrei aprire un lunghissimo paragrafo sulla musica pop-commerciale e sul perché è diventata così orrenda ma non mi va d’irritarti ulteriormente.

Chi non si sorprende è chi non riesce a sorprendermi più. 




Ps: Battiato m'inquieta con sta voce e tutti sti cazzo di effetti.

giovedì 10 settembre 2015

Ballo dentro.


Gli occhi affamati, la bocca digrignante, stanca, cos’altro volete, ancora, da me?
Fortunatamente entro pochi giorni smetterò di essere poeta per tornare a vestire i panni dell’operaio.
Gli operai possono essere felici, pestare i propri pensieri fino ad annullarsi l’anima sporca e non sentirla più.
Direi che sono fortunato, se non serve. E per nulla audace, in effetti.
Il problema non è tanto quanto penso alla morte, è come ci penso.
Potrei farlo senza far rumore, non se ne accorgerebbe nessuno, come tutte le altre volte.
Ormai anche i sogni sono prefabbricati: vivere alle Canarie come un paio di Birkenstock
                 & un bilocale senza giardino con due televisori.
Andare non so dove a fare non so cosa, scappare da un verme che ti scava sottopelle.
Le infermiere del cuore sono in centro per i saldi, i cani ringhiano, è il loro territorio.
Passi nel bosco scricchiolano le foglie secche delle mie parole morte.
Anche  il più piccolo stronzissimo dei fiumiciattoli sporchi
Scava.
Mangia terra e roccia, e gli alberi intorno si piegano fino a cadere.
Serve pazienza.

Un giorno urlerò più forte di Ginsberg.





Ho sempre cercato un sacco di cose difficili
per poi scoprire che non stavo meglio per niente
per niente, 
niente niente niente niente, no…
No non avrò bisogno delle medicine
degli psicofarmaci, del lexotan
dei rimedi in casa, della valeriana
della psicanalista junghiana.

Se dovessi avere sulla tangenziale la tachicardia
cercherò di ricordare che
nonostante tutto c'è

la nostra stupida
improbabile felicità
la nostra niente affatto fotogenica felicità
sciocca, ridicola, patetica, mediocre, inadeguata.

lunedì 7 settembre 2015

Cose imbarazzanti che scrivevo quando ero giovane #2



TUTTO è NIENTE

Io sono me e l’altro

Sono un raggio di sole che ti splende in viso
              & vomito puzzolente che sgorga a fiotti e ti contorce le budella

Sono un orso di peluche lavato con l’ammorbidente alla fragola
    & la marcia che non vuole entrare mai e fa crrr cccrrrrr

Sono il piumone caldo nelle notti gelide
   & il drogato che sputa e tossisce nel mattino malato

Sono occhi lucidi 
            & sorrisi stupidi

Sono il pezzo che non sai di aver perso

Sono la salsa agrodolce sulle tue nuvolette di granchio fritte

Sono metafore apparentemente senza senso


E si, sono tuo padre, Luke.




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Le morse del tempo .hanno lame di ferro, la vita stessa ha la palude nel cuore.
Buttate via la luna, gettate le stelle nella spazzatura, perchè ormai non servono più.
Solo odio, amore e odio.
Terribile risuona il mio grido, come il fracasso di un aereo che precipita nel mare.
Tutto è notte, tutto è nero, tutto fugge da me.
Non so cosa odio, perchè so che tutto è odio, tutto è voragine e abisso.
L'albero dei sogni marcisce nel lungo inverno perpetuo della disperazione, l'hanno tagliato e i suoi rami ora bruciano nel fuoco scoppiettante di qualche stufa.
Voglio che l'odio mi ami, perchè è il solo amore che voglio ricevere.
Voglio che il buio divori i miei pensieri prima che anneghino nel loro stessi fiumi.
La primavera morirà d'una morte crudele, mentre le stelle si spegneranno una ad una





sabato 5 settembre 2015

musica senza musica

Ultimamente ascolto un sacco di gruppi che non sanno suonare ma hanno dei frontman che scrivono bene.
Prendi ad esempio i “fast animals & Slow kid”, il cantante mi par più un poeta che un cantante, questa è una parte di “Vincente”:
Che colpa abbiamo noi? Noi concorrenti al gioco a premi che è la vita,
Che colpa abbiamo noi?

Cosa otterremo poi? Con questa cazzo di tendenza a farsi male
Terra bruciata sia, Tanto è la cenere la fine della carne
Eccomi
Sarò il vincente da inondare con il vino
Per festeggiare
L'attimo
In cui ha capito che la sfida da affrontare
Non era quella che voleva.


O quest’altra:

Combattere per l'incertezza
Questo ci resta

Avevo la manìa per le cose perfette
Dare un ordine al cosmo, lucidare le scarpe
Ripassare a memoria le canzoni più belle
Per metterle in fila, per catalogarle

Ma in cuor mio lo sapevo che sprecavo del tempo
e nei momenti più soli distruggevo bicchieri
Le formiche una ad una prendevano fuoco
Quel delirio arancione mi donava piacere

Nascondevo a me stesso che cercavo il disastro
Uccidere un cane, vederlo morire
Ho pensato a fondo ed ora sono diverso
Accetto me stesso e quel destabilizzo

E di nuovo, di nuovo, di nuovo a parlare
Di quello che manca, che mi fa impazzire
Non voglio un sentiero, io voglio un burrore
Da dove lanciarmi per poi scomparire

Io avevo paura
di esser diverso
Lo sento



Per ultima Come reagire al presente, che è quasi ascoltabile:


Con l'autolesionismo, Ci faccio una statua, La penso perfetta, La chiamo tristezza, La rivesto di apparenza, Poi la chiamo vita e la chiamo così perché la dedico a voi.

È solo il pensiero che vi rende così forti, così presenti, così costanti, tanto da scegliere le pene da sopportare per prevalere nella guerra dei rapporti

Ed io, che faccio parte, della schiera dei perdenti, comprendo il ruolo, il mio ruolo e lascio scorrere i pensieri come la pioggia, sulla finestra dei vent'anni

Ma mi porto più lontano, lontano da tutti, spaventato dai consigli di chi ha già visto, ha già sentito, ha già provato, ma non è me e non può capire, non può aiutarmi

Ricordatevi di noi fra trent'anni
Che avremo bisogno di voi
Sarete l'orgoglio di tanti
Ma solo un appiglio per noi

Ora Sei pronto
Per dire a tuo padre Che aveva ragione

Ora Sei pronto Per chiedere scusa Per renderli fieri

Ora Sei pronto Perché sei diverso Hai voluto troppo

Ora Sei pronto Per piegarti ancora Un'ultima volta

Ciao nonna. Le zie sono tristi e arrabbiate perchè non sono venuto al tuo funerale. Mi dispiace ma tu lo sai che ti adoro, che cazzo di senso ha venire tutti in una chiesa a darti l’ultimo saluto? A me viene da morire a vedere tutta la famiglia triste  zii cugini che piangono, sarò stronzo ma non ce la faccio.
Perché mi devono anche far sentire in colpa? Tu sei terrona vecchia e super religiosa ma credo che avresti capito. Tu capivi sempre. E scusa davvero tanto se ultimamente non sono più venuto a trovarti. A me hanno detto che iniziavi a perderti, volevi uscire di casa per vedere tuo fratello che abita a 900 kilometri e altre cose così. Già mi chiamavi sempre alberto, anche se continuavo a dirti che non ero alberto. Nonna, io non volevo vederti invecchiare, non volevo vederti diventare scema. Sei sempre stata la più sveglia di tutti, proprio non ce la facevo. Poi la zia, il giorno che sei morta mi ha detto che ultimamente avevi chiesto di me. Mi ha fatto star malissimo. So che non l’ha detto per farmi star male ma poteva evitarlo. Mi ha fatto sentire in colpa. Anche perché mentre gli altri nipoti crescevano e si facevano una vita e una famiglia io son sempre venuto a trovarti. Anche se hai smesso da un po’ di far da mangiare e la badante, per carità è brava gentilissima e simpatica ed è diventata una di famiglia, ma col mangiare proprio non è capace. E insomma ero il più piccolo dei nipoti e forse quando ho smesso di venire a pranzo è come finito qualcosa. Anche se ci sono pronipotini dappertutto ormai.
Ti ricordi quando facevamo la pizza e il pane? Quando mi scaldavi il latte alle 2 di notte e per colazione mangiavamo la pizza avanzata? E mi ricordo l’orto e i fichi e quella volta che mi sono pisciato addosso e per non far vedere a mia mamma che avevo bagnato le mutande le hai scaldate nel forno per farle asciugare. Cazzo eri forte nonna. Mi mancherai tanto te lo giuro.
Eri quella che teneva unita la famiglia. Eri sempre felice e sorridente anche se da anni non vedevi quasi niente e non riuscivi più a camminare.
Hai lavorato migliaia di ore, tirato su 6 figli, una dozzina di nipoti, un ragazzino albanese
 e non eri mai ferma.
Se avessi metà della forza che avevi tu potrei fare di tutto nella vita.
Nonna, mi sento in colpa perché non ho pianto tanto. Ma sto male.
Mi manchi tanto, mi dispiace tanto, non finisce mai come dovrebbe, scusa.

Addio nonna ti amo. 

giovedì 3 settembre 2015

Poesia cazzo ghiacciato cuore di fiamma



Regalo rigurgiti di sudata verità mentre ingiallisce l’estate fuori dal triste mio
 Mondo Mando rimandi a gridi passati, mentre soffro solo, ma non sono solo solo, piango piano, sono insano, iperumano    
La vie est pas une course.
Gioco così, altro non so fare
Dovrei fare la corte
ad accorte dame di corte
con gambe tutt’altro che corte,
 certe belle facce
 e idee marce
 come vecchie carte stracce?
Orde di sorche barcollano storte,
                        sfatte,
             cotte come torte, matte!


Niente torsolo, né un rimorso dal terso torso sodo,
liscio come un uovo
niente orso, ora va l’uomo nuovo,
utile più d’un morso ad un osso da brodo


Questo è il domani, amore mio
E domani è già oggi ed io non capisco perchè
Sto bruciando e non ci sei.




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Solitamente i miei post in cui sembro un rapper coglione mi piacciono molto, questo ad esempio in certe parti ha una musicalità molto interessante, roba che son sicuro Bob Kaufman se la ghignerebbe e allora gli offrirei un whisketto e ci faremmo una super ciaccola su Withman Benny Goodman e Duke Ellington - Ah cristo, finalmente parlare di qualcosa di vero e non di merda merda e merda con voi vermi bastardi insensibili- che dicevo? Ah quando scrivo sti pezzi non hanno mai un gran successo, persino Lo Smilzo ieri, dopo che gli ho mandato una frase, quella del torsolo, mi ha detto "sei bravo man con le parole ma non come i rapper di merda di adesso" e poi "penso che un giorno ti darò dei pugni gratuiti", è forte lo smilzo, c'è del potenziale punk lì dentro, comunque scialla mondo, rilassati, tranquillo/a, non è un problema, ieri ho ascoltato Carmelo Bene e ho deciso che oggi io non sono.
Carmelo Bene è punk, lui forse non lo sapeva, tu di certo non lo sai, ma lui era un cazzo di punk.
Magari, se ne avrò voglia, riprenderò quest’argomento perché di certo è molto interessante.
Bene dovrebbe aver cantato nei Nofx.




Non ho considerazione, zero rispetto reciproco, per i miliardi che soffrono per l’abbandono del pensiero razionale. Non voglio sparare sentenze, non voglio una conversazione, finirà in disprezzo, incredulità ed insulti.
E trovo sia sempre più dura interagire con adulti cresciuti che attualmente credono negli unicorni e nel creazionismo, e il loro dio è il migliore, la mia repulsione si è trasformata in odio
Grazie dio per il grammy!! Grazie dio per il touchdown!! Grazie Dio per far saltare in aria la terra sacra dei miei nemici!
Quindi come faccio a prendere seriamente quello che dici? Quando scambi il libero arbitrio con fede, speranza e predestinazione?

E sta diventando agonizzante parlare con adulti cresciuti che attualmente credono che mitologia e storia trionfino su fisica e scienza, la mia avversione si è trasformata in orrore.

mercoledì 2 settembre 2015

Schopenhauer beveva doppelbock?

Schopenhauer dice che la vita è un pendolo che oscilla tra noia e dolore passando per fugaci intervalli di felicità.
Lui associa il dolore alla mancanza, sostiene che l’uomo, per natura, è portato a cercare sempre qualcosa, un qualcosa che può essere sia fisico che spirituale, poi però quando l’ottiene se lo gode per un lasso di tempo più o meno breve finchè si annoia e desidera qualcos’altro. La noia e la ricerca ti portano via la maggior parte della vita, la felicità è breve e non duratura, i Marta sui tubi hanno stimato che un uomo medio versa nel corso della propria vita trenta litri di lacrime, delle quali solo un litro di gioia. E secondo me sono stati larghi.

Proprio ieri sono andato a Tenno, in Trentino, a fare il bagno e rilassarmi in quel laghetto che sembra artificiale tanto è bello. Ero molto curioso perché non l’avevo mai visto prima e appena sono arrivato è stato tipo UAO, poi mi ci sono tuffato, ho nuotato un po’, ho mangiato il cibo che avevo preparato, che sarebbe una torta salata pazzesca con zucchine melanze pepper porro spinaci e del farro con pomodori zucchine tonno gamberetti, innaffiando il tutto con una bozza di estathe; cibo ottimo, sole, aria fresca, acqua azzurrocaraibica, relax.
Tutto perfetto. Poi è arrivata la noia. Ho iniziato a pensare: E adesso?
Tutto bello eh, però ormai qua ho fatto, ho visto, ho vissuto, che faccio ? torno a casa?
Le persone bevono sniffano o fumano droga per prolungare quel “fugace intervallo di felicità”.
Alla fine, se uno se la giostra bene, può riuscire ad essere leggermente stonato anche h24.

Quindi, in conclusione, pur ridendo di me stesso e ritenendomi un patetico imbarazzante verme, ieri cinque birrette me le son fatte.


Vasco Brondi, che sarebbe "le luci della centrale elettrica" l'ho ascoltato poco, e quel poco non mi ha esaltato, mi pare uno che tende a specchiarsi il cervello e a perdersi scrivendosi addosso, poi certi pezzi son proprio un ammasso di frasi gonfiate tipo Verdena.
Però "le ragazze stanno bene" è un pezzo valido e alcuni passaggi gli sono riusciti proprio bene, tipo:

Forse si trattava di dimenticare tutto come in un dopoguerra
e di mettersi a ballare fuori dai bar come ha visto in certi posti della Ex-Jugoslavia.
Forse si tratta di fabbricare quello che verrà 
con materiali fragili e preziosi, senza sapere come si fa. 
Ma poi Sara stava pensando ad altri volti di ragazzini morti a Caserta,
ancora all'interpretazione dei sogni, ai rumori di fondo e
alla magia che tutto sia senza senso. 
E adesso dal loro osservatorio astronomico su una scala antincendio
Chiara le ha detto che è pulita, che ha smesso
non c'è alternativa al futuro.