venerdì 28 agosto 2015

Per fortuna ci sono i Metallica e Majakovskij

Da ragazzo era la notte a darmi problemi: invece di dormire mi ritrovavo nel letto a rigirarmi con gli occhi spalancati e la testa zeppa di pensieri mortali.
Ora la notte mi rilassa, il problema è il mattino.
Stamattina mi sono svegliato stanco, come al solito, ancora prima di iniziare; però poi ci ho provato, lo giuro, ho letto, sono andato a fare la spesa, ho deciso che stase preparo il super pollo al curry con peperoni e riso basmati, ma non serve a niente.
Stasera potrei andare a sentire i Marta sui tubi, quaranta minuti di macchina, costano dieci euro, è anche poco, sono uno dei miei gruppi preferiti, ma non credo andrò.
Troppa paura di non divertirmi. Ritrovarmi sobrio, al concerto di uno dei miei gruppi preferiti, senza divertirmi, potrebbe essere veramente troppo da mandare giù.
E’ che ho questa cazzo di voglia di piangere che non passa mai. 
E’ che ho quello che mi merito: nella vita non mi sono mai impegnato in un cazzo di niente e questo è il risultato.
Non mi so trovare una donna, non mi so trovare un lavoro, non mi so trovare un amico.
Se vuoi fragole avrai zucchine, non ho niente contro di te, ti voglio bene, ma perché a lei non importa nulla?
I legami sono sempre sbagliati, non c’è mai equilibrio, pendo tutto a destra.
Quando incontrerò una brutta come me?
Ho anche tagliato l’erba e piantato il rosmarino.
Ho sete di grasse spensierate risate, facciamo ‘sto mese senza alcool, speriamo mi serva a capire qualcosa, sicuramente servirà al fegato allo stomaco e a tutta la roba puzzolente che ho dentro, ma quello è secondario, io voglio capire che si può restare sobri senza aver sempre voglia di piangere, se si può voler vedere le facce e i posti senza aver paura. Si può.

Dove incontrerò una brutta come me?
E Majakovskij che direbbe di tutto ciò? Beh, direbbe:

Ma uno brutto come me dove potrà ficcarsi?
Dove mi si è apprestata una tana?

Che bisogno ho io d'abbeverare col mio splendore
il grembo dimagrato della terra?

Passerò trascinando il mio enorme amore
in quale notte delirante e malaticcia?

Da quali Golia fui concepito
così grande,
e così inutile?



giovedì 27 agosto 2015

Di vino.

Da cinque giorni non tocco alcool, ho deciso che sono una persona troppo bella per morire a trent’anni.
Però sto compensando con le canne.
Ieri sono andato in montagna con un amico, abbiamo camminato per i boschi, su stradine strette e ripide, fermandoci ogni tanto per mangiare panini e fumare hashish. Alla fine abbiamo camminato quasi quattro ore: una grande faticata molto soddisfacente.
Mi sono accorto di aver fumato troppo quando, per cena, mi sono mangiato una pesca, poi una fetta di torta salata con gli spinaci poi un albicocca poi un’insalatina poi una susina poi una kinderfettallatte ricoperta di panna spray e crema al cioccolato e poi, ancora, un panino con salame di cinchiale e formaggio.
La mia anima pesa troppo.
Ho veramente bisogno di una donna che mi lasci affondare il mal di testa tra i suoi morbidi seni.





Desidererai un'altra vita, un'altra donna, un'altra casa 
per tornare e fare finta che sia tua
E piangerai 30 litri di lacrime ma di queste solo un litro di gioia

Batterai le ciglia
400.000.000 di volte
Berrai 1.000 birre
E 2.000 bottiglie di vino


tutti questi numeri non servono poi a niente 
perché i conti alla tua vita potrai farli solo tu
e chi non conterà su di te vedrai che non conterà mai niente!

20 persone che ami se ne andranno
ti chiederai se c'entrerà Dio
Oh, non basta un addio, non basta un addio

lunedì 24 agosto 2015

Belgio

Nei cinque giorni trascorsi in belgio ho visto che Bruxelles è una bella città, ed è enorme. Ci sono molti monumenti ed edifici antichi, alcuni quartieri sono molto caratteristici altri sono veri e propri ghetti, il settanta per cento delle persone che ho incrociato per strada non erano belghe, ci sono tantissimi africani, la più alta percentuale di giapponesi che abbia mai visto e kekab, negozi e ristoranti africo-asiatici dietro ogni angolo.
ora do i voti a tutto perché mi va così.
I trasporti pubblici di Bruxelles sono da 8 e mezzo, tram, metro e bus ti permettono di arrivare dappertutto, ma costicchiano.
Il cibo è da 5: le patate fritte, che sarebbero, con cioccolata e Waffle, i piatti di punta del paese, sono normalissime patate fritte, le ho mangiate in un sacco di posti e non avevano niente di speciale, I waffle in centro sono unti e fanno schifo, nelle bancarelle old style sono più leggeri e buoni, il pesce non è male ma è meglio da noi, la carne non è male ma è meglio da noi.
Le persone: voto 8,5: A parte le zingare che continuano a rompere i coglioni, la gente che incroci per strada è tranquilla ed educata, se qualcuno ti viene addosso ti chiede scusa, nei locali nessuno grida o da fastidio. Il contrario di qua.

Ho trascorso anche una giornata a Bruges.
Bruges è bellissima. Guardando le foto della città, prima di partire, pensavo “Cazzo, me la immagino come venezia ma senza la puzza di piscio”, e sono stato veramente felice nello scoprire che effettivamente assomiglia a venezia e non c’è puzza di piscio.
A differenza di Bruxelles,  Bruges è molto più caratteristica e molto meno multiculturale, tra architettura medievale,  canali, chiese antiche, è una città fuori dal tempo.
L’ho girata tutta a piedi, in lungo e in largo, dal pittoresco Minnewater park fin su a nord, per vedere i mulini a vento, avrò fatto 15 kilometri ma ne è valsa indubbiamente la pena. Voto 9.

Birrerie voto 10: ma adesso sono stufo, non mi va di parlarne.

Avrei anche un sacco di foto da postare, ma le tengo per me.


PS: La piazza centrale di Bruxelles è la piazza più bella che abbia mai visto.

domenica 23 agosto 2015

Difficile non è raggiungere qualcosa, è liberarsi dalla condizione in cui si è.



Ho bestemmiato.
Ho urlato che dio non esiste
E lui ha tratto dal fondo dell’inferno
Una donna che farebbe tremare una montagna
E m’ha comandato:
Amala!


Dio è soddisfatto.
Nell’erta sotto al cielo
Un uomo tormentato s’è inselvatichito e spento.
Dio si stropiccia le mani.


Scorderò l’anno, la data, il giorno.
Mi chiuderò solo con un foglio di carta.
Avvèrati, magia sovrumana,
delle parole illuminate di pianto!


Oggi, appena sono venuto da voi,
mi sono sentito
a disagio.
Tu celavi qualcosa nell’abito di seta
E s’effondeva nell’aria un profumo d’incenso.


Ascolta,
tanto non riesci
a celare il cadavere.
Scagliami in viso la parola terribile.
Ogni tuo muscolo urla
lo stesso,
come un megafono:
“E’ morto, è morto,è morto!


Gioisci,
gioisci
d’avermi finito!
Ora è tale l’angoscia che desidero
soltanto fuggire al canale
e il capo cacciare nell’acqua digrignante.


Mi hai offerto le labbra.
Con quanta indifferenza.
Le ho sfiorate e m’hanno ghiacciato.
M’è parso di baciare in penitenza
Un monastero intagliato nella fredda pietra.


Hanno sbattuto
la porta.
E’ entrato lui,
rorido della gaiezza delle strade.
Io
con un gemito mi sono spezzato in due.


Gli ho gridato:
Va bene!
Me ne andrò!
Va bene!
Rimarrà tua.
Ricoprila di stracci,
le sete appesantiscono le sue timide ali.
Basta che non s’involi.
Appendile al collo
 collane di perle come pietre!”

Oh, questa
Che notte!
Ho spremuto a non finire la mia disperazione.
Al mio pianto e al mio riso
Il muso della stanza s’è torto in una smorfia d’orrore.

Indoratevi al sole, fiori ed erbe!
Dilaga in primavera, vita degli elementi!
Io un solo veleno desidero:
bere e bere sempre versi.

Ornate a festa la data di oggi
Avvèrati,
magia simile alla passione di cristo.
Vedete,
sulla carta sono trafitto

con i chiodi delle parole.






Ho stuprato "il flauto di vertebre" di Majakovskij e da quelle dodici meravigliose paginette ho estratto pezzi qua e là.


  

venerdì 14 agosto 2015

Cose imbarazzanti che scrivevo quando ero giovane

E' estate. Il clou dell'estate: è agosto!
I miei amicibarraconoscenti sono quasi tutti a casa dal lavoro perciò tutti i giorni si va in giro, mare, piscina, lago, aperitivi, birre, cannette, pizze, grigliate, concerti, vino bianco, merdoso rum, feste e musica.
Chi ha tempo per scrivere?
Io di certo ne avrei (Non vado al lago nè al mare), ma la voglia scarseggia.
E' uno di quei momenti in cui ripescare vecchi scritti imbarazzanti che ho prodotto durante la mia tardoadolescenza.
O meglio, è il momento di ripescare scritti che dovrebbero imbarazzarmi ma in realtà mi divertono.
Sono un tipo strano, non m'imbarazza parlare di sesso o cacca o masturbazioni, anzi, in generale non mi disturba parlare di niente, ma a volte mi basta pensare ad un determinato fatto, o anche semplicemente solo riflettere un attimo su un pensiero imbarazzante che ho avuto (anche ad anni di distanza) e divento bordeaux e comincio a sudare.
Non ha senso. Sono un coglione.

Beh, siccome oggi son generoso, domani è ferragosto e la settimana prossima sono in belgio quindi per almeno 9-10 giorni non scriverò nulla, ti lascio non una non due ma ben tre "Cose imbarazzanti che scrivevo quando ero giovane":





Mi disgusta questa società schiava del consumismo
Materialismo folle

Chi non segue una moda finirà per crearne un’altra
Non è questo ciò che voglio
Quasi nulla di quello che mi appartiene mi serve davvero
Voglio solo ciò che non posso avere
Baratterei la mia vita farcita di tutto
Per un’altra ancora vergine
Perché il peso della vita che dobbiamo volere
Mi sta lentamente schiacciando

Nessuno sa veramente cosa vuole
Sa solo quello che gli hanno insegnato a volere







PERIODICHE ANGOSCE


Il tempo ci uccide, ad una velocità tremenda
Periodiche angosce violentano la mia mente turbata
A qualcuno interessa??
Vomito su questo piccolo mondo piuttosto di allargarne gli orizzonti
Datemi una cazzo di mano
Incubi straziano il mio sonno cosciente
Potreste scavare, qualcosa di buono troverete!
Muoio improvvisamente tra lamenti strazianti
Senza un motivo, come al solito

Tra una scatola di merda e una scatola d’oro scelgono tutti la seconda
Giusto cosi! Anche se è piena di merda
È comunque una bellissima scatola d’oro

Piango ghiaccio ed urlo strisciando sul pavimento
Tacchi alti mi calpestano
Rido e sputo sangue

P.S. Regalasi cuore semi-nuovo
       Da conservare al caldo
       Maneggiare con cura







PAROLE BUTTATE NEL CESSO

Se lo vuoi tutto è intenso
Qualsiasi strada tu prenda
L’unica cosa che fa male è la noia, tutto il resto è vita
Vivi più che puoi! E grida, sbaglia, piangi!
Fa bene anche star male
Senza le lacrime versate le risate non avrebbero alcun significato
Quindi piangi quanto vuoi e appena ci riesci rialzati
                                                   E ridi!
Perché più in basso cadi, più in alto dovrai risalire
                E più grande sarà la tua felicità

Fa tutto ciò ma soprattutto fregatene di tutti
Perché nemmeno tu sai come sei,
figurati quanto ti conoscono gli altri

Non guardare troppo indietro e nemmeno troppo avanti
Di tempo ne abbiamo un sacco ma lo sprechiamo pensando troppo.

Quindi Vivi!
    Vivi!
 Vivi!

E ricorda che l’unica cosa importante è non ascoltare nessuno,

soprattutto non ascoltare me che non so proprio niente

lunedì 10 agosto 2015

..fa un pò bukowski style, secondo me.

Il fatto è che l’arte non ha più nessuna importanza: l’importante è solo vendere.
Oggi mi è tornato in mente “la solitudine dei numeri primi”: un libro mediocre, presentato come un’opera strabiliante,  che ha quindi venduto un sacco di copie.
Il problema non è tanto che l’abbiano presentato come un librone bellissimo, quello è normale, menzogne  ci vengono propinate quotidianamente, il problema è che la gente ci ha creduto. Si, anche stavolta.
La gente è perduta: sono zombie che comprano cose.
Lo dice anche Guccini, e se lo dice lui io mi fido: “Nelle auto prese a rate dio è morto”.
Penso al cielo di là,
roba non mia
Oggi ho iniziato a leggere la vita agra di Bianciardi, che è morto a 49 anni, si è ucciso di alcool.
Ho anche ripreso in mano una raccolta di Majakovskij, che forse è il più grande di tutti, e si è sparato a 37 anni.
Suicidi dappertutto.
Fa un po’ ridere che i minatori si spacchino il culo per tutta la vita mentre i poeti si sbronzano e si ammazzano, non trovi?
E’ un paio di giorni che, ogni tanto, ascoltando qualche canzone, mi tornano in mente cose passate, la malinconia mi prende per la gola e sento il pianto che cerca di uscire.
Sono ipersensibile, come una donna incinta.
Ultimamente non posso lamentarmi: faccio cose, vedo posti, mangio bevo fumo rido, ma che cazzo ti devo dire? Sotto sotto c’è sempre la malinconia, è la mia cazzo di coperta di Linus, non so stare senza.
A seconda dei momenti mi sento una montagna o una bolla di sapone.
Ho bisogno di amore, pace e creatività.
Nient’altro.
In fondo tutto.

Dovrò guardarmi attorno.

giovedì 6 agosto 2015

Vacanze toscane

Lui doveva venire ma alla fine non  è venuto, io dovevo partire alle sette e mezza ma mi sono svegliato alle nove, ho sbagliato l’uscita dell’autostrada e sono stato mezzora in colonna ma alla fine, dopo quattro ore sono arrivato.
Lei era già lì, non me la ricordavo, non la vedevo da otto anni, più che altro l’ho vista solo una volta otto anni fa – Ohi sarà otto anni che non ci si vede, che andiamo al mare insieme? Si dai. Vengono anche due mie amiche. Si dai. – si chiacchiera, sistemiamo le cose nella tenda, mangiamo un boccone, si va in spiaggia, il mare è pulito, limpido, bello, non come dalle mie parti. Alla sera mangiamo beviamo birra fumiamo canne parliamo di cazzate di cose importanti di me di lei –non ho portato le lenzuola- - perché sapevi che io le portavo matrimoniali perché dovevo dormire nel matrimoniale con Lui mentre tu e le tue amiche nei tre singoli?-  -no, mi sono dimenticata-
Dormiamo insieme, verso l’alba c’è freddo, ci abbracciamo, niente sesso o simili, ci scaldiamo e basta.
Al mattino arrivano le sue amiche, una sembra di quelle che son mezze sfarfallate tipo leggo i libri, ho la testa per aria ma non bevo ne mi drogo perché son già strana di mio, l’altra è androgina mascolina iperattiva. E brutta.
Cazzeggiamo e dopo pranzo andiamo in spiaggia portandoci dietro dei panini delle birre e del vodka lemon. Mi butto avanti col vodka lemon quando vien fuori che l’androgina conosce i tizi vicino a noi, che sono tanti, sono organizzati(hanno un gazebo) e stanno festeggiano un addio al celibato.
Ci passano del vino e del rum. Alle sei ci si sposta al bar sulla spiaggia, mojiti e musica live, dopo venti minuti inizia a piovere forte, ci ripariamo sotto la tettoia del beach bar. Saremo in trecento lì sotto, stipati come profughi, mi sento male, ho caldo, odio stare in mezzo alla gente, a un certo punto smette di piovere, si continua a bere, sono le nove, torniamo al campeggio, entro in tenda e mi butto a letto ubriaco marcio, senza cenare.
Mi sveglio la mattina dopo, Lei dice che di notte emettevo strani suoni gutturali e lei pensava che avrei vomitato o sarei morto come Jimi, e poi dice anche che ad un certo punto della notte ho fatto versi come se stessi eiaculando e ho dato un paio di colpi di bacino al materasso, proprio come per fotterlo.
Non ci sono segni d’eiaculazione sul mio corpo né sulle mie mutande quindi dev’esser stato uno spasmo o forse una stronzata che si è inventata lei. Comunque molto imbarazzante. Anche perché Lei, evidentemente, avrebbe voluto scoparmi con tutta sé stessa ma io no, si sa, io non sono mica furbo, ce l’avevo lì calda e coccolosa ma no, io mi voglio fare l’altra, mica lei, l’altra non c’è eh, sia chiaro, l’altra è a 400 km, Lei e qui e mi dice che le piace il modo in cui penso, c’è feeling, si trova bene, mi vuole scopare, faremmo del sesso meraviglioso, sente che si potrebbe essere sintonia, ma io no, che si sa, io non sono mica furbo.
Le due tizie se ne vanno, noi due facciamo mezzora di macchina, andiamo in un’altra spiaggia meno bella e poi in un ristorantino in cui mangio un buonissimo polpo con purea di ceci e fonduta di parmigiano e una ricciola molto buona con fagioli neri e pomodori.
La saluto e mentre lei torna a casa insoddisfatta io me ne vado tra le colline da enzo, sapendo che sono estremamente coglione ma se non fossi coglione sarei un altro e a pensare di essere un altro proprio mi vien schifo.
Un’oretta di macchina, saluto Enzo e la veronesa, mi faccio una doccia, ci facciamo una cannetta, si va dal verduraio a bere vino. Bevo tre bianchi diversi, tra cui un vermentino veramente buono, ‘sto verduraio, per essere un tabaccaio, c’ha del vino veramente buono.
Torniamo a casa, ceniamo sotto al tiglio, peperoni, verdure al forno, involtini di carne, vino bianco, vino rosso, ore ed ore di chiacchiere sui libri, scambio culturale:
PARENTESI SCAMBIO CULTURALE:  la Veronesa (come del resto enzo) ha esattamente  trent’anni più di me.  mi ha prestato:
I vagabondi del dharma- Kerouac
Al dio sconosciuto – Steinbeck
Poesie di Pasolini
La vita agra – Bianciardi
Il re della pioggia – Saul Bellow
Ebrei erranti – Roth
Il trentesimo anno – Bachmann
Anatomia dell’irrequietezza – Chatwin
Conversazione in sicilia – Vittorini

Io le ho consigliato
Infinite jest – Wallace
Invisible monsters – Pahlaniuk
Le correzioni – Franzen
Mattatoio 5 – Vonnegut
Le mille luci di new York – Mc Inerney
Ubik – P.K.Dick
Trilogia della città di k – Kristof
Tokyo blues - Murakami

Io diventerò più saggio, lei scoprirà gggente gggiovane.
Vado a letto contento.
Lunedì mattina facciamo una bella passeggiata per le colline, un mese prima un incendio molto grosso ha bruciato ettari di bosco, camminiamo per sentierini stretti tra gli alberi bruciati o tagliati, la fuliggine ricopre tutto, tutto è nero, tutto è cenere, tutto odora di fuoco spento. Passiamo anche per tratti in cui la natura è verde  e rigogliosa e tutto è molto bello e vivo.
Pomeriggio rilassante in casa, cannette, leggo “non c’è gusto in italia ad essere dementi”, poi solito giro di vinelli aperitivi e grigliata. Le bistecche non son buone, le costine sì, le patate spaccano, il verduraio ci delizia raccontando aneddoti della sua giovinezza tra i quali
-          Quella volta che insieme agli amici, rubando benzina da un motorino, ha dato fuoco ad un palazzo facendo evacuare 26 famiglie
-          Quella volta che ha aperto una macchina in un parcheggio non per rubare l’autoradio (come si usava in quegli anni) ma per lasciare una bella cagata sui sedili dietro
-          Aneddoti sulle bische clandestine livornesi e sui personaggi poco raccomandabili che le frequentavano tra cui “10 lire” così chiamato perché dopo aver preso ottanta milioni di liquidazione, nel giro di venti giorni era rimasto con dieci lire, e “duscento milioni”, un tizio molto ricco che in una serata sbagliata ha perso, appunto, duecento milioni delle vecchie lire.

Beviamo del vino toscano discreto e poi le due bottiglie che ho portato, la Ripassa di Zenato è molto molto apprezzata dalla coppia, il verduraio invece capisce un cazzo di vino.
Parliamo di cose interessanti, india, marocco, politica, associazioni culturali, circoli di lettura, cose che hanno fatto/organizzato/messo in piedi loro due, con l’aiuto di amici, per il bene del paese e per tentare di risvegliare altre persone, poi  si parla di cinema, poi verona, poi vado a letto completamente ubriaco.
La mattina dopo visito Lucca, città veramente veramente bella, faccio amicizia con una zingara dai denti dorati, le do 5 euro per cinque accendini, passeggio sulle mura e poi tra le viette, mangio qualcosa e poi torno da enzo, nel pomeriggio visitiamo la Certosa di Calci , dentro c’è anche il museo di storia naturale, molto interessante, e gli scheletri delle balene sono enormi, assurdi. Poi visita guidata alla Certosa, la guida sa duecento milioni di cose e tra aneddoti e spiegazioni dettagliate la tira un pò troppo lunga, alcuni affreschi sono incredibili, andiamo via da lì, recuperiamo la veronesa, si va dal verduraio, birrette, casa, musica, cannette, andiamo in pizzeria, la pizza è buona, parliamo di idiocracy, della gente che non ha coscienza né sensibilità, delle gravidanze, delle madri che non fanno le madri, dei centri commerciali, la veronese dice frasi che sembrano copiate da alcuni miei post, poi ancora filosofie orientali, noi abbiamo cervello e corpo, per loro è tutto insieme, il lavoro è schiavitù, - oh in india abbiamo conosciuto un Sadhu che ci ha offerto un chillum di ganja meravigliosa e ci ha spiegato come riuscisse a mantenere l’erezione per ventiquattro ore e addirittura a succhiare del latte dall’uccello-, la gente è attaccata alle cose, è materialista, comprano per cambiare, per sostituire, non è più “si è rotto questo devo comprarne un altro”, ora è tutto un “devo cambiare questo perché ormai è vecchio”: svolge ancora ottimamente la sua funzione ma è cazzo, vecchio.
Sono sbronzo anche stase? No, a cena ho bevuto coca cola. Bene.
Torniamo a casa, loro vanno su a letto, io cazzeggio per l’appartamento, leggo un po’, fumo un po’, non ho sonno, non riesco a dormire, mi faccio una sega per rilassarmi, vado a letto.
La mattina dopo cazzeggio un pò, riordino le mie cose, saluto tutti  e a mezzogiorno parto, dopo un’oretta anche meno entro in autostrada, sono rilassato, accendo la canna che mi ero preparato per il viaggio, c’è colonna, resto fermo immobile incolonnato per una ventina di minuti, intanto il cannone mi sta sfasciando, iniziamo a muoverci, cazzo c’è un incidente, uno sbirro fa segno di uscire, cazzo mi tocca uscire dall’autostrada, sono fatto, che faccio? Dove devo andare? Giro turistico!  E così decido di attraversare gli appennini su una merdosa statale piena di saliscendi e di tornanti mortali. 80 km di appennini da pistoia a bologna, per lunghi tratti incastrato dietro a camion che trasportano tronchi e scendono ai venticinque all’ora ma cazzo, non li si può superare, ci son 50 metri di strada dritta poi un tornante e giù così, ressto dietro ai camion, fumo sigarette guardo la natura, il paesaggio è bello, il viaggio un filino frustrante, a una certa i camion si fermano in un area di servizio e riprendo a viaggiare ad una velocità decente scendendo dai monti in quarta, arrivo verso bologna e riprendo l autostrada, dopo 5 ore sono finalmente a casa.


Ps: Enzo scusa se mi sono fatto una sega in casa tua, non è bello, però non riuscivo a dormire. E comunque l’ho fatto con discrezione ed eleganza.  Tu e la tua donna siete esseri lucenti nel buio del mondo. Lucciole giganti che rischiarano la notte mentre gli altri poveri omini vivono di riflesso, e altre stronzate così.

PPs: Sblindi anche tu non sei male! Hahaha! scusa se non te l’ho dato ma non potevo fare altrimenti.


Grazie ad entrambi, bellissima vacanza.

I'm suicide

Ho deciso cosa fare da grande. Mi sono posto tre obiettivi fondamentali nella vita:
1-      Avere un/a figlio/a
2-      Scrivere un libro vero
3-      Piantare degli alberi

Quando avrò scritto un libro e piantato gli alberi, assicurandomi di lasciare qualcosa di mio ai posteri, mi taglierò le vene dei polsi. Il figlio serve a farmi cambiare idea sul finale. Dovrebbe diventare lo scopo della mia vita e impedirmi di ammazzarmi almeno finchè non sarà adulto.
Credo funzionerà ma ora come ora non vedo molte alternative.
Io non so vivere. Non ne sono capace. L’ansia l’angoscia e il disprezzo per la società sono dentro di me da anni e questi sentimenti continuano a crescere e a crescere e a crescere.
Ci sono giorni in cui non vorrei mai uscire di casa, ci sono giorni in cui vorrei solo piangere, si, ok, dovrei farmi forza, certo, è ovvio, combattere, stimolarmi, fare qualcosa nel mio piccolo.
Fallo tu, io non ne ho voglia. Io sono pigro e arrendevole. Io non remo, mi lascio trasportare.
Io ricevo quotidianamente delusioni da persone che non sanno nemmeno di darmele, vedo continuamente facce che fanno più male di pugni, non è una questione di presunzione, non mi sento superiore, anzi semmai mi sento inferiore.
Sono un frocio a cui non piacciono i cazzi, imbrigliato nella mia stessa rete, penso agli stronzi Wallace ed Hemingway e Roy Buchanan e Sylvia Plath.
C’è un motivo comune per cui si sono ammazzati.

E’ il motivo per cui lo farò anch’io.
Si, so cosa stai pensando, te l'assicuro, lo so già, e non voglio sentirlo. 
Fatti i cazzi tuoi.
Pensa per te.
E' colpa tua.


mercoledì 5 agosto 2015

Demenzialefreakpoetarobacose

Non ho mai ascoltato gli skiantos. Qualche pezzo di sfuggita ma non li ho mai approfonditi, non mi hanno mai attirato molto.
Ero in vacanza, frugavo nell'appartamento, ero stato in giro tutta la mattina a camminare per i boschi, poi avevo mangiato, mi ero fatto una canna ed ora stavo frugando nell'appartamento -in che senso?- nel senso che i libri erano ovunque, sulla mensola della cucina, su quelle della sala da pranzo(che è sempre la cucina) e anche dietro al letto.. libri dovunque, perlopiù classici, roba impegnativa, un sacco di gialli, un librone di marx, pasolini bellow céline toh ci son anche pahlaniuk e Welsh. Do una letta veloce ad una raccolta di poesie di Beckett, non mi piace, cerco qualcosa di leggero -quello cos'è?- "non c'è gusto in italia ad essere dementi" di Freak Antoni (sarebbe quello che canta negli skiantos).
Libretto molto easy, raccolta di pensieri, poesia, canzoni, cazzate.
Le cazzate sono divertenti, le canzoni no, alcune delle poesie sono eccezionali, quindi mi par giusto convidividerne qualcuna, che l'arte bisogna spanderla in giro rovesciarla dappertutto iniziamo dalla parodia della celebre "S'i' fosse foco arderei lo mondo" di Cecco Angiolieri (cercatela).

   S'IO FOSSI SCACCO VORRIA ESSER LO CABBALLO
S'io fossi scacco
vorria esser lo cabballo
ce di tutti i pezzi
è il solo
che ti fa lo movimento strano
inaspettato
un poco figlio di mignotta
lo cabballo
vaca un poco avanti
et poi zacche!
ti gira
e ti piglia per lo fianco
ti futte
che manco te n'accorgi
lo cabballo
di tutti i pezzi
(é) lo più infingardo
mi piace assaie
più dell'alfiero
che di sghimbescio curre
più dello re
che sempre in ansia sta

La chiusura di questa poesia vale da sola il prezzo del libro e, se non lo pensi sei senza speranze.
La prossima è più acida. Aveva sicuramente bevuto prima di scriverla. Io queste cose le sento.
Parte fortissima poi perde un pò, il finale va visto come incompleto, si vede che ormai Freak era troppo cotto e non sapeva come chiudere... è come quelle canzoni che non hanno un finale, semplicemente si abbassano e abbassano fino a scomparire nel nulla. Hai capito? Dici che non è così? Io ne sono sicuro, io queste cose le sento.


CITO MAJAKOVSKIJ E SOGGHIGNO

Sogghigno isterico
citando Majakovskij
sobbalzo di nervi contorti
tramortisco sinapsi che urlano in ginocchio
nel cranio uranio arricchito
annichilito litio e metalli non nobili
(stronzio e molti succedanei)
senza chiedere aiuto
(non ne ho bisogno)
io che frantumo castelli in aria
pieno di furore (poetico e no)
io che rutto al potere e gli mostro
il sedere
di brufoli bitorzoluti posseduti dal pus
io che frantumo Vaschi Rozzi nazionalpopolari
(piaceallemammenonneziepapà)
in mille pezzi vi esplodo la testa
inutili qualunquisti
menefreghisti a go-go
vi impoltiglio materia grigia come vostri patetici murales
inutili
come opere di pene
alle anziane
carampane
carovane piene di catrame
verderame...


Finiamo con qualche haiku:

H-10
Fendono l'aria le mie parole
dicono cose 
che neanch'io comprendo

H-11
gola di catrame
testa di piombo
vomiterei l'anima se ne possedessi una

H-12
2.38 della notte
bere non serve più
spero solo di non sognarla

H-!3
Mi sono rotto i coglioni
di scrivere poesie
di soli tre versi
(sti cazzo di giapponesi)