martedì 30 giugno 2015

Ci siamo spaccati a buso

Alle 4 e 40 suona la sveglia ma io sono già sveglio, mi svegliavo prima anche quando andavo a scuola, cioè poi non andavo veramente a scuola ma mi svegliavo prima perché sono fottutamente ansioso e se so che mi devo svegliare e ho la sveglia settata dormo male e mi sveglio prima della sveglia.
Scendo in cucina, come avevo deciso ieri sera butto un wurstel su una padella e un uovo in un pentolino, sarà una giornata impegnativa, devo partire carico.
Alle 5 e un quarto sono fuori casa, non arriva nessuno, nel gruppo su wazzup volano bestemmie, il tizio che ha le chiavi di uno dei due pulmini, che per comodità chiameremo “quello della ganja” è andato a letto sbronzo alle 3 insieme ad altri due scemi che chiameremo “alcool warrior e Domingo”.
Dopo un po’ quella della ganja si sveglia, passa a prendermi, carico sul pulminetto le birre e i camparini per il viaggio.
Siamo due pulmini e un auto, diciannove persone, troppi decisamente troppi cretini.
Infatti uno non si svegliava più, n’altro ha lasciato a casa i documenti, n’altro li ha lasciati  a casa anche lui ma se n’è accorto alla fine perché è sotto quindi con quello della ganja che arriva sotto casa di tutti suonando il clacson come un coglione -un tizio gli grida spero che te mori- riusciamo a prender su tutti quanti, con un’ora e mezza di ritardo svegliamo il festeggiato irrompendo in casa su come bestie feroci, gli ficchiamo in bocca un camparino mentre ha ancora gli occhi incrostati, lo carichiamo e prendiamo l’autostrada.
Dopo un’ora di viaggio, canne, birre e la prima scatola di campari soda c’è già alcool warrior che non si capisce più, parla a cazzo e si addormenta ogni due minuti e Domingo che vomita saliva e rum.
Vabbè scazzi mazzi musica di merda -riesco a farla una canna prima della dogana?- “si” …   [swish] … “quella la in fondo è la dogana” –ho fatto due tiri, appena acceso- fumiamo in fretta e furia apriamo i finestrini accendiamo sigarette, alla dogana una sbirra ha la faccia da stronza domingo ha i piedi sul cruscotto la faccia da somaro, passa le carte d’identità alla sbirra con fare da terrone lei s’innervosisce ci chiede se abbiamo droga e alcool, ci guarda malissimo fissa torva incazzata mi sudano le palle vicino al sacchetto col fumo, ci fa segno di andare, rock n roll si riparte altra musica di merda domingo lancia il posacenere fuori dal finestrino, minchiate varie,  dal confine croato andiamo in giro con il portone scorrevole aperto per far entrare aria ma soprattutto per far capire subito a tutti che siamo italiani di merda, Alcool warrior nel frattempo si è seduto davanti e ogni tanto apre e chiude la sua portiera perché l’auto segnala che c’è una porta aperta e lui è già così cotto che non si è nemmeno accorto che stiamo andando in giro col portone spalancato, ecco abbiamo fatto trecentocinquanta chilometri siamo arrivati.
Si pranza in un bel posto dove si mangia di merda, dopo pranzo alcuni dormono per ripigliarsi, altri vanno in piscina poi in spiaggia, alle sei ci ritroviamo tutti con la solita ora e mezza di ritardo quindi in realtà sono le sette e mezza, vestiamo il futuro sposo, sì,stiamo festeggiando un addio al celibato, e per la precisione lo vestiamo con calze a rete molto carine, un costume da donna intero rosa con gli sfrinfoli sulle tette, un papillon azzurro e un capello da gangster verde evidenziatore. Stile. Neanche tempo di uscire dall’albergo che becchiamo sti due croati cotti come aole, fatti di jack daniels, uno dei due è a terra morto, l’altro cerca di alzarlo bum tutti a terra testate sul cemento, gente strana, iniziamo a girare per la città bevendo shot: Tequila e  vodka secca. Dei croati gentili scrivono voglioso di prenderlo in culo sulla schiena dello sposo con un indelebile nero.
Il posto è bello, non pensavo. Tanti, troppi ristoranti e gelaterie, pochi bar. L’alcool costa troppo, troppo nel senso che costa come qua e noi pensavamo che ce lo tirassero in faccia a secchiate, chiediamo a un tizio dove bere cheap e ci indica un paninaro.
Sto paninaro non ha neanche posti a sedere: è una finestra. È una finestra da cui ordini e lui sta dentro alla finestra a fare panini con hamburger enormi, cevapceci o camàccicì, patate fritte e pinte a un euro e 10 cent.
Ci mettiamo in diciannove davanti al paninaro gridando come bestie e infastidendo tutti gli altri turisti, italiani merda! mangiamo roba e beviamo tre o quattro pinte, cerchiamo di comprare della marijuana, cambiamo posto, passeggiata in riva al mare, altre birre, altri shot, un locale vuoto, ci giriamo, di nuovo il viale, oddio una specie di disco bar, andiamo lì, lo odio, beviamo tanqueray tonic, forte cattivo, mi stona, voglio andarmene da qui, uno dei nostri è in mezzo alla piazza che barcolla, un altro dice ora lo placco e corre per venti metri lanciandoglisi addosso, cadono, gente ride, tante fighe sono strasbronzo  vado verso l’appartamento non ho cartine fumiamo un biscio in un bicchiere torniamo indietro, gli altri sono pieni come zappe, lo sposo ballando tra la folla avvicina la bottiglia di birra alle labbra qualcuno lo colpisce sbim gli parte mezzo incisivo e lui vola per terra, quello della ganja lo aiuta ad alzarsi un buttafuori li raccoglie e li molla in strada –italiani merda!- nel giro di 10 minuti vengono sbattuti fuori tutti, si chiacchiera in mezzo alla piazza gridando commenti osceni a qualunque femmina si avvicini, il tasso alcoolico è folle, prendo “quello della ganja” e gli dico a che diocan dovevi andare mezzora fa dal tizio della panineria a prender l erba, lui non sta in piedi, l’accompagno alla panineria, il tizio ci fa segno di aspettare, “quello della ganja” si siede su una sedia che non so perché è lì e lui si ribalta per terra con sedia e tutto e sta lì come un sacco di merda, dei croati faccia-da-bottigliate ci prendono per il culo in croato, lo raccolgo, l’erba non c’è, fa stesso, torniamo al disco bar raduniamo la folla, gente si ribalta, tutti gridano e ridono e sono felici, lo sposo ha un dente rotto sembra Cletus dei Simpson, siamo di nuovo in marcia, ogni volta che passa una ragazza la gente grida OOOOOHHHH  Ahhh-Uu’ AUUUU’ A-UUUU’,!!! Dovremmo essere spartani siamo degli oranghi, beviamo altra roba, siamo in un altro locale, è quello di prima in fondo al lungomare solo che ora è pieno di gente, una tizia pazza twerka sul cazzo dello sposo, gli sta addosso, balla, gli struscia il culo sul pisello, glielo sbatte addosso così forte che un paio di volte lo sposo viene addirittura scaraventato a terra, giuro, cose pazze, bevo una tequila, appena la mando giù sento che sboccherò sul banco, guardo il valoroso compagno che l’ha bevuta con me e ha la faccia da vomito dico la mia serata è finita lui anche ed usciamo, fumo la trentesima sigaretta “quello della ganja” mi dice che “Alcool Warrior” è matto ed è rimasto da solo al disco bar, è la da solo da due ore, gesù cristo, passiamo a prenderlo, andiamo verso l’appartamento, incrociamo un matto evidentemente strafatto o rimasto sotto da qualche droga psichedelica che sostiene di essere uno sbirro e ci grida in faccia e rischia seriamente di prendere un pugno in mezzo agli occhi, poi ce n’è un altro, un ragazzo giovane, seduto da solo che fissa il mare, ai suoi piedi una tanica di cinque litri, il tizio si alza e ci segue, mi allontano, “Quello della ganja” ci parla un po’, poi il tizio sparisce “che ti ha detto?”  “è completamente fuori di testa,non so” “Cosa c’è nella tanica?” “l’ho annusata e stavo per sboccare, credo vino bianco e un qualche succo di frutta acido”, arriviamo agli appartamenti, sono le 5, facciamo l’ultima canna, alle sei si dorme, alle nove e mezza mi sveglio con un posacenere in bocca, cammino storpio di là, cerco di svegliare le bestie, grido, nessuno si alza, alle dieci c’è il check out, si tira su quello della ganja, ci prepariamo per andare al bar giusto in tempo per vedere “Alcool warrior” che si sveglia apre il frigo e shotta tre campari soda in otto minuti roba che se lo faccio io dopo che ho bevuto dodici ore e dormito tre mi vien su un’acidità di stomaco che rutto polonio210 comuuuuuuuuuuuuuuuuunque fatto sta che andiamo al bar e sta croata barista mi dice che per mangiare devo andar su allora andiamo su io e quello della ganja e c’è il ristorante ed evidentemente qua c’è la colazia a buffet e noi non ce l’abbiamo free la colazia a buffet non la possiamo fare perché siamo degli appartamenti non dell’albergo ma c’è del fottuto bacon unto e croccante MANGIALOMANGIALOMANGIALO mi faccio dei panini, bacon, coppa, prosciutto, formaggio, due bicchieri di succo –signori volete caffè?-  -no grazie- ci alziamo, la cameriera ci ringrazia, andiamo giù, aspettiamo gli altri arrivano mangiano panini tristi e a pagamento, ho il cervello in acqua galleggia fa le bolle stiamo un’ora a far niente, poi si va, si torna a casa  -fermiamoci al lord of grill a mangiare un porco arrostito che è super buono ed è sulla strada- in pratica però quando arriviamo a venti km dal confine con la slovenia è chiaro a tutti che lord of grill era su un’altra strada e ci fermiamo in una bettola mangiamo una buona porchetta ottimi cevapceci cipolla cruda e patate in teccia, il dolce non lo prendo ho lo stomaco che non digerisce niente è tutto gonfio, i butei lo vogliono gesù cristo è roba turco balcanica col miele e le noci sembra un involtino primavera mollo vecchio guasto e unto di gelatina,  di nuovo sui mini-van puzziamo di quel orrendo sudore alcolico birra cevapceci e cipolla, per fortuna arriviamo a casa e posso lavarmi e mangiare una pesca succosa.

Mai più addii al celibato all’estero in diciannove persone, fanculo.


C'è chi sogna tanta fama
C'è chi sogna tanta grana
C'è chi sogna una ferrari
Noi sognamo un Campari!

lunedì 29 giugno 2015

L'odio mi morde le palle

Meglio scriver fuori un po’ di schifezze, prima di diventare completamente pazzo.
Sto leggendo Tokyo Blues, all’inizio del libro Murakami prova a scoparsi qualche tizia così per sport, senza provare una vera attrazione, e ovviamente resta deluso.
Io sono così. Non mi riesce di essere frivolo. Il mio cazzo, che comunque è un bel cazzo, è molto, molto più piccolo del mio cervello (che, ci tengo a sottolineare, è enorme ma funziona malissimo) quindi non conta quasi niente.
Andare con una per cui non provi un forte interesse è come mangiare un kebab vegetariano: inutile  e per niente appagante.
Dovrei mettermi in testa di andare in giro a fica. Sfruttare amiche, conoscenti e locali alla moda per conoscere il maggior numero possibile di femmine, scremarle, e trovarne qualcuna interessante.
Ma non credo lo farò.
Sono troppo pigro e troppo insicuro.
A volte mi sento arrogante e presuntuoso ma in realtà io penso di essere un enorme coglione. Se togliamo dal conto degli essere umani tutti quelli che non sono in grado di pensare con la loro testa, chiamiamoli pure ritardati, che è una parola che mi è sempre piaciuta, dicevo, se togliamo i ritardati, tra tutti gli esseri umani normodotati io sono il più coglione di tutti. L’ultimo in classifica. Talmente lento che viene doppiato dai primi.
Anzi non sono lento, sono fermo. Ho bucato. Tutti hanno studiato qualcosa e ora fanno qualcosa.
Io, della mia vita, NON FACCIO NULLA. Me ne sto fermo qua e aspetto che il tempo passi.
Non ne vengo fuori, non ci riesco proprio.
Mi dico: “fai qualcosa, qualsiasi cosa, tutto è utile” e poi penso “fanculo, non faccio nulla, è tutto inutile”.
Oggi ho preso una vanga e ho rigirato tutto il giardino, poi l’ho rastrellato e livellato, domani pianto l’erba. E pitturo la taverna.
Sto facendo cose utili? Sicuramente si.
Sono utili per me? Sicuramente no. Sono utili per la mia casa, non per me.

Non parlo più con nessuno.
Giuro, non mi riesce più di aprirmi e di parlare di qualcosa che non sia una stronzata.
A volte, quando sono sbronzo, il grumo di disprezzo che mi blocca in gola le parole si scioglie e riesco a parlare veramente con qualcuno, ma di solito dura poco.
Mi sembra che la vita sia fatta di chiacchiere di circostanza: dici quello che andrebbe detto, non quelllo che vuoi dire.
Sto tornando in uno di quei periodi di depressione merdosa.
Lo so perché appena apro gli occhi mi sento già solo, triste e disperato.
Passerà, alla fine passa sempre, ma in questi giorni mi fa tutto troppo schifo.


Non avere fede in se è la priorità
illimitata e indubitabile,
fede che non sa che cosa farsene
della convalida della comunità

Non avere niente da
dichiarare eccetto che
Il proprio fulgido genio
tanto c'è che la falsità
è solo l'altrui verità
che vorrei prendere
a calci in faccia


Ascolto i Marlene e mi chiedo come fa Godano a non pisciare addosso alla gente che incrocia per strada.
Io e me è una delle mie canzoni anti depressive 


fanne tesoro perchè verrà
cenciosa e rapace
la solitudine
su di te



venerdì 26 giugno 2015

Playlist alcoolica

"Vedi, da quelle parti, come del resto in tutti i paesi arabi,
la condizione della donna è talmente arretrata che
per un kuwaitiano una ragazza che se ne va a spasso
bevendo coca-cola non può essere altro
che una puttana.


Persepolis - M. Satrapie



In questi giorni la cosa che in assoluto mi da più soddisfazione e non portare le mutande.
Vado in giro per casa con dei pantaloncini da calcio corti senza tasche, leggeri e delicati, 
e sotto niente.
Sono felice. Veramente.
Con i fottuti boxer addosso e i jeans sopra,a volte quasi ti dimentichi di avere un cazzo. Se ne sta lì contorto schiacciato come un porcellino d'india in gabbia. Un porcellino d'india pelato affetto da idrocefalia.
Senza le mutande la vita è migliore. Il pisello è libero di appoggiarsi sui coglioni quando sei seduto, e libero di oscillare come la proboscide d'un elefante minuscolo mentre cammini.  Minuscolo ma felice.
Non è costretto a starsene immobile intrappolato, può muoversi e giocare e sognare e tu ti puoi sentire più uomo perchè ogni tanto mentre cammini lo senti sbattere da qualche parte e dici oddio cos'è? E' il mio cazzo. Fico.

L'unico effetto collaterale è che tutte 'ste oscillazioni lo fanno imbarzottire di continuo. 
Ti va di ascoltare della musica alcoolica? A me si
Creiamo una compilation dai! Yeaaahhh
Partiamo dal punk

Un pò di celtic

raggae

spazio ai gruppi italiani

Immancabile.

avete mai sentito dei pirati suonare metal?


Finiamo coi numeri uno.
Seeing double at triple rock - NOFX


When in minnesota and you got a drinking quota!!!! 
           Don't stop!!!!!















giovedì 25 giugno 2015

Inizio ad averne i coglioni pieni: gente vuota che vive vite insensate e ignoranti che chiede a me come faccio ad avere una vita così vuota? Ma come cazzo state?

Giorgio dice che non passa le giornate su fb, si limita ogni tanto a dare un occhiata alla sua home. Per lui dare un’occhiata significa leggere tutti gli stati di tutti i suoi “amici” e, quando s’imbatte in qualcosa di idiota scritto da qualche mongoloide, linkarlo ai suoi amici su Wazzup e tutti insieme commentare e insultare il mongoloide.
Deridere le uscite, le frasi, le idee degli altri. Disprezzare le loro vite per dare più valore alla propria.
Io non capisco.

Io disprezzo persone fatti e cose quotidianamente. Da solo. Parlo da solo. Critico da solo. E se sono con un amico magari esprimo il mio pensiero critico, ma di certo non creo un gruppo per insultare coglioni.

La gente spreca sempre più tempo a giudicare il prossimo, ci hai fatto caso? Pensavo ci stessimo lentamente evolvendo ma inizio a pensare che si stia andando sempre più verso un’involuzione. Tutti a guardare quando è diverso quello, quanto è sfigato quest’altro e poi via tutti insieme in palestra, via tutti a farsi una lampada, ce ne fosse uno che vuole un cervello migliore.


Non riuscirei mai ad avere tutta la giornata libera. Sto bene lavorando, mi sento utile, do il mio contributo alla società, e la sera, quando arrivo a casa, sono talmente soddisfatto che non ho le forze d’imparare qualcosa, magari guardo cosa fanno su italia uno e, se non c’è un cazzo, ci sono sempre serie fantastiche su dmax.

mercoledì 24 giugno 2015

vuoti affollati


amare fragole comete di ansia

ritmici passi immobili nell'indispensabile vuoto pulsante della vita

croniche abitudinarie aritmie mentali

sgranando i futuri dal rosario smarrito

soffio polvere d'incubi felici


Penso sempre ma non ho niente da dirti.

La pena del tenermi per me.

lunedì 22 giugno 2015

Un giorno il mondo cambierà

Un giorno, quando io sarò morto, e tutti voi sarete morti, il mondo cambierà.
Per sentirsi emancipati liberi e alternativi non bisognerà più vestirsi da punk o da metallari. Basta bandiere della pace, piercing strani e tatuaggi selvaggi.
Un giorno, tra abbondanti manciate di anni, il pazzo, il sovversivo e quello contro le regole, saranno rappresentati da una ragazzina di tredici anni che sale sulla metro con un libro in mano. E tutti gli uomini lì a fissarla
- oddio, hai visto? Ha un libro-
- Scusa, ma che senso ha leggere quando puoi ascoltare mentre lo legge un altro?-
-Boh, probabilmente è matta, andrà anche in giro a piedi come mille anni fa, con le scarpe con le suole di gomma-
-di gomma?-
- Si, lunga storia, una volta le scarpe non volavano. Si camminava per terra, come quando sei scalzo.-
- Disumano. Antievolutivo.
- Già-


E lei, la tredicenne con le suole di gomma, camminerà nell’audioteca in uno stanzino umido e sporco, nel SUO stanzino umido e sporco e si perderà tra montagne di carta e storie, l’odore dei libri tornerà importante, i polpastrelli a scoprire una copertina rilegata in cuoio, la mente viaggia a quando le persone leggevano e scrivevano e nessuno beveva merdoso Brawndo

Post gentilmente offerto da Carl's Junior.

domenica 21 giugno 2015

Recensione: PI GRECO - Il teorema del delirio




Quando ho visto Requiem for a Dream ho pensato “il regista di sta roba è un genio” e, beh, il regista di quella roba è Darren Aronofsky, di cui ho avuto il piacere di guardare anche the Wrestler e Il Cigno Nero(e mi è piaciuto di più quest’ultimo).
Ho letto di Pi Greco da qualche parte in internet, esordio di Aronofsky come regista e sceneggiatore.
Sembra una figata, dura anche poco, 80 minuti, come i film di Allen, ok lo guardo.

L’ho guardato e senza dilungarmi troppo ecco la recensia in tre parti:

Primo impatto(dopo 10 minuti di film): L’idea del genio matematico coi super mal di testa sembra una cosa già vista, i temi trattati e le idee sono interessanti, la trama però sembra un po’ piatta, come se dovesse dipendere tutto solo dai ragionamenti e i colpi di scena fossero solo nella testa del genio.

A metà film (45min)ho pensato: Oh mio dio, è troooopppo lynchiano*, le scene degli attacchi di emicrania del protagonista sono puro David Lynch, i suoi ragionamenti da Archimede a Michelangelo alla Torah a Wall Street sono illuminanti, questo film potrebbe essere un capolavoro.

Alla fine ho pensato: No, non è un capolavoro. Ma vale veramente la pena vederlo: belle trovate, atmosfere inquietanti. E’ come prendere eraserhead e il codice da vinci, scioglierli in una pentola con dell’acqua bollente, filtrare il tutto, metterlo a bagnomaria in una bacinella piena di mdma e, quando l’emmedì è assorbita, far seccare il composto, farci delle caramelline tipo mentos e andare al cinema a vedere   Waking life **   mangiando le caramelle e possibilmente offrendole alla gente in sala cosicchè dopo la visione si possa tutti insieme discutere dei vari semi-folli pazzeschi monologhi del film.
Scusa sono andato lungo. E’ un bel film, guardalo.



*Sto leggendo il saggio di DFWallace “Lynch non perde la testa” e siccome Wallace è pazzo il saggio è diviso in diciotto punti ed è lungo cento pagine. L’articolo dovrebbe parlare del film “strade perdute” ma DFW, giustamente, crede che prima di parlare del film tu debba conoscere qualcosa su Lynch. Con qualcosa intende tutto. La sua vita, la sua arte, i messaggi che vuole o non vuole mandare, pareri su tutti i suoi film e via dicendo. Se t’interessa Lynch (e se non t’interessa, dovrebbe) ti consiglio di procurarti questo “pezzo” perché il punto8 Che significa  lynchiano e perché è importante” e i successivi sono molto importanti per capire film malati come, appunto, quello che ti ho appena consigliato.



** Waking life è un d'animazione in rotoscope diretto da Richard Linklater, un altro che la sa lunga. Tra i suoi altri film da vedere per forza: School of Rock, A Scanner Darkly e Boyhood

sabato 20 giugno 2015

Italiani brava gente, italiani dal cuore d'oro

…sono dentro al seggio e tutti sono lì rilassati che si fanno gli affari loro, allora gli dico “scusate, ma non dovreste controllare che non entri col cellulare?”
“No, non dobbiamo controllare.”
“Ma c’è scritto lì” indico il cartello appeso lì a due passi”.
“Si, Basta la direttiva”.
“Non basta la direttiva, se nessuno la fa rispettare”
La scrutinatrice con la faccia da prof rompicoglioni si irrita “Bene” dice, alzando il tono, “Allora mi dia il suo cellulare”
“Certo che glielo do, gliel’ho chiesto io di prenderlo! Credo che le stia sfuggendo il punto. E’ tutti gli altri che dovete controllare”
Voto, esco dalla stanza, lì fuori ci sono due sbirri, vado da loro
“Ho fatto presente che qualcuno dovrebbe controllare che i cittadini depositino i cellulari prima di votare, ma nessuno controlla.”
“e che? Dobbiamo controllare tutti a uno a uno?”
“Almeno supervisionare. Andare là dentro e dirgli di controllare”
“ Senti, giovane, noi non possiamo fare niente.”
“Allora possiamo tranquillamente vendere i voti, siamo tutti qua a perdere tempo?”


Esco, salgo in macchina, bestemmio, mia morosa mi dice che ho ragione, vado in comune, entro nell’ufficio elettorale, spiego il problema. Intorno a me decine di anziani che hanno perso la scheda elettorale.
La tizia con cui parlo mi dice “Guardi, se è veramente così, è una cosa inconcepibile. Ora faccio subito un giro di telefonate”
“Non deve fare un giro telefonate. Se li chiama le dicono si ok e poi continuano a non fare niente, deve alzarsi da quella poltrona e andare a controllare. Ci sono anche i poliziotti lì che non fanno niente”
“Non posso lasciare l’ufficio.”
Lascio perdere. Me ne vado inorridito ma sorridente perché ricevo numerosi attestati di stima dagli anziani presenti
.

Cerco di farmela passare, vado verso il paese dove abita mia morosa, che deve votare anche lei.
Entriamo nel seggio, non c’è nessuno che controlla, lì fuori c’è uno sbirro, da solo, non resisto
“Senta, mi scusi, mi può spiegare perché in nessun seggio viene controllato che i votanti non abbiano il cellulare? Lei, per esempio, non può andare lì dentro?”
Lo sbirro sorride “Guarda, purtroppo funziona così. Io, come vedi, sono qua da solo, adesso entro in quella stanza e tutti iniziano a controllare, appena esco per andare in un’altra stanza sono già di nuovo tutti seduti.”
“Eh ma, ed è normale?”
“A LORO fa comodo così. Tu hai ragione eh, ma non possiamo far niente. Legalmente io non posso nemmeno perquisirti.”
“Ah, ottimo.”
“L’unica cosa che puoi fare è mandare una lettera al giornale”
“O scrivere un pezzo su pensieri abortiti.”
“Eh?”
“Niente.”


venerdì 19 giugno 2015

PAPA BERGOGLIO è il male, svegliati

Ogni tanto mi viene in mente che c'è sto tizio morto, Giuseppe Carraro, che era un prete e che è stato beatificato. BEATIFICATO.
Vuol dire che è un mezzo santo.
E si scopava i bambini.

Qua c'è un articolo dell'Espresso che parla della denuncia che gli ex allievi dell'istituto A.Provolo di Verona hano sporto contro i preti che li abusavano da ragazzini.
Sti tizi, tra decine di oscenità che non mi va di descrivervi ma che potete facilmente trovare su google, sostengono che il più bello della classe, un ragazzino biondo e boccoloso con dei grandi occhi verdi, venisse sistematicamente portato dal vescovo di Verona che, all'epoca era, appunto, Giuseppe Carraro.
Eh? E Perchè?
Perchè dei preti che vanno in visita dal vescovo devono portarsi dietro un bambino biondo e boccoloso?
Perchè era un dono.
Il ragazzino biondo, che ora è un adulto con una sessualità non ben definita, ha dichiarato di essere stato violentato dal vescovo.

Siccome la denuncia veniva da sessantasette persone, la chiesa non poteva far finta di niente, anche perchè ormai l'espresso aveva più volte parlato di quei fatti e la voce cominciava a spargersi, allora succede che: 
La chiesa ammette le colpe ma , si sa, i preti non si giudicano, non vanno mica in tribunale, 
 riporto da un pezzo di un articolo del Fatto quotidiano (è il primo link che ho trovato)

Nell’ammettere le colpe, la Congregazione della fede non ha voluto prendere provvedimenti secondo giustizia contro i colpevoli. Nessuno è stato spretato, nessuno viene cacciato dalla Chiesa, solo insignificanti pene, come abolire i contatti con bambini o attenta sorveglianza da parte della Curia di Verona. Che è bene ricordare: inizialmente ha coperto questi preti. 


In pratica dei pedofili già deceduti han detto "quelli lì son morti, lasciamoli in pace", di quelli vivi e troppo vecchi han detto "quelli son troppo vecchi, lasciamoli stare lì dove sono"(e sono, te lo giuro, ancora nello stesso istituto dopo che il vaticano stesso ha detto che sono pedofili).
Quelli che proprio erano indifendibili lì hanno mandati in argentina(come se fosse una punizione!), dicono lontano (ne dubito) dai bambini.
Immagino che, visto che preti accusati da decine di persone se la sono cavata senza problemi, per il vaticano non dev'esser stato difficile far cadere le accuse contro Giuseppe Carraro(lanciate da un singolo ragazzo, il dono), anche perchè quando è scoppiato lo scandalo lui era un beatificando e la chiesa non poteva certo far beatificare un pedofilo di merda.

26 TRA PRETI E FRATELLI LAICI RISULTARONO PEDOFILI
Da un inchiesta, ribadisco, voluta dal Vaticano stesso, perchè i preti non possono essere processati dallo stato italiano.
Butei sti qua vengono IN ITALIA a violentare i vostri figli e poi il vaticano ti dice che ci pensano loro a processarli, creano una commissione d'inchiesta e decine di preti pedofili fottuti marci si trovano in una stanza con le finestre alte tre metri e il pavimento di marmo e gli affreschi sui cazzo di soffitti e si dicono "cerchiamo di trovare una soluzione per salvare i nostri fratelli pedofili, nascondiamoli invece di punirli, e continuiamo a scoparci i bambini"
Nel frattempo, Giuseppe Carraro, che non perdeva tempo a violentare ragazzi a caso, ma si faceva portare solo i più belli, ha raggiunto il titolo di servo di dio.

Ovviamente sto scrivendo cose che sono già state dette alla BBC, alla CNN e in ogni tv che si rispetti. Incredibilmente su Studio Aperto e al Tg uno non ne hanno parlato.

Adesso, dio schifoso maledetto, lo capisci perchè quando sento parlare di chiesa perdo la pazienza? Lo capisci perchè, dannato testa di cazzo ignorante* che credi a tutto quello che vedi e hai una patina di merda sugli occhi, lo capisci perchè quando sento che Bergoglio è un papa buono mi sale il vomito fino in gola?
Adesso, invece di fare il coglione, vai su google e cerchi qualcosa di reale che Bergoglio ha fatto contro i pedofili.
Non troverai un cazzo, a parte un mucchio di parole
"no ai pedofili, userò il bastone contro i preti pedofili, quelli che fanno del male ai bambini vanno perseguitati."
E i fatti? E i fottuti fatti? 
Gli schifosi preti malati ci sono. Leggi i giornali, chiedi in giro. C'è pieno. E la chiesa lo sa.

CAZZO, DEVO ANDARE A PRENDERLI IO???


 Sai Bergoglio chi mi fa venire in mente??? Il fottuto Berlusconi.
 Ha lo stesso charme, ammalia le persone, promette mari e monti, Berlusconi toglie le tasse, Bergoglio caccia i pedofili e accetta gli omossessuali.
Le fottute tasse aumentano, i pedofili fanno la messa e  i gay non possono neanche entrare in chiesa.
Berlusconi va all'Aquila con i giornali e le televisioni per inaugurare le prime trenta case costruite a tempo di record dopo il terremoto, Bergoglio fa i bagni per i senzatetto
Sul serio.
 Dico, cazzo, sul serio, te lo devo venire a dire io che sono due stronzi che hanno la faccia come la merda? Che fare venti bagni è un operazione commerciale? Cazzo, non ce la faccio più. 

Di seguito i nomi dei sacerdoti coinvolti nello scandalo e le loro attuali posizioni aggiornate a maggio 2014
PRETI E FRATELLI LAICI COINVOLTI VIVENTI ;

 Don Eligio Piccoli (residente presso Istituto Provolo Verona)

 Don Rino Corradi (residente presso Istituto Provolo Verona –Chievo)
Don Danilo Corradi (residente presso Istituto Provolo Verona-Chievo)
Don Alcide Tovo (residente presso Istituto Provolo Verona)
Don Vasco Dal Dosso (residente presso Istituto Provolo Verona)
Don Agostino Micheloni (residente presso Istituto Provolo Verona)
 Don Arrigo Zerbato (ex prete) (residente a Dossobuono VR)
 Don Luigi Colognato (ex prete) (residente a Verona)
Don Giovanni Granuzzo (superiore Istituto Provolo La Plata – Argentina)
Don Nicola Corradi (residente presso Istituto Provolo La Plata – Argentina)
Don Giuseppe Pernigotti (parroco SS Gratiliano e Felicissima – Fabrica (Roma)
 Fratel Rizzi Erminio (residente a Gazzo Veronese VR)
Fratel Sergio Orso (fratello laico intervistato da L’Espresso )
Fratel Spinelli (residente in Argentina c/o Istituto Provolo La Plata)

Tanti altri nel frattempo sono morti. Ottima notizia, peccato che questi maiali sarebbero dovuti morire prima di commettere gli abusi.


Molto interessante, per restare in argomento, è la puntata numero 8 della sesta stagione di South Park, Red hot catholic love (amore cattolico rovente), in cui padre Maxi (parroco di South park) viene colpito dallo scandalo dei preti pedofili e decide di andare in Vaticano dove scopre di essere l'unico prete che effettivamente non molesta i bambini.
Nel frattempo Cartman scopre che si può mangiare dal culo e cagare dalla bocca.
Vi consiglio di cercare questa magnifica puntata, una delle migliori di sempre, e guardarvela.
Non posso fornirvi link perchè appena googlo streaming vengo travolto da un ondata di pop-up maledetti..



* ovviamente non mi riferisco a nessuno in particolare, ma a tutti quelli che pensano che la chiesa, ora che c'è un papa fico, sia migliore di prima.

giovedì 18 giugno 2015

recensione Battle Royale

Mamma mia, Battle Royale è un film terribile. Prima di tutto è un film giapponese e i giapponesi sono dei matti pazzi fottuti, mi è capitato di vedere film coreani passabili e addirittura un film coreano eccezionale (old boy) ma i giappo no vècio, i giappo sono semplicemente pazzi fottuti.
La trama del film:  In un paese terribile il governo decide che, siccome non ci sono più i ragazzi di una volta, è il caso di far tornare i ragazzi di oggi com’erano i ragazzi di una volta. Tipo rispettosi, educati, obbedienti.
E come si fa a far diventare rispettosi educati ed obbedienti dei ragazzi?
Educandoli, direte voi.
Beh, no. Una volta l’anno viene estratta a sorte una classe tra tutte le scuole superiori nazionali, gli alunni di questa fortunata classe vengono lasciati su un isola con uno zainetto sulla schiena e un collare al collo.
Nello zainetto c’è acqua, robe varie inutili e un “arma”. “arma” l’ho virgolettato perché c’è gente col mitra e le bombe a mano, uno ha il coperchio di una pentola, la sua amica un binocolo, uno ha un giubotto antiproiettile,  n’altro un radar. Oggetti utili, per carità, ma di certo non armi.
I butei devono accopparsi tra di loro e quello che rimane ha vinto. Se dopo tre giorni di “gioco” i superstiti sono più di uno, vengono tutti ammazzati tramite esplosione del loro collare.
Il collare serve a rintracciarti e scoppia anche se cerchi di toglierlo, ovviamente.
Tra i partecipanti solo gente pesantemente stereotipata: c’è il ciccione pauroso, l’idiota, la ragazzina timida vessata dalle compagne, gli innamorati, la ragazza stronza acida che si pettina i capelli, una specie di hacker mcGyver, lo sfigato dimmerda, la ragazza carina ma insicura e, …. questi sono il top del top,… un tizio che ha già vinto una passata edizione della Battle Royale e che quindi, giustamente, ha deciso di fare un altro giro, e the last but the fuckin’best, il tizio che non c’entra na sega e s’è iscritto volontariamente così per gioco perché ha sempre sognato di accoppare la gente.

La storia si sviluppa così: muore gente di continuo e ogni tanto parte della musica classica, tutti gli omicidi sono contornati da dialoghi inascoltabili, tutti fanno cose stupide sempre, alcune scene sono veramente imbarazzanti, tutti sparano continuamente con mitra e pistole a mai, e sottolineo mai, più di 10 metri di distanza dal loro cazzo di bersaglio, spesso sparano proprio da pochi passi ma niente vécio, il 95%  dei colpi va a vuoto. C’è gente che mira e spara più colpi da 4 fottuti passi, ma niente vècio, è una roba incredibile.

Verso la fine mi son fatto quattro risate e, cazzo, fosse stato più divertente sarebbe stato anche un film guardabile, ma purtroppo non è così, e per i primi 80 minuti c’è veramente troppa merda..
E’ un film che non si può votare, si può dargli un non-voto:
INCLASSIFICABILE.


mercoledì 17 giugno 2015

Raccontandomela

E’ terrificante aver voglia di scrivere e non sapere di cosa parlare.
Potrei parlarti di gatti, o spiegarti perché DFWallace è un genio, ma magari ti racconto di Josh.
Josh è lì nel parcheggio della stazione, t shirt verde, giacchetta leggera, jeans larghi ed etnies, e gli scappa la cacca. Vicino a lui un ragazzo magro, brutto, sporco, con una felpa incrostata e i pantaloni slavati, insomma un tossico, si aggira titubante e, quando vede avvicinarsi un anziana signora che si trascina lenta tenendo per mano la nipotina si avvicina a loro, poi indietreggia e resta un po’ a guardare l’anziana che nel frattempo si è accorta di lui ed è visibilmente agitata e spaventata.
La signora cerca, per quanto le è possibile, di allungare il passo, il tossico si avvicina a lei, alle spalle, a quel punto interviene Josh che, rivolto al tossico, chiede “Hai bisogno di qualcosa?”
Il tizio resta un po’ spiazzato poi dice che si, gli servono soldi, gli manca un euro e cinquanta per comprarsi il biglietto del treno.
“Ok dai, te lo do io un euro e cinquanta però andiamo insieme a prendere il biglietto”.
Il tossico prova ad opporsi, cerca di farsi dare i soldi ma Josh lo convince ad andare insieme.
…Davanti allo sportello una lunga fila di persone.
Il tossico ci riprova: “Dammi i soldi dai, mi arrangio io per il biglietto, c’è da aspettare tanto”
Josh si rifiuta, il tossico perde la pazienza, alza il tono, Josh gli dice “lo so che cazzo ci vuoi fare coi soldi”, il tizio s’incazza e allora Josh se ne va lasciandolo lì.
A Josh scappa ancora la cacca.
Quindi entra nel bagno della stazione, cerca un cesso che non sia imbrattato di merda e che non puzzi troppo di piscio; è una ricerca difficoltosa ma alla fine josh riesce a trovare un gabinetto passabile e può felicemente liberarsi.
Uscito dal cesso si lava le mani e nell’enorme specchio sulla parete di fronte vede la porta dei bagni che viene chiusa con cautela dalle tremolanti mani di un tossico, ancora lui.
Il tizio gli si avvicina lentamente da dietro, finchè non arriva proprio allle spalle di Josh e gli appoggia qualcosa alla schiena.
“Dammi il portafoglio”
Josh ha un attimo si sbandamento, pensa ad un coltello, poi decide che è improbabile, ha osservato il tizio dallo specchio mentre avanzava, in mano non aveva nulla, ne è certo.
Josh dice “Va bene”, si piega leggermente a sinistra, avvicina la mano destra al portafogli, nella tasca sinistra della giacca e, di scatto, si gira a destra alzando il gomito, sente un rumore sordo, un colpo pieno, non l’ha colpito proprio con la punta del gomito, purtroppo, l’ha preso un pelo più in alto, comunque il colpo dev’essere andato a segno da qualche parte vicino allo zigomo.
Tossico cade a terra come un sacco di patate, con la mano destra sulla faccia, per un paio di secondi si muove, da l’idea di volersi rialzare, poi più niente, immobile.
Josh dimostra una sportività eccezionale evitando di prendere a calci quel coglione svenuto, esce dal bagno, va addirittura dagli sbirri a dirgli “Guardate che c’è un tizio che sta male in bagno”, e se ne va col gomito indolenzito.


DFWallace è un genio perché, se leggi “la scopa del sistema” ti rendi conto di come Wallace si sposti da un posto all’altro come se fosse una mosca. Questà è la sua genialità. Lui è una mosca che entra in una stanza  guarda delle cose e poi, dopo un po’, esce dalla finestra, guarda il cielo, descrive la strada fin davanti alla chiesa, fa un giro per la piazza, magari poi verso sera torna  nella stanza di prima.
Lui non ti vuole raccontare una storia, lui ti crea un mondo e ti ci molla dentro. Poi inizia a bombardarti di descrizioni di cose e ti fa girare per il suo mondo, appunto come una mosca.
Insomma, se avesse voluto dirti di Josh, Wallace ti avrebbe descritto tutta la stazione e probabilmente ora saresti lì a pensare a cosa c’entravano  quei due rasta seduti al bar.
Nella scopa del sistema c’è un personaggio, chiamato “L’anticristo” che, secondo me, è semplicemente grandioso. Io, se avessi ideato un personaggio del genere l’avrei messo sicuramente al centro di un racconto, come protagonista indiscusso. Stiamo parlando di un ragazzo che va al college e ha una protesi al posto di una gamba, è intelligentissimo e coltissimo ma non si applica e non da esami, passa le giornate a cazzeggiare, in compenso aiuta un sacco di studenti coi loro esami, in cambio di Marijuana. La Marijuana gli serve per nutrire la sua gamba.
Ribadisco, io l’avrei tenuto al centro del racconto ma , come ho già scritto, DFW non vuole raccontarti una storia, vuole che ti fai un giro nel suo mondo e quindi succede che l’anticristo sia semplicemente un personaggio che viene nominato ogni tanto qua e là per metà romanzo, ad un certo punto la sorella(che sarebbe la protagonista) va a trovarlo e chiacchierano per un capitolo (uno dei capitoli più belli del libro) poi lei se ne va e basta, dell’anticristo si sa più niente.
Amo DFW.
Ho letto “la scopa del sistema” l’anno scorso e oggi sono qua a pensare “chissà che fine ha fatto l’anticristo, chissà se sarà riuscito a trovare la sua strada o se ha buttato via la vita.”  Ci penso, come se fosse un amico.




lunedì 15 giugno 2015

Chi ha bisogno di un sognatore sudato?


Oggi potrei ragionevolmente pensare di mettere incinta una ragazza qualunque
Per giustificare il fatto di dover passare il resto della vita lavorando.
Per fare quello che va fatto
“motivi validi”
Questo è il problema.
-Quante birre devo bere per essere normale?

Ho rallentato fino a fermarmi
                     & ti osservo in fondo alla via

Troppo lontana.

Solite sensazioni di disagio ed inadeguatezza,
                              -Chiedimi di cambiare
Non andartene,       per favore
                 
   Resta altri cinque minuti
                                         a farmi ridere veramente.


Sono pateticamente solo
Sono la passione muta, in casa senza camino
Leopardi ingobbito
Un Dick ferocemente aggredito da incubi metamfetaminici

Consapevole, per una volta, di tutto ciò che sono
 Ti osservo in fondo alla via


-

Basta.
Vengo a prenderti.


E se non hai bisogno di un sognatore sudato
-La punta del naso che sfiora i tuoi fianchi-
Se non vuoi mordermi via da questa vita
E del mio sapore amaro hai la bocca piena
Il mondo se ne farà una ragione.


Altre morbide delicate clavicole,
sulle quali non posso riposare i miei occhi stanchi,
mi aspettano.
Voglio il tuo odore addosso, indelebile
come una maledizione.
Feriscimi, Infettami,
inocula il tuo veleno nel mio stupido collo.
Stringimi fino allo schianto di luce
                                    dolce   
                &  soffice
            che dissolve i miei fantasmi

E domani
 Quando del mio sapore amaro sarai stufa
 Il mondo se ne sarà fatto una ragione.
Fidati.

         

         Ti osservo in fondo alla via.
         Sei troppo lontana,

                                               e lo sai.

5 migliori personaggi dei libri

I cinque personaggi dei libri (che non esistono nella vita vera) con cui vorrei andare a farmi una pinta in un pub.
Scritti in ordine sparso

1: Pereira, di “Sostiene Pereira” – Tabucchi

2: La Vache Beadsman, detto “L’anticristo”, fratello di Eleonore, la protagonista di “La scopa del sistema” di DF Wallace

3: Sick Boy, ovviamente da Trainspotting di I. Welsh

4: Tad Allagash, miglior amico del protagonista di “Le mille luci di New York” di Jay McInerney

5:  Michael Pemulis, miglior amico di Hal Incandenza, da Infinite jest, di nuovo DF Wallace.



Sottolineo che i personaggi non debbono esistere realmente (son capaci tutti a dire: voglio farmi una pinta con Bukowski) e, per te,  mi accontento di tre nomi invece di cinque, perché ho scarsa fiducia nell’umanità e per aver cinque nomi forti occorre aver letto un buon numero di libri(cosa che l'umanità si guarda bene dal fare). 

Allora tu con chi andresti a cazzeggiare? Dimmelo, mi interessa, sul serio.

sabato 13 giugno 2015

Vorrei piangere perchè mia madre non mi lascia cucinare.

03/4/15
Sarà una settimana che non penso niente di intelligente. Così, mi son spento, off, sono diventato stupido.
Ero lì che lavoravo e pensavo un sacco di cose intelligenti e pensavo non vedo l’ora di smettere di lavorare così poi scrivo le cose che penso               invece ho finito di lavorare e non penso più a niente.
Non ho voglia di leggere, troppo difficile. Neanche di guardar film: troppo impegnativo.
Sono passivo, faccio schifo, vegeto, faccio il muschio, faccio parte dell’arredamento,
Ascolto i Wolfmother, gli Steely Dan, una playlist old-funk su spotify.
Fuori c’è la primavera e il sole e il caldo,
dentro un idiota e il muschio.
Nel complesso sono felice della vita. E’ l’unica che ho, e c’è un sacco di gente che sta peggio di me: in africa ci sono bambini che nascono morti, in laos c’è pieno d’acqua ma non è potabile.
Io nel complesso sono felice della vita.
Nel complesso.
Generalmente.
Ma, se vado a prendere giorno per giorno mi accorgo che per ogni giorno in cui sono felice ce ne sono due in cui sono triste.
Per colpa mia.
Perché mi annoio, perché non ho stimoli, perchè  mi rompo i coglioni.
Tutto è inutile.
Anche scrivere questa roba. Smetterei.
Sento come se fosse obbligatorio, per tutti gli esseri umani, arrivati ad un certo punto della loro vita, decidere cosa voler fare per i giorni rimanenti, e trovare un/a compagno/a con cui riprodursi e portare avanti la specie.
Io non voglio decidere, io non voglio scegliere e soprattutto io non voglio riprodurmi.
Quindi ho sempre queste due vocine:
una mi dice di essere triste, l’altra mi dice che la vita è bella.
Una mi dice che devo continuare a vivere così perché faccio bene, e sono tutti gli altri che sbagliano, l’altra voce dice che morirò suicida.
Intanto tutte le volte che mi trovo in giro, in mezzo a facce che dovrebbero essermi amiche, sento solo noia, apatia, e un forte desiderio di tornare a casa.
Intanto sono le 10 e mezza del mattino ed ho già una birra in mano.
Intanto sono un alcolista, e un fattone, e un coglione e un figlio di puttana.
E in questi momenti lo penso sul serio. Penso veramente che è ora di mettersi a posto.
Poi guardo gli altri, quelli messi a posto
 e mi viene il vomito.
“cause i’m sick of not living to stay alive.
Leave me alone, I don’t’asking a lot.
I don’t want to be controlled.
That’s all I want”.
Canta Dexter Holland.

“And all I really want is some patience.
A way to calm my angry voice.
And all I really want, is some justice”
Canta alanis.

Gente che sa quello che vuole.
Io vorrei solo che moriste tutti quanti.
Lo giuro.
Più ci penso più mi rendo conto che quello che mi fa stare male è la società.
Società nel senso di persone, usi, facce, modi e costumi, pregiudizi, ignoranza, ignoranza e altra schifosa infinita ignoranza.
Quindi resto con la solita convizione.
Finchè la merdosa razza umana non si estinguerà mi sarà impossibile essere veramente felice.
L’anno scorso sono stato in ferie in mezzo alla natura e alle scimmie. Sono stato bene.
Ma c’era gente anche lì.
Capisci? Se fossi andato a vivere lì sarei stato bene per un po’ poi la gente di lì (che è comunque nove milioni di volte meglio della gente di qui) mi avrebbe succhiato l’anima.
Merdosi. Siete tutti dei merdosi.
Come cazzo fate ad essere così insensibili? Come fate a dare importanza solo alle stronzate?
Come fate a lavorare tutti i giorni per 3 anni per comprarvi una macchina?
Incidente mortale. Lo spero. Lo prego.
Come fai a spendere 5 mila euro per un divano? Quando hai già un divano che si, per carità, avrà 10 anni, ma non è rotto. Capito?
Non puoi dire “mi serve un divano“ se hai già un divano.
Ogni volta che vedo un paio di scarpe da più di 80 euro mi vien voglia di bruciarle coi tuoi piedi dentro.
E dopo 10 10 10 10 cazzo di anni scrivo ancora sempre le stesse stronzissime puttanate tardo adolescenziali.

Non crescerò mai. 

venerdì 12 giugno 2015

il sound giusto

Ieri sono capitato su un blog che non avevo mai letto, Rockmusicspace, che peraltro ha un giro di followers che io neanche se metto le foto del mio cazzo vestito da suora.
C'era un post carino, "le 10 canzoni della tua vita", avrei dovuto mettere 10 canzoni e associarle a momenti intensi della mia vita, però volevo anche buttar giù tutto al volo, senza pensarci troppo, sennò la cosa perdeva di validità.

Adesso che son qua e rileggo la top 10, cerco delle motivazioni per quei pezzi,


1 Smash - the offspring

  Sono letteralmente cresciuto con gli Offpring. Americana è stato la mia prima cassetta (ok, seconda, la prima era "gli anni" degli 883). Ho scelto Smash, tra le tante, per l'energia e per come Dexter lancia il ritornello:

I just want to be who i want to be, i guess that's hard for others to see
I'm not a trendy asshole, i do what i want, do what i feel like
I'm not a trendy asshole, i don't give a fuck if it's good enough  for you.
Cause i'm alive.

2 Inside the loop - Meganoidi

   Outside the loop stupendo sensation è semplicemente un disco che ho consumato a forza di ascoltarlo. Ascoltalo,per favore. C'è tutto, la batteria ha un sound pesante al punto giusto, c'è il rock, c'è lo ska, c'è il punk, le parti leggere sono curate, armoniose, mentre le parti pesanti spaccano. Ok il cantante potrebbe far meglio.


3 Toxicity - System of a down

 Toxicity non è la canzone di un attimo, è la colonna sonora dei miei 16-17 anni. Ogni volta che eravamo sbronzi a casa di qualcuno, prima o poi, la si ascoltava cantando come deficenti.

 
4 Nuotando nell'aria - Marlene Kuntz

Diciamo che una sera era con la morosa e ascoltavamo i marlene ed eravamo un pò cotti e, niente, gran serata, la ricorderò.


5 Inferno - Symphony x

Sempre a bomba in macchina del Ross, o del Dex, o Jhonny, scegli  un nome che ti piace


6 La spesa - Marta sui tubi

Questa perchè quando ho scoperto i Marta mi sono innamorato.
Di loro, ovviamente.
Questa è una di quelle canzoni tristi che, ascoltate, rendono felici.


Rory mi fa pensare a mio amico che vive a Londra e non vedo e non sento più, mi fa pensare a cannoni, chitarre e sbronze assurde.


8 Nightrain - Guns n roses

Fino ai 15 anni c'erano gli offspring, poi sono arrivati i Guns. Appetite for destruction è uno dei migliori cd della storia del rock. In Nightrain, Slash da il meglio di sè e mi fa venire la pelle d'oca ogni cazzo di volta.


9 No rain - Blind melon

Ci sono delle giornate, almeno una settimana, in cui mi sveglio di merda, con il "mal di vivere", depresso, incazzato, triste, e in quelle giornate del cazzo serve della musica che ti tiri su.
Io ascolto No rain e altri pezzi dei Blind Melon, penso a Shannon Hoon che è morto di overdose con un figlio di tre mesi, una bella moglie e un futuro lastricato d'oro. Non c'è proprio un cazzo da essere felici, a pensarci bene, ma 
and i don't understand why i sleep all day, and then start to complain that there's no rain.
All i can do is read a book to stay awake, and it RIPS my life away but it's a great escape.


Sento un certo feeling, a volte ascolto frasi intere che mi sembra escano dalla mia bocca.


10 Steely Dan - Haitian divorce

 Questa canzone è ME RA VI GLIO SA. Mi faceva lo stesso effetto dei Blind Melon, solo che qua le parole non le ascoltavo nemmeno. Non sono neanche mai andato a cercarmi le lyrics, proprio non m'importa di cosa parli. C'è sto tizio, Dean Parks, che suona la chitarra col Talk box. A me il talk box fa morire, mi fa andare via di testa, mi piace, mi rallegra, mi da serenità e armonia.


Ora, io non so se avete presente la versione originale, comunque ho beccato 'sta cover band, gli Steely Damned e, beh, il pezzo è uguale identico al disco. Dalle voci alla chitarra.  Bravissimi.

mercoledì 10 giugno 2015

Quando mi sbronzo sono un cucciolo.

Vaffanculo. Oggi mi andava così. Si, ho speso 53 euro e non ho neanche cenato.
Dovessi spendere 53 euro al giorno per essere felice lo farei, finchè non resto senza un soldo in mezzo a una strada a dormire sotto un cazzo di ponte.
A quel punto cercherei un altro modo per essere felice,
ma cazzo, se avessi la felicità a portata di mano, la prenderei.
Sono sbronzo, immagino non sia una novità.
Odio il cazzo di alcool. Lo detesto.
E’ l’unica cosa che riesce a farmi sentire rilassato in questo cazzo di posto.
Non va bene.
Ma io sono IO. Non sono te. Non sono Voi. Stronzi schifosi maledetti.
Anche se di solito non lo capisco.
Sto lì e penso di essere un fottuto pezzo di merda come il resto degli stronzi del cazzo che affollano inutilmente il mondo.
Invece no.
Perché quando ascolto certi pezzi, o quando leggo certe frasi
Io ho la pelle d’oca
A te, stronzo fottuto testa di cazzo
Potrà sembrare una puttanata inutile
Invece è la cosa più importante della mia vita di merda
Quando io leggo certe cose,
  o vedo certe cose             o ascolto certe cose
Le sento
Le sento e tu non puoi nemmeno capire cosa cazzo significa.
Io le vivo,
e questa è la sola cosa che mi fa tirare avanti nella merda di mondo.
Rido del pagliaccio che sono,
stronzo merdoso fallito alcolizzato
ma giuro che non posso
vedermi con una camicia e una cazzo di cravatta
preferisco di no
preferisco stare nudo
con un fottuto libro in mano
seduto sell’erba
i piedi nell’acqua
a pensare a  Bob Kaufmane Bukowski.

Tu non sai niente.
Ti prego, per favore,
mi metto in ginocchio, ma ti prego
non giudicare
non farlo
non renderti ridicolo.
 I libri mi hanno rovinato la vita.
Così come ha fatto l’alcool.
I libri hanno distrutto il mio futuro lavorativo.
I libri mi hanno aperto la mente,
 mi hanno fatto pensare
mi hanno fatto
               viaggiare molto più delle droghe,
e io non sbaglio
anche se sono solo
io so che non sbaglio
i soldi servono, indubbiamente
ma la vita


la vita è un’altra cosa.

martedì 9 giugno 2015

Aneddoti scritti male, raccontati peggio, da gente pazza.


Praticamente … beh sarà stato ormai  cinque o sei anni fa, si è deciso di fare sta festicciola dal Ross. I suoi erano via e quindi vabbè solite robe, si comincia a bere e a fumare dal mattino, alcuni hanno anche preso degli Hoffman, a pranzo mezza gente non ha neanche mangiato perché erano già fatti duri, poi la situazione degenera e in pratica i suoi del Ross decidono di tornare a casa a farsi una doccia prima di uscire per cena, e quando aprono la porta di casa si trovano davanti un Dex versione hardcore, completamente nudo coi calzini, che sta giocando a guitar hero, sudato come una belva.  Il Dex  si sistema la chitarretta di plastica davanti al pacco e resta immobile tipo cinque secondi poi dice: “oddio, fate finta di non avermi visto”,  giuro gli ha detto così, ci sono i testimoni, si mette una mano davanti agli occhi per nascondersi e restà lì, così,  testa bassa, una mano sugli occhi, l’altra appoggiata alla chitarra appoggiata al suo cazzetto moscio. Il padre del Ross chiede dov’è mio figlio? E uno dei butei sul divano fa segno a indicare fuori dietro, nessuno parla, nessuno dice niente, testa bassa, sguardo fisso.
Tu ora ti devi immaginare che i suoi del Ross stanno già sentendo la goa che rimbomba e mentre avanzano verso il giardino  la prima cosa che si trovano davanti uscendo è sto specie di vascone di plastica, sarà un metro e mezzo per lato, alto un metro, i butei l’hanno riempito d’acqua e ghiaccio e dentro ci son le birre e l’altra roba da bere. E Jhonny svaccato dentro, il collo appoggiato su un lato, i polpacci sul lato opposto, immobile, immerso dentro al ghiaccio.
Era stata preparata anche dell’anguria alla vodka. Te lo dico giusto per introdurre la situazione di carlo.
La situazione di carlo è che lui è incartonato duro seduto sullo sdraio, ha una mano dentro una bacinella piena di  …  vodka, pezzi di anguria mollicci e sporcherie varie tipo del tabacco e un paio di cicche spente, e lui ravana lì dentro e ogni tanto tira fuori un pezzo di anguria e letteralmente se la spreme davanti alla faccia. Beve qualche goccia di liquido mentre tutto il resto gli cola sulla barba e sulla pancia pelosa. Pezzetti d’anguria lo decorano come un grottesco sporco albero di natale.
E niente, i suoi del Ross si trovano davanti sti butei con le loro situazioni e il loro figlio a tavola, seduto su una sedia dietro una fila di bicchieri da shot vuoti, che gioca a dama alcolica con un altro disgraziato.
Poi è tipo:
“Ma non dovevate tornare domani?”
“C’è un tuo amico nudo che suda sul mio divano”
“Si papà è che pensavo che tornavate domani”
“E il tizio là nella vasca, sta bene?”
Jhonny alza un pugno chiuso con un pollice in alto
“Sei ubriaco. Adesso noi andiamo a fare un giro, tra un’ora torniamo e voglio trovarti qua, da solo, e la casa dev’essere a posto. Così facciamo un bel discorso.
E tu non dovresti mangiare quella roba”  
Carlo, che in uno sprazzo di nuda lucidità stava riuscendo a seguire il dialogo, tira su le spalle tipo cazzo me ne frega e si spreme in faccia un’altra sbocconata di anguria fetida.
E i suoi son andati via, si presume senza aver visto tutti gli smezzini, le canne spente, il chillum, e i due butei scoppiati che  molestavano i ciclisti che passavano dalla strada lì dietro, tirandogli con la fionda dal balcone della loro camera.

Da quel giorno non abbiamo più fatto feste a casa del Dex.

Ah, Quando i suoi sono tornati la casa era tirata a lucido, come nuova. Il Dex è andato via coi butei e a continuato a desfarsi.

Ha mandato un sms a suo padre con scritto “Scusa, sono ubriaco, parliamone un altro giorno”, poi ha spento il telefono e non ha nemmeno visto le dodici chiamate del padre, che tra parentesi si è finito l’americano dei butei per placare la rabbia.