domenica 22 novembre 2015

Vuoti pieni di niente

Ieri, trascinato da un mix di noia e nostalgia ho riletto qualche mio vecchio post ed ho scoperto che tutti quelli che commentavano abitualmente il mio blog nel 2011 2012 non scrivono più su blogger. Praticamente tutti quelli che sono passati di qua, anche lasciando un solo commento, non scrivono più. Ho guardato diversi profili di persone di cui non ricordavo l’esistenza e persino sui “blog che seguo” di questi profili ci sono solo blog chiusi o abbandonati. E’ tristissimo,  mi mette un angoscia oscena. Come passare in una città fantasma. Anzi, peggio , come abitare in una città fantasma.
Avendo sempre meno blog, aumenta la qualità dei rimanenti? No, non credo.
I blog sono solo una moda già passata? O un passatempo che finisce? Una fase della vita che vivi con entusiasmo per un paio d’anni e poi dimentichi?
Tanta gente che quasi conoscevo, almeno così penso, almeno così mi va di scrivere, anche se in realtà non si conosce mai nessuno nella vita vera, figuriamoci in quella bloggherosa,dicevo tanta gente è sparita e non gli ho detto neanche ciao o grazie.
Altri blog interessanti di persone sicuramente interessanti, li ho scoperti dopo che erano già stati abbandonati. L’equipaggio sta abbandonando la nave. Blogger morirà, i blog moriranno.
Probabilmente già in questo momento i blog abbandonati sono molto più di quelli regolamente aggiornati.
E’ molto triste. Molto triste.
Quindi ti ringrazio, tu che mi stai leggendo, ti ringrazio di cuore, prima che tu sparisca nel silenzio. Devi sapere che se non ci fossi tu io non scriverei niente.

Posso fingere che scrivere sia una necessità, un’azione obbligatoria ed appagante, ma in realtà voglio solo sentirmi dire che sono bravo, voglio solo un po’ di compagnia. Mi sento tanto solo.



22 commenti:

  1. Meglio essere in pochi.

    Non sapevo che l'originale fosse di Waits, conoscevo solo quella dei Ramones.

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  2. Bellissimo pezzo.
    E se è vero che siamo una razza in estinzione, io sono ancora qui.
    Così almeno siamo in due. ;)

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  3. questo pezzo me l'hai fatto conoscere tu citandolo nel commento al post "playlist alcolica" ;-)

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    1. Cazzo, allora è merito mio!? Sono molto contento! :)

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  4. vabbè, consolati, qualcuno sta ancora in giro
    quando capirai cosa vuoi dalla vita, magari accetterai che molti ragazzi hanno deciso di percorrere la strada che già fecero tanti altri umani costretti a lavorare causa risorse economiche limitate.
    Drink ad esempio si era convinto che avere un blog fosse da sfigati

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    1. non lo conosco Drink, ma magari e' davvero uno sfigato... come "tanti altri umani", del resto.

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  5. Io ogni tanto cerco nuovi blog da frequentare ma ultimamente dilagano solo quelli che parlano solo di cucina o make-up o accessori moda o dieta... I blogger che hanno abbandonato è perché son venuti nel mio blog e han preso paura, non volendo finire come me a dire cazzate per lamentarsi di non trovare la morosa hanno staccato il PC e disdetto il contratto internet (i principali operatori vogliono già farmi causa per questo).
    p.s.: bravo!

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  6. personalmente pubblico sul blog un millesimo di quello che scrivo. e per me un blog ha un tempo di vita definito. lo senti quando muore. anzi: lo sento. direi che scrivere e' una necessita'. pubblicare sul blog e' si' una necessita', ma di natura diversa. (e poi ci sono quei blog che apro solo per puro divertimento e che abbandono per poi riprendere a distanza di tempo) forse il post e' un genere letterario o forse no, ma propenderei piu' per il chi se ne frega. la cosa sicura e' che e' arrivato il tempo di farla finita, e questo sara' il mio ultimo blog. tra sette post, la chiudo e non ne parliamo piu'. da febbraio in poi, compiti i 43 anni, diventero' un puro troll.

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    1. mi piacerebbe davvero molto sapere come mai hai una scadenza

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    2. dici per 42 o in generale per i blog che ho scritto?

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    3. entrambe. Decidevi sempre una scadenza?

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  7. bill mi spiace ribadirlo: il blogging è morto.
    le motivazioni sono tante:
    la gente (me compreso) lo ha usato alla cazzo e riempito di merda, chi scrive non scrive per se, ma per visibilità. chi poi effettivamente diventa visibile, va in tv... e poi è così facile pubblicare che lo si usa come diario, blocchetto appunti, o carta del cesso.

    si cerca sempre di svoltare, ma il cazzeggio? dov'è il cazzeggio?

    Drink (che poi è emix) aveva ragione: era solo un po' più avanti.
    i social hanno immerdato tutto: i blog oggi si confondono nel nebuloso miasma comunicativo, ma non era nella loro natura. era una roba tecnica: è stato bello? boh! forse... si scopava? sì, allora?
    ricordiamocelo com'era e buona notte.

    sei giovane bill: ti auguro di continuare a scrivere per un bel po', però ricordati che di solito, quando un'invenzione diventa alla portata di tutti, si trasforma in regressione.

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  8. Io scriverei uguale anche se nessuno leggesse, probabilmente.

    Ognuno di noi lascia fluire quello che ha dentro.
    Magari qualcuno ha semplicemente esaurito quel flusso.
    O si è fidanzato\ha prolificato.
    Come se esprimersi per iscritto fosse un ripiego per riempire il tempo libero tra una storia e l'altra.
    L'idea che mi danno alcune persone - tolti quelli che fanno minestroni di copia incolla di quel che trovano in rete - che scrivono sui blog è esattamente questa.
    Succede anche dal vivo con alcuni amici.

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  9. Ehi Billy stampa (melashift4) uno screenshot dei blog abbandonati. E poi facciamo un blog insieme sui blog abbandonati. Tipo le foto di archeologia industriale. E poi non so gli mettiamo su un nome figo e altisonante come piace ai comunicatori di questa epoca.

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