lunedì 9 novembre 2015

I guess i'll save the best for last



I guess I'll save the best for last
My future seems like one big past







Dov’è il mio posto?

Panzo ha già tre figli, una donna grassa e disoccupata, una casa sporca, un Qi bassissimo e raffiche di bestemmie pronte per ogni occasione.

Lui, l’altro e st’altro non c’hanno bimbi, né donne regolari, ma il conto in banca è gonfio assai. Si lavorano il lavoro, lentamente, con mestizia, ma giusto è così. Nove ore al giorno, sei su sette, tiro la cinghia, niente vizi idioti, niente sigarette o canne o coca o merdate, solo cibo e alcool ogni tanto. Vecchi e bambini ai lati della strada li guardano procedere sui binari, il vecchio li indica con un dito, il bambino, sorriso-in-bocca, alza la mano in cenno di saluto.

Poi vedi lui, Lui che lavora per lo stato, lui che mi ha detto “lo sai che suono?” e io “Cosa? La chitarra? La batteria?” e lui “ma no, faccio il deejay”.
“E che musica fai?”
“Beh”- mi guarda come se mi stesse dicendo la cosa più ovvia al mondo- “Roba commerciale, è quella che piace alle fighe”
Poi mi sale in macchina, son lì che scelgo che sound metter su, lui intanto sbircia i nomi delle cartelle sullo schermo dell’autoradio. “Ma che roba ascolti? Blues, jazz?”
“Senti, cambiamo discorso. Non ho nessuna intenzione di parlare di musica con te” – lo dico sorridendo, sempre dire la verità scherzando, Democrito style, lui non se la prende.
Ha delle scarpe di Gucci e una borsa tracolla (anche se non è frocio) sempre di Gucci, stesso colore delle scarpe. Imbarazzante.
..Son lì che parlano di Jack tracannabirra “perché, vedi, Jack lavora quattro mesi all’anno là, poi si trova qualche altro lavoretto sborrato e appena arriva al minimo per prendere la disoccupazione vive di quella”

Panza, lui, l’altro e st’altro se la ridono  …    “marcio”   …   “che schifo”, e ormai stanno affogando, non possono più essere salvati.
Questi pensano sul serio che il lavoro nobiliti l’uomo, pensano sul serio che lavorando più di 50 ore settimanali si è fichi e “cazzo, io ho fatto la mia parte!”, mentre, palesemente, Jack tracannabirre è feccia, ‘sta gente che non c’ha voglia di far un cazzo, i terroni, i rumeni, gli zingari e jack tracannabirre.
La loro vita è difficile per colpa di persone così! Perché se tutti fossero italiani (o meglio ancora padani) puri, 100% lavoratori, lo stato girerebbe meglio, loro non dovrebbero lavorare e pagar le tasse anche per i terroni nullafacenti, e tutti saremmo più ricchi.
Invece c’è gente come Jack tracanna birre e me medesimo.
E noi facciamo venire la nausea agli italiani veri.

Dov’è il mio posto?
Di certo non qui. Di certo non in mezzo a persone che non si rendono conto di niente, che imparano dalla televisione, che odiano i diversi, che prendono millecinquecento euro al mese e comprano  scarpe e borse da duecento euro per andare a cena con qualche amico
Amico? Si, amico. Con idee diverse, certo, ma pur sempre amico. Dovessi sparare a chi non cerca farei stragi.

Proprio no, sai?
St’altro, tra le altre cose, è sveglio. Non ho modo di misurare la svegliezza di una persona ma posso dire, senza ombra di dubbio, che st’altro è molto sveglio. Di certo più di me. E intelligente, e attivo. Lavora, ha una donna, la porta fuori a cena, va in palestra, va a correre, si tiene in forma, frequenta gli amici, i locali cool. Dà l’idea di essere uno che si gioca bene il tempo che ha, non lo spreca, non lo butta via come me, che me ne sto le ore a fissare il muro pensando a qualche bella parola da scrivere o sognando il mare la pace e un mondo migliore. Lui fa mille cose, è sempre in movimento, lo stimo, lo apprezzo
Ma sto stronzo pezzo di merda c’ha delle chiusure mentali inconcepibili per me.
Magari sembra di no, ma sta cosa mi fa soffrire.
Dover vomitare i miei pensieri abortiti su un blog di merda per poi leggere parole di comprensione, per trovare qualcuno che pensi da solo.

In questo posto nessuno prova a capire, nessuno vuole sentire, nessuno è disposto o interessato o interessante.  Tutto ciò che non si capisce fa schifo, è merda, insulti, risa di scherno,

non è il mio posto, ma starò qui.
Perché sono coglione
Perché sono fottutamente grande
Perché so cose che non riesco a realizzare
Perché devo aspettare che il tumore mangi i polmoni dei miei genitori
Perché qui ho tutto quello che mi serve, cioè nulla
Perché se Clark figlio-di-cane Kent fosse rimasto su Crypton sarebbe stato uno dei tanti.
BOOOOOOOOOOMMM

Capito? Pensa di andare in un posto dove tutti ragionano bene, hanno capito quello che conta veramente nella vita, amano il prossimo, lo rispettano e lo aiutano. La vita sarebbe meravigliosa, benessere per tutti, felicità permanente.

Ma il fine della vita non è il mantenimento de benessere, ma qualche intensificazione e raffinamento della coscienza, qualche accrescimento del sapere. […]  la felicità effettiva sembra sempre molto squallida in confronto ai vari compensi che la miseria trova, la felicità non è mai grandiosa.

                                                                                          Aldous Huxley




6 commenti:

  1. Bill, te lo dico, secondo me la felicità, con buona pace di Huxley, è grandiosa davvero.
    Anche se non ci basta mai.

    Comunque, secondo me tu dovresti scrivere un libro.

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    1. nah.

      forse un giorno, quando e se avrò imparato a scrivere

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  2. la felicita' e' grandiosa poiche' fa grandiosi i momenti. ma Huxley voleva intendere altro, e io concordo perfettamente con cio' che intendeva.

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  3. Già. Ma io storpio. Lo so far bene.

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  4. non ho colto, cioe': escludendo le olive. comunque io orbo.

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  5. Bill, quella frase me la sono segnata anche io. Una mia amica freak una volta mi ha detto: sai come ti senti dopo un orgasmo? Ecco, mettiti in pausa e vivi così.
    Ma non c'era qualcosa di Alanis che si chiamava Post Orgasmic Chill?
    Vabbe, non ce la faccio. Le cose grandi non si fanno da rilassati, felici e scialloni, ma con la rabbia. E sì, per cose grandi intendo anche portare a casa quattro pagnotte. Anche se vorrei sbagliarmi.

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