mercoledì 2 settembre 2015

Schopenhauer beveva doppelbock?

Schopenhauer dice che la vita è un pendolo che oscilla tra noia e dolore passando per fugaci intervalli di felicità.
Lui associa il dolore alla mancanza, sostiene che l’uomo, per natura, è portato a cercare sempre qualcosa, un qualcosa che può essere sia fisico che spirituale, poi però quando l’ottiene se lo gode per un lasso di tempo più o meno breve finchè si annoia e desidera qualcos’altro. La noia e la ricerca ti portano via la maggior parte della vita, la felicità è breve e non duratura, i Marta sui tubi hanno stimato che un uomo medio versa nel corso della propria vita trenta litri di lacrime, delle quali solo un litro di gioia. E secondo me sono stati larghi.

Proprio ieri sono andato a Tenno, in Trentino, a fare il bagno e rilassarmi in quel laghetto che sembra artificiale tanto è bello. Ero molto curioso perché non l’avevo mai visto prima e appena sono arrivato è stato tipo UAO, poi mi ci sono tuffato, ho nuotato un po’, ho mangiato il cibo che avevo preparato, che sarebbe una torta salata pazzesca con zucchine melanze pepper porro spinaci e del farro con pomodori zucchine tonno gamberetti, innaffiando il tutto con una bozza di estathe; cibo ottimo, sole, aria fresca, acqua azzurrocaraibica, relax.
Tutto perfetto. Poi è arrivata la noia. Ho iniziato a pensare: E adesso?
Tutto bello eh, però ormai qua ho fatto, ho visto, ho vissuto, che faccio ? torno a casa?
Le persone bevono sniffano o fumano droga per prolungare quel “fugace intervallo di felicità”.
Alla fine, se uno se la giostra bene, può riuscire ad essere leggermente stonato anche h24.

Quindi, in conclusione, pur ridendo di me stesso e ritenendomi un patetico imbarazzante verme, ieri cinque birrette me le son fatte.


Vasco Brondi, che sarebbe "le luci della centrale elettrica" l'ho ascoltato poco, e quel poco non mi ha esaltato, mi pare uno che tende a specchiarsi il cervello e a perdersi scrivendosi addosso, poi certi pezzi son proprio un ammasso di frasi gonfiate tipo Verdena.
Però "le ragazze stanno bene" è un pezzo valido e alcuni passaggi gli sono riusciti proprio bene, tipo:

Forse si trattava di dimenticare tutto come in un dopoguerra
e di mettersi a ballare fuori dai bar come ha visto in certi posti della Ex-Jugoslavia.
Forse si tratta di fabbricare quello che verrà 
con materiali fragili e preziosi, senza sapere come si fa. 
Ma poi Sara stava pensando ad altri volti di ragazzini morti a Caserta,
ancora all'interpretazione dei sogni, ai rumori di fondo e
alla magia che tutto sia senza senso. 
E adesso dal loro osservatorio astronomico su una scala antincendio
Chiara le ha detto che è pulita, che ha smesso
non c'è alternativa al futuro.

9 commenti:

  1. Se arrivi a vasco brondi, la situazione è grave. E lo dico io che lo ascolto ogni tanto con piacere, principalmente perché collegato a vari ricordi.

    Il problema non sono la birra o la droga. Il problema è se usi queste cose come tappo al vuoto che senti dentro. Ti aiutano a guadagnare tempo, ma poi il problema devi risolverlo da solo e da sobrio.

    RispondiElimina
  2. Vecchio urno, io non so qual'è il problema. Non posso tappare per sempre?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certo che puoi, ma puoi anche decidere di stare meglio.

      Elimina
  3. Ah ecco, non avevo ancora letto.
    Te lo dicevo poc'anzi: non puoi farcela da solo.
    Il fatto è che dopo le 5 birre sei lo stesso pirla di prima.
    pirla per modo di dire, non per offendere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. no silvia, dopo cinque birre sono il Dio di questo mondo putrido e infame, capisco che le cose non potranno mai essere belle ma me ne faccio una ragione, sorrido e vivo spensierato.
      La mattina dopo invece mi stanno tutti sul cazzo

      Elimina
    2. No Bill, dopo 5 birre CREDI di essere Dio, ma -rioeto- sei lo stesso pirla di prima.
      Peccato! Lo spreco è sempre una brutta cosa!

      Elimina
  4. E ti sei bruciato così la possibilità di leggerti un buon libro sulle rive del laghetto?? Era il degno completamento della giornata, eh!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ero con un amico, sarebbe stato brutto leggere e lasciarlo solo.
      Ovviamente avevo Chatwin e Pasolini nello zaino ma è lì che sono rimasti

      Elimina
  5. Le nostre (occidentali, consumiste, moderne) menti bulimiche sono costantemente alla ricerca di altro, che le tenga occupate. Passiamo la vita ad aspettare, a pregustare, a invidiare. A rimpiangere, a ricordare. Vogliamo sempre qualcosa di diverso da quello che c'è qui e ora, che è più o meno tutto quello che davvero abbiamo.
    Non dar retta alla mente. La mente mente :)

    RispondiElimina