lunedì 10 agosto 2015

..fa un pò bukowski style, secondo me.

Il fatto è che l’arte non ha più nessuna importanza: l’importante è solo vendere.
Oggi mi è tornato in mente “la solitudine dei numeri primi”: un libro mediocre, presentato come un’opera strabiliante,  che ha quindi venduto un sacco di copie.
Il problema non è tanto che l’abbiano presentato come un librone bellissimo, quello è normale, menzogne  ci vengono propinate quotidianamente, il problema è che la gente ci ha creduto. Si, anche stavolta.
La gente è perduta: sono zombie che comprano cose.
Lo dice anche Guccini, e se lo dice lui io mi fido: “Nelle auto prese a rate dio è morto”.
Penso al cielo di là,
roba non mia
Oggi ho iniziato a leggere la vita agra di Bianciardi, che è morto a 49 anni, si è ucciso di alcool.
Ho anche ripreso in mano una raccolta di Majakovskij, che forse è il più grande di tutti, e si è sparato a 37 anni.
Suicidi dappertutto.
Fa un po’ ridere che i minatori si spacchino il culo per tutta la vita mentre i poeti si sbronzano e si ammazzano, non trovi?
E’ un paio di giorni che, ogni tanto, ascoltando qualche canzone, mi tornano in mente cose passate, la malinconia mi prende per la gola e sento il pianto che cerca di uscire.
Sono ipersensibile, come una donna incinta.
Ultimamente non posso lamentarmi: faccio cose, vedo posti, mangio bevo fumo rido, ma che cazzo ti devo dire? Sotto sotto c’è sempre la malinconia, è la mia cazzo di coperta di Linus, non so stare senza.
A seconda dei momenti mi sento una montagna o una bolla di sapone.
Ho bisogno di amore, pace e creatività.
Nient’altro.
In fondo tutto.

Dovrò guardarmi attorno.

11 commenti:

  1. Bella quella dei minatori e dei poeti.
    Chissà, forse farsi il culo aiuta a quietare la malinconia.
    In fondo, quando avevo diciassette anni ed ero tutto malinconia pensavo di morire entro i trentatre.
    A fine ottobre sono trentasei, ne voglio vivere centotre almeno e se anche sono un fottuto vegetale voglio che mi attacchino alle macchine per un secolo in attesa di una cura.

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  2. Verrò io a staccarti la spina.

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  3. ieri un amico colombiano che e' venuto in visita per qualche giorno qui a Tieffe mi parlAva DI uno scrittore del suo paese. nel capolavoro giovanile, questo tizio, afferma che vivere oltre i 25 anni e' da pazzi, o qualcosa del genere. beh ci si e' impegnato, e al terzo tentativo s'è fatto fuori, a 26 anni. magari con un po' di prudenza, cominciando in anticipo, riusciva a starci dentro e a sciopparsi preciso per i 25.per me comunque e per fortuna ormai e' tardi.
    parlando invece con la sua compagna son venuti fuori un po' di punti confusi, perché le cose banali sono difficilissime da vedere. tra le altre la ragazza mi ha esposto la visione lineare con discrepanza formazione - vita lavorativa, secondo la quale deve esserci una qualche forma di stupidita' intrinseca al sistema. ossia la donna si lamenta del fatto che studi e poi fuori non trovi lavoro. come se l'intento del sistema fosse quello di darti un percorso lineare formazione-professione. pero' poi quando e' venuto fuori cvhe abitiamo-edifichiamo un sistema che e' di vendita, allora è risultato piu' evidente come la linearita' di un percorso sia solo la pubblicita' del prodotto, l'istruzione il prodotto, e masse intere di coglioni i consumatori. ma questo non dovrebbe piu' sorprendere nessuno, se cosi' capita e' solo che il sorpreso non e' abituato a guardare, nemmeno se stesso, perché il sistema sta tutto dentro di noi, basta guardarsi. altro che arte senza piu' importanza... per il resto: guccini e' parte integrante del problema.

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    1. Dammi subito nome e titolo del capolavoro giovanile dello scrittore colombiano. Grazie

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    2. viva la musica - andres caicedo (se lo leggi poi dimmi che ne pensi, a me a pelle non dice niente: non cerchero' di trovarlo - ho una lunga lista compilata dall'amico colombiano, caicedo non sta in cima)

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    3. io me lo segno perchè m'incuriosisce e ho visto che è anche abbastanza corto, ma avendo già una lista letture strapiena credo lo leggerò tra sei mesi. Se lo trovo in biblioteca. Grazie!

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  4. Ognuno, a suo modo, è autodistruttivo.
    Sono troppo curiosa di sapere cosa accadrá domani nel mondo, e a me stessa nel mondo e nel mio piccolo mondo interiore, da poter valutare l'idea di chiudere ante tempo i giochi.

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  5. #verró io a staccarti la spina#
    bella questa!
    quel che si dice un amico !!!

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  6. Sul libro di paolo Giordano concordo
    Poi però si è riscattato con il romanzo di Puglisi, niente affatto male

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  7. I minatori non si uccidono tutto in una volta per la semplice ragione che muoiono un tanto al giorno

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  8. Lo posso dire perché sono un vecchio di merda e stamattina non ho un cazzo da fare: Bukowski ha rovinato almeno 3 generazioni. Lo posso affermare con cognizione di causa avendo letto del suddetto praticamente tutto (come il 90% dei ragazzotti delle ultime 3 generazioni.
    Altra cosa è il Bianciardi di cui ti consiglio, se ti va e se riesci a trovarlo "Il lavoro culturale".
    E poi Buzzati, Morselli, Mann, Bernhard ... Céline, cui Bukowki deve moltissimo, oltre a Hemingway ... Céline era più pazzo di Bukowski e perfettamente astemio ...

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