lunedì 20 luglio 2015

Lynchando?

La luce è spenta, la porta chiusa, la casa odora di cose vecchie, le cosce di pollo secche sono sempre nel piatto, sempre sul tavolo.
C’è scuro in cucina, più nero che scuro, apro il frigo, la luce è rotta, nell’angolo del frigo un essere, piccolo nero e colloso, - immagino sia un tumore- se ne sta lì fermo, non ha occhi ma sento che mi vede.
Vicino al tumore nero e colloso c’è una birra fresca, la mia mano si muove verso la birra, il tumore è sparito, ho la birra in mano, chiudo il frigo, dietro all’anta del frigo un uomo morto bianco, con gli occhi inondati di sangue, spalanca la bocca in una smorfia orrorifica, dalla bocca una cascata di liquido nero e colloso mi si riversa in faccia, la sento in gola e nel naso, soffoco
Mi sveglio sudato, ho fame. Subito.
E’ notte fonda, scendo le scale al buio, facendomi luce col cellulare, la casa è scura, c’è puzza di cibo, arrivo in cucina, punto il cellulare sul tavolo della cucina, due cosce di pollo secche nel piatto, le fisso e in un angolo del mio campo visivo un’ombra scura striscia verso il frigo. Lo illumino con la luce del cellulare. Ci sarà della birra lì dentro? Apro il frigo, un morto bianco con gli occhi iniettati di sangue mi si lancia contro vomitando roba nerastra, gli do un pugno in faccia, lo prendo per i capelli, lo colpisco con un gancio allo stomaco, lo faccio piegare a novanta e me lo scopo contro il ripiano della cucina. Ha un bel culo, mostro schifoso, metto le mani a coppa dove dovrebbero esserci le tette e cazzo, ci sono delle tette, grandi e sode, il mostro è una sirena, una sirena strana, ha le chiappe, posso tranquillamente vedere le chiappe e sotto di esse il mio cazzo duro che scivola avanti e indietro, poi, sotto il mio cazzo inizia la coda. La sirena è viscida e tende a scivolare a terra, cerca di tenersi aggrappata al ripiano con le mani mentre io cerco di farla star su a colpi di cazzo, ma è una fatica tremenda, così lascio perdere. La sirena si accascia sul pavimento come un pesce morente, respira male. Ha una pancia estremamente sexy, vorrei infilarle la lingua nell’ombelico, sotto la pancia una lieve peluria nasconde la sua succosa imperdibile fica di sirena. Come dietro, appena sotto la fica partono le squame e la coda. A vederla così da l’impressione di una ragazza a cui abbiano legato le gambe una all’altra con del nastro isolante.  Una ragazza molto sexy.
Mi ci sdraio sopra ed inizio a strusciare il cazzo ad altezza patata ma non riesco a penetrarla, controllo meglio e sembra che effettivamente sotto la peluria non ci sia nessun pertugio. Mi alzo furente, prendo la sirena per la coda ed inizio a girare su me stesso due tre quattro cinque otto dieci volte, quando non distinguo più gli oggetti intorno a me lascio andare la coda della sirena e cado a terra.
Apro gli occhi su un autobus, due gemelli omozigoti mi fissano, entrambi sono mio nonno paterno. Mi fissano, non sembrano arrabbiati o tristi, anzi, mi fissano con un mezzo sorriso e io sono completamente paralizzato, quel sorriso ha qualcosa di osceno, mi aspetto che uno dei miei nonni mi salti addosso come una belva inferocita e mi azzanni uno zigomo o l’intera bocca, chiudo gli occhi.
Li riapro e sono in camera di mamma, lei è stesa a letto, malata, sta morendo. Mi avvicino a lei ma il pavimento scivola, io cammino in avanti ma scivolo indietro, mamma non mi vede, ha lo sguardo perso nel vuoto, allungo una mano, grido, non sento niente, sono muto, grido più forte, vedo una macchia nera, collosa, sotto il letto di mia madre, piango, una scia di liquido catramoso risale un lato del letto, si avvinghia come un edera liquida al braccio pallido e secco di mamma, le risale sul petto, sul collo, entra da un lato della bocca, chiudo gli occhi ma vedo tutto, mi giro ma la scena mi segue, come in una stanza di specchi, chiudo ancora gli occhi, li copro con le mani, corro, grido, piango, ma niente, la vedo, quella merda nera mi sta uccidendo la mamma, piango, m’infilo i pollici nelle orbite

Mi sveglio piangendo, cerco la luce, non la trovo, roba nera e densa cola dal lampadario, la mia camera non ha porte, solo una botola nell’angolo in alto a sinistra, sopra l’armadio. qualcosa di scuro aspetta lì dietro, non lo vedo ma lo sento nello stomaco, non c’è fine. 

5 commenti:

  1. Urno mi lusinghi.
    O sei un adulatore falso e bastardo o ti fai troppo prima di leggere i miei malatissimi scritti!

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  2. Più la seconda. In questo caso c'è da dire che lynch mi sta sul cazzo e nonostante qualche sua idea sia finita nel tuo post, lo stile di scrittura è tra bukowski e burroughs e qualche altro tizio che tu avrai letto e io no, perciò mi piace.

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    1. i nonni gemelli li ho sognati davvero. Molto, molto inquietanti.

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  3. Mi associo ad Urno,adesso voglio leggermi anche tutti i post taggati roba inquietante ;)

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