sabato 13 giugno 2015

Vorrei piangere perchè mia madre non mi lascia cucinare.

03/4/15
Sarà una settimana che non penso niente di intelligente. Così, mi son spento, off, sono diventato stupido.
Ero lì che lavoravo e pensavo un sacco di cose intelligenti e pensavo non vedo l’ora di smettere di lavorare così poi scrivo le cose che penso               invece ho finito di lavorare e non penso più a niente.
Non ho voglia di leggere, troppo difficile. Neanche di guardar film: troppo impegnativo.
Sono passivo, faccio schifo, vegeto, faccio il muschio, faccio parte dell’arredamento,
Ascolto i Wolfmother, gli Steely Dan, una playlist old-funk su spotify.
Fuori c’è la primavera e il sole e il caldo,
dentro un idiota e il muschio.
Nel complesso sono felice della vita. E’ l’unica che ho, e c’è un sacco di gente che sta peggio di me: in africa ci sono bambini che nascono morti, in laos c’è pieno d’acqua ma non è potabile.
Io nel complesso sono felice della vita.
Nel complesso.
Generalmente.
Ma, se vado a prendere giorno per giorno mi accorgo che per ogni giorno in cui sono felice ce ne sono due in cui sono triste.
Per colpa mia.
Perché mi annoio, perché non ho stimoli, perchè  mi rompo i coglioni.
Tutto è inutile.
Anche scrivere questa roba. Smetterei.
Sento come se fosse obbligatorio, per tutti gli esseri umani, arrivati ad un certo punto della loro vita, decidere cosa voler fare per i giorni rimanenti, e trovare un/a compagno/a con cui riprodursi e portare avanti la specie.
Io non voglio decidere, io non voglio scegliere e soprattutto io non voglio riprodurmi.
Quindi ho sempre queste due vocine:
una mi dice di essere triste, l’altra mi dice che la vita è bella.
Una mi dice che devo continuare a vivere così perché faccio bene, e sono tutti gli altri che sbagliano, l’altra voce dice che morirò suicida.
Intanto tutte le volte che mi trovo in giro, in mezzo a facce che dovrebbero essermi amiche, sento solo noia, apatia, e un forte desiderio di tornare a casa.
Intanto sono le 10 e mezza del mattino ed ho già una birra in mano.
Intanto sono un alcolista, e un fattone, e un coglione e un figlio di puttana.
E in questi momenti lo penso sul serio. Penso veramente che è ora di mettersi a posto.
Poi guardo gli altri, quelli messi a posto
 e mi viene il vomito.
“cause i’m sick of not living to stay alive.
Leave me alone, I don’t’asking a lot.
I don’t want to be controlled.
That’s all I want”.
Canta Dexter Holland.

“And all I really want is some patience.
A way to calm my angry voice.
And all I really want, is some justice”
Canta alanis.

Gente che sa quello che vuole.
Io vorrei solo che moriste tutti quanti.
Lo giuro.
Più ci penso più mi rendo conto che quello che mi fa stare male è la società.
Società nel senso di persone, usi, facce, modi e costumi, pregiudizi, ignoranza, ignoranza e altra schifosa infinita ignoranza.
Quindi resto con la solita convizione.
Finchè la merdosa razza umana non si estinguerà mi sarà impossibile essere veramente felice.
L’anno scorso sono stato in ferie in mezzo alla natura e alle scimmie. Sono stato bene.
Ma c’era gente anche lì.
Capisci? Se fossi andato a vivere lì sarei stato bene per un po’ poi la gente di lì (che è comunque nove milioni di volte meglio della gente di qui) mi avrebbe succhiato l’anima.
Merdosi. Siete tutti dei merdosi.
Come cazzo fate ad essere così insensibili? Come fate a dare importanza solo alle stronzate?
Come fate a lavorare tutti i giorni per 3 anni per comprarvi una macchina?
Incidente mortale. Lo spero. Lo prego.
Come fai a spendere 5 mila euro per un divano? Quando hai già un divano che si, per carità, avrà 10 anni, ma non è rotto. Capito?
Non puoi dire “mi serve un divano“ se hai già un divano.
Ogni volta che vedo un paio di scarpe da più di 80 euro mi vien voglia di bruciarle coi tuoi piedi dentro.
E dopo 10 10 10 10 cazzo di anni scrivo ancora sempre le stesse stronzissime puttanate tardo adolescenziali.

Non crescerò mai. 

5 commenti:

  1. son sempre le mamme a pagare nel rapporto figli-genitori ed ogni tanto qualcuna viene anche uccisa dalla propria prole. Questo l'unico vantaggio che ho notato per noi vecchi ragazzi padre, un ruolo scomparso nel tempo

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  2. a me pare sia un ruolo che sta tornando in auge

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  3. Ciao Bill, oggi mi sento uguale uguale.
    Cambia solo che non sarò mai una fattona perché mi sento sballata già solo a frequentare esseri umani.

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    1. Ciao cara, ci tengo a sottolineare una cosa: io sono un fattone in casa, non vado in giro a drogarmi. Lo facevo da giovane ma ora non riesco proprio.
      Stare in mezzo alla gente mi fa sentire già abbastanza strano, stralunato, fuori luogo e pazzo. Se andassi drogato in mezzo alla gente avrei continui folli paranoici attacchi d'ansia.

      E comunque è giusto sentirsi così ogni tanto. Domani ti sveglierai meglio. =)

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