lunedì 29 giugno 2015

L'odio mi morde le palle

Meglio scriver fuori un po’ di schifezze, prima di diventare completamente pazzo.
Sto leggendo Tokyo Blues, all’inizio del libro Murakami prova a scoparsi qualche tizia così per sport, senza provare una vera attrazione, e ovviamente resta deluso.
Io sono così. Non mi riesce di essere frivolo. Il mio cazzo, che comunque è un bel cazzo, è molto, molto più piccolo del mio cervello (che, ci tengo a sottolineare, è enorme ma funziona malissimo) quindi non conta quasi niente.
Andare con una per cui non provi un forte interesse è come mangiare un kebab vegetariano: inutile  e per niente appagante.
Dovrei mettermi in testa di andare in giro a fica. Sfruttare amiche, conoscenti e locali alla moda per conoscere il maggior numero possibile di femmine, scremarle, e trovarne qualcuna interessante.
Ma non credo lo farò.
Sono troppo pigro e troppo insicuro.
A volte mi sento arrogante e presuntuoso ma in realtà io penso di essere un enorme coglione. Se togliamo dal conto degli essere umani tutti quelli che non sono in grado di pensare con la loro testa, chiamiamoli pure ritardati, che è una parola che mi è sempre piaciuta, dicevo, se togliamo i ritardati, tra tutti gli esseri umani normodotati io sono il più coglione di tutti. L’ultimo in classifica. Talmente lento che viene doppiato dai primi.
Anzi non sono lento, sono fermo. Ho bucato. Tutti hanno studiato qualcosa e ora fanno qualcosa.
Io, della mia vita, NON FACCIO NULLA. Me ne sto fermo qua e aspetto che il tempo passi.
Non ne vengo fuori, non ci riesco proprio.
Mi dico: “fai qualcosa, qualsiasi cosa, tutto è utile” e poi penso “fanculo, non faccio nulla, è tutto inutile”.
Oggi ho preso una vanga e ho rigirato tutto il giardino, poi l’ho rastrellato e livellato, domani pianto l’erba. E pitturo la taverna.
Sto facendo cose utili? Sicuramente si.
Sono utili per me? Sicuramente no. Sono utili per la mia casa, non per me.

Non parlo più con nessuno.
Giuro, non mi riesce più di aprirmi e di parlare di qualcosa che non sia una stronzata.
A volte, quando sono sbronzo, il grumo di disprezzo che mi blocca in gola le parole si scioglie e riesco a parlare veramente con qualcuno, ma di solito dura poco.
Mi sembra che la vita sia fatta di chiacchiere di circostanza: dici quello che andrebbe detto, non quelllo che vuoi dire.
Sto tornando in uno di quei periodi di depressione merdosa.
Lo so perché appena apro gli occhi mi sento già solo, triste e disperato.
Passerà, alla fine passa sempre, ma in questi giorni mi fa tutto troppo schifo.


Non avere fede in se è la priorità
illimitata e indubitabile,
fede che non sa che cosa farsene
della convalida della comunità

Non avere niente da
dichiarare eccetto che
Il proprio fulgido genio
tanto c'è che la falsità
è solo l'altrui verità
che vorrei prendere
a calci in faccia


Ascolto i Marlene e mi chiedo come fa Godano a non pisciare addosso alla gente che incrocia per strada.
Io e me è una delle mie canzoni anti depressive 


fanne tesoro perchè verrà
cenciosa e rapace
la solitudine
su di te



14 commenti:

  1. Ozio il magnifico, nell'Eden non c'è traccia: inventato un Inferno meritato e sull'allegro, ce lo trovi
    Mica d'accordo sul trombare a sbafo: se non lo fai, anche le fiche ti odiano; ti fanno, schizzinose, le boccacce

    Saluto

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    1. Paolo, troppo vinasso in pausa pranzo o la poesia ti scorre dentro di tuo?

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  2. Sei in buona compagnia (la mia).
    Te lo dico perchè ti stavo giusto chiedendo se fosse sensato seminar l'erba ad agosto. Ad agosto.
    Comunque quel libro di Murakami io l'ho trovato bellissimo (anzi, oltre il bellissimo. Il bellissimo ce lo lasciamo all'orizzonte). L'ho letto anni e anni e anni fa. Avevo sedici anni e un'indole filoemo. Sarei curiosa di sapere cosa ne penserei ora, rileggendolo.... a parte ciò, leggere quel libro è un po' andarsela a cercare. Oltre ad essere rimasto all'orizzonte il bellissimo, c'è rimasto pure il deprimente.

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    1. io me la vado a cercare quotidianamente, non so far altro.

      Tokyo blues l'ho letto così alla cieca, senza sapere cosa aspettarmi.
      Le prime pagine mi hanno fatto pensare di abbandonarlo, anche perchè da giovane mi sono avvicinato alla letteratura giappo e me ne sono immediatamente allontanato, ma Tokyo Blues è diverso, mi sta crescendo dentro. E oggi mi sono innamorato di Midori. Vorrei farmela ora, su quel terrazzo, bevendo birra da quattro soldi, ridendo dei ricchi, con le fiamme e la colonna di fumo nero riflesse nei suoi occhi a mandorla.

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  3. Te lo ripeto: noi dobbiamo farci una bevuta.
    Anche perchè ogni tanto occorre essere un pò frivoli. ;)

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    1. Vado a comprar na bozza, rubo un auto e parto
      "e non so dove ma arriverò puntuale"
      così, per citarti i Marta sui tubi che non si sbaglia mai

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  4. Tu sei nelle sabbie mobili, caro Bill. E magari c è un fune robusta accanto a te che potresti afferrare per uscirne. Ma non lo fai
    E sai perché? Perché fuori dalle sabbie mobili ne sentiresti la mancanza. Pensaci un po' su.

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    1. non serve nemmeno che ci pensi, è esattamente come hai detto tu.
      Amo lamentarmi e rotolarmi nel fango.

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    2. Lo so. Diventa un'abitudine.

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  5. Ogni volta che ti leggo penso che tu sia una delle poche persone che considero simili a me. A parte il fatto che leggi murakami e a me sta sul cazzo, ma non per colpa sua. E' che è una costante di quasi tutte le mie tipe. E penso anche che ti serva un ritiro spirituale (non ci vedere nulla di religioso).

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    1. Mi servirebbe sicuramente un ritiro spirituale.

      Per ora Murakami sembra uno che ne sa a pacchi.

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  6. E' lungo e noioso spiegarti come sono ora caro Bill, con la mia depressione mascherata come l'hanno definita i medici e lo dico con sano disprezzo anche se mio padre era uno di loro, ma era chirurgo , quindi o ammazzava o salvava!
    Ho due modi di affrontarmi..parlare troppo di classiche stronzate o tacere e ascoltare i miei animali che mi danno più soddisfazione..
    Attendo ..cosa ..non so..qualcuno che decida per me, ma sarà durissima..
    Un abbraccio forte!

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