domenica 24 maggio 2015

Peter Atanasoff

In questo, per me abituale, periodo di ozio e non lavoro
Trovo che le uniche cose che possano dare un perlomeno vago
Significato alle mie giornate, siano leggere ed ascoltare musica.

Il problema è che non le si può fare acca ventiquattro,
posso leggere un paio d’ore poi non riesco più a mantenere la concentrazione necessaria
Stessa cosa con la musica con la differenza che, in più, mi viene anche mal di testa

Così ieri, la giornata è passata felice tra qualche capitolo di V di Pynchon, canzoni più o meno nuove
Un giretto per i blog, una strimpellata all’armonica poi

Purtroppo
Arrivano le 17.30,

e penso che si potrebbe uscire di casa
anche se non sono convinto
comunque alla fine esco
e quasi piango, travolto dalla vacuità della vita intorno a me.

Ho dovuto bere, per vivere
Nessuno, lo giuro, nessuno mi ha detto niente
Quindi oggi non esco,
non metto neanche il naso fuori dalla porta

Perch’ io non converso con uomini persi
Io riverso versi perversi
Quando sono ispirato,

di certo non ora.

Se sapessi suonare l'armonica vorrei suonarla come Paul Butterfield.
Peraltro alla chitarra c'è sto Peter Atanasoff che non si sa chi cazzo sia ma deve avercelo lungo almeno venticinque centimetri.



1 commento:

  1. Lo scazzo esistenziale (io lo chiamo così) è una sabbia mobile: ci vuole nulla per farti risucchiare. Ed il bello è che non ha un'età prediletta: va dall'adolescenza alla senilità. Per questo mi piace osservare i bambini: sono immuni, puri, ed hanno tanto, ma proprio tanto da insegnare.

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