martedì 19 maggio 2015

Insistenze

Faccio una premessa: Sono certo che la maggior parte delle persone preferirebbe avere una propria attività piuttosto che andare a lavorare 6 giorni su 7 in fabbrica, però prima di aprire un qualcosa di proprio ed investirci i risparmi di una vita potresti perlomeno assicurarti  di aprire un qualcosa che ne valga la pena.

Nel mio paese ci sono decine di attività più che redditizie e quei 5 o 6 locali che non sono mai andati bene e mai andranno bene, alcuni dei quali semplicemente perché sono in posti di merda, altri perché la gente è stupida.

Mi spiego meglio. Se, per esempio, lì di fronte alla scuola c’era una cartoleria che poi è fallita, e al posto di questa cartoleria ci hanno aperto una pescheria che hanno poi chiuso, neanche sei mesi dopo, perché non ci andava nessuno, e poi un tizio c’ha aperto una gelateria e, un mese fa, anche sta gelateria è fallita, ora, cristo, perché ci stanno aprendo di nuovo una pescheria?? E’ ovvio che fallirà, non è che apri un ristorante o un negozio di abbigliamento o un qualcosa che, per qualche motivo, può differenziarsi dagli altri posti simili per tipo di prodotti offerti. E’ una pescheria. La gente il pesce lo prende al supermercato o nelle pescherie che ci sono già in paese da anni.
Ci sono dei bar che cambiano continuamente gestione, da quando ho ricordi, ma le cose che cambiano, in realtà, sono solo l’insegna e i tizi che ci lavorano dentro. I posti restano uguali, la scarsa clientela resta uguale, i proprietari non portano novità e si lasciano deprimere dalle difficoltà nel reperire nuovi clienti.
I bar chiudono e dopo qualche mese ci sono già altri somari pronti a bruciarsi tutto il capitale per niente.

Poi c’è sto posto, è una specie di enorme taverna, saranno almeno 350 metri quadri ma credo di più, non so, non sono bravo a misurare le aree a occhio, comunque c’è sta taverna, è in centro ma è un posto riservato perché, insomma, sei sottoterra, e dall’esterno l’unica cosa che si vede è un’insegna e una scala che, un volta scesa, ti porta in questo enorme salone che negli anni 90 aveva un discreto successo ed ha rappresentato il mio primo approccio verso sofisticati intrugli alcolici quali ”l’ammazzacammelli” e il porco can non mi viene in mente come si chiama l’altro coso che prima di berlo dovevi darci fuoco e poi shottarlo vabbè fa stesso.
C’erano tavoli e panchine in legno, un lungo bancone sulla destra, birra e cocktail.
Fine anni 90, le mode cambiano, le persone crescono, i giovani scelgono altre mete, i vecchi smettono di andarci, il bar sotterraneo chiude.
Pausa.
Considerazione.
Io capisco che Giacomo “intelligence” Ardemagni possa pensare di riaprire il “bar sotterraneo” trasformandolo in uno squallidissimo merdoso disco pub le cui serate di punta sono sempre, immancabilmente, serate latino americane che richiamano clientela latino americana squattrinata, e serate karaoke in cui 40enni sovrappeso cantano tristi canzoni anni 80 che li portano a riflettere malinconicamente sui tempi che furono, bevendo fanta.
Intelligence ha tolto tavoli e panche, sulla sinistra c’ha piazzato l’angolo lounge coi divanetti, poi c’è la pista e una specie di palco mentre l’unica cosa rimasta intatta è il bancone del bar.
Giacomo “intelligence” è stato il primo, ok ci sta. Ma quando il disco pub, dopo nemmeno un anno, viene chiuso, e “intelligence” si ritrova con decine di migliaia di euro di debiti, perché c’è un altro stronzo figlio di puttana che riapre un altro disco pub lì sotto? Perché?
Negli anni, quel posto avrà cambiato tre o quattro gestioni, sempre disco pub, tutte fallimentari e, proprio oggi, ho visto che l’anno riaperto di nuovo.
Ed è di nuovo un disco pub.
E, di nuovo, non ci andrà nessuno.
Io, semplicemente, penso, ma è così fottutamente difficile?
A)     è periodo di micro-birrifici artigianali e la voglia di conoscere e scoprire sapori diversi e degustare birre sta diventando una moda
B)      Non c’è un Irish pub in zona e un sacco di gente avrebbe voglia di farsi un paio di pinte in un irish pub.
C)      L’unica birreria nei paraggi è piccola e sempre piena.
D)     L’unico posto dove fanno musica dal vivo lì vicino è tipo la casa del metal. Solo roba pesante.

Metti insieme queste informazioni.
Sul serio, è difficile?
Togli i divanetti metti delle panchine di merda e tavoli di legno, parti con 4 o 5 birre alla spina decenti e diverse, tipo una bionda tedesca buona, una rossa inglese ferma, una Ipa, una scura e una doppio malto per quelli che vogliono sbronzarsi, metti del sound che non sia dance house lounge merdosa dei locali da fighetti, vogliamo blues e soft rock al pomeriggio e Led Zeppelin e Ac Dc la sera.
Visto che il posto è grande e i costi sono alti, proviamo a sfruttarlo anche per cena, intanto per iniziare niente di sofisticato, solo SUPER PANINI TIPO MAN VS FOOD e roba fritta e stronzate, poi se la gente viene puoi anche allargarti, ma già
birre buone + paninazzi sporchi + sound giusto
ti dovrebbero garantire un certo appeal.
se riesci a far venire ogni tanto qualche gruppetto che suona, magari senza batteria sennò rimbomba tutto e non si sente più un cazzo, potrebbe essere veramente una figata pazzesca.  



Piccola parentesi per riportare alla luce il mio passato da tossico:
L’ultima volta che sono entrato in quel posto avrò avuto 21 anni, sto mio amico aveva comprato su internet della droga che solo più tardi ho scoperto essere mefedrone (su wiki c’è scritto che viene riconosciuto come narcotico ma posso assicurarvi che coi narcotici c’entra proprio un cazzo).
Senza dilungarci troppo, la situazione era più o meno questa:
Era giovedi sera, eravamo in una decina di amici a casa di un tizio, fatti come cachi maturi, quando abbiamo deciso di cercare un posto con della musica per evitare di masticarci via le facce a vicenda, così, con le mandibole in moto perenne e le palpebre paralizzate, ci siamo recati nell’unico posto che, di giovedì sera, offrisse della musica.
Va da sé che il nostro grado di fattanza più la paranoia indissolubilmente legata ad esso, ci rendevano nervosi e avevo come l’impressione che tutti mi fissassero con disprezzo.
Un mio amico coglione ha comprato una bottiglia di tequila e se l’è bevuta con due brasiliane o equadoregne e il loro amico/pappone, poi è sparito.
Dopo mezzora ci ha chiamato e siamo riusciti, non so come, ad andare a recuperarlo, ad una decina abbondante di chilometri da lì, a casa di questi sudamericani.

Sono certo di averci scritto un post ma è mezzora che lo cerco e non lo trovo, dio can, deve essere andato perso quando splinder è imploso.


3 commenti:

  1. L'idea mi piace molto e pagherei per avere un locale simile da queste parti. A questo punto, fatti fare un prestito e aprilo tu, così li freghi tutti.

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    1. nessun problema, me li presti tu i centomila?

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    2. Così tanto serve? Ti conviene cominciare a spacciare cocaina in grandi quantità.

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