mercoledì 8 aprile 2015

La Mia Favola pt2


prima parte



Jhonny vagò per il mondo, o almeno per una piccola parte di esso, cacciando piccoli animali, vivendo di stenti, senza sapere cosa fare né dove andare.
Un giorno, vagando per i colli,  s’imbattè in un piccolo laghetto contornato da salici piangenti, più simile ad una palude a dire il vero, si sedette sulla riva specchiandosi nell’acqua torbida, fissando quelle schifose enormi orecchie e quelle zanne affilate che spiovevano dalla sua bocca, e pianse. Pianse a lungo, singhiozzando.
Le sue lacrime caddero nell’acqua stagnante, dando vita ad un vortice, una spirale sempre più grande e fonda si disegnò sulla superfice del laghetto e Jhonny, senza sapere bene perché, ci si tuffò.
Il vortice lo risucchiò sempre più verso il suo centro mentre Jhonny semplicemente si lasciava trascinare, fino a perdere i sensi.
Si svegliò supino sulla riva, mentre dolci onde gli carezzavano le gambe. Aprì gli occhi e il mondo intorno a lui non era più lo stesso: l’acqua in cui era caduto era azzurra, non più scura e putrida, il terriccio bagnato sulla riva era diventato erba d’un verde brillante, i tristi salici che contornavano lo stagno si erano trasformati in alberi più grandi, più verdi, più belli e una musica dolce come miele si udiva da lontano.
Jhonny si alzò e restò minuti, forse ore, accecato da fiori di colori così accesi, così belli, che i suoi occhi non riuscivano a fissarli, come quando si tenta di fissare il sole. Poi raccolse il suo cilindro e la bandana e s’incamminò verso quella meravigliosa melodia mentre un gruppo di grossi insetti volanti se ne stava in disparte, ad osservarlo.


Daphne fu svegliata dai suoni eccitati di due aeree, Eve e Liù, che le comunicarono la comparsa d’una nuova, strana creatura, e la invitarono a seguirle. La giovane bellissima figlia della luna si destò immediatamente dal suo sonno e le seguì in tutta fretta.
                                  
                                              
Intanto Jhonny, seguendo la dolce melodia, arrivò ai piedi d’una collinetta che pareva fatta di enormi pietre bianche, tra le quali spuntavano altissimi fiori simili a giganteschi papaveri viola, i cui steli erano lunghi ben più di due metri. In cima alla collina, una strana creatura dotata di corna ricurve se ne stava seduta a gambe incrociate suonando un lucente flauto argenteo: era Bartwan il fauno, figlio della pietra, uno dei guardiani di quelle terre.
Appena Jhonny mise piede sulla collina, il flauto smise di suonare e Bartwan s’alzò in piedi stringendo un lungo bastone, sulla cui sommità era incastonata una pietra bianca, gridò qualcosa d’incomprensibile e, dopo aver battuto il bastone a terra, scomparve nel nulla.
Jhonny raggiunse la cima della collina, da cui si poteva vedere buona parte delle terre circostanti, e decise d’incamminarsi, senza sapere bene perché, verso il centro del bosco.
Durante il suo incedere, Jhonny fu interrotto da uno strano verso, s’avvicinò lentamente al luogo da cui proveniva questo rumore simile al gracchiare d’un corvo e vide una specie di grossa gallina viola che scavava il terreno alla ricerca di qualcosa. Jhonny s’avvicinò con cautela alle spalle dell’animale e, a pochi passi dalla creatura, con un balzo le fu addosso, le strinse le mani attorno al collo e, sordo alle suppliche della povera bestia, glielo spezzò.
Con il coltello con cui, qualche tempo prima, aveva ammazzato le suore carceriere,  Jhonny eviscerò e pulì l’animale, per poi cuocerlo su un falò che accese lì vicino, utilizzando vecchi legni secchi e lo zippo che aveva rubato alla suora tabagista.
Daphne e le due aeree assistettero sbalordite alla scena. Mai, prima d’allora, avevano visto una creatura come Jhonny.
Dopo essersi saziato, il mostro mezzo coniglio s’appisolò vicino al fuoco mentre Daphne, Eve e Liù decisero di recarsi al più presto all’albero di Malk per raccontare alle altre creature di quel nuovo strano essere.



                                      ...  continua....

2 commenti:

  1. Qual era il sapore della gallina viola? Non può avere lo stesso sapore di quelle normali.

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  2. ha un sapore forte, selvatico. Ha la carne rossa, scura, molto saporita, tipo struzzo ma ancora più buona.

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