sabato 21 marzo 2015

Il lavoro ti uccide l'anima

Tanti, troppi giorni di merda, scivolati via tra letto e lavoro.
E le serate buttate, fatto come un caco maturo, svaccato davanti alla tv.
Oggi è stata una bella giornata. Una giornata di quelle di una volta.
Ieri (venerdì)ho saputo che oggi non avrei dovuto lavorare quindi me la son gestita lenta ma giusta.
Ho deciso che avrei passato il mio venerdì in totale relax, vasca da bagno, cannoni, birrette e un film, peraltro molto valido (Dom Hemingway, consigliato a tutti i lettori).
Ho deciso anche che sabato sarebbe stato il mio giorno sfogo devasto.
Dopo pranzo, ore 13.30, raggiungo, insieme alla donna, due miei amici, che si trovano a casa di uno di loro, e hanno una valanga di sacchetti di monetine vecchie. Son venute fuori ripulendo la casa di uno zio morto di uno dei due. Faccio il mio ingresso in scena tronfio, con una bozza contenente due litri di rosso, mentre i ragazzi han già una mezza bottiglia di san giovese sul tavolo.
Passiamo tipo due ore a cercare il valore di ste cazzo di monete su siti di numismatica, bevendo vino rosso e fumando ganja, e attraversiamo istanti di pura enfasi quando ci accorgiamo di avere tra le mani pezzi importanti tra cui spiccano le 5 lire del 1892, che anche se non sono fior di conio, possiamo piazzare su e bay anche a 200 euro. Grosse soddisfazioni.
Arriva altra gente, finiamo il vino, fumiamo altre canne, cazzeggiamo con un pallone da calcetto
Poi ci spostiamo in un baretto scrauso a ber na media, ci si ferma in un parcheggio a fumare altra erba e poi altri bar, altri goti. Negli spostamenti ho il piacere di fare da deejay in macchina, rispolverando vecchi pezzi della mia gioventù tra i quali mi va di citare Because i got high di afroman ,i butei dei sumbu brothers e i tre pezzi chiave di Tenacious D: the pick of destiny, Kickapoo, Master Exploder e Beelzeboss.
Andiamo a mangiare al cino giappo thai. Grande.
Involtino primavera, bocconcino di gambero al cocco, Riso con salmone, riso alla pattaya, pollo kon bao, pollo alla citronella, manzo croccante, anatra all’arancia, per finire con gli immancabili ebi ten maki(sushi con gambero fritto).
Per non farci mancar niente beviamo della birra cinese e mezzo litro di bianco, poi caffè e grappa alle prugne.
Dopo cena i butei sono ammosciati, c’hanno voglia di far un cazzo. Anch’io mi smoscio, non ha senso tornare in un bar a bere roba fino a sboccare. Allora me ne devo tornare a casa. Ma sono troppo cotto per seguire un film, o per leggere. Sono troppo cotto anche per scrivere qualcosa. No dai, qualcosa è venuto fuori.
Ho imparato qualcosa.
Ho imparato che l’ansia di quello che viene dopo non mi permette di gustarmi quello che c’è adesso, il pensiero che la mia felicità momentanea, entro un breve lasso di tempo, debba immancabilmente terminare, mi toglie il gusto di quello che sto facendo.
A meno che io non sia sbronzo e fatto.

In quel caso penso comunque al dopo ed avverto una sensazione di ansia, poi dopo 20 secondi mi dimentico quello che stavo pensando e sono felice per ore.
Viva le droghe.

2 commenti:

  1. Concordo in pieno. Un certo regime lebowskiano è necessario. :)

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