martedì 29 dicembre 2015

best of books 2015

Ho visto che James Ford fa gli Award e allora li faccio anch’io. Questi sono, in ordine, i migliori libri che ho letto quest’anno, e posso dire, in tutt’onestà, che avendo da poco controllato la lista dei libri letti negli ultimi anni,  quest’anno ho scelto bene, e mi sono fatto un sacco di bella roba.


10) L’opera struggente di un formidabile genio – Dave Eggers
La storia lascia un po’ a desiderare ma Eggers scrive proprio bene, il romanzo è una specie di flusso di pensieri quindi ti capita di passare da Eggers che ti racconta una storia, a lui che dialoga con uno dei personaggi della storia, a lui che dialoga con sé stesso su come e perché abbia inserito determinati personaggi o scene nel racconto stesso. In pratica lui si sposta continuamente da dentro a fuori il romanzo, a tratti lo vive come protagonista, a tratti ne parla da esterno -spesso con altri personaggi del romanzo che, in quei momenti, non fungono da personaggi bensì da personalità alternative nella mente dello scrittore- ma fa tutto con grande stile, senza annoiare.
Lo consiglio se vuoi qualcosa di molto strano. Libro buono, scrittura magnifica


9) Burned children of america
Antologia di racconti di autori americani anni’90: Storie forti, rabbiose, spesso ambientate in futuri osceni e alienanti, personaggi mutilati e perversi, racconti brevi che ti arrivano dritto nello stomaco. I giorni del cane di Judy Budnitz e Odontofilia di Julia Slavin Sono qualcosa di follemente meraviglioso. Lettere di Steven, un cane, ad alcuni capitani d’industria è una cazzata ma mi ha sdraiato e mi fatto scoprire Eggers.
Lo consiglio se ti piacciono le cose estreme.


8)La vita agra – Luciano Bianciardi
Un po’ diario, un po’ cronaca giornalistica, un po’ romanzo, un po’ autobiografia, Bianciardi parla di tutta la vita, ha un’ironia bellissima e mi ha stupito perché ho iniziato a leggerlo senza troppa convinzione e invece mi son detto”oh, ‘sto qua scrive molto molto bene e tiene su la storia alla grande, non c’è una pagina che mi abbia annoiato”.
Lo consiglio a tutti


7)Racconti matematici
Giovani, qua dentro ci sono delle cose incredibili, è una raccolta divisa in tre categorie: numeri, spazi e ritratti.
I ritratti sono quelli che mi sono piaciuti meno, con Eco che chiacchiera con pitagora, e gli altri che raccontano di tizi morti o giocano col passato modificandolo.
Spazi è fico, gli autori di queste storie giocano coi le sequenze la matematica e  la geometria.
Numeri è il top: c’è Asimov con un racconto su un futuro dove l’uomo non sa più calcolare perché tanto ci sono le calcolatrici, Calvino con Quanto scommettiamo che si tira un trip incredibile su due esseri eterni che giocano d’azzardo dalla notte dei tempi, la Trama celeste di Casares parla di viaggi nel tempo e mondi paralleli,  Huxley ti spiega la storia di Eupompo, un pittore che voleva dipingere in numeri, o i numeri, leggitelo.  E Poi Borges che ti racconta la storia di Herbert Quain in modo talmente grandioso che tuttora non si sa se Quain sia veramente esistito.
Racconti matematici ha veramente un sacco di roba dentro. Straconsigliato.


6) La scopa del sistema – D.F. Wallace
Ho amato questo libro perché mi ha riportato nel clima di Infinite jest ma senza tutte quelle cazzo di note, Wallace scrive farcito, si dilunga analizza e descrive tutto, crea mondi situazioni storie ma penso che sia molto particolare, tanti potrebbero odiarlo. Questo libro è folle, assurdo, incredibile. Non lo consiglio


5)Il nuovo modo - Ritorno al nuovo mondo – Aldous Huxley
Romanzo ambientato in un futuro distopico dove l’umanità vive per la produttività, tutti vengono concepiti in provetta e condizionati fin dall’infanzia. Però quando sei triste prendi il Soma e vai in bomba dura per qualche ora o giorno, e il soma è legale. Comunque non puoi essere triste, perché ti hanno condizionato a non esserlo. Il soma si prende comunque. A scopo ricreativo. Ah, e tutti scopano con tutti quelli appartenenti alla loro classe sociale, perché non bisogna essere egoisti, l’amore è bello, Huxley è un grande. Dopo il romanzo c’è l’analisi di Huxley, scritta quasi trent’anni dopo, e niente, Huxley arriva alla conclusione che molte delle sue previsioni peggiori si sono già avverate e analizza vari temi da lui lanciati come ad esempio il condizionamento delle persone. Straconsigliato.


4)Il maestro e margherita – Bulgakov
E’ grande. La storia è bellissima e ha uno dei migliori inizi di sempre, e siccome è uno dei migliori inizi di sempre non spoilero niente. Straconsigliato




3)Sostiene Pereira – Antonio Tabucchi
La storia di questo romanzo non è niente di trascendentale ma Pereira, gente, Pereira è il numero uno. Ci si affeziona subito a lui, a tratti lo si disprezza poi lo si rispetta, si ride di lui poi si ride con lui, - ho imparato qualche giorno fa che significa idiosincratico e Pereira prova una totale idiosincrasia, non c’è definizione migliore, per le azioni che lui stesso compie. Si trova sempre in situazioni in cui non vorrebbe essere ma in realtà lui non ci può fare niente, lui pensa in un modo ed agisce in un altro, beh, lascia che ti dica una cosa, Pereira è il personaggio dell’anno.
Straconsigliato a chiunque, questo è uno di quei libri che non può non piacere.


2)Tokyo Blues – Haruki Murakami
A volte coi libri capita di sognare, capita di essere talmente immersi nel flusso di parole che non ci si accorge nemmeno di leggere, ti sembra di essere lì che guardi la storia, la vedi, visualizzi posti cose e persone e esistono soltanto nella tua testa, soltanto in quel momento, ed è come se la storia te la stesse raccontando una voce fuori campo, hai presente? Questa cosa meravigliosa mi succede con certi libri per qualche secondo o al massimo per qualche minuto. Tokyo blues invece è uno di quei pochi romanzi che mi ha mandato in black out totale, da pagina sessanta mi sembra di non aver più letto niente, l’ho sognato fino in fondo, Murakami ha creato un atmosfera stupenda.
Caldamente Consigliato agli adolescenti, agli emotivi, agli omosessuali e tutti quelli che si sentono particolarmente sensibili.


1)Trilogia della citta di K – Agota Kristof
Questo è un libro straordinario, ma pieno di dolore, Agota Kristof è rancorosa, e riversa tutta la sua cattiveria in queste pagine.
sono tre racconti separati, il primo è qualcosa di inarrivabile, minimalismo estremo, capitoli lunghi una o due pagine, zero considerazioni o pensieri, solo fatti, nudi e crudi che si susseguono e ti prendono per la gola. Le altre due parti sono scritte in modo un po’ più “normale”, grande grande libro. E la prima parte è una delle cose più belle che ho letto nella mia vita. Consigliato ai forti di stomaco.




Miglior protagonista: Pereira (Sostiene Pereira)

Miglior non protagonista: Midori  (Tokyo Blues)

Miglior racconto breve: Esame dell’opera di Herbert Quain – Jose luis Borges

Idea più folle: Odontofilia – Julia Slavin

Scrittore/scrittrice dell’anno:  Agota Kristof



domenica 27 dicembre 2015

Per fortuna leggo

C'avevo niente da fare quindi mi sono scritto i libri che sono molto felice di aver letto in questi ultimi anni (in grassetto quelli che mi hanno lasciato di più o che mi hanno migliorato come persona o che ho semplicemente amato molto)


Nel 2011:

Cent’anni di solitudine – GM.Marques
Bastogne: E.Brizzi
Paura e disgusto a Las Vegas – Hunter s Thompson
Siddartha – H.Hesse
I dolori del giovane Werther - Goethe
Poesie d’amore – H.Hesse
City Light Pocket Poets Anthology –  Beat generation ma non solo, poeti da tutto il mondo, anni 60






2012:

Ubik – Pk Dick
Il capitano è fuori a pranzo – Charles Bukowski
In un milione di piccoli pezzi – James Frey
Eddy-baby ti amo – E.Limonov
Mattatoio 5- Vonnegut
Poesia degli ultimi americani – Beat generation’s guys
Jukebox all’idrogeno – A.Ginsberg




2013

Flash: Katmandu il grande viaggio  - C.Duchassois
Pian della tortilla - Steinbeck
Mr. Nice – Mark Howards
Infinite Jest – DfWallace
Le tre stimmate di palmer Eldricth – PK Dick
Ghiaccio nove – K. Vonnegut
Tutti i racconti – PK Dick




2014

Il flauto di vertebre – Majakovskij
La colazione dei campioni ovvero addio triste lunedì – Kurt Vonnegut
Romanzo con cocaina – M. Ageev
Autobiografia precoce – Evtusenko
Dio la benedica Mr. Rosewater – K.Vonnegut
Castelli di Rabbia – Baricco
La fattoria degli animali – G.Orwell


mercoledì 23 dicembre 2015

Sfere

Vedi, carissimo, il problema è che io non voglio più parlare di cose. Cose nel senso di oggetti, fatti , persone, insomma tutto ciò che è.
Cerco di spiegarti meglio, le tette della mary sono tanta roba, nessuno sta cercando di dire il contrario, ma le tette della mary non possono essere un argomento di conversazione, o perlomeno non possono esserlo per più di dieci secondi, perché appunto sono una “cosa”. Le tette della Mary sono lì e basta, non sono interpretabili, non puoi dargli alcun significato.
Le tette della mary come la macchina di Loris, la serata al pub venerdì scorso e la partita del milan sono tutte “cose”, sono fatte, finite, evidenti e per niente interessanti.
Io, da oggi, voglio parlare solo di arte. Voglio parlare di musica e di canzoni, voglio spiegarti cosa mi trasmette quel pezzo dei subsonica, voglio farti capire perché certi musicisti non hanno bisogno di cantare perché riescono a dire tutto, ma veramente tutto, semplicemente suonando il loro strumento.
Dimmi cosa ti hanno lasciato quei personaggi di Wes Anderson o gli sketch più folli di Abc’s of Death2.
-Non vorrai mica sul serio parlare di arte tutto il giorno, eh?-  Ma eh cosa?? Chi è che vuole parlare tutto il giorno?? Si può parlare per due massimo tre ore al giorno, di più non riesco, è già abbastanza difficile così.
Gli unici argomenti di conversazione interessanti hanno a che fare con l’interpretazione, col modo in cui il tuo organismo assorbe e tenta di tradurre una determinata immagine, parola o suono.
Le persone sono tanto interessanti quanto sono interessate. Il fatto che lei l’altro giorno abbia detto “Questa è dei fratelli Pomodoro: mi fanno impazzire” ha fatto scattare la scintilla. Lei , quella frase, non l’ ha nemmeno detta a me. E non ha aggiunto “Dovresti cercarteli” o “Prova a guardare qualche loro opera”.
L’ho fatto di mio. Perché sono curioso. Perché sono interessato. E le sfere di Arnaldo Pomodoro sono fiche.
E sai perché le sfere di pomodoro sono fiche? Perché se ora ne mostro una a te, a tony e agli altri due, in quattro non riuscireste a trovare niente da dire su quelle cazzo di palle. E sai perché?  Perché quelle palle non sono una “cosa”, quelle sfere sono quello che tu vuoi che siano, non hanno uno scopo o un motivo, non servono, come le tette della mary, ad allattare poppanti o ad eccitare idioti, quelle sfere dorate sono pura interpretazione, sono sensazioni, sono quello che trasmettono, sono cazzuta arte.
Io potrei parlare di quelle sfere da solo, per mezzora, senza annoiarmi e probabilmente imparerei anche qualcosa.
Se per voi quattro, le sfere sono delle palle, come quelle da calcio, ma più grandi più dure e più dorate, per me invece sono il motivo per cui non voglio più parlare di “cose” e, carissimo, ti dirò una grande verità, le tette della mary non le guardo neanche più perché le tette della mary sono uno sfizioso filetto di puledro scottato alla piastra servito su un letto di cenere bagnata e coperto da una spolverata di sorridente ignorante scontata merda secca.


Grossa palla dorata



Questi tizi li ho scoperti oggi. E devo ammettere di averli apprezzati, anche se solitamente detesto tutto ciò che suona "elettronico".
Metto questa canzone perchè il video è bello. I costumi, le immagini e soprattutto la scenografia mi hanno molto colpito.





martedì 22 dicembre 2015

Music time

Quando ho scoperto che Hurt non è un pezzo di Jhonny Cash ma è una cover ci sono rimasto di sasso, la canzone è troppo sua, lui la rende sua, la interpreta la riempie,se la cuce addosso, e cazzo, vederlo lì a settant’anni che sembra faccia fatica a parlare e inizia “oggi mi sono fatto del male per vedere se riesco ancora a sentire qualcosa” SBANG ti ha già crepato il cuore e, come se non bastasse  “Mi sono concentrato sul dolore, l’unica cosa vera”. E poi il ritornello “cosa sono diventato, mio più caro amico? Tutti quelli che ho conosciuto se ne sono andati via. Puoi averlo tutto, il mio impero d’immondizia. Io ti deluderò. Io ti faro del male”. Poi la seconda strofa si chiude con “You are someone else, I am still right here” che mi ha di nuovo fatto pensare a Johnny vecchio, che ascolta la versione originale e piange pensando a tutte le persone che ha visto morire.  Mamma mia, una gran gran cover veramente incredibile. E pensa a come stava Trent dei Nine Inch Nails quando ha scritto la canzone nel lontano facciamo millenovecentonovantatre. L’ha scritta che non aveva nemmeno trent’anni. Assurdo. La versione originale è anche molto più inquietante di quella di Cash,  per tre quarti del brano c’è un rumore di fondo che non saprei come descrivere e che sicuramente ha come unico scopo quello di farti sentire male.


Ora dovrei mettere il video della versione di Cash o di quella dei NIN?

Fanculo la coerenza, Vado di Afterhours? No dai, rispolvero un pezzo che mi faceva impazzire ma che non ascolto dalle superiori:



Don't want to live in your misery
I don't live - I inhale

sabato 19 dicembre 2015

Amore & Puttane

Cammina lento tra la folla, la marijuana gli annebbia e riduce il campo visivo, il suo cervello sta lottando strenuamente contro il thc e sta pensando che, a parte i ragazzini che gridano risate poco dietro di lui, il resto delle persone lì intorno ha un aspetto di merda, sono tutti stronzi, sono brutti, hanno facce avide e cattive, ed evidentemente sono lì per scaricare la loro frustrazione dentro qualche bella ragazza.
 Poi compare lei.
Dietro la sua porta/vetrina, sotto quei neon disgustosamente rossi, c’è lei, bellissima.
Lei che lo guarda negli occhi, incrocia le mani in segno di preghiera e le sue labbra, di un rosso passionale, che niente ha a che vedere con quello del neon lì sopra, si muovono a formare le parole “please come in”.
A lui servono almeno venti secondi per realizzare, lei se ne sta lì con le mani incrociate, lui si guarda alle spalle, non è impazzito, sta veramente parlando con lui, lì intorno solo brutte facce, solo porci maiali merdosi, la situazione è chiara, la ragazza più bella del mondo sta dicendo “Entra tu, ti prego, vieni a farmi compagnia, non lasciare che quei vecchi maiali entrino e mi sporchino con quelle grosse mani, ti prego, non lasciare che mi sbavino addosso e mi attacchino il loro schifoso odore, li ho già visti, so come succederà, e non voglio che succeda, ti prego, entra tu”.  E lui guarda i suoi due amici, poi la ragazza in vetrina, poi di nuovo loro, poi di nuovo lei, che se ne sta lì immobile a fissarlo con quei grandi occhi nocciola e dice di nuovo “please”. Lo dice davvero.
Lui di nuovo guarda gli amici, guarda la gente attorno, nota un bastardo pelato denti marci che sta guardando verso la sua vetrina, -vuole farsela, è chiaro, ora quel bastardo entrerà, so cosa succederà, so come succederà.

non voglio che succeda-.
Allora Diego prende coraggio e avanza verso la porta e verso la ragazza più bella del mondo, lei fa un sorriso mieloso, dolcissimo, e lui finalmente è convinto, è deciso, sta facendo la cosa giusta, la ragazza apre, Diego entra e appena si è richiuso la porta alle spalle la ragazza più bella del mondo gli dice “Grazie di essere entrato, cosa vuoi fare?” e allora lui, molto imbarazzato, le spiega “Scusa, ma qui ho solo quindici euro, sono entrato perché tu me l’hai chiesto, ma non vorrei fare niente, vorrei solo parlare, se ti va”.
Fuori Danny e Luca si accendono una sigaretta”Secondo me alla fine se la scopa, figurati se ci parla e basta, hai visto che figa incredibile?”
“Si, e pensa che Diego era l’unico che non voleva neanche venirci, nel red light”
“Infatti” biascica Danny tirando dalla sigaretta “fa tanto il santarellino moralista e poi s’infioppa la prima troia che vede”
“Dai non era mica la prima, e di sicuro è la più figa che abbiamo visto finora”

Luca sorride ed espira il fumo della sua chesterfield, la porta si apre, Diego esce a testa bassa, gli altri due scoppiano a ridere “Già fuori, non ti piace più?”, mentre il pelato coi denti marci cammina spedito verso la porta illuminata di quel rosso disgustoso.




venerdì 11 dicembre 2015

Tuo cugino

Ogni volta che qualcuno esprime un giudizio o una preferenza per qualcosa, tu gli devi chiedere “rispetto a Cosa?”

Esempio A:
-          What we do in the shadows è un bel film.
-          Bello rispetto a cosa, Bill?
-          Rispetto alle dozzine di americanate di merda che ho visto in tutti questi anni, direi che vedo un film che mi soddisfa come WWDITS ogni 20 che guardo.

Esempio B:
-          Ah, all’antica trattoria? Si mangia bene e spendi giusto
-          Scusa, Matteo, ma si mangia bene rispetto a cosa?
-           Cosa vuol dire?
-           Dici che è buono in confronto a? Si spende giusto rispetto a?
-           A quello che mangi
-          Senti Matteo, io non ci vado, vado dai cinesi che Bill mi ha detto che si mangia bene.


Regola fondamentale dell’umanità: Più uno è convinto di quello che dice, più è di parte, ed è interessato alla cosa che dice, è concentrato lì,  e non sa un cazzo delle mille altre cose.
Matteo ti dice di andare all’antica trattoria perché è a 3 km da casa sua e lui è pigro e va sempre a mangiare lì e non è mai andato all’agriturismo in fondo al paese e nemmeno nell’altro ristorante dove fanno il pesce buono perché tanto finchè all’antica trattoria non lo avvelenano lui sta bene lì, il fatto è che sta talmente bene che si è convinto che dai cinesi si mangi di merda. Non è che lo pensa, ne è proprio convinto, anche se lui, al cinese, non c’è mai stato. In questo caso lui è di parte perchè anche se non è mai entrato nel ristorante cinese,  lui, cazzo, lo sa, che il pesce non è fresco e il cibo fa schifo, gliel’avrà detto suo cugino, che dai cinesi c’è stato una volta sola per far contenta la morosa visto che a lui neanche piace il pesce. 

Morte ai Mattei, morte ai cuggini



Scelta musicale obbligata:


martedì 8 dicembre 2015

Film dell'anno

Ho fatto abitudine alla tua incomprensione. Ho sempre desiderato che qualcuno mi comprendesse, ma forse bisogna cercar di vivere così, senza che nessuno ti capisca. Forse è peccato desiderare d’essere compresi.
Il re della pioggia - Saul Bellow


The ABC’s of Death è un film del 2012 ed è anche il Miglior film che ho visto nel 2015, anzi, non è un film, è un insieme di cortometraggi, 26 come le lettere dell’alfabeto, girati da registi di 26 nazionalità diverse. Alcuni corti sono proprio brutti, altri incredibili, horror, splatter, roba d’animazione, roba coi burattini tipo Tim Burton old style, ironia, dramma, schifo e tante tante tante provocazioni come piacciono a me.
Di base sono sull’horror e, ovviamente, il tema ricorrente è la morte.
Non potete immaginare la mia sorpresa quando, qualche istante fa, cercando informazioni sul film, ho scoperto che quello che ho visto è The ABCs of death 2, del 2014.
Vado a procurarmi il primo.

Comunque non avere troppe aspettative, i corti brutti sono più di quelli belli, ma quelli veramente inguardabili sono solo due o tre, la maggior parte degli effetti speciali fanno schifo, ma i corti belli sono proprio belli, quindi vale la pena guardarlo tutto.
Penso tu lo possa vedere, scena per scena, su Youtube. E non fare la testa di cazzo, guardalo in ordine. E' il mio regalo di natale.
Intanto, a mo' di spot, gustati il quinto corto: E for Equilibrium


giovedì 3 dicembre 2015

Bartolomeo


- Io non vedo un unico modo di fare le cose, io voglio fare le cose in modo unico.
- Eh?
- Non riuscirei a scopare una che non ha letto Voltaire.
-Bartolomeo, tu non stai parlando seriamente
- In questo momento la penso così
- Te lo dico di nuovo: Tu non stai parlando seriamente
- Non dico Voltaire per dire Voltaire, intendo chiunque avesse qualcosa da dire
- Le tette. I culi. Non Voltaire
- Capisco, ma se ad un certo punto quel culo parla e, non avendo letto “Voltaire o chiunque come lui”, non sa quello che dice, io m’infastidisco e non ho più voglia di scoparlo.
- I pompini
- Eh, cazzo, i pompini
- Vuoi un pompino da una X factor, tacco dodici, unghie rifatte, mtv, mc donalds radio studio+, borsetta griffata [inserire altri stereotipi] o vuoi aspettare Cenerentola che impenna sulla zucca leggendo Kant? Scusa, Voltaire?
- Ho detto una stronzata, mi do un pugno da solo.


Sta tutto nel distinguere ciò che è frivolo da ciò che non lo è, il sesso occasionale dalla storia d’amore.
Ma nel cervello di Bartolomeo sembra che il concetto di sesso occasionale non esista.

Per Bartolomeo è tutto dannatamente serio.

martedì 1 dicembre 2015

Frank

Ogni macchinario ha un suo rumore, alcuni non fanno nemmeno tanto casino, però messi tutti insieme creano un insopportabile rumore di fondo, ci sono fischi e sbuffi e nastri che girano, ogni tanto un cigolio e il forno che si lamenta, qualche volta un allarme in lontananza, arriva Franco, magro, abbronzato, cinquantenne, trascinando a fatica un bancale più alto di lui, e si piazza al suo solito posto.
Tutti abbiamo addosso la divisa bianca e la cuffia bianca infilata sulla testa, noi due, avendo a che fare col vetro, abbiamo anche i grembiuli protettivi e gli occhialoni di plastica.
Frank mi dice qualcosa che non riesco a capire perché stavo canticchiando Don’t stop me now dei Queen
“EH?”
“Ma hai visto la contessa? Cazzo, lavora più di me e te messi insieme”
“Si Frank, “ gli rispondo mentre spacco e ripiego una scatola di cartone, una delle tante “finalmente una che lavora”
“Macchè finalmente una che lavora, questa qua mi ruba il posto. L’anno prossimo chiameranno lei al posto mio che son vecchio e son da butttare via, guardala, guardala, come corre”
La contessa sarebbe la signora nuova che hanno messo a lavorare con noi, in realtà non è veramente nuova, l’hanno spostata da un altro reparto al posto del Luca comunque non so se lo faccia per far bella figura o se è così di suo, ma in effetti lavora come una pazza, fa quello che deve fare senza lamentarsi e in più da una mano a tutti quelli che ha intorno, appena ha un attimo libero prende la scopa e spazza per terra, sistema tutto.
“Dai, meglio per te, alla fine non sei più un ragazzino, con questa almeno ti puoi riposare un po’.” Sorrido
“Macchè, questa bisogna farla fuori, bisogna eliminarla”
“Haha, dai Frank va a cagare, mettiti a caricare invece di dir stronzate”
“Macchè stronzate, stasera guardo che macchina ha, domani la aspetto qua fuori dalla fabbrica accucciato dietro la sua macchina con un passamontagna nero in faccia e le spacco una gamba a sprangate.”
Lo guardo con aria spazientita mentre apro l’ennesima scatola “Sei fortunato che ho gli occhiali e non riesco neanche a sentire le stronzate che dici”.
Frank se la ride
Non so perché sta cosa degli occhiali, in qualche modo bisogno pur far passare il tempo
..Riprendiamo a lavorare burning through the skaaaaaiiiieeeee, two hundrer degrees just call me mister farenhhhAAAAAAAit,  travelin at the speed of lAAAAAAAAAAiitt Franco dice qualcosa che non riesco a sentire, tra tutti sti rumori e le canzoni che mi si canticchiano da sole nella testa non riesco mai a sentire niente “Cos’ hai detto?”
“E togliti quei cazzo di occhiali, che non senti mai niente!”
“Haha, dai pirla, cos’hai detto?”
Frank ride appoggiato al macchinario.
I minuti passano, continuiamo ad aprire scatole, caricare scatole, rompere scatole, chiacchierando a proposito di film
“E Kung fusion l’hai visto?” mi chiede franco
“E’ uno schifo”
“Ma dai”
“No, veramente, una merda”
Franco si allontana di qualche passo per prendere uno scatolone di zucchero “dgh&%B£$%&riti” Cazzo, oh, non sento niente, se il mio interlocutore è a più di de metri da me non capisco un cazzo.
Lascio cadere a terra il cartone, porto le mani sugli occhiali e , avvicinandomi a Frank, li alzo sulla fronte, “Eh?” gli dico strizzando gli occhi, come se non lo vedessi bene
“Ho detto che è uno dei miei film preferiti, è stupidissimo”
“Vabbè non è proprio na merda dai, non è come Shaolin soccer per esempio, però non si può neanche dire che sia bello”
“Ma dai, e la signora che fuma mille cicche? E le voci? Che voci hanno i personaggi?”
“Ma si, ok, è carino, ma ,cazzo, è una minchiata, non può essere uno dei tuoi film preferiti”
“E invece si, mi piace tantissimo, mi fa pisciare addosso..”
Fisso Frank, “io non voglio più starti a sentire, perché tanto dici solo vaccate” metto i palmi delle mani davanti alla faccia e comincio a sbatterle sugli occhi, più propriamente sulle lenti degli occhiali, gridando “BAABABABABABABABABABABABABA”
“Odio quelli che fanno così”
“Dai frank, questa faceva ridere.”
“Si, era bella”


Considerazione finale: Mi piace Franco, ha cinquantadue anni ma mi ha fatto capire che se vuoi non invecchi mai. Perdi i capelli, quello si. Ma continui ad aver il cervello da cretino e la voglia di sparare cazzate e fare finta che la vita sia leggera e frizzante e vaporosa.

Un pezzo da Frank:

lunedì 30 novembre 2015

Travis

.. e sto marcione pieno di dermatiti e malattie varie mi fa “la vuoi, sennò la butto via” porgendomi una bottiglia d’acqua, io gli dico “no grazie” ma quello che vorrei dire è “Ma secondo te, porcaccialamadonna, bevo a canna da una bottiglia dove hai bevuto tu che non so neanche chi cazzo sei ma so solo che sei malato e pieno di macchie rosse e sfoghi su tutto il corpo? Dai, cazzo, non bacio neanche mia moglie.”
Una striscia di fumo azzurrognola sale vorticando verso il lampadario Ikea in plexiglass arancione, Travis mi guarda con occhietti piccoli e arrossati, affondati in un cranio ossuto e lombrosianamente stupido, mi fissa come se dovessi dire qualcosa. Dico “Sei sposato?”
“Si ho anche un figlio, è tremendo, non riusciamo a togliergli il ciuccio.”
Prima il suo lavoro, poi il dentista, poi le idee salviniane sul medio oriente, ora il ciuccio. 
Non conosco bene Travis, l’ho visto un bel tot di volte ma sempre al volo, sempre un saluto-prendo la ganja e via, comunque non mi ha fatto una buona impressione, è uno che gonfia tutto ciò che dice, sai quelli che “son più figo io, quella volta là ho fatto un salto di 8 metri, ho preso un pesce grosso così eccetera eccetera”, da l’idea di essere uno che ha un immagine di sé totalmente distorta e, se vogliamo, adornata di vezzi e ghirigori, tipo un audi pluriaccessoriata quando invece è una fiat punto del 97 con la frizione rotta. In pratica il Travis che conoscono tutti è un cretino, il Travis che conosce Travis è un figo, lui recita, ma per sé stesso. Gli altri non credono a quello che lui dice, lui a volte lo capisce, altre volte no, ma non gli importa minimamente, quello che gli importa è recitare, ecco: Travis è uno che quando è a casa da solo si fa le seghe in un preservativo e poi lo getta nella pattumiera di modo che, una volta rincasato il suo coinquilino, possa raccontargli di aver avuto un focoso amplesso con una splendida ragazza, ed avere le prove per testimoniare l’accaduto.
In ogni caso, alla frase sul ciuccio non sono riuscito a rispondere in nessun modo, ho fissato il Jek usando lo sguardo-andiamo-fuori-dai-coglioni-subito e lui per fortuna l’ha colto al volo e così s’è alzato e gli fa “Beh travis grazie mille di tutto, noi ce ne andiamo, che abbiam giri da fare, bagoli grossi” e gli fa l’occhiolino, il Travis un po’ ci resta male “ma come?Non finite neanche lo sturo?”, lì intervengo io“No grazie mille siamo già in ritardo, siamo veramente di corsa”.
Mi metto il giubbotto ed esco dalla stanza, seguito dal Jek e Travis, davanti al portone ci salutiamo, finalmente siamo fuori, guardo il Jek e sospiro, finalmente siamo fuori, “Cazzo, non vengo mai più a comprare la ganja da lui, è insopportabile”
"Voleva solo far una ciaccola, è un pò pesante ma è sempre da solo, poveretto" mi dice il Jek con aria impietosita.
"Evidentemente ci sarà un motivo se è sempre da solo. L'ho imparato quella volta che ho invitato al mio compleanno il mio compagno di classe obeso"
"Di che cazzo stai parlando?"
"Haha, niente, non riceverò mai più regali di merda! Hahaha"
Il Jek ovviamente non capisce ma si limita a star zitto e ad accendere la radio, toh, ci sono i guns.
Da quel giorno non ho mai più visto Travis.

Liberarsi di lui fu come liberarsi di un obbligo che adempi quotidianamente e senza troppi problemi ma che, a ben pensarci, eviteresti volentieri. Io devo ancora passarci, ma immagino debba essere come quando tuo figlio impara a pulirsi il culo da solo.



giovedì 26 novembre 2015

Non ho grandi ambizioni

La cosa che in assoluto mi da più soddisfazione nella vita è mangiarmi le unghie.
Non propriamente l’atto del morsicare l’unghia in sé; la magia succede prima, nell’ instante in cui mi guardo un unghia e vedo che è abbastanza lunga per essere mangiata. In quell’istante, in quel microscopico attimo quando l’immagine dell’unghia viene trasmessa al cervello, il cervello realizza che la posso morsicare e mi parte una scossa blu nella testa.
Ci pensavo ieri. E’ più o meno come l’istante in cui vedi una donna che si sfila le mutandine, o un tossico in astinenza che vede la sua dose -Uno volendo può anche andar via di testa per le unghie, metti che vuole smangiarsele e quelle non sono ricresciute  Grossi problemi eh- Stavo per scrivere “una donna che si sfila le mutande”, ma mutande è squallido, per le femmine si usa sempre il diminutivo.
Chi l’ha deciso?
E’ stata una buona idea, comunque.
Oggi ho mangiato cinogiappo bevendo shot di sakè caldo in quelle micro tazzine bellissime, tra un boccone e l’altro. Ci sta. Non pensavo. Invece è utile, aiuta a digerire e, visto che sei all’alyoucaneat e spendi solo 10 euro e novanta (più il sake), hai bisogno di digerire in fretta per poterti ingozzare come un maiale bastardo.
Ho visto Le avventure acquatiche di Steve Zissou, mi è piaciuto, è sparaflashato, super colorato,  demenziale al punto giusto, senza sbroccare troppo, i dialoghi sono fortissimi, solo che i migliori sono quasi tutti nella prima parte del film.
Il regista è Wes Anderson, che ha fatto anche Grand Budapest Hotel(un altro gran bel film) e si vede, infatti anche lì colori super sgargianti, scenografia super curata, colonna sonora particolare.
Gli attori principali di “Le avventure acquatiche di Steve Zissou” sono Bill Murray che interpreta l’avventuriero Steve Zissou(non male ma niente di incredibile), Cate Blanchett è una giornalista incinta senza uomo, Owen Wilson fa sé stesso come in tutti i cazzo di film, c’è Morticia (si scrive così, giuro)della famiglia addams che fa la donna di Zissou e Willem Dafoe che fa l’imbecille e ci riesce molto bene.
La colonna sonora è composta principalmente da cover di pezzi di David Bowie cantate in portoghese da un marinaio nero che si accompagna solo con la sua chitarra. Scelta coraggiosa e grande, cazzo, grande.
Ci son un paio di scene grandiose.
Guardalo, merita.


Ps  Si, la recensione del film è solo un banale sotterfugio per tentare di distogliere la tua attenzione dalla faccenda delle unghie che, a rileggerla ora, non mi pare più interessante come che credevo, anzi sembra una cosa un po’ malata



Questo è proprio un bel disco.

lunedì 23 novembre 2015

Recensioni, film, registi

Recensioni:

Before the sunrise + Before the sunset
Oh mamma mia, la mia spiccata sensibilità ed il mio femmineo adolescenziale romanticismo mi hanno ovviamente portato ad adorare “Before the sunrise”.
La  trama sarebbe che un ragazzo americano incontra su un treno una ragazza francese, sono entrambi carini e interessanti, iniziano a chiacchierare, arrivano alla stazione di Vienna, lei sta tornando a Parigi, lui deve scendere lì perché l’indomani mattina deve prendere il volo che lo riporterà negli usa.
“Dai, per favore, scendi dal treno con me, devo passare una giornata intera a Vienna e non so proprio cosa fare, fammi compagnia, ci divertiremo, e domani te ne torni in francia.”
“Mi sembra una cosa da pazzi ma ok”.
I due si conoscono, ovviamente si baciano e poi non ti dico più niente.
Il regista, Richard Linklater (uno forte), dopo nove anni ha girato il sequel, e dopo altri nove il terzo film che conclude la trilogia (Before Midnight).
Il terzo devo ancora vederlo, il secondo l’ho appena finito e, beh non è al livello del primo ma siccome dura molto poco (70 minuti) e, sicuramente, finito il primo film vorrai saper come va a finire,  guardateli entrambi. Consiglio di guardare il primo quando li avrai già tutti e tre a disposizione.
Mi son piaciuti perché sembrano una via di mezzo tra una commediola francese e un film di Woody col giusto tocco d’ironia (a volte sia Woody sia i francesi ne mettono un po’ troppa) e senza troppe pretese intellettualistiche. Poi, beh, ovviamente ti devono piacere i film fermi basati esclusivamente sul dialogo.

Fero 3: la casa vuota
Ferro tre è difficile. I personaggi principali non dicono una parola per tutto il film, c’è solo un po’ di musica, rumori di fondo, qualche grido. Il regista è lo stesso di primavera, estate, autunno, inverno e ancora primavera,  se l’avete visto potete capire il genere. Io ho un rapporto strano coi film coreani.
 Ho visto qualcosa di giappo e loro sono malati, ho visto un paio di cinesate che non mi son piaciute per niente, ma i 4-5 film coreani che ho avuto il privilegio di guardare invece mi hanno sempre dato qualcosa, l’unico che mi è piaciuto veramente veramente tanto è Old Boy ma anche Lady vendetta dello stesso regista non è male.  Gli altri, dicevo, magari non mi hanno entusiasmato ma c’è sempre qualche immagine o qualche scena che mi resta dentro.
Tornando a kim-ki-duk, esattamente come primavera estate blabla anche ferro 3 non ha una super storia, non ci sono incredibili colpi di scena, ma ti prende, il protagonista non parla ma cazzo ti prende, come faccio a spiegartelo? ad esempio ad un certo punto ci sono delle inquadrature di lui che cammina in cerchio, e niente, c’è solo uno che cammina in cerchio, ma il modo in cui lo fa è magico. Ti vien da star lì a fissar sti piedi senza sapere perché, come se sti cazzo di piedi fossero una poesia o un quadro e nascondessero una qualche somma verità spacca culi.
Come ho già scritto tempo fa, non so fare le recensioni, so dare consigli. Guarda Ferro 3, vale la pena.

L’amore bugiardo – Gone girl
Continuerò la mia battaglia: i film non devono durare più di due ore, e le dueore e venti di Gone Girl sono un po’ troppo.
Il film è bello, è un crescendo continuo, un puzzle che si ricompone, l’unica altra vera critica oltre la durata è il fatto che, soprattutto nella parte iniziale, Ben Affleck pur dando l’idea di essere una persona in grado di ragionare bene(risolve degli indizi) in realtà fa un mucchio di stronzate.
Poi però la situazione migliora e, niente, il film merita, ha un paio di scene veramente grosse ma non mi va di spoilerarle.
Ah, il regista è David Fincher, un altro che ne sa.
NB: l’interpretazione che spacca è una quasi comparsa: Lola Kirke. E’ la ragazza del campeggio, guardala e fammi sapere.


"...Nick amava la ragazza che fingevo di essere: la strafiga.
La strafiga è sexy, divertente, si limita a sorridere
 e poi gli offre la bocca da scopare.
Se lui vuole lei sarà una sciacquetta che parla di football 
e mangia ali di pollo al fast food.
[...]
Per lui mi sono fatta la ceretta completa alla passera
Ho bevuto birra in lattina
guardando film di Adam Saldler
Ho mangiato pizza fredda rimanendo una trentotto.
Glielo succhiavo più o meno regolarmente..."






Ragionamento non richiesto:
Con la musica e coi libri ho una mia teoria: Ci sono grandi scrittori e grandi musicisti ma nessuno di loro è immenso. Le opere invece possono essere immense. Mi spiego meglio: Il vecchio e il mare è un libro incredibile e infatti, quel poco che ho letto di Hemingway oltre a quel racconto, è comunque roba valida, ma non così valida. Nello stesso modo in cui Salinger è forte, ma Il giovane Holden lo è di più.
Nella musica questo è ancora più evidente. Possiamo dire che Slash è un grande chitarrista? Si. Possiamo dire che ha scritto decine di canzoni di merda? Purtroppo si. Tolte tre o quattro tracce degli use your illusion, i guns n roses sono Appetite for destruction. Quel disco è un capolavoro, quel disco è immenso, i guns sarebbero potuti stare insieme altri 20 anni ma non avrebbero mai più scritto niente di simile, e dopo il periodo guns, slash ha suonato coi velvet underground e con un sacco d altra gente senza mai tornare alle vette raggiunte coi guns. Così come i Black sabbath hanno dato il loro meglio nei primi due dischi, e Clapton ha fatto trenta album ma tutti lo conoscono solo per i pezzi degli anni 70 e potrei andare avanti così per ore.
Mi sono spiegato? A volte l’artista riesce a creare qualcosa d’incredibile e, nella vita, non riuscirà mai più a toccare quelle vette.
Coi registi credo sia diverso, probabilmente è perché il cinema è una forma d’arte completamente differente, una canzone la scrivi in una settimana, una poesia in un giorno, la realizzazione d un film può richiedere anni.
Un’altra considerazione è che il 90% dei musicisti ha dato il meglio nei primi lavori; gli scrittori al contrario non danno mai il meglio subito ma, se e quando arrivano al top, difficilmente si ripetono.
I registi no. Per loro è più semplice.
La metto giù più easy che posso, sarò drastico.
La maggior parte degli scrittori che ho letto hanno scritto un solo grandissimo libro e la maggior parte dei gruppi che ho ascoltato hanno fatto un solo grandissimo disco. I registi che mi piacciono mi piacciono perché hanno fatto almeno due film bellissimi. Potresti facilmente obiettare che un bel disco dentro ha 10 canzoni belle quindi vale più di un film e probabilmente hai ragione, anche perché i miei fim preferiti li ho visti tipo 5 volte, i dischi preferiti li ho ascoltati boh, forse 50 volte, forse cento, forse di più. Ma torniamo al punto
Se ti piace il Giovane Holden ti piace il Giovane Holden, non Salinger, se ti piace Furore può essere che Pian della Tortilla non ti piaccia, e quindi che non ti piaccia Steinbeck ma
se ti piace Pulp Fiction al 90% ti piace Tarantino. Al 90% ti piacerà anche le Iene,
e se prendiamo d’esempio Fincher, ti è piaciuto Seven? Ti piacerà Fight club e ti piacerà Gone girl.

Lista personale di registi che ritengo validi perchè ho visto più di due film loro che mi son piaciuti:

David Fincher: Seven, fight club, ma dai, anche Gone girl timidamente sul gradino più basso del podio.

Richard Linklater:  School of rock, Before Sunrise, Waking life, A Scanner Darkly, Boyhood.
Sono film diversissimi tra loro ma di certo I dialoghi di Before sunrise/Before the sunset e I monologhi di Waking life hanno qualcosa in comune, così come la trilogia del Before che si sviluppa in 18 anni può e deve farti venire in mente Boyhood.

Darren Aronofsky: Eccessivo, folle, allucinato, tre aggettivi che descrivono bene i film di Aronofsky e i miei gusti letterario-cinematografici. E’ stato amore a prima vista: Pi greco - il teorema del delirio, Requiem for a dream, il Cigno nero

Quentin Tarantino: Le Iene, Pulp Fiction sono un gradino sopra a tutti gli altri, poi ognuno pensi quel che vuole.

Woody Allen: Potrei scriverne decine ma mi limito a Io e Annie (suo miglior film), Zelig (uno dei primi finti documentari), Vicky Christina Barcelona(miglior personaggio femminile), Il dittatore dello stato libero di Bananas, Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere, Basta che funzioni(miglior personaggio maschile)

I fratelli Wachowski: Nei loro film spacca ogni cosa, ma le storie sono assurde.. Matrix, V per vendetta, Cloud Atlas sono tre film nella mia “Top 10 movies of all times”.

I fratelli Cohen: anno girato molti film validi ma personalmente Il grande Lebowski e Fratello dove sei mi hanno lasciato qualcosa più degli altri.

Terry Gilliam: Semplicemente il mio preferito. Obbligatori Paura e delirio a Las Vegas, La leggenda del re pescatore, L’esercito delle dodici scimmie, Tideland – Il mondo capovolto.


Ce ne sono altri ma per oggi va bene così.

domenica 22 novembre 2015

Vuoti pieni di niente

Ieri, trascinato da un mix di noia e nostalgia ho riletto qualche mio vecchio post ed ho scoperto che tutti quelli che commentavano abitualmente il mio blog nel 2011 2012 non scrivono più su blogger. Praticamente tutti quelli che sono passati di qua, anche lasciando un solo commento, non scrivono più. Ho guardato diversi profili di persone di cui non ricordavo l’esistenza e persino sui “blog che seguo” di questi profili ci sono solo blog chiusi o abbandonati. E’ tristissimo,  mi mette un angoscia oscena. Come passare in una città fantasma. Anzi, peggio , come abitare in una città fantasma.
Avendo sempre meno blog, aumenta la qualità dei rimanenti? No, non credo.
I blog sono solo una moda già passata? O un passatempo che finisce? Una fase della vita che vivi con entusiasmo per un paio d’anni e poi dimentichi?
Tanta gente che quasi conoscevo, almeno così penso, almeno così mi va di scrivere, anche se in realtà non si conosce mai nessuno nella vita vera, figuriamoci in quella bloggherosa,dicevo tanta gente è sparita e non gli ho detto neanche ciao o grazie.
Altri blog interessanti di persone sicuramente interessanti, li ho scoperti dopo che erano già stati abbandonati. L’equipaggio sta abbandonando la nave. Blogger morirà, i blog moriranno.
Probabilmente già in questo momento i blog abbandonati sono molto più di quelli regolamente aggiornati.
E’ molto triste. Molto triste.
Quindi ti ringrazio, tu che mi stai leggendo, ti ringrazio di cuore, prima che tu sparisca nel silenzio. Devi sapere che se non ci fossi tu io non scriverei niente.

Posso fingere che scrivere sia una necessità, un’azione obbligatoria ed appagante, ma in realtà voglio solo sentirmi dire che sono bravo, voglio solo un po’ di compagnia. Mi sento tanto solo.



venerdì 20 novembre 2015

Il nuovo mondo

Quando l’individuo sente, la comunità è in pericolo

La popolazione ottima è modellata come un iceberg: otto noni al di sotto della linea dell’acqua, un nono sopra.

Noi non vogliamo cambiare. Ogni cambiamento è una minaccia alla stabilità.

Quest’uomo ideale è colui che mostra “conformismo dinamico”, lealtà intensa verso il gruppo, desiderio indomabile di subordinarsi, d’appartenere …”


SI TAGLIò LA CIME A TUTTE LE CROCI E DIVENNERO DELLE T. C’ERA ANCHE UnA COSA CHIAMATA DIO.

C’ERA UNA COSA CHIAMATA CIELO. MA COMUNQUE BEVEVANO ENORMI QUANTITà DI ALCOOL. C’ERA UNA COSA CHIAMATA ANIMA. MA FACEVANO USO DI MORFINA E COCAINA.

mercoledì 18 novembre 2015

quello che anima me


Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo


E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia


Pure lo senti, nel gioco d'aride onde
che impigra in quest'ora di disagio
non buttiamo già in un gorgo senza fondo
le nostre vite randage


Mia vita, a te non chiedo lineamenti 
fissi, volti plausibili o possessi.
Nel tuo giro inquieto ormai lo stesso
sapore han miele e assenzio 


Ciò che di me sapeste
non fu che la scialbatura
la tonaca che riveste 
la nostra umana ventura

ed era forse oltre il telo
l'azzurro tranquillo;
vietava il limpido cielo
solo un sigillo

Restò così questa scorza
 la mia vera sostanza;
il fuoco che non si smorza
per me si chiamò: ignoranza

Se un'ombra scorgete, non è
un'ombra - ma quella sono io
potessi spiccarla da me,
offrirvela in dono





Mix delle poesie "Non chiederci la parola che squadri da ogni lato", "Meriggiare pallido e assorto", "Non rifugiarti nell'ombra", "Mia vita a te non chiedo lineamenti", "Ciò che di me sapeste" 
dalla raccolta Ossi di Seppia di Eugenio Montale





lunedì 9 novembre 2015

I guess i'll save the best for last



I guess I'll save the best for last
My future seems like one big past







Dov’è il mio posto?

Panzo ha già tre figli, una donna grassa e disoccupata, una casa sporca, un Qi bassissimo e raffiche di bestemmie pronte per ogni occasione.

Lui, l’altro e st’altro non c’hanno bimbi, né donne regolari, ma il conto in banca è gonfio assai. Si lavorano il lavoro, lentamente, con mestizia, ma giusto è così. Nove ore al giorno, sei su sette, tiro la cinghia, niente vizi idioti, niente sigarette o canne o coca o merdate, solo cibo e alcool ogni tanto. Vecchi e bambini ai lati della strada li guardano procedere sui binari, il vecchio li indica con un dito, il bambino, sorriso-in-bocca, alza la mano in cenno di saluto.

Poi vedi lui, Lui che lavora per lo stato, lui che mi ha detto “lo sai che suono?” e io “Cosa? La chitarra? La batteria?” e lui “ma no, faccio il deejay”.
“E che musica fai?”
“Beh”- mi guarda come se mi stesse dicendo la cosa più ovvia al mondo- “Roba commerciale, è quella che piace alle fighe”
Poi mi sale in macchina, son lì che scelgo che sound metter su, lui intanto sbircia i nomi delle cartelle sullo schermo dell’autoradio. “Ma che roba ascolti? Blues, jazz?”
“Senti, cambiamo discorso. Non ho nessuna intenzione di parlare di musica con te” – lo dico sorridendo, sempre dire la verità scherzando, Democrito style, lui non se la prende.
Ha delle scarpe di Gucci e una borsa tracolla (anche se non è frocio) sempre di Gucci, stesso colore delle scarpe. Imbarazzante.
..Son lì che parlano di Jack tracannabirra “perché, vedi, Jack lavora quattro mesi all’anno là, poi si trova qualche altro lavoretto sborrato e appena arriva al minimo per prendere la disoccupazione vive di quella”

Panza, lui, l’altro e st’altro se la ridono  …    “marcio”   …   “che schifo”, e ormai stanno affogando, non possono più essere salvati.
Questi pensano sul serio che il lavoro nobiliti l’uomo, pensano sul serio che lavorando più di 50 ore settimanali si è fichi e “cazzo, io ho fatto la mia parte!”, mentre, palesemente, Jack tracannabirre è feccia, ‘sta gente che non c’ha voglia di far un cazzo, i terroni, i rumeni, gli zingari e jack tracannabirre.
La loro vita è difficile per colpa di persone così! Perché se tutti fossero italiani (o meglio ancora padani) puri, 100% lavoratori, lo stato girerebbe meglio, loro non dovrebbero lavorare e pagar le tasse anche per i terroni nullafacenti, e tutti saremmo più ricchi.
Invece c’è gente come Jack tracanna birre e me medesimo.
E noi facciamo venire la nausea agli italiani veri.

Dov’è il mio posto?
Di certo non qui. Di certo non in mezzo a persone che non si rendono conto di niente, che imparano dalla televisione, che odiano i diversi, che prendono millecinquecento euro al mese e comprano  scarpe e borse da duecento euro per andare a cena con qualche amico
Amico? Si, amico. Con idee diverse, certo, ma pur sempre amico. Dovessi sparare a chi non cerca farei stragi.

Proprio no, sai?
St’altro, tra le altre cose, è sveglio. Non ho modo di misurare la svegliezza di una persona ma posso dire, senza ombra di dubbio, che st’altro è molto sveglio. Di certo più di me. E intelligente, e attivo. Lavora, ha una donna, la porta fuori a cena, va in palestra, va a correre, si tiene in forma, frequenta gli amici, i locali cool. Dà l’idea di essere uno che si gioca bene il tempo che ha, non lo spreca, non lo butta via come me, che me ne sto le ore a fissare il muro pensando a qualche bella parola da scrivere o sognando il mare la pace e un mondo migliore. Lui fa mille cose, è sempre in movimento, lo stimo, lo apprezzo
Ma sto stronzo pezzo di merda c’ha delle chiusure mentali inconcepibili per me.
Magari sembra di no, ma sta cosa mi fa soffrire.
Dover vomitare i miei pensieri abortiti su un blog di merda per poi leggere parole di comprensione, per trovare qualcuno che pensi da solo.

In questo posto nessuno prova a capire, nessuno vuole sentire, nessuno è disposto o interessato o interessante.  Tutto ciò che non si capisce fa schifo, è merda, insulti, risa di scherno,

non è il mio posto, ma starò qui.
Perché sono coglione
Perché sono fottutamente grande
Perché so cose che non riesco a realizzare
Perché devo aspettare che il tumore mangi i polmoni dei miei genitori
Perché qui ho tutto quello che mi serve, cioè nulla
Perché se Clark figlio-di-cane Kent fosse rimasto su Crypton sarebbe stato uno dei tanti.
BOOOOOOOOOOMMM

Capito? Pensa di andare in un posto dove tutti ragionano bene, hanno capito quello che conta veramente nella vita, amano il prossimo, lo rispettano e lo aiutano. La vita sarebbe meravigliosa, benessere per tutti, felicità permanente.

Ma il fine della vita non è il mantenimento de benessere, ma qualche intensificazione e raffinamento della coscienza, qualche accrescimento del sapere. […]  la felicità effettiva sembra sempre molto squallida in confronto ai vari compensi che la miseria trova, la felicità non è mai grandiosa.

                                                                                          Aldous Huxley




martedì 3 novembre 2015

E' duro il modo in cui mi osservi stare solo

Oggi non c'è molto da dire, meglio stare zitti ed ascoltare:


...chi ti loda e ti ammira
è il nuovo e falso profeta.
Complimenti per gli amici, ma quanti te ne fai?
Mille i modi in cui sorridi
ma poi non ridi mai
non ti vergogni di mostrarti nuda
come una cipolla che non sa far piangere?
è duro il modo in cui mi osservi stare solo

sai che  poi non te lo puoi permettere.
I dischi che non capirai
I libri che non leggerai


Le citazioni ti sorprendono
le variazioni ti confondono
Oscar Wilde, Sonic Youth
Motorpsycho e Mallarmé.
E non soffro se mi sento solo,
soffro solo se mi fai sentire dispari





I marta sui tubi al momento sono il miglior gruppo italiano. Indubbiamente. Se poi non sei d'accordo fa lo stesso.


Poi , già che ci siamo, rispolveriamo una collaborazione importante: Caparezza Feat Angelo Branduardi: La sassaiola dell'ingiuria.
Di solito odio le basi dei pezzi di Caparezza, soprattutto quelle dei primi dischi, stranamente però questa mi piace,  il testo invece spacca come sempre.


Mi piace sapermi diverso, piacere perverso che riverso in versi su fogli sparsi, nei capoversi dei giorni persi nei miei rimorsi, che cosa c'é da aspettarsi da chi come me non sa adeguarsi a sette, mafiette, etichette e se tutti fanno lui smette?